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PRIMA DEL TORCOLATO DA RECORD: UN SUCCESSO PER L’INTERA PEDEMONTANA VICENTINA

PRIMA DEL TORCOLATO DA RECORD: UN SUCCESSO PER L’INTERA PEDEMONTANA VICENTINA

Oltre 5 mila visitatori per la festa della DOC Breganze, che celebra quest’anno i 50 anni di attività. Tre i nuovi fragliati, Luigi Dall’Igna di Ducati Corse Ambasciatore 2019

Numeri da record per la XXIVª edizione della Prima del Torcolato. Il Consorzio Tutela Vini D.O.C. Breganze, che quest’anno festeggia 50 anni di attività, ha accolto in piazza Mazzini oltre 5 mila visitatori che hanno degustato e acquistato il Torcolato prodotto dalle cantine consortili e i numerosi prodotti tipici del mercatino organizzato dalla Pedemontana Vicentina. Nel pomeriggio, durante la cerimonia, oltre alla nomina di Luigi Dall’Igna, Direttore Generale Ducati Corse, ad Ambasciatore del Torcolato nel mondo per l’anno 2019, sono stati investiti della carica di fragliati Serena Dalla Valle, Vice Capo Segreteria del Sottosegretario On. Franco Manzato del Ministero Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo, Rossana Santolin, speaker radiofonica di Radio Bella&Monella, e Elvio Forato, Presidente del Consorzio Tutela Vini D.O.C. Breganze.
“Sono felice ed emozionato – commenta Forato – per questo ingresso nella Magnifica Fraglia del Torcolato. Promuovere, divulgare e salvaguardare il nostro vino dolce è una delle missioni primarie del Consorzio. Questa nomina è un bellissimo riconoscimento per il lavoro che facciamo ogni giorno assieme ai produttori e arriva in un momento molto importante per la nostra DOC. In luglio, infatti, festeggeremo i 50 anni di attività consortile”.
“I risultati raggiunti quest’anno– sottolinea ancora Fausto Maculan, Presidente della Strada del Torcolato – ci riempiono di soddisfazione. La Prima del Torcolato è sempre un successo e un appuntamento importante della DOC, che funge da volano per l’intera economia della Pedemontana Vicentina. Non solo le cantine, ma anche ristoranti, bar, alberghi e attività commerciali beneficiano del flusso di pubblico che arriva in zona per la manifestazione”.
Nel corso del pomeriggio sono stati proclamati i finalisti e il vincitore del XXIII° concorso dedicato alla creazione dell’etichetta della bottiglia celebrativa della manifestazione. Al primo posto l’illustrazione Identità breganzese di Roberta Barolo, seguita al secondo posto dal lavoro di Maria Scaroni Paziente d’attesa e al terzo posto da Maria Grazia Martini con Gesto d’essenza.
Il ricavato dell’asta benefica di 12 bottiglie di Torcolato realizzate in edizione speciale con l’etichetta vincitrice del concorso 2018, raddoppiato da Banca San Giorgio Quinto Valle Agno, sarà destinato, come ha spiegato l’Assessore all’Ambiente e alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin, ai territori veneti colpiti dal maltempo dello scorso autunno. A chiudere la giornata la spremitura dei grappoli appassiti di vespaiola e il brindisi beneaugurale con il mosto appena ottenuto.
L’appuntamento con la Prima del Torcolato è per domenica 19 gennaio 2020 con i grandi festeggiamenti in occasione dei 25 anni dal riconoscimento della DOC del Torcolato.

Ufficio stampa:

Anna Sperotto
Carlotta Flores Faccio

METERI: A MILANO UNA  SERATA CON I “FOLLI” ROBINOT E BORNARD

METERI: A MILANO UNA SERATA CON I “FOLLI” ROBINOT E BORNARD

Martedì 29 gennaio la degustazione La soirée de la folie. All’enoteca N’Ombra de Vin di Brera arrivano le storie e vini naturali dei due vignerons francesi

Meteri presenta la serata con i “folli” del vino naturale francese. Jean Pierre Robinot e Philippe Bornard saranno per la prima volta assieme in occasione della degustazione La soirée de la folie di martedì 29 gennaio alle 19.30 all’enoteca N’Ombra de Vin di Milano, in zona Brera. Quattro vini con altrettanti abbinamenti gastronomici e le storie di una viticoltura profondamente legata al suo terroir.

