Venerdì 05 Febbraio 2010 ore 08:34
Sono le Composte di Montorso (Vicenza). Piatto antico, oggi riscoperto grazie ad una Deco (denominazione comunale) e ad un'amministrazione locale che si sta dando da fare per farlo conoscere ed apprezzare.
Tradizionalemente le Composte vengono preparate con le Verze scartate durante la raccolta. Vengono tagliate in due o quattro parti e scottate in un liquido composto di nove parti di acqua salata ed una di graspia (la Graspia è il prodotto del terzo passaggio sulle bucce fermentate, dopo che si è ottenuto il vin grosso e il vin piccolo).
Ben scolate e raffreddate, si dispongono a strati in un barile aggiungendo ad ogni strato un po' di sale grosso. A gusto personale si possono aggiungere dell'aglio e qualche chiodo di garofano: ingredienti che oltre ad aromatizzare concorrono ad inibire la formazione di muffe.
Si finisce con uno strato di foglie grandi distese a copertura e si appone un coperchio di legno, che entri nel recipiente, sul quale vengono adagiati dei pesi. Infine si versa la graspia fino a coprire abbondantemente le verze; si copre tutto con un coperchio non stagno e si lascia macerare per quaranta giorni. Trascorso tale tempo, le Composte tolte dal barile e sciacquate si possono cuocere come l'ortaggio fresco.
Alle composte è stato dedicato un convegno dal titolo “Quale futuro per le composte di Montorso” in occasione della tradizionale Festa di San Biagio, a cui ha partecipato il nostro Davide, quale eperto di comunicazione enogastronomica.
Una vera sopresa apprendere le caratteristiche nutrizionali di questo piatto. Le proprietà della verza sono di per sé molto positive: poche calorie, pochi grassi, quasi nessuno dei quali saturo e assenza di colesterolo (con effetto di protezione dall’arterosclerosi), poco sodio e molto potassio (protezione dall’ipertensione), molta vitamina A (protezione dai tumori) e molti carboidrati quasi tutti non digeribili ma, almeno in parte, fermentabili cioè da fibra (importante nel far funzionare l’intestino ma anche nel ridurre il rischio di diabete e di dislipidemia).
Tuttavia le caratteristiche della verza consumata sotto forma di composta, sono ancor più positive e corrispondono anche a quelle di alimenti oggetto di scelte innovative in funzione della salute. Sotto questo aspetto sono importanti il contenuto di antiossidanti sia vitaminici che polifenolici, il contenuto di acido folico, e la presenza di altre sostanze che studi recenti, indicano essere importanti per la salute. In particolare, polifenoli e composti solforati.
La possibile aggiunta di aglio nella preparazione del piatto può conferirgli ulteriori caratteristiche salutistiche, infine la fermentazione lattica che si verifica durante la preparazione potrebbe essere in grado di influire sulla flora microbica intestinale con un effetto probiotico.
Ovvio che l'attualità, e il futuro, di questo piatto sta tutto nelle sue proprietà salutistiche. E ne fa meritare, ancor di più, la riscoperta.
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Marketing, questo sconosciuto
Ogni mese in Italia, 11.000.000 di persone cercano su Google la parola “marketing”. Nel mondo sono 66 milioni. Siamo sopra la media. Per carità, sempre meno dei 13,5 milioni di utenti che cercano “sesso”, ma anche il marketing tira. Certo, di questi tempi non si può che abbracciare il verbo del damose dafà. Che tradotto significa: troviamo nuovi clienti per la nostra azienda.
Bella scoperta. Ma cos'è sto marketing? Si sprecano corsi, ricorsi, bignami e fascicoli settimanali. Lungi da noi metterci a dare la nostra definizione. Ma, a ragion veduta del nostro lavoro quotidiano ci sentiamo di mettere in guardia le aziende da due rischi che notiamo essere ricorrenti.
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Ridurre il marketing alla sola comunicazione. Per vendere serve un Prodotto che incontra le richieste del pubblico, un Prezzo adeguato e un canale distributivo efficace ed efficacie. Se questi elementi non ci sono, si può cercare alla voce “miracoli”.
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Ridurre il marketing al solo aspetto commerciale. Serve a poco spingere agenti e distributori sull'orlo dell'esaurimento. Di nuovo: serve il prodotto, serve il prezzo, ma serve anche una comunicazione che possa dare un valore a tutto ciò. Non è mai il prodotto in sé, ma il significato che ha, i valori che esprime il consumtore attraverso la sua scelta.
Insomma, la verità sta nel mix.

