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CHIARETTO DI BARDOLINO:  AL VIA LA NUOVA CAMPAGNA TRADE NEGLI STATI UNITI

CHIARETTO DI BARDOLINO: AL VIA LA NUOVA CAMPAGNA TRADE NEGLI STATI UNITI

L’iniziativa, affidata alle agenzie Colangelo & Partners e Studio Cru, mira ad incrementare le vendite del vino rosa veronese nel mercato statunitense e il numero di produttori che esportano negli USA

Il Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino inaugura negli Stati Uniti una nuova campagna commerciale dedicata al Chiaretto di Bardolino, il vino rosa della sponda veronese del lago di Garda, leader di settore in Italia. L’iniziativa, che si articola in due specifiche tranche dedicate l’una agli importatori, distributori e buyer di vino e l’altra ai sommelier di alcuni dei migliori ristoranti americani, in vista della futura ripartenza del settore post-Covid, verrà affidata all’agenzia americana Colangelo & Partners, attiva nel settore trade, con sedi a New York e San Francisco, e a Studio Cru, che invece opera dall’Italia su target altamente profilati. Scopo del progetto, che avrà inizio a partire dal mese di febbraio e proseguirà sino alla fine di giugno, è individuare nuovi sbocchi commerciali negli USA attraverso la ricerca di contatti, nell’intento di aumentare ulteriormente la conoscenza del Chiaretto di Bardolino, di ampliare i volumi delle vendite nel mercato statunitense, che ora si attestano intorno al 5% della produzione, nonché di aumentare il numero di aziende produttrici che esportano negli Stati Uniti. A condurre i seminari dedicati al mondo dei sommelier sarà la giornalista americana Katherine Cole, una delle più importanti esperte internazionali di rosé, autrice del libro “Rosé All Day”.
“Il Chiaretto di Bardolino – commenta Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino – ha ormai acquisito, grazie alle azioni di comunicazione intraprese dal Consorzio di tutela, una considerevole reputazione sulla stampa americana. La nuova campagna vuole sfruttare la crescita della categoria dei rosé negli Stati Uniti, vista anche la grande popolarità dei vini italiani tra i consumatori americani, per allargare la presenza e distribuzione del Chiaretto”.
L’Italia è infatti attualmente in testa alle importazioni di vino americano, con una crescita del 12,8% in valore del commercio al dettaglio, come riportato da Nielsen Retail Data al 2020, con una quota di mercato del 32,6%. Nel 2019, Nielsen ha inoltre riportato che il vino rosato ha superato le vendite di vini bianchi e rossi, registrando un +29% e conquistando una quota di mercato pari al 3,7%. La crescita della categoria indica indubbiamente che c’è molto potenziale per il vino rosa italiano negli USA: “Alla luce dei dati diffusi da Nielsen – continua Cristoforetti – quello attuale risulta un momento perfetto per intervenire con una campagna specifica dedicata al mercato americano”.
Le aziende produttrici di Chiaretto di Bardolino che prenderanno parte alla nuova campagna statunitense sono Albino Piona, Aldo Adami, Benazzoli, Casaretti, Cantine Lenotti, Cavalchina, Gentili, Gorgo, Il Pignetto, Le Fraghe, Monte del Fra’, Poggio Delle Grazie, Seiterre, Giovanna Tantini, Valetti, Vigneti Villabella, e Vitevis – Cantina di Castelnuovo.

CANTINA COLLI EUGANEI PER LA RICERCA: IL PROGETTO PROSEGUE FINO A PASQUA

CANTINA COLLI EUGANEI PER LA RICERCA: IL PROGETTO PROSEGUE FINO A PASQUA

Il progetto “VO’ per la ricerca” continua a sostenere il lavoro dei ricercatori dell’Università di Padova per la lotta al Covid-19. Le bottiglie sono acquistabili fino a Pasqua in tutti i punti vendita aderenti all’iniziativa