I due vignerons condividono un’esuberanza e un’indole viveur che li ha fatti diventare due icone del mondo del vino e della tv francese. Bornard si è fatto conoscere al grande pubblico con il programma L’Amour est dans le Pré, mentre Robinot vive secondo l’estetica dei ruggenti anni venti parigini, chiamati anche “les années folles”, come il suo spumante da uve di Pineau D’Aunis.

I vini di Jean Pierre Robinot nascono vicino al paese di Chahaignes, nella regione della Loira, dove i vigneti vengono coltivati solo con trattamenti realizzati con infusi di piante e una minima aggiunta di rame. La vinificazione è naturale e avviene nelle cantine scavate nel calcare sotto i vigneti. I protagonisti della degustazione “a quattro mani” di Robinot saranno il Fetembulles 2017 Chenin Ancestrale in abbinamento alla mortadella Favola Palmieri e il cotto di Pernigotti e il Lumiere Des Senses 2015 Pineau D’Aunis con cotechino artigianale e purea di lenticchie di Castelluccio.

Dallo Jura arriva invece Philippe Bornard, che realizza vini esclusivamente biodinamici con uve coltivate ad altitudini elevate, su terreni composti da marne grigie e rosse nel territorio di Pupillin. Dopo la vendemmia fermentano in vetroresina e acciaio e si affinano in grandi botti di rovere per circa un anno. Bornard porterà il Ploussard La Chamade 2016, proposto con il Bacalà mantecato e il Savagnin Les Chassagnes “Second Tirage” 2015 in degustazione con pane, burro di Normandia e acciughe del Cantabrico.

Il costo della serata ospitata da N’Ombra de Vin e organizzata in collaborazione con Meteri, che seleziona e propone le eccellenze del mondo dei vini naturali, è di € 40 per i quattro calici e le quattro specialità gastronomiche in abbinamento, preparate dall’enoteca.

UN NUOVO PASTICCERE PER IL PANETTONE MACULAN

UN NUOVO PASTICCERE PER IL PANETTONE MACULAN

La Pasticceria Filippi di Zané (Vicenza) firma quest’anno il panettone al Torcolato Maculan. 35 ore di lievitazione e solo ingredienti di altissima qualità

La Cantina Maculan si prepara alle prossime feste natalizie con un nuovo Panettone al Torcolato. A realizzarlo per la prima volta sarà la Pasticceria Filippi di Zané, a pochi passi dalla sede dell’azienda, a Breganze (Vicenza).

Prodotto sin dal Natale del 2000, il Panettone Maculan coniuga la fragranza della lievitazione naturale con i profumi del vino Torcolato, che si tuffa nella ricetta del Panettone classico attraverso la bagna con cui viene reidratata l’uvetta sultanina.

“In Maculan – spiega Maria Vittoria Maculan, titolare con il padre Fausto e la sorella Angela – siamo sempre stati convinti che la qualità sia frutto di una ricerca che non ha mai fine. Per questo dalle ultime feste ci siamo messi alla ricerca di un nuovo forno. Abbiamo condotto varie prove e alla fine scelto la Pasticceria Filippi, azienda familiare che incarna gli stessi nostri valori di cura e attenzione per ogni dettaglio”.

Sono 46 le ore di lavorazione, a partire dalle 35 ore di lievitazione, a cui segue un’ora di cottura in forno e 10 di raffreddamento non condizionato. La lievitazione è rigorosamente naturale, con una pasta madre di più di quarant’anni, vanto della famiglia Filippi. La selezione degli ingredienti è attentissima: uvetta sultanina australiana 6 corone, latte di montagna consegnato in giornata, uova di galline allevate a terra, miele biologico dei Colli Euganei, Vaniglia del Madagascar. E naturalmente il Torcolato, vino passito prodotto con uva autoctona di varietà Vespaiola unicamente sulle colline di Breganze.

Per ogni chilo di Panettone vengono usati 50 ml di vino Torcolato con cui viene reidratata l’uvetta attraverso una bagna che dura almeno quattro giorni. Gli aromi del Torcolato restano così imprigionati nell’uvetta e rimangono intatti anche dopo il passaggio nelle alte temperature del forno. Nessun aroma, né di sintesi né naturale, interferisce con il gusto del Torcolato, che resta integro e cristallino.

