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Due settimane or sono, a Genova, si è svolta la manifestazione legata al mondo del vino e di internet più importante dell’anno: Terroir Vino. Il giorno precedente c’è stato anche un preambolo interessante, quel Vinix Unplugged Open Unconference che ha riunito nella sala del camino di Palazzo Ducale alcune fra le menti più brillanti della comunicazione in rete in campo enogastronomico (questa è autopromozione, sia chiaro).

Prendo spunto da uno degli interventi della giornata, quello di Angela Barison, per fare alcune considerazioni personali sulla comunicazione nel mondo del vino. In verità l’intervento di Angela l’avevo già sentito in occasione del convegno Osservatorio Wine, ma in quella occasione il tempo era stato tiranno e l’intervento era stato giocoforza veloce e difficile da seguire. A Genova invece, vuoi anche per l’atmosfera più informale, si è capito molto di più.

L’indagine condotta da Angela per ha coinvolto circa 600 cantine italiane, su un totale di oltre 30.000. In realtà i questionari spediti sono stati molti di più, ma il numero sopra riportato si riferisce ai soli produttori che hanno risposto. L’oggetto: il rapporto fra le cantine e il web, la loro conoscenza dei più recenti sistemi di comunicazione e l’uso che ne fanno e che ne intendono fare.

Diciamo che ci sono delle note positive, e delle note negative. Quelle positive sono che la maggior parte delle aziende ha un sito web da alcuni anni, e lo aggiorna abbastanza spesso, direttamente o con aiuti di vario genere. Qualcuno ha anche un blog, ma è una minima parte, pari al 14% degli intervistati.

Quelle negative sono relative ai social network, al fare rete, allo scambio di informazioni. Sembra infatti che i produttori, a parte l’onnipresente Facebook e Youtube, conosciuti dal 97% degli intervistati, non sappiano nemmeno dell’esistenza di servizi come Twitter , Friendfeed, Tumblr, e non abbiano nemmeno la voglia o l’intenzione di iniziare a usarli.

Perchè? Perché sono nuovi, inconsueti. Vanno seguiti e coltivati. Ma ti permettono di creare un contatto diretto con chi i tuoi vini li beve, o potrebbe berli. Niente di più semplice, veloce ed efficace per creare un dialogo con i tuoi clienti, ricevere consigli, portarli in cantina senza farli uscire di casa. E poi sono elastici, diretti e soprattutto senza alcun filtro.

La comunicazione non è mai stata così alla portata di tutti. Sempre se si ha qualcosa da dire, ovvio. E se si ha un po’ di voglia di imparare.

Il tempo? Si trova quando credi in qualcosa, quando arrivi a capire che i minuti o le ore che passi on-line non sono sprecato, ma sono un investimento importante. A costo quasi nullo peraltro.

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