Prosegue fino a Pasqua “VO’ per la ricerca” l’iniziativa solidale promossa da Cantina Colli Euganei per sostenere il lavoro dell’equipe medica del Dipartimento di Microbiologia e Microbiologia Clinica dell’Università di Padova nella lotta al Covid-19, e per promuovere il turismo nel territorio di Vo’, uno dei primi Comuni in Italia ad essere dichiarato zona rossa.
In sette mesi dal suo avvio, nel giugno 2020, il progetto ha già raccolto 120 mila euro. Per ogni bottiglia venduta di due vini rappresentativi del territorio, il Serprino Spumante Doc Colli Euganei e il Rosso Doc Colli Euganei, un euro viene destinato all’Università di Padova per la ricerca e 10 centesimi al Comune di Vo’. Dal suo inizio il progetto ha potuto contare sulla collaborazione di numerose catene come Despar, Eurospar, Interspar, Alì, Famila, A&O, Mega, Cadoro, Iperlando, Maxi, Spak, SuperW, Eurospesa, Crai, Autogrill e, per il suo valore, si è aggiudicato anche il premio come miglior progetto per il rilancio del territorio e dell’enogastronomia dal Gist (Gruppo italiano stampa turistica), consegnato nell’ottobre scorso in occasione della 57esima edizione della fiera TTG Travel Experience di Rimini.
“Siamo soddisfatti del risultato raggiunto in questi mesi – spiega Lorenzo Bertin, presidente di Cantina Colli Euganei – e il nostro impegno continuerà anche nel 2021: in un momento così difficile ci sembra giusto continuare a dare il nostro contributo per sconfiggere il virus e tornare a una vita normale”.
“Il 2021 ha portato con sé la somministrazione dei primi vaccini contro il Covid-19, segno tangibile dell’importanza della ricerca scientifica, risposta universale alla pandemia – afferma il Rettore dell’Università di Padova Rosario Rizzuto –. Sono felice, quindi, che il progetto “Vo’ per la ricerca”, che già ha portato un contributo importante e generoso al nostro Ateneo, prosegua anche per i prossimi mesi. Quello di Vo’ è un territorio al quale l’Università di Padova è sempre più legata, grazie agli studi epidemiologici permessi dalla straordinaria collaborazione della popolazione”.

Partner del progetto:
Despar, Eurospar, Interspar, Alì, Famila, A&O, Mega, Cadoro, Iperlando, Maxi, Spak, SuperW, Eurospesa, Crai, Autogrill.

ASOLO PROSECCO PIÙ FORTE DEL COVID: + 10% RISPETTO AL 2019

ASOLO PROSECCO PIÙ FORTE DEL COVID: + 10% RISPETTO AL 2019

Il 2020 si è chiuso raggiungendo i 18,7 milioni di bottiglie certificate, che fanno balzare l’Asolo Prosecco al 20° posto fra le denominazioni di origine italiane. Ulteriore e significativa accelerazione nell’ultimo trimestre dell’anno

L’Asolo Prosecco chiude il 2020 a quota 18,7 milioni di bottiglie certificate, con un incremento del 10% rispetto al 2019, quando le certificazioni erano ammontate a 17 milioni di bottiglie. Nonostante la congiuntura dettata dalla pandemia, le vendite dell’Asolo Prosecco si sono mantenute costantemente al di sopra dei livelli dell’anno precedente per tutto il 2020: in ottobre e novembre si è registrata un’ulteriore impennata, con 2,5 milioni di bottiglie certificate in ciascuno dei due mesi, così come si è confermato in accelerazione il mese di dicembre, che ha segnato una crescita del 34% rispetto all’ultimo mese del 2019. In ragione dei risultati del 2020, l’Asolo Prosecco è salito al 20° posto fra le denominazioni di origine italiane dalla 31a posizione occupata solo nel 2018. Si tratta della settima denominazione italiana specializzata nella coltivazione di uve bianche e la quarta nella spumantistica.
“Nonostante i gravi cambiamenti che la pandemia ha prodotto sulla società e sulle abitudini verso i consumi – commenta il presidente del Consorzio Asolo Prosecco, Ugo Zamperoni -, il 2020 è stato un altro anno di consistente incremento per la nostra denominazione. I dati dell’ultimo trimestre rafforzano la percezione della dinamica ancora crescente della domanda di Asolo Prosecco, il che conferma la validità delle scelte che abbiamo adottato per la vendemmia 2020, quando siamo stati tra i pochi Consorzi di tutela italiani a non ridurre le rese, ritenendo addirittura opportuno richiedere alla Regione Veneto l’autorizzazione ad adottare la riserva vendemmiale: una scelta espansiva che ci permetterà di assecondare eventuali richieste aggiuntive, qualora nel corso del nuovo anno il mercato continuasse a domandare volumi sempre maggiori. Del resto, già la scorsa primavera scegliemmo di liberare lo stoccaggio della vendemmia 2019 per non creare criticità nell’offerta di prodotto, e anche questa si è dimostrata una scelta corretta. I dati delle giacenze, poi, ci dicono che il vino prodotto nel 2019 è praticamente tutto esaurito, tanto che negli ultimi mesi del 2020 è stato necessario usufruire di vino nuovo”.
La crescita dell’Asolo Prosecco è avvenuta soprattutto attraverso il canale della grande distribuzione, sia in Italia che all’estero, mentre hanno riscontrato delle criticità le aziende medio-piccole che avevano come principale canale di sbocco la ristorazione italiana, fortemente penalizzata dalla crisi. “Proprio per questo – spiega Zamperoni – le attività di promozione che abbiamo in cantiere nelle maggiori città nazionali mireranno ad interessare all’Asolo Prosecco una fascia sempre più ampia di utenti, sensibili ad una produzione spumantistica connotata dai forti valori identitari qual è la nostra. Ci conforta peraltro che nel 2020 i valori dell’uva e del vino all’ingrosso si siano mantenuti costanti, se non con qualche accenno al rialzo, permettendo di mantenere equilibri proporzionati all’interno di una filiera che si sta fortemente impegnando nel garantire una continua crescita di qualità, come dimostrano le posizioni di assoluto rilievo conquistate nel 2020 da molti produttori di Asolo Prosecco pressoché in tutti i maggiori concorsi enologici internazionali”.