Per la preparazione del Panettone è stata scelta l’annata 2013, frutto di un’estate calda che ha regalato un Torcolato ricco e profumato, perfetto sia nell’impasto che come accompagnamento goloso. Aromi che saranno esaltati gustando il Panettone ad una temperatura non troppo bassa, ideale tra i 25 e i 30 gradi centigradi.
É possibile acquistarlo nel suo formato da 1 o 3 kg nelle migliori enoteche e gastronomie d’Italia o direttamente in cantina. Prezzo del panettone 28 euro per il panettone nel formato più piccolo, o 60 euro comprensivi di bottiglia di Torcolato da 375 ml e cassettina in legno.

Press info:

Michele Bertuzzo

Giada Azzolin

CANTINA TRAMIN PRESENTA TROY, LO CHARDONNAY DI MONTAGNA

CANTINA TRAMIN PRESENTA TROY, LO CHARDONNAY DI MONTAGNA

Arriva sul mercato Troy, il nuovo Chardonnay Riserva 2015. Da vigneti in quota, sulle pendici della Mendola, per un vino dall’inequivocabile impronta alpina

Si chiama Troy il nuovo vino con cui Cantina Tramin si confronta con i grandi Chardonnay del mondo. Nell’antica lingua locale significa “sentiero”, nome scelto per evocare un lungo percorso compiuto dalla storica azienda altoatesina. Una crescita qualitativa ininterrotta che prosegue da oltre vent’anni, testimoniata dai numerosi premi e riconoscimenti raccolti dai propri vini, nei quali la varietà Chardonnay era impiegata finora come importante componente della prestigiosa cuvée Stoan.
“Nel nostro territorio – afferma Willi Stürz, kellermeister di Cantina Tramin – per molti anni lo Chardonnay coltivato a quote elevate non era apprezzato, a causa della sua struttura esile. Con il passare del tempo abbiamo compreso come le piante potevano trovare il proprio equilibrio e ad avere basse rese in modo naturale, con un minimo intervento di regolazione delle quantità. Questo ci ha consentito di raggiungere i risultati odierni, di cui siamo molto soddisfatti”.
I vigneti si trovano in località Sella, sul versante orientale del massiccio della Mendola. Si collocano tra 500 e 550 metri d’altezza, quindi in posizione più avanzata rispetto a quelli di Gewürztraminer con cui si produce Epokale, il primo vino bianco italiano premiato con 100/100 dalla guida Robert Parker Wine Advocate.
Hanno un’età media di 25 anni e sono allevati in parte a guyot e in parte attraverso la pergola semplice aperta, con pendenze che vanno anche oltre il 30%. L’’esposizione è a sud-est e gode di giornate calde e soleggiate, con forti escursioni termiche notturne e la presenza di correnti fredde provenienti dalle montagne. I terreni sono composti da ghiaia calcarea mista ad argilla.
Per la prima edizione di Troy è stata scelta la vendemmia 2015, annata eccellente per i vini bianchi dell’Alto Adige. Durante la raccolta le uve sono state attentamente selezionate, con un controllo acino per acino. La fermentazione è avvenuta in barrique, dove il vino ha sostato per undici mesi sui lieviti, compiendo anche la fermentazione malolattica. Troy è stato dunque travasato in contenitori di acciaio per un’ulteriore maturazione sui lieviti di 22 mesi. La chiarificazione è avvenuta quindi per precipitazione spontanea prima dell’imbottigliamento.
Ne è risultato un vino dal colore dorato con un’intensità e un’ampiezza di profumi che svelano immediatamente la propria origine montana, con delicati sentori floreali e agrumati, sensazioni di frutti tropicali, come mango, banana e melone galia, note di camomilla e menta e un tocco di mandorla. In bocca domina la freschezza e una piacevole mineralità salina, con un finale lungo sui toni minerali e sensazioni retro olfattive tropicali e di nocciola tostata.
“Lo Chardonnay – spiega Wolfgang Klotz, direttore commerciale di Cantina Tramin – è la varietà con cui si producono alcuni tra i più grandi vini bianchi del mondo, ma al tempo stesso è anche una delle più diffuse ad ogni latitudine. Un vitigno che ci fornisce spettacolari esempi di versatilità e che noi vogliamo arricchire con la nostra interpretazione: un’inconfondibile espressione della terra alpina in cui viviamo”.
In tavola si abbina a carpaccio di pesce, salmone marinato o capesante; primi piatti saporiti come un risotto al limone o un tagliolino al tartufo oppure piatti della tradizione alpina, come canederli ai funghi, Salmerino di Fontana al forno, tartara di vitello o formaggi di capra.
La prima annata è stata prodotta in 90 Magnum e 3120 bottiglie da 0,75 con un prezzo medio in enoteca di circa 65 Euro.

