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VINIX PLATFORM È ONLINE

VINIX PLATFORM È ONLINE

Rilasciata dopo un lavoro durato oltre un anno, è online la nuova piattaforma Vinix a cui è
immediatamente seguita la pubblicazione delle due app android e iOS nei rispettivi store.

C’è un piccolo gruppo di folli che lavorano da poco più di un lustro ad una startup enoica
nata nel soppalco di una cantina ristrutturata affacciata sul promontorio di Portofino. Non è
il garage di Bill Gates ma la vista è forse migliore. Consentono alle persone di comprare
vino, birra e molte altre cose buone in gruppo, con un sistema – le cordate – che hanno
ideato nel 2013 e che oggi inizia a macinare numeri consistenti: Vinix Social Commerce
(https://www.vinix.com).
Cinque ragazzi tra i 38 e i 45, con un’idea ben precisa: creare il primo social commerce del
vino in Italia.
Detto fatto. “Il sistema si basa su un concetto vecchio come la ruota – il gruppo di acquisto –
che però andava ripensato, ottimizzato, automatizzato e soprattutto migliorato nella parte
relativa a scontistiche e pagamenti” dice Filippo Ronco, il fondatore. “La parte complessa è
stata automatizzare tutto il processo di acquisto di gruppo e rendere l’utilizzo semplice e
vantaggioso non solo per chi acquista ma anche per chi vende”.
Su Vinix non si paga subito infatti perché il prezzo di arrivo lo si conosce solo a fine cordata,
si autorizza una somma al momento di ingresso che normalmente scende in base agli ordini
del gruppo e si paga il dovuto solo a fine cordata.
I produttori del catalogo ricevono pagamenti elettronici anticipati, che non guasta con le
difficoltà del mercato in era COVID19. Al momento parliamo di una selezione di circa un
centinaio produttori per qualche migliaio di prodotti scelti con cura tra vini, oli extravergine,
birre artigianali, pasta, pesto, biscotti, formaggi, confetture, succhi, catalogo in costante
ampliamento.
Il funzionamento è semplice, scegli un produttore, lanci una cordata e tutti, nella tua zona,
vengono avvisati in automatico con la possibilità di unirsi alla tua cordata per un certo
tempo. Ogni nuovo ordine inserito dai partecipanti contribuisce a far scendere
progressivamente il prezzo per tutti, alla fine della cordata ognuno paga per sé in modo
automatico e il produttore spedisce tutto al capocordata che fa da base per l’arrivo e,
tramite apposita funzione, avvisa quindi il gruppo per i ritiri.
Niente offerte a tempo, niente sconti farlocchi, niente prodotti civetta che poi non ci sono.
Qui lo sconto massimo è sempre raggiungibile tutti i giorni dell’anno, dipende dalla forza del
gruppo. Ma quali sono questi sconti? Si arriva fino al 51% reale rispetto alla vendita al
dettaglio che corrisponde, centesimo più, centesimo meno, allo stesso prezzo applicato
normalmente alla distribuzione per acquisti di dimensioni analoghe. Da qui il claim
aziendale: leale, diretto, dal basso.
Si possono lanciare cordate piccole (limitate a poche casse) per chi non ha molto spazio
oppure anche molto grandi, lo decide chi lancia e maggiore è la cordata più diventa
conveniente per chi fa da base.
“Quando siamo partiti – spiega Ronco – non pensavamo che avremmo visto rompere la
barriera del bancale così velocemente. Lì ci siamo resi conto di aver creato qualcosa di
veramente dirompente”.
Una sorta di “slow commerce”, in totale controtendenza rispetto ad altri sistemi
logisticamente bellissimi ma probabilmente insostenibili sul fronte umano e ambientale, che
ti portano a casa la singola penna in un paio d’ore: qui, a tanti piccoli ordini, vengono
sostituite poche grandi spedizioni e i corrieri e l’ambiente ringraziano.

