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Un anno dopo
Martedì 02 Febbraio 2010 ore 22:32
Scopro che anche Wired di febbraio si occupa di Open Baladin e dell'open source nel mondo enogastronomico. E giustamente ricorda che l'idea è nata in Danimarca, come peraltro aveva già fatto notare Andrea ormai un anno fa. La firma in calce all'articolo è quella di Stefano Bonilli.
pubblicato da Davide Cocco in Birrando, Comunicazione



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editoriale
Michele BertuzzoMarketing, questo sconosciuto

Ogni mese in Italia, 11.000.000 di persone cercano su Google la parola “marketing”. Nel mondo sono 66 milioni. Siamo sopra la media. Per carità, sempre meno dei 13,5 milioni di utenti che cercano “sesso”, ma anche il marketing tira. Certo, di questi tempi non si può che abbracciare il verbo del damose dafà. Che tradotto significa: troviamo nuovi clienti per la nostra azienda.

Bella scoperta. Ma cos'è sto marketing? Si sprecano corsi, ricorsi, bignami e fascicoli settimanali. Lungi da noi metterci a dare la nostra definizione. Ma, a ragion veduta del nostro lavoro quotidiano ci sentiamo di mettere in guardia le aziende da due rischi che notiamo essere ricorrenti.

  1. Ridurre il marketing alla sola comunicazione. Per vendere serve un Prodotto che incontra le richieste del pubblico, un Prezzo adeguato e un canale distributivo efficace ed efficacie. Se questi elementi non ci sono, si può cercare alla voce “miracoli”.

  2. Ridurre il marketing al solo aspetto commerciale. Serve a poco spingere agenti e distributori sull'orlo dell'esaurimento. Di nuovo: serve il prodotto, serve il prezzo, ma serve anche una comunicazione che possa dare un valore a tutto ciò. Non è mai il prodotto in sé, ma il significato che ha, i valori che esprime il consumtore attraverso la sua scelta.

Insomma, la verità sta nel mix.