Press info:
Michele Bertuzzo
Giada Azzolin

FIVI PORTA LE ISTANZE DEI VIGNAIOLI AL MINISTRO CENTINAIO

FIVI PORTA LE ISTANZE DEI VIGNAIOLI AL MINISTRO CENTINAIO

I Vignaioli Indipendenti pongono tre questioni: limiti di utilizzo del rame, rappresentatività nei consorzi e cumulo di cariche. Poggi: “dialogo costruttivo”

Nella mattinata di sabato 3 novembre una delegazione della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, guidata dalla presidente Matilde Poggi e dal vice presidente Walter Massa, è stata ricevuta per un incontro dal Ministro dell’Agricoltura e del Turismo, Gian Marco Centinaio.
La FIVI ha sottoposto al Ministro le più urgenti questioni di cui si si sta occupando. In primo luogo, la proposta europea di riduzione dei limiti di utilizzo del rame, che rischia di essere fortemente penalizzante per la viticoltura biologica italiana. I Vignaioli hanno poi espresso le proprie preoccupazioni per l’attuale regolamentazione del sistema di voto e di rappresentanza nei consorzi di tutela delle denominazioni di origine, all’interno dei quali si verificano situazioni di concentrazione del potere di decisione che possono penalizzare la partecipazione più ampia da parte degli attori delle filiere vitivinicole e segnatamente dei viticoltori. Infine, la FIVI ha sottoposto al ministro le proprie perplessità riguardo alle situazioni di cumulo di cariche che possono oggi verificarsi tra lo svolgimento del ruolo di amministratore di un consorzio di tutela e il medesimo ruolo ricoperto negli organismi di controllo deputati a svolgere l’attività nei confronti e a tutela delle denominazioni di origine.

“È stato molto importante per FIVI – ha dichiarato Matilde Poggi al termine dell’incontro – poter rappresentare al Ministro le proprie istanze che, come si può constatare agevolmente, non sono richieste a beneficio dei Vignaioli Indipendenti bensì oggettivi miglioramenti per tutta la filiera vitivinicola di qualità in Italia. Durante l’incontro abbiamo inoltre sottolineato il fatto che FIVI non fornisce servizi a pagamento ai suoi associati, ma si limita a rappresentarne gli interessi”.

Il Ministro Gian Marco Centinaio ha prestato attenzione alle proposte dei Vignaioli e alle argomentazioni che le supportano, esplicitando la propria volontà di lavorare, su quanto a lui sottoposto, immediatamente.
Il proposito di FIVI – prosegue Poggi – da ora innanzi è quello di mettersi a disposizione del ministero per collaborare sull’implementazione delle proposte e vigilare sull’effettiva traduzione in atti concreti della volontà, emersa in modo comune e convergente, di rafforzare la competitività del comparto vino e l’affidabilità delle strutture organizzative che lo guidano e lo controllano.”

Ufficio stampa FIVI:

Davide Cocco

Anna Sperotto
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FIVI – Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti

La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) è un’associazione nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del Vignaiolo di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Per statuto, possono aderire alla FIVI solo i produttori che soddisfano alcuni precisi criteri: “Il Vignaiolo FIVI coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta”.
Attualmente sono circa 1200 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 11.000 ettari di vigneto, per una media di quasi 10 ettari vitati per azienda agricola. Quasi 80 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale si avvicina a 0,7 miliardi di euro, per un valore in termini di export di 280 milioni di euro. Gli 11.000 ettari di vigneto sono condotti per il 51% in regime biologico/biodinamico e per il 49 % secondo i principi della lotta integrata.