LA FORTE IDENTITÀ DEL VIGNAIOLO INDIPENDENTE: AL VIA LA CAMPAGNA DI PROMOZIONE DEL LOGO FIVI

LA FORTE IDENTITÀ DEL VIGNAIOLO INDIPENDENTE: AL VIA LA CAMPAGNA DI PROMOZIONE DEL LOGO FIVI

Con un video animato inedito parte il progetto a sostegno del principale simbolo dei Vignaioli Indipendenti. Il protagonista è Ampelio, colui che cura la vigna

Il logo della FIVI, un vignaiolo che porta sulla testa un cesto di uva e la cui ombra diventa bottiglia, è il protagonista del nuovo video di animazione voluto dalla Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti e firmato da Corrado Virgili. La campagna è stata ideata per promuovere e far conoscere il logo, apposto sulle bottiglie dei soci a identificazione di un vino prodotto da un Vignaiolo Indipendente, ovvero colui che gestisce le proprie vigne e segue la filiera di produzione in tutte le sue fasi. La campagna, social e non solo, coinvolgerà soci e appassionati nella diffusione del video secondo uno spirito di comunità e condivisione.
“Apportare alle proprie bottiglie il logo FIVI garantisce che quello è un vino prodotto integralmente da un Vignaiolo – afferma Lorenzo Cesconi, vicepresidente della Federazione – Il logo ben visibile sulle bottiglie è una fortissima rivendicazione d’identità. Non si tratta solo di un marchio, ma di un simbolo: è come una stretta di mano tra chi compra e il Vignaiolo. FIVI è stata tra le prime associazioni, se non addirittura la prima, a mettere il proprio logo distintivo sulla bottiglia, prova di grande convinzione e di forte senso di appartenenza. Perché essere Vignaiolo è un modo di produrre, di essere, di vivere. Con questo video speriamo di arrivare nelle case dei consumatori per far capire loro il nostro lavoro e aiutarli nella scelta quando devono acquistare un vino. Perché se vedi quel logo sulla bottiglia, sai cosa prendi”.
Il protagonista assoluto della campagna è Ampelio, il vignaiolo del logo FIVI, così chiamato per il significato greco del termine greco ????????, ovvero “colui che cura la vigna”. Nel video Ampelio prende vita, esce dal logo e si mette al lavoro. Il vignaiolo FIVI infatti non segue solo tutta la filiera, ma è anche interprete di una viticoltura che si prende cura del territorio e che vuole farsi custode della tradizione.
Il video è stato realizzato da Corrado Virgili, da oltre 25 anni nel settore della computer grafica, che vanta collaborazioni con le più importanti produzioni di cinema di animazione italiane e con Rai TV. È stato Art Director e Direttore della Fotografia alla produzione del film campione di incassi Winx club – Il segreto del Regno Perduto e nel 2011 candidato al premio David di Donatello nella categoria VFX.
Il video è disponibile al seguente link: http://bit.ly/ampelio

GRENACHES DU MONDE 2020: TRIONFANO I GAMAY DEL TRASIMENO

GRENACHES DU MONDE 2020: TRIONFANO I GAMAY DEL TRASIMENO

Cinque i vini della DOC Trasimeno premiati dal concorso dedicato al Grenache. Oro per le aziende Madrevite, Carini e Duca della Corgna, argento per Coldibetto e Nofrini

I Gamay del Trasimeno tornano a fare incetta di premi al Grenaches du Monde, concorso riservato ai migliori vini a base Grenache. Cinque le bottiglie del Consorzio Tutela Vini Trasimeno che si sono aggiudicate il trofeo: la medaglia d’oro è andata a Òscano 2018 dell’azienda agraria Carini, Divina Villa Riserva 2017 di Duca della Corgna e C’osa 2018 di Madrevite, mentre a Rosso Principe 2018 di Cantina Nofrini e a Etrusco 2015 dell’azienda agricola Coldibetto è stata consegnata la medaglia d’argento.
C’osa, 100% Gamay del Trasimeno, si conferma sul gradino più alto del podio per il terzo anno consecutivo, mentre per Òscano, blend di Gamay e Sangiovese, si tratta del secondo oro dopo quello conquistato nel 2019. Balzo in avanti invece per il monovarietale Divina Villa Riserva, che lo scorso anno era stato premiato con l’argento.
“Gli ottimi risultati ottenuti al Grenaches du Monde dimostrano che il nostro lavoro di valorizzazione e rilancio di questo vitigno autoctono sta dando i suoi frutti – commenta Emanuele Bizzi, Presidente del Consorzio Tutela Vini Trasimeno – E grazie alla passione e all’impegno dei nostri soci, i vini della DOC a base Gamay del Trasimeno si stanno facendo conoscere e apprezzare sempre di più in tutto il mondo.”
Appartenente alla famiglia dei Grenache, stretto parente di Tai Rosso, Granaccia e Cannonau, il Gamay del Trasimeno si caratterizza per un colore rosso rubino luminoso, con sfumature granate e sentori intensi di lampone, amarena e mirtilli.

