Open source sì, open source no
Venerdì 29 Gennaio 2010 ore 14:53
Come sempre, quando cerchi una definizione on line, il tuo punto di riferimento non può che essere Wikipedia. Ecco come inizia la pagina dedicata al termine open source: “In informatica, open source (termine inglese che significa sorgente aperto) indica un software i cui autori (più precisamente i detentori dei diritti) ne permettono, anzi ne favoriscono il libero studio e l'apporto di modifiche da parte di altri programmatori indipendenti. Questo è realizzato mediante l'applicazione di apposite licenze d'uso. La collaborazione di più parti (in genere libera e spontanea) permette al prodotto finale di raggiungere ...
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Become a Vedett!
Lunedì 18 Gennaio 2010 ore 16:54
Mi sono scontrata di recente in questa birra belga, la Vedett. É successo in un pub a Bruxelles. Bionda, gradazione del 5,2%, dal 1945 è prodotta da Moortgat, azienda conosciuta per il marchio Duvel. Quello che mi ha incuriosito di questa birra è il look retro della bottiglia. E la foto di persone diverse in ogni etichetta. L'aspetto divertente è che chiunque può vedere la propria faccia stampata, semplicemente inviando una foto all'azienda. Il risultato è un Warhol in bottiglia, in puro stile belga. Le birre personalizzate si possono poi trovare in bar e negozi selezionati. Per partecipare c'è ...
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Ecco perché ci chiamano vicentini magnagati
Giovedì 14 Gennaio 2010 ore 18:39
Antonio Di Lorenzo è un giornalista vicentino. Si occupa di enogastronomia, anzi è IL giornalista enogastronomico vicentino. La sua rubrica "Vicenza di Gusto" su Il Giornale di Vicenza è diventata in sette anni di premiata attività un appuntamento irrinunciabile per tutti gli amanti della buona tavola.
Inevitabile che Di Lorenzo in questi anni si sia visto rivolgere più volte la stessa ineluttabile domanda: ma voi i gatti li mangiate per davvero? E così si è messo all'opera per questa che è la sua ventunesima pubblicazione (suoi ...
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Marketing, questo sconosciuto
Ogni mese in Italia, 11.000.000 di persone cercano su Google la parola “marketing”. Nel mondo sono 66 milioni. Siamo sopra la media. Per carità, sempre meno dei 13,5 milioni di utenti che cercano “sesso”, ma anche il marketing tira. Certo, di questi tempi non si può che abbracciare il verbo del damose dafà. Che tradotto significa: troviamo nuovi clienti per la nostra azienda.
Bella scoperta. Ma cos'è sto marketing? Si sprecano corsi, ricorsi, bignami e fascicoli settimanali. Lungi da noi metterci a dare la nostra definizione. Ma, a ragion veduta del nostro lavoro quotidiano ci sentiamo di mettere in guardia le aziende da due rischi che notiamo essere ricorrenti.
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Ridurre il marketing alla sola comunicazione. Per vendere serve un Prodotto che incontra le richieste del pubblico, un Prezzo adeguato e un canale distributivo efficace ed efficacie. Se questi elementi non ci sono, si può cercare alla voce “miracoli”.
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Ridurre il marketing al solo aspetto commerciale. Serve a poco spingere agenti e distributori sull'orlo dell'esaurimento. Di nuovo: serve il prodotto, serve il prezzo, ma serve anche una comunicazione che possa dare un valore a tutto ciò. Non è mai il prodotto in sé, ma il significato che ha, i valori che esprime il consumtore attraverso la sua scelta.
Insomma, la verità sta nel mix.