LE BOLLICINE GARDA DOC  SFILANO SUL RED CARPET AL MERANO WINE FESTIVAL

LE BOLLICINE GARDA DOC SFILANO SUL RED CARPET AL MERANO WINE FESTIVAL

Dal 9 al 13 novembre 2018 il Consorzio di tutela Garda DOC avrà uno spazio esclusivo davanti al Kurhaus dedicato alla degustazione dello Spumante. Hashtag: #gardadoc

Un brindisi con il Garda DOC Spumante davanti al Kurhaus, gioiello dell’architettura liberty europea. Il Consorzio Garda DOC debutta al Merano Wine Festival, in programma dal 9 al 13 novembre 2018 nella città altoatesina, e lo fa in grande stile: le sue bollicine saranno il benvenuto ufficiale per i visitatori dell’evento, giunto alla sua ventisettesima edizione. Lo stand sarà posto accanto al lungo red carpet del Kurhaus, uno dei simboli della città e principale ingresso alla manifestazione. Lo scopo è far conoscere e presentare le novità dello Spumante Garda DOC ai visitatori in ingresso al Festival. Lo spazio sarà allestito in modo da poter accogliere gli ospiti ed offrire loro un angolo salotto dove sedersi, incontrare il Consorzio e le aziende che ne fanno parte e bere un calice di Garda DOC Spumante e Garda DOC Rosè. Un luogo dove intervistare i produttori e dove scattare foto da condividere nei social con l’hashtag #gardadoc. In mescita ci saranno le bottiglie di Spumante Garda DOC di alcune delle aziende consorziate, oltre che la bottiglia istituzionale.

Con questa presenza esclusiva al Merano Wine Festival 2018- spiega Luciano Piona, Presidente del Consorzio Garda DOC – riteniamo di aver ottenuto per il Garda Doc una buona occasione di presentazione della nostra denominazione e della qualità delle nostre etichette, qualità che si è già distinta in altre uscite”.

Una strategia, quella seguita dal Consorzio Garda DOC, che punta a far conoscere e a promuovere lo Spumante e le eccellenze del territorio gardesano attraverso la partecipazione e la creazione di esperienze ed eventi esclusivi, come la Wine Experience, navigazione sul lago di Garda a bordo del veliero del 1926 “Siora Veronica”, e la partecipazione al Festivaletteratura di Mantova.

CONSORZIO VINI GARDA DOC

Denominazione riconosciuta nel 1996, oggi la Doc Garda ha lo scopo di valorizzare le varietà 10 denominazioni dell’area gardesana, tra la Lombardia e il Veneto. Per inseguire questo obiettivo ha scelto come tipologia centrale per la promozione del territorio la Denominazione Garda DOC Spumante. La superficie vitata è pari a 31.000 ettari, la maggior parte dei quali coltivati in provincia di Verona (27.889) mentre i rimanenti 3.211 ettari si dividono tra le province di Mantova e Brescia. La DOC Garda comprende gli interi territori delle denominazioni: Valtènesi, San Martino della Battaglia, Lugana, Colli Mantovani, Custoza, Bardolino, Valdadige, Valpolicella, Durello e Soave.

Ufficio Stampa:

Chiara Brunato

Michele Bertuzzo

7 PIATTI PER 7 COCKTAIL:  BOX CAFFÈ ABBINA CUCINA E MIXOLOGY

7 PIATTI PER 7 COCKTAIL: BOX CAFFÈ ABBINA CUCINA E MIXOLOGY

Da Box Caffè in Galleria a Padova nascono gli abbinamenti tra i piatti di Riccardo Maffini e i miscelati di Enrico Benetazzo. Uno per ogni giorno della settimana

Sette piatti per sette cocktail. Uno al giorno. È la nuova proposta che a partire dal mese di novembre si potrà scoprire da Box Caffè in Galleria, a Padova: dal lunedì alla domenica, ogni giorno, verrà proposto ai clienti un abbinamento diverso tra un piatto e un miscelato.

In cucina la maestria e la creatività di Riccardo Maffini executive chef del progetto Box, varesino d’origine, formatosi a Le Calandre e da Gabbani a Lugano. Per lui in cucina non devono mancare la semplicità e il gusto. Dietro al bancone l’abilità e l’entusiasmo di Enrico Benetazzo, cocktail-artist e bartender, tornato a Padova dopo un’esperienza a Londra da Novikov. “Abbiamo pensato di proporre questi abbinamenti – spiega Enrico Benetazzo – perché si cerca sempre più di frequente di affiancare i miscelati alla cucina, anche se spesso i nostri clienti si trovano spaesati nella scelta. Il nostro vuole essere un gioco, un modo divertente di far capire che i cocktail, come i vini, possono far risaltare i cibi, ma, se sono troppo intensi, anche coprirne il gusto. L’importante è ricercare sempre l’equilibrio, quell’armonia di sapori che permette di esaltare allo stesso tempo il piatto e il miscelato”.