100 NOTE IN ROSA FESTIVAL: A VERONA MUSICA E VINO PER L’ADDIO ALL’ESTATE E IL BENVENUTO ALL’AUTUNNO

100 NOTE IN ROSA FESTIVAL: A VERONA MUSICA E VINO PER L’ADDIO ALL’ESTATE E IL BENVENUTO ALL’AUTUNNO

Il 26 e 27 settembre in assaggio i vini di 20 produttori di Chiaretto e di Bardolino. La manifestazione chiude la rassegna musicale 100 Note in Rosa che ha accompagnato le serate estive della città scaligera

Sabato 26 e domenica 27 settembre a Verona, sul grande prato alberato del Bastione di San Bernardino, arriva il 100 Note in Rosa Festival: dalle 12 alle 21 si potranno assaggiare e acquistare il Chiaretto e il Bardolino una ventina di produttori, accompagnati dalla musica dal vivo di alcuni dei migliori artisti veronesi. “È una maniera per salutare col Chiaretto l’estate che se ne va e dare il benvenuto all’autunno col Bardolino”, dice il presidente del Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino, Franco Cristoforetti.
Il 100 Note in Rosa Festival si inserisce nel cartellone del Mura Festival, in programma a Verona sino a fine ottobre, e chiude idealmente 100 Note in Rosa, la lunga rassegna musicale che ha accompagnato, dal 21 giugno al 21 settembre, le serate estive nel centro di Verona. Si tratta di una delle più articolate iniziative dedicate al vino che si siano mai svolte a Verona e probabilmente anche al di fuori della città scaligera, con in media più di un evento al giorno per ben tre mesi. La manifestazione, che ha avuto il Chiaretto di Bardolino come filo conduttore, ha visto esibirsi sui plateatici dei locali del centro città una cinquantina di artisti della scena musicale veronese, con lo scopo di contribuire a rilanciare i ristoranti e le osterie, ma anche le attività artistiche, dopo il lockdown. “L’accoglienza che Verona ha dato al nostro Chiaretto è stata entusiasmante – sottolinea Cristoforetti – e ci sembrava giusto sancire la conclusione di questa bella esperienza con un nuovo evento cittadino”.
Il fine settimana del 100 Note in Rosa Festival è organizzato dal Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino con la partecipazione di Consorzio del formaggio Monte Veronese DOP. Come già per 100 Note in Rosa, la direzione artistica è affidata a DOC Servizi, mentre il coordinamento è di Studioventisette.
Il costo del biglietto d’ingresso per il 100 Note in Rosa Festival è di 10 euro e comprende il calice con quattro assaggi di Chiaretto o di Bardolino. L’ingresso al Mura Festival, manifestazione che si avvale del patrocinio del Comune di Verona, è invece gratuito. In funzione anche l’area dello street food con una serie di food truck. Alle ore 21 chiuderanno gli stand dei produttori di vino, ma continuerà la musica del Mura Festival. In caso di maltempo la manifestazione si svolgerà all’interno del vicino, storico edificio di Porta Palio.

Le cantine di 100 Note in Rosa Festival: Cantina di Custoza, Cantina Valpolicella Negrar, Cantine Vitevis – Cantina Castelnuovo del Garda, Casetto, Gentili, Il Pignetto, La Cà, La Pesenata, Le Fraghe, Le Ginestre, Le Morette, Le Tende, Le Vigne di San Pietro, Monte del Frà, Fratelli Poggi, Poggio delle Grazie, Roccolo del Lago, Roeno, Giovanna Tantini, Tommasi, Vigneti Villabella.

