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Scopro grazie al blog di Lizzy che dieci Univeristà di dieci paesi (Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia, Brasile, Cina, Francia, Germania, Israele, Nuova Zelanda e Italia) hanno recentemente presentato i risultati di un’interessante ricerca. Con 2700 interviste hanno provato a capire come si sceglie l’acquisto di un vino al supermercato, in enoteca o al ristorante.

Risultato: in tutto il mondo si sceglie il vino più o meno allo stesso modo.
La principale molla che guida l’acquisto è l’esperienza, ovvero si continua a
scegliere il vino che già si conosce, che si è già bevuto e che sappiamo ci
piace. Questo vale tanto per gli italiani, quanto per gli americani, gli australiani e, perfino, per i cinesi.

Il secondo fattore di influenza è la raccomandazione da parte di qualcuno
che lo ha già assaggiato, anche se solo italiani, francesi e tedeschi si fidano
davvero dei sommelier dei ristoranti.

Quasi a nessuno importa di medaglie o bicchieri vinti o del grado alcolico.
Nessuno legge le retroetichette e solo brasiliani e cinesi guardano più la
marca del vitigno. Solo italiani e francesi (che sia che ne capiamo un po’ di
più?) prestano attenzione alla doc o aoc.

La ricerca si conclude con alcune raccomandazioni, dicendo più o meno:
“cari produttori, se volete vendere di più organizzate quante più
degustazioni presso i vostri rivenditori, fate venire i consumatori in cantina
e fateli degustare”. E poi: “create dei club del vino, date loro dei
vantaggi perché vi possano sostenere con le loro raccomandazioni”.

Esperienza e passaparola, siamo sulla strada giusta. Ma mi permetto di
aggiungere che non è tutto: non è detto che la mia esperienza di un vino con
cui entro in contatto sia necessariamente positiva e meritevole di essere ricordata. Si sceglie solo ciò che si
conosce, ma non TUTTO ciò che si conosce.

Mi spiego meglio. La mia propensione alla scelta dipende dalla qualità
dell’esperienza che ho fatto con quel vino, dal ricordo che saprà suscitare in
me e nelle persone che mi circondano. Sicuramente una bella gita sulla strada
del vino, una deliziosa cena, una degustazione ben condotta, l’incontro con persone interessanti lasciano
ricordi piacevoli. Più di una degustazione in un affollato e caldo padiglione
di una fiera.

In conclusione mi sento di dire: facciamo vivere belle esperienze ai nostri
potenziali consumatori, diamo loro modo di ricordare quel momento e buone
ragioni per parlarne con amici e conoscenti. Oltretutto è anche più divertente per chi organizza.

 

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