Così il lunedì un Americano Reale verrà proposto con gnocco fritto, crudo e burrata, il martedì la versione “made in Box” del Bloody Mary si sposerà con il carpaccio di ricciola alla pizzaiola, mentre il mercoledì l’hummus di ceci servito con gamberi rossi troverà al suo fianco il Katone (preparato con Bitter bianco luxardo, oleu saccarum, pompelmo rosa e camomilla). Giovedì un Hennesy Sour sarà il valido sostegno degli spaghetti all’astice e salsa americana, mentre venerdì Mr. Ayrton (Cachaça, lime, simple syrup, passion fruit e albume) accompagnerà un fritto di moeche e salsa alla curcuma. Sabato ci si può concedere un dolce: la crema fritta veneziana servita con Box 75, un London dry gin. Per concludere la settimana domenica sarà la volta del lievitato del giorno, abbinato ad un Bobby’s Tonic.
Situato sotto i portici della centralissima Galleria Borromeo a Padova, Box Caffè in Galleria è un locale dove ci si sente accolti in ogni momento della giornata, dalla colazione al dopocena. Meta perfetta per un aperitivo, dove bere uno spriz o una birra artigianale accompagnati da golosi cicchetti, dove cenare in modo informale senza perdere di vista la qualità e il gusto, ma anche il ritrovo giusto per il dopo cena, per sperimentare diversi cocktail.

Press info:

Anna Sperotto

Davide Cocco

VINNATUR ROMA: I VINI NATURALI ANTICIPANO LA PRIMAVERA NELLA CITTÀ ETERNA

VINNATUR ROMA: I VINI NATURALI ANTICIPANO LA PRIMAVERA NELLA CITTÀ ETERNA

L’ultimo fine settimana di febbraio 90 soci VinNatur a Roma con i loro vini.

Oltre 400 etichette per scoprire dove sta andando il vino naturale

I produttori di VinNatur, associazione produttori naturali, tornano a Roma con un banco d’assaggio sabato 23 e domenica 24 febbraio alle Officine Farneto.

Saranno 90 i produttori aderenti a Vinnatur, provenienti da 15 regioni italiane ma anche da Francia e Slovenia protagonisti delle due giornate. Sabato dalle 14 alle 20 e domenica dalle 12 alle 19 i visitatori potranno scoprire oltre 400 vini prodotti con metodi di lavoro che prevedono il minor numero possibile di interventi in vigna e in cantina, e che escludono l’utilizzo di additivi chimici e di manipolazioni da parte dell’uomo. Il banco d’assaggio sarà per i visitatori un’occasione unica di interagire con i produttori stessi, confrontarsi direttamente con loro, per assaggiare e acquistare i loro vini. “Gli ultimi anni sono stati molto importanti per noi, di grande crescita, sia in termini di presa di coscienza del ruolo dell’associazione che in numero di associati – sottolinea Angiolino Maule, presidente di VinNatur – Sicuramente per noi un momento fondamentale in questa crescita è stato l’approvazione del Disciplinare di produzione del Vino VinNatur nel luglio 2016. Ma il nostro lavoro da allora è proseguito con la continua sperimentazione in vigneto che ci permette di fare sempre più chiarezza sul mondo dei vini naturali e di dare nuove garanzie al consumatore. Dopo una prima esperienza positiva due anni fa abbiamo pensato che era arrivato il momento di tornare nella Capitale per far scoprire direttamente ai nostri estimatori a che punto siamo arrivati con i vini naturali”.

Dopo VinNatur Roma l’appuntamento con 180 produttori dell’associazione provenienti da tutta Europa sarà per la sedicesima edizione di VinNatur Tasting, in programma dal 6 all’8 aprile 2019, quest’anno in una nuova sede, lo show-room Margraf a Gambellara (VI).

Info in breve | VINNATUR ROMA 2019
Data:
Sabato 23 e domenica 24 febbraio 2019

Orari di apertura: Sabato 23 febbraio dalle 14 alle 20, domenica 24 febbraio dalle 12 alle 19

Luogo: Area Eventi Officine Farneto, Via dei Monti della Farnesina,77- ROMA

Ingresso: € 15 al giorno come contributo associativo (disponibile solamente all’ingresso dell’evento) comprensivi di guida della manifestazione e calice da degustazione.