Gli artisti di 100 Note in Rosa Festival: sabato 26 settembre ore 12.00 Søsken – ore 16 I Briganti del Folk – ore 18.30 Cat Shades – ore 21 The Matt Project; domenica 27 settembre ore 12.00 Leo Frattini “il Tomboletto” – ore 16.30 Meek Hokum – ore 18 30 Music Terapy in the Park (dj selector & art performance) e Fire Circus Show.

BACCO&BACALÀ: L’ABBINAMENTO PERFETTO SI SCOPRE IN VILLA

BACCO&BACALÀ: L’ABBINAMENTO PERFETTO SI SCOPRE IN VILLA

Il 26 settembre la 6a edizione del banco d’assaggio dedicato ai vini e alle birre da gustare con il celebre piatto. L’evento chiude l’edizione diffusa della Festa del Bacalà 2020

Sabato 26 settembre 2020 dalle 17.30 alle 21.30 torna a Villa Mascotto di Ancignano di Sandrigo (Vicenza) la sesta edizione di Bacco&Bacalà, il banco d’assaggio dedicato ai vini e alle birre abbinabili a piatti a base di stoccafisso. Una quindicina tra le cantine migliori del Veneto selezionate accuratamente dai Sommelier AIS proporranno in degustazione oltre quaranta etichette. Gli appassionati inoltre avranno a disposizione una selezione di birre artigianali prodotte dal Birrificio Campobiondo. La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco di Sandrigo e realizzata in collaborazione con AIS Veneto, i Ristoranti del Bacalà di Sandrigo e la Confraternita del Bacalà alla Vicentina, sarà l’evento di chiusura di questa trentatreesima Festa del Bacalà. Un’edizione diffusa che ha visto affiancarsi ai tradizionali stand in piazza un picnic di apertura in cantina IoMazzucato serate con menù a tema nei ristoranti della zona.
Bacco&Bacalà si svolgerà nel grande parco e sotto i porticati di Villa Mascotto, nel pieno rispetto delle norme di distanziamento sociale. Quest’anno il servizio sarà unicamente al tavolo che verrà assegnato in sede di prenotazione e si potrà richiedere di condividerlo con altre persone. Il costo è di 25 euro e comprende l’ingresso alla Villa e al parco, il servizio al tavolo, sei vini a scelta e quattro assaggi a base di bacalà (bacalà mantecato, insalata di stoccafisso alla mediterranea, pizza al bacalà e risotto al bacalà) oltre ad altri stuzzichini.
I biglietti sono disponibili al sito www.festadelbaccala.com fino esaurimento posti.

INFO IN BREVE | Bacco&Bacalà
Quando: sabato 26 settembre 2020
Dove: Villa Mascotto, Ancignano di Sandrigo (Vicenza)
Orario: dalle 17.30 alle 21.30
Biglietto: Il biglietto d’ingresso è acquistabile in prevendita a 25 euro, fino a esaurimento posti. L’entrata include 6 calici di vino, l’accesso alla Villa e al Parco, quattro proposte gastronomiche a base di Bacalà, stuzzichini e l’intrattenimento musicale.
Sito: www.festadelbaccala.com

Press info:
Anna Sperotto
Carlotta Flores Faccio

POGGIO TORSELLI:  IL NUOVO CORSO CUSTODE DI UNA STORIA SECOLARE

POGGIO TORSELLI: IL NUOVO CORSO CUSTODE DI UNA STORIA SECOLARE

La produzione della tenuta si declina in tre IGT e tre Chianti Classico DOCG. Vini a minimo intervento umano che raccontano un approccio olistico alla vite

Poggio Torselli inaugura un nuovo corso enologico nel Chianti Classico, adottando un’agricoltura sostenibile e rispettosa degli equilibri del territorio e delle persone che lo abitano. Testimone del cambiamento è l’annata 2017, la prima realizzata sotto la guida dell’enologo Eduardo Colapinto.
La storia della tenuta quattrocentesca si arricchisce nei secoli: si susseguono diverse famiglie della nobiltà toscana, tra cui i Machiavelli, gli Strozzi e gli Antinori, ed è ristoro di personaggi illustri quali Papa Pio VII e lo Zar di Russia Paolo I.
Dal 1999 Poggio Torselli è proprietà della famiglia Zamparini. Da sempre appassionati di agricoltura, Laura Giordani e il marito Maurizio scorgono il grande potenziale del luogo, sebbene al momento dell’acquisto la Villa, il giardino, il parco, gli uliveti e le vigne riversino in uno stato di abbandono. Dal 1999 al 2002 vengono realizzati imponenti lavori di restauro conservativo, in particolare del giardino all’italiana.
I lavori di rifacimento dei vigneti e i reimpianti si protraggono fino al 2005. Tra il 2003 e il 2004 viene edificata la cantina, dove nel 2003 si vinifica la prima vendemmia. Nei primi anni il vino è un side business della Tenuta, un prodotto tipico e artigianale del luogo da proporre ai turisti in visita al Poggio. La vera svolta enologica avviene nel 2017 quando fa il suo ingresso in Cantina l’enologo Eduardo Colapinto. Laureato alla facoltà di agraria di Udine, nel 2011 Eduardo fa le valigie e parte per un “Erasmus nel mondo”, tra Argentina, Nuova Zelanda e, rientrato in Italia, un periodo a fianco di J?sko Gravner a Oslavia. L’incontro nel 2016 con gli Zamparini rivela una grande sintonia professionale e fa emergere un comune obiettivo: dare vita a prodotti esclusivi e in quantità limitata da presentare alla clientela secondo uno stile unico, curato nei minimi dettagli. Ciò traspare nel meticoloso lavoro in cantina, mirato a ottenere vini a minimo intervento umano e di alta qualità, impostando le attività come un affiancamento al lavoro che la natura di per sé compie ogni stagione, al fine di raggiungere e mantenere il suo equilibrio. Da qui la scelta di utilizzare tecniche di agricoltura biologica e biodinamica combinate a un approccio olistico alla vite, che non è vista come una pianta slegata dal contesto ma come membro di un più ampio organismo vivente. L’identità del frutto è rispettata senza alcuna aggiunta, a eccezione di una minima quantità di solfiti. Per quanto riguarda il processo fermentativo, questo avviene esclusivamente grazie a lieviti indigeni. Il vino, inoltre, sosta per lungo tempo sulle fecce, così da aumentarne la morbidezza e la complessità. La permanenza prolungata svolge una funzione protettiva del vino, permettendo di ridurre ulteriormente l’uso di solforosa. Anche l’uso del legno è poco invasivo, prediligendo botti grandi o barrique usate per far emergere il carattere originario del vitigno.
La tenuta di Poggio Torselli conta 24 ettari vitati, la maggior parte coltivati a Sangiovese e una piccola parte a uve bianche, divisa tra chardonnay, sauvignon e traminer aromatico.
L’annata 2019 ha prodotto un totale di circa 50.000 bottiglie, divise in tre IGT ToscanaBizzarria bianco, rosso e rosato – e tre Chianti Classico DOCG: il Classico, la Riserva e la Gran Selezione, rispettivamente affinati per 12, 24 e 30 mesi come previsto da disciplinare.

Ufficio Stampa:
Giulia Tirapelle
Anna Sperotto

LTD ED: GOPPION CREA LA NUOVA LINEA DI CAFFÈ MONORIGINE

LTD ED: GOPPION CREA LA NUOVA LINEA DI CAFFÈ MONORIGINE

Certificati CSC®, i nuovi caffè Specialty provengono dalle migliori piantagioni dell’Africa e del Centro e Sud America

Arrivano da Brasile, Etiopia e Guatemala i nuovi caffè monorigine LTD ED – Limited Edition creati da Goppion, storica torrefazione alle porte di Treviso. I tre nuovi Arabica, in edizione limitata, saranno affiancati a rotazione dai monorigine provenienti dal El Salvador, Perù e Colombia.
Tutti i caffè LTD ED sono Specialty, ovvero dei caffè di altissima qualità certificati da CSC® – Caffè Speciali Certificati, Consorzio che promuove la cultura del caffè di qualità e che garantisce l’intero processo produttivo, dalla piantagione alla confezione. La tostatura è leggermente più chiara rispetto a quella dei chicchi utilizzati per l’espresso tradizionale, ma lo stile rimane tutto italiano.
“Il caffè delle nostre LTD ED – spiega Paola Goppion, responsabile marketing e comunicazione di Goppion Caffè – proviene dalle migliori piantagioni del Centro e del Sud America, oltre che dell’Africa. Ogni caffè monorigine ha caratteristiche uniche e racchiude in sé un mondo di sapori diversi. I produttori scelti sono proprietari delle piantagioni, garantiscono costanza qualitativa e continua ricerca. L’idea nasce dal confronto continuo con il mercato estero e con i nostri distributori, che da tempo ci segnalano una forte domanda di caffè Specialty. Non vogliamo però dimenticare il buon stile italiano di fare il caffè, che ha reso il nostro espresso famoso in tutto il mondo e che deve continuare a farsi riconoscere per la sua unicità: questi chicchi hanno tempi di tostatura più brevi rispetto ai tradizionali 15 minuti; riusciamo però lo stesso a far raggiungere al caffè la giusta pienezza e maturità e la ricchezza aromatica tipica dell’espresso italiano”.
L’idea della nuova composizione grafica e del nome per l’edizione speciale è di Fabio Fedrigo, arricchita dalle illustrazioni realizzate da Mimicocodesign.
I caffè LTD ED sono disponibili, in grani, a partire da settembre nelle caffetterie Goppion e affiliate, dove saranno presentate al pubblico.

Goppion Caffè | Oggi l’azienda occupa 35 dipendenti. Il fatturato 2019 è di 12 milioni di euro, la quantità di caffè lavorato circa 1 milione e 200mila kg. L’80% delle vendite è sviluppato dal mercato Italia e di questo il 60% è rappresentato dal canale Ho.Re.Ca., il rimanente 40% nella Gdo. Le esportazioni rappresentano il restante 20% del fatturato totale aziendale, in rapida ascesa.
Esportano nei seguenti paesi: Iran, Dubai, Taiwan, Singapore, Polonia, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Slovacchia, Russia, Bulgaria, Bielorussia, Lituania, Lettonia, Paesi Bassi, Ucraina, Belgio, Lussemburgo, Francia, Slovenia, Croazia, Bosnia, Grecia, Turchia, Egitto, Georgia.
Dal 2016 Goppion è certificata FSSC 22000, uno schema di certificazione rivolto ad organizzazioni produttrici di alimenti con l’obiettivo di armonizzare i requisiti di certificazione ed i metodi e i sistemi di sicurezza alimentare nella filiera, a garanzia del consumatore finale.
Dal 1997 fa parte di CSC®, Caffè speciali Certificati, un Consorzio nato dall’impegno di dieci Torrefattori italiani ricercatori della qualità all’origine, del caffè di piantagione con le quali ha un rapporto diretto.
Dal 1997 produce caffè biologico a proprio marchio un caffè speciale (NATIVO) certificato da Fairtrade e da CCPB. Goppion è tra i fondatori del Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale, candidato al riconoscimento da parte di Unesco come bene immateriale dell’Umanità.

LABRENTA VIRTUAL TOUR: COSI’ SI RIORGANIZZA L’ACCOGLIENZA IN AZIENDA

LABRENTA VIRTUAL TOUR: COSI’ SI RIORGANIZZA L’ACCOGLIENZA IN AZIENDA

Per far fronte alle difficoltà di incoming e all’annullamento degli eventi, Labrenta si presenta attraverso un tour virtuale realizzato con una tecnologia innovativa

Si aprono le porte dell’azienda in modalità virtuale e tridimensionale: Labrenta Virtual Tour è il nuovo strumento che la società specializzata in soluzioni di chiusura di Breganze (Vicenza) mette a disposizione della sua forza commerciale per presentare spazi aziendali e novità ai clienti. Il progetto ha preso il via a seguito delle limitazioni e difficoltà di spostamento e di accoglienza dovute alle misure di contenimento del virus Covid-19.

La cancellazione e lo slittamento degli eventi dedicati agli addetti ai lavori e al pubblico, oltre all’insorgere di difficoltà nell’organizzare spostamenti e incoming in Azienda, “hanno ridotto drasticamente le occasioni di presentazione e confronto di ciò che siamo e realizziamo – dichiara Amerigo Tagliapietra, Direttore Vendite di Labrenta – Nonostante questo non ci siamo demoralizzati e abbiamo cercato una soluzione che ci permettesse di interagire con la clientela attuale e potenziale, escogitando una soluzione creativa e completamente nuova a livello internazionale”.

Labrenta Virtual Tour è realizzato grazie all’innovativa tecnologia Matterport, che permette di creare un video in realtà virtuale attraverso una mappatura tridimensionale degli spazi e degli showroom. Tramite una semplice condivisione dello schermo, gli Area Managers presentano in modalità live l’Azienda, le gamme di prodotti e le ultime novità in modo dinamico e interattivo, con la possibilità da parte dei partecipanti di porre domande e approfondire i temi di loro interesse. Le sessioni di tour virtuale sono in modalità webinar e seguono un calendario che risponde a diverse esigenze linguistiche, di giorni e fascia oraria al fine di coinvolgere il più ampio pubblico possibile.

Ufficio stampa:
Giulia Tirapelle
Anna Sperotto

RADICI DEL SUD: EDIZIONE INNOVATIVA GRAZIE ALLA PIATTAFORMA RADICI.WINEROCK

RADICI DEL SUD: EDIZIONE INNOVATIVA GRAZIE ALLA PIATTAFORMA RADICI.WINEROCK

La 15esima edizione vedrà una giornata aperta al pubblico, ma anche una fiera virtuale con tasting e webinar online con i vignaioli del Sud. Appuntamento dal 18 al 23 novembre 2020 a Sannicandro di Bari

Radici del Sud presenta Radici.WineRock, piattaforma digitale che permetterà di partecipare all’evento anche in modalità virtuale. Il 15esimo appuntamento con i vini e gli oli del Sud Italia, in programma dal 18 al 23 novembre 2020 al castello di Sannicandro di Bari (BA), si svilupperà infatti anche attraverso l’innovativo portale dove saranno ospitati webinar, degustazioni e meeting online con i viticoltori. La stessa piattaforma disporrà inoltre di un e-commerce, dove sarà possibile acquistare direttamente tutti i vini partecipanti alla manifestazione.
“Radici.WineRock nasce grazie alla collaborazione di questi anni con Rocco Catalano, esperto di marketing e management per il settore turistico ed enogastronomico – spiega Nicola Campanile, ideatore dell’evento – ed è stata creata grazie ad un team di ingegneri, sviluppatori web e della comunicazione come risposta alla situazione eccezionale in cui ci troviamo, che ci ha spinti a sperimentare modalità innovative di fruizione di Radici del Sud. Abbiamo quindi ideato uno spazio online virtuoso per il mondo del vino del Sud Italia: un’opportunità per moltiplicare i contatti tra produttori e consumatori, favorire la formazione e potenziare gli scambi, aumentando allo stesso tempo la visibilità per tutte le aziende che partecipano alla manifestazione”.
All’interno della piattaforma Radici.WineRock i produttori potranno esporre i propri vini e presentarli al pubblico, organizzare tasting online e partecipare a incontri di formazione tenuti da professionisti del settore. Ogni mese ci sarà inoltre la possibilità di conoscere un vignaiolo tramite un incontro online della durata di 30 minuti che per scoprire la storia e il lavoro dei vignaioli del Meridione.
Accanto alla fruizione digitale di Radici del Sud, la manifestazione coinvolgerà come ogni anno giornalisti ed esperti che valuteranno i vini in concorso, tutti provenienti da Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sardegna e Sicilia. Lunedì 23 novembre sarà invece la giornata conclusiva della manifestazione, che vedrà le premiazioni dei vini vincitori e l’appuntamento con il Salone dei vini e degli oli del Sud Italia, dove sarà possibile assaggiare i prodotti in esposizione e cenare all’interno delle mura del castello di Sannicandro.
L’accesso al banco d’assaggio sarà contingentato in tre fasce d’orario: 16-18, 18-20 e 20-22 e i biglietti per accedere alla manifestazione sono disponibili al sito www.radicidelsud.it
Sullo stesso portale sono inoltre ancora aperte le iscrizioni per tutti i produttori di vini e oli del Sud Italia che desiderano partecipare al Salone aperto al pubblico o al concorso.

RADICI DEL SUD 2020 – Salone dei vini e degli oli del Sud
Dove: Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari (BA)
Apertura al pubblico: 23 novembre 2020
Orario: dalle 16.00 alle 22.00 (ingresso contingentato 16-18, 18-20, 20-22)
Ingresso: kit di degustazione €15 (comprensivo di bicchiere, sacca portabicchiere e quaderno di degustazione)
Parcheggio: disponibile
I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.

CANTINA TOLLO PROCLAMATA MIGLIOR CANTINA ITALIANA A MUNDUS VINI

CANTINA TOLLO PROCLAMATA MIGLIOR CANTINA ITALIANA A MUNDUS VINI

I vini della realtà abruzzese si sono aggiudicati ben 34 medaglie, 17 d’oro e 17 d’argento

É Cantino Tollo la miglior cantina italiana secondo la giuria di Mundus Vini, il concorso internazionale tenutosi, nella sua edizione estiva, dal 27 al 30 agosto nella città tedesca di Neustadt an der Weinstrasse. Il gruppo abruzzese si è aggiudicato ben 17 medaglie d’oro e altrettante d’argento con un totale di 34 vini premiati.

“Quello ottenuto a Mundus Vini – commenta Tonino Verna, presidente di Cantina Tollo – è un successo indiscusso che premia un percorso lungo sessant’anni, oltre che le scelte fatte da Cantina Tollo finora: ogni giorno ci impegniamo a migliorare sempre di più la qualità dei nostri vini rispettando l’ambiente e il lavoro dei nostri soci. Un risultato, quello ottenuto in Germania, di cui non possiamo che essere orgogliosi”.

Oltre ai vini di Cantina Tollo, sono state premiate anche alcune etichette di Feudo Antico, marchio che si concentra nella zona della Tullum DOCG, e Auramadre, progetto che promuove la viticoltura e il vino biologici.

Cantina Tollo è oggi tra le più importanti e consolidate realtà del settore vitivinicolo italiano. Commercializza 13 milioni di bottiglie all’anno, vanta circa 700 soci e 2.700 ettari coltivati in un territorio da sempre vocato alla produzione vitivinicola. I vigneti di Cantina Tollo si estendono dalle colline del litorale fino alle pendici della Maiella, in un clima tipicamente mediterraneo, contraddistinto da escursioni termiche notevoli. La produzione e? concentrata sui vitigni tipici e autoctoni del territorio (Montepulciano, Trebbiano, Pecorino, Passerina e Cococciola), coltivati tradizionalmente a pergola, con una spiccata vocazione alla sperimentazione in campo e in cantina.

Le bottiglie Cantina Tollo sono distribuite in tutte le regioni italiane, in quasi la totalità dei Paesi dell’Unione Europea, in particolare Germania, Paesi Bassi, Francia, Danimarca e Regno Unito e, oltreoceano, in Giappone, Stati Uniti, Canada. Cantina Tollo guarda anche ai nuovi mercati emergenti come Russia, India e Cina.

Ufficio Stampa

Chiara Brunato

Alessandra Zambonin

 


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In redazione: Davide Cocco, Anna Sperotto, Giada Azzolin, Carlotta Faccio, Chiara Brunato, Marco Zanella, Irene Graziotto, Marta Xerra, Elena Scarso, Micaela Tussetto

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