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Noi veneti ci siamo sempre vergognati –  a torto –  di essere contadini. Gente legata alla terra, con la schiena curva e le unghie sporche su mani ruvide. Un popolo di montanari contadini ignoranti, per dirla alla Paolini.

Ma il Veneto è sempre stato anche culla di visionari, di capitani d’impresa a loro modo folli. Non è un caso che il nuovo mensile del Corriere della Sera, Corriere Innovazione, sia stato proprio presentato in terra veneta, per di più a Vicenza, per di più nella sperduta provincia: Breganze, sede della Diesel, una delle aziende più rivoluzionarie degli ultimi anni. Cristiano Seganfreddo ha orchestrato una serata che, a parte un comprensibile ritardo iniziale, è filata via liscia e piacevole, scandita da interventi di durata massima 5 minuti, con tanto di timer a fermare i logorroici. Più che una presentazione vera è propria è stato un modo per celebrare un territorio, che, per rubare la parola ai relatori, fa tanto ma comunica poco. Un territorio che per anni ha segnato la via e ha contribuito a tenere in piedi l’economia italiana.

Non vi posso nascondere che per tutta la serata il pensiero è andato a Gaetano Marzotto Jr, il cui spirito aleggiava nella sala per tutta la serata: un innovatore nel tessile, nel turismo, nell’agricoltura, nell’urbanistica e nel sociale. Uno dei grandi uomini dello scorso secolo, troppo spesso dimenticato, ma che ha reso possibile con il suo lavoro anche la serata di ieri sera. E nulla mi leva dalla testa che 60 anni fa questa presentazione sarebbe stata fatta a Valdagno, dentro la fabrica (con una c), con il sior Gaetan al posto di Renzo Rosso.

La mia speranza, tornando ai contadini dell’inizio di queste righe, è che nel nuovo mensile si parli anche di agricoltura e di enogastronomia, due settori che amiamo, e dove troppo spesso l’innovazione fa paura. Perché c’è un esercito di persone là fuori che lavora la terra per noi, e tutti i giorni si inventa qualcosa di nuovo per darci prodotti sempre migliori. L’innovazione la fanno loro: è giusto celebrarli, ed è auspicabile che rialzino orgogliosi la testa. Spero se ne accorgano anche al Corriere.

L’innovazione riparte da qui, dal profondo nordest. Per una volta facciamo che sia vero.

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