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Ricevere una bottiglia è sempre un piacere. Quando poi è per un “panel test” scatta un’ulteriore gratificazione legata alla possibilità di espirmere un giudizio. Ma c’è anche senso di responsabilità. Siamo gente seria noi.
E così io e Davide abbiamo atteso le condizioni psico-fisiche ideali e l’incontro conviviale per stappare la bottiglia di Primitivo di Manduria DOC 2006 Altemura di Altemura della Masseria Altemura, ricevuto dopo esserci iscritti al Tasting Panel del blog Wine is love di Francesco Zonin.
Alla fine tutto ciò si è concretizzato con una bella lasagna alla bolognese, ricca e saporita.
Versato nei nostri calici il colore è impenetrabile. Di un bel rubino, con un’unghia violacea, che ci fa pensare ai viaggi in lungo e in largo per l’Italia che questo vino faceva per andare a salvarne altri di debolucci. Prima che se ne capisse il vero valore e diventasse uno dei più interessanti vitigni italiani.
Portato al naso, la sensazione è davvero appagante. Frutta rossa polposa, una bella prugna – neanche troppo matura – amarena e piccoli frutti rossi. Poi spezie, con la vaniglia che la fa un po’ da padrona, e una bella sensazione di terrosità, davvero intrigante.
In bocca è avvolgente. Il tenore alcolico (14°) si avverte, il tannino è morbido, c’è ancora una bella freschezza e una discreta sapidità. Solo abbastanza persistente.
Bello al naso, personalmente non avrei sgradito qualche spigolosità in più in bocca: la morbidezza tende un po’ a smussare le sensazioni e toglie personalità al vino. Ma sicuramente è ancora giovane e qualche mese in bottiglia non può che giovare.
Nel complesso un bel prodotto. Da tenere sotto controllo per capire dove sta andando. Ci permettiamo di rubare un metro di misura che ci piace tanto, le chioccioline e ne diamo 4: @@@@
E invece @@@@@ se le merita Francesco Zonin. Perché, ancorché porti un cognome un tantino ingombrante, ha accettato la sfida di non sottrarsi al dialogo con quei rompiscatole dei wine-blogger. Coraggioso ed intelligente.
E lo sarà ancora di più – mi permetto –  se continuerà sia a dialogare in rete, che a prestare il volto per le campagne pubblicitarie per i vari Primo Amore. L’una cosa non esclude l’altra. Anzi, quello del vino è un mondo particolarmente complesso, nel quale è necessario saper percorrere tutte le strade strade. Mettendoci sempre la faccia.

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