Non siamo mica criminali: facciamoci sentire
Giovedì 18 Dicembre 2008 ore 09:28
Una proposta di legge vuole abbassare il limite massimo consentito di alcol nel sangue per chi guida a 0,20 gr/litro. Praticamente niente, se consideriamo che basta un calice di vino o un bicchiere piccolo di birra a rendere "in stato di ebbrezza" la maggior parte di noi.
Il messaggio che il legislatore vuole far passare è: "chi guida non beve, chi beve non guida". Ergo, se devi guidare bevi Coca Cola, ma se hai qualcuno che guida per te ubriacati pure. Sì: una sera su due fai il bravo, ma l'altra bevi finché vuoi. Perché se vieti qualcosa a qualcuno, alla prima occasione "di libertà" ...
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Qualcuno mi dà un passaggio?
Lunedì 15 Dicembre 2008 ore 15:56
Io peso 70 kg.
Dalle tabelle diffuse dall'ex Ministero della Salute con una birra "speciale" da 8 gradi, a stomaco pieno, dovrei avere un tasso alcolemico di 0,26. Potrei quindi tranquillamente prendere la mia macchina e tornare a casa dalla mia famiglia.
Uso il condizionale perché da gennaio potrebbe non essere più così. Se infatti, come riportato dal Corriere della Sera, dovesse passare la proposta di legge che prevede l'abbassamento del limite massimo consentito da 0,5 a 0,2 dovrei seriamente considerare il fatto di aspettare un po', farmi una corsetta, fare altre due chiacchiere e attendere l'abbassamento ...
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E ora proviamo con un i-book
Sabato 06 Dicembre 2008 ore 08:55
Se questi intraprendenti signori che vendono on line frullatori hanno frantumato un i-phone per dimostrare le qualità dei loro prodotti, io posso tranquillamente immergere per 12 mesi in una barrique l'i-book del mio socio, giusto? Dimostrerà che i sentori di legno non sono preponderanti sul prodotto.
A giudicare dal buzz on line creato da questo video dovrebbe funzionare.
...
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Ancora sull'entropia
Venerdì 05 Dicembre 2008 ore 09:03
L'entropia è una funzione di stato che, in termodinamica, viene
interpretata come una misura del disordine di un sistema fisico o più
in generale dell'universo.
Mi pare che l'entropia del nostro sistema enogastronomico sia ormai vicina al limite di sopportazione. E quindi leggiamo di bottiglie d'acqua a 99€, Chateau Latour venduto a 170.000 $, tartufi a 200.000 $ (ok, si trattava di beneficienza, ma...) e birre che vengono dallo spazio.
Una risata vi seppellirà. Ne sono convinto....
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Ebbrava Monica
Martedì 02 Dicembre 2008 ore 17:01
Durante il convegno di presentazione della recente edizione di BCM (Bordolesi Cabernet Merlot) ho avuto la fortuna di avere accanto a me l'autrice di una delle cose più belle della manifestazione di Villa Favorita. Monica Sommacampagna è infatti la firma delle interviste ai nobili produttori che aprono il catalogo dei vini presenti. 21 interviste volutamente alla cieca (nel senso che le ha fatte al telefono), che, per una volta, mettono in primo piano gli uomini rispetto ai prodotti. Si percorre, quindi, tutto d’un fiato, l’italico stivale, dalla Sicilia di Planeta e Marzotto, fino all’Alto Adige di Goess-Enzenberg, ...
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Marketing, questo sconosciuto
Ogni mese in Italia, 11.000.000 di persone cercano su Google la parola “marketing”. Nel mondo sono 66 milioni. Siamo sopra la media. Per carità, sempre meno dei 13,5 milioni di utenti che cercano “sesso”, ma anche il marketing tira. Certo, di questi tempi non si può che abbracciare il verbo del damose dafà. Che tradotto significa: troviamo nuovi clienti per la nostra azienda.
Bella scoperta. Ma cos'è sto marketing? Si sprecano corsi, ricorsi, bignami e fascicoli settimanali. Lungi da noi metterci a dare la nostra definizione. Ma, a ragion veduta del nostro lavoro quotidiano ci sentiamo di mettere in guardia le aziende da due rischi che notiamo essere ricorrenti.
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Ridurre il marketing alla sola comunicazione. Per vendere serve un Prodotto che incontra le richieste del pubblico, un Prezzo adeguato e un canale distributivo efficace ed efficacie. Se questi elementi non ci sono, si può cercare alla voce “miracoli”.
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Ridurre il marketing al solo aspetto commerciale. Serve a poco spingere agenti e distributori sull'orlo dell'esaurimento. Di nuovo: serve il prodotto, serve il prezzo, ma serve anche una comunicazione che possa dare un valore a tutto ciò. Non è mai il prodotto in sé, ma il significato che ha, i valori che esprime il consumtore attraverso la sua scelta.
Insomma, la verità sta nel mix.