CANTINA TOLLO CHIUDE IL BILANCIO IN POSITIVO E NOMINA ANDREA DI FABIO DIRETTORE GENERALE

CANTINA TOLLO CHIUDE IL BILANCIO IN POSITIVO E NOMINA ANDREA DI FABIO DIRETTORE GENERALE

Soddisfazione per il gruppo vitivinicolo abruzzese, che chiude l’esercizio 2020 con un trend positivo sia per i vini biologici che per la Grande Distribuzione Organizzata

Cantina Tollo chiude il bilancio con risultati positivi: l’azienda in relazione all’esercizio 2019-2020 ha redistribuito oltre 20 milioni di euro tra valore del conferimento dei soci, redistribuzione e indotto delle aziende locali. Una grande soddisfazione per il Presidente di Cantina Tollo Tonino Verna che, tracciando le linee guida per il futuro, ha comunicato la nomina di Andrea Di Fabio a Direttore Generale. La nuova carica si è resa necessaria alla luce della costante crescita della realtà teatina, che si configura oramai come gruppo di aziende. Figura di riferimento di Cantina Tollo, Di Fabio mantiene anche la posizione di direttore commerciale e marketing che ricopre da sei anni. In precedenza era stato direttore amministrativo del gruppo abruzzese.
“La sfida che ho raccolto è oltremodo stimolante – spiega Andrea Di Fabio – il miglioramento dell’efficienza della struttura e l’ampliamento del business, in un periodo complicato come questo, pesantemente colpito dall’irrisolta problematica Covid, saranno i punti cardine del mio incarico. La gestione di Cantina Tollo sarà indirizzata al perseguimento di alcuni obiettivi che ritengo fondamentali nella conduzione aziendale e che dovranno permeare tutta l’organizzazione: dinamicità, determinazione e proattività saranno parole imprescindibili per ciascuna attività che andremo a porre in essere, ad ogni livello ed in ogni contesto.”
Continua anche il trend positivo dei vini biologici, che in un esercizio così difficile segnano una crescita a valore del 20% e a volumi del 19%. La quota di vino biologico in bottiglia raggiunge ormai il 9% del fatturato complessivo di Cantina Tollo. Ciò conferma anche il riconoscimento da parte del mercato della qualità e della distintività delle linea green del gruppo. Anche la Grande Distribuzione Organizzata continua il suo trend positivo incrementando il proprio fatturato a valore dell’11% e a volumi del 12%: una performance specifica del canale che si pone in continuità con gli ultimi due esercizi di bilancio e che evidenzia altresì una tendenza del consumo daily in ulteriore crescita. Il fatturato relativo all’imbottigliato, inoltre, risulta in linea con i dati registrati nel 2019. Un altro risultato importante raggiunto nello scorso anno dal gruppo Cantina Tollo è il debutto dei vini della DOCG Tullum, denominazione riconosciuta nel 2019 e messa in commercio nel 2020.

Cantina Tollo è oggi tra le più importanti e consolidate realtà del settore vitivinicolo italiano. Commercializza 13 milioni di bottiglie all’anno, vanta circa 700 soci e 2.700 ettari coltivati in un territorio da sempre vocato alla produzione vitivinicola. I vigneti di Cantina Tollo si estendono dalle colline del litorale fino alle pendici della Maiella, in un clima tipicamente mediterraneo, contraddistinto da escursioni termiche notevoli. La produzione e? concentrata sui vitigni tipici e autoctoni del territorio (Montepulciano, Trebbiano, Pecorino, Passerina e Cococciola), coltivati tradizionalmente a pergola, con una spiccata vocazione alla sperimentazione in campo e in cantina.
Le bottiglie Cantina Tollo sono distribuite in tutte le regioni italiane, in quasi la totalità dei Paesi dell’Unione Europea, in particolare Germania, Paesi Bassi, Francia, Danimarca e Regno Unito e, oltreoceano, in Giappone, Stati Uniti, Canada. Cantina Tollo guarda anche ai nuovi mercati emergenti come