I minorenni non pagano e non possono effettuare degustazioni.
Cani: non sono ammessi
Info: www.vinnatur.org/events/vinnatur-roma-2019

Press info:

Anna Sperotto

Davide Cocco

VinNatur – Associazione Viticoltori Naturali
L’associazione VinNatur nata nel 2006 riunisce piccoli produttori di vino naturale da tutto il mondo che intendono difendere l’integrità del proprio territorio. Scopo dell’associazione è unire le forze di questi vignaioli per dare ad ognuno maggior forza, consapevolezza e visibilità condividendo esperienze, studi e ricerche. Scopo dell’associazione è anche quello di promuovere la ricerca scentifica e divulgare la conoscenza di tecniche naturali e innovative. Negli anni sono nati diversi progetti di ricerca tra le aziende associate e alcune Università e Centri per la Sperimentazione.
Alla nascita le aziende aderenti a VinNatur erano 65. Oggi sono
190, per un totale di 1500 ettari di vigna che producono 6 milioni e 500 mila bottiglie di vino naturale, di cui circa 5 milioni in Italia. Per associarsi i viticoltori devono accettare di sottoporre i propri vini all’analisi dei pesticidi residui, per poter garantire la genuinità dei vini. Villa Favorita è l’evento che permette all’Associazione VinNatur di vivere e di ampliare nel tempo i propri traguardi.
www.vinnatur.org

FONTE MARGHERITA PREMIATA AI FOODCOMMUNITY AWARDS 2018

FONTE MARGHERITA PREMIATA AI FOODCOMMUNITY AWARDS 2018

A Denis Moro e alla sua squadra il riconoscimento Best Practice Management per il salvataggio dell’azienda d’imbottigliamento delle Piccole Dolomiti

É Denis Moro, titolare di Fonte Margherita, a ricevere il premio per il Best Practice Management durante i Foodcommunity Awards 2018, una selezione di eccellenze imprenditoriali del food & beverage su scala nazionale. La motivazione riconosce il valore dell’importante rilancio dell’antica Fonte Margherita e, più recentemente, dello storico brand Melegatti: due imprese con radicamento produttivo nel Veneto ma ben conosciute per la loro qualità in tutta Italia.

É una grande soddisfazione – dichiara Denis Moro – ricevere questo premio, nonchè un riconoscimento al valore del lavoro di squadra che portiamo avanti con Nicola Sartore, imprenditore esperto nell’ambito delle operations e socio con cui condivido la straordinaria esperienza di Fonte Margherita. Abbiamo sempre creduto che sono le persone a fare le imprese e in questa azienda stiamo crescendo un team giovane e qualificato che ha entusiasmo e voglia di confrontarsi con tutte le sfide quotidiane che solo il rilancio di una antica e preziosa sorgente di acqua minerale può dare. Da poco sono anche coinvolto come manager nel rilancio di Melegatti, un marchio dolciario veronese denso di tradizione e di prestigio che dal 1894 custodisce il brevetto per il pandoro. Assieme al presidente Giacomo Spezzapria stiamo costruendo un team di lavoro che sarà sempre più inserito in una organizzazione orizzontale dotata di una accentuata focalizzazione su qualità e innovazione”.

I Foodcommunity Awards, frutto di continue ricerche sul campo da parte della redazione dell’omonima rivista, ogni anno premiano le imprese, gli imprenditori e gli chef italiani che si sono contraddistinti per l’originalità della visione e per l’importanza dell’attività svolta.

Fonte Margherita, salvata grazie alla collaborazione tra Moro e Sartore, si è lanciata sul mercato da poco puntando all’alta ristorazione, con una bottiglia tutta nuova nel suo design.
L’azienda è l’unico stabilimento in Veneto, e tra i pochi in Italia, a produrre esclusivamente in vetro.

Fonte Margherita

Fonte Margherita nasce ai piedi delle Piccole Dolomiti, il suo è il più antico impianto di imbottigliamento del Veneto, le proprietà delle sue acque sono infatti conosciute dal 1845. L’azienda è formata da due storici stabilimenti: Fonte Margherita (1845) e Sorgente Alba (1971). L’imbottigliamento avviene direttamente alla fonte: entrambi gli stabilimenti sono in montagna, a Torrebelvicino, nel cuore della Valle del Pasubio e delle Piccole Dolomiti. Nel febbraio del 2017 viene acquisita da Denis Moro, giovane imprenditore dell’alto vicentino, raggiunto l’anno successivo da Nicola Sartore, Ceo dell’azienda metalmeccanica padovana Sariv.

Ufficio Stampa Fonte Margherita:

Giada Azzolin

Michele Bertuzzo

MERCATO FIVI A PIACENZA:    I VIGNAIOLI RACCONTANO I VIGNAIOLI

MERCATO FIVI A PIACENZA: I VIGNAIOLI RACCONTANO I VIGNAIOLI

A Piacenza Expo, durante il Mercato dei vini, quattro appuntamenti per approfondire vini e territori con i Vignaioli Indipendenti

Anche quest’anno saranno quattro le degustazioni di approfondimento durante il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti a Piacenza, sabato 24 e domenica 25 novembre, che vedrà la partecipazione record di 600 vignaioli. Si parlerà di vini e di vitigni, di chiusure e metodi di vinificazione, di territori e di uomini. Le degustazioni saranno condotte come sempre da vignaioli indipendenti che pur in altre zone rappresentano lo stesso modello produttivo e offrono spunti interessanti e preziosi punti di vista.

Sabato 24 novembre alle ore 14.00 Matilde Poggi, vignaiola in Veneto, guiderà la degustazione Anima Trentina – Dal Garda alle Dolomiti, un viaggio nella Nosiola. Un vitigno e un vino che rappresentano un territorio, la sua storia e le sue tradizioni. Otto interpretazioni di Nosiola, con vini di altrettanti produttori FIVI – Donati, Cobelli, Cesconi, Pojer e Sandri, Fanti, Pravis, Maxentia, Pisoni – otto diverse versioni di otto diverse annate, a partire dal 2017 per arrivare fino al 1983.

Alle 17.00 Mario Pojer, vignaiolo in Trentino, e Ampelio Bucci, vignaiolo nelle Marche, condurranno la masterclass A proposito di tappi. Per Walter Massa, vignaiolo in Piemonte, il tappo è un elemento fondamentale e non bisogna sottovalutarne l’importanza. Partendo da questa forte convinzione propone in assaggio 5 versioni del suo Derthona 2014. Stesso vino, ma chiusure differenti, per cercare di capire come risponde il vino, come cresce, evolve e si struttura nel suo confronto col tempo che scorre.

Domenica 25 novembre alle ore 14.00 Barolo Barbaresco, il nebbiolo e la sfida del tempo. Conduce Anna Maria Abbona, vignaiola in Piemonte. Tre diverse annate per i vini di due grandi produttori della zona: il Barolo Bussia di Giacomo Fenocchio e il Barbaresco Basarin dei Fratelli Adriano. Una degustazione comparata per capire in cosa differiscono queste due versioni di nebbiolo. Due denominazioni prestigiose messe l’una di fronte all’altra per vedere come hanno reagito, ciascuna a proprio modo, agli anni trascorsi.

Per concludere domenica alle ore 17.00 Walter Massa condurrà la masterclass Lazio – Vigne, Uomini e Territori. Si partirà con un Frascati per finire con un Aleatico Passito. Un viaggio attraverso il Lazio per raccontare non un vitigno specifico, una sola denominazione o uno stile produttivo, ma per presentare un intero territorio che propone vini sempre più di qualità e di grande interesse.

Per info e prenotazioni: www.mercatodeivini.it/informazioni-generali/acquista-biglietto-degustazioni-on-line/

Mercato dei vini in breve:

Quando: sabato 24 e domenica 25 novembre 2018

Dove: PiacenzaExpo

Orario di apertura al pubblico: dalle 11.00 alle 19.00

Ingresso: € 15.00 comprensivo di bicchiere per degustazioni

Ingresso ridotto: € 10.00 per soci AIS – FIS – FISAR – ONAV e SLOW FOOD (il socio deve mostrare tessera valida dell’anno in corso) e possessori del biglietto della manifestazione MareDivino 2018

Parcheggio: gratuito

Info utili: 500 i carrelli disponibili per gli acquisti

I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni

Press info:

Davide Cocco

Anna Sperotto

FIVI – Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti

La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) è un’associazione nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del Vignaiolo di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Per statuto, possono aderire alla FIVI solo i produttori che soddisfano alcuni precisi criteri: “Il Vignaiolo FIVI coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta”.
Attualmente sono circa 1200 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 11.000 ettari di vigneto, per una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. Quasi 80 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale si avvicina a 0,7 miliardi di euro, per un valore in termini di export di 280 milioni di euro. Gli 11.000 ettari di vigneto sono condotti per il 51% in regime biologico/biodinamico e per il 49 % secondo i principi della lotta integrata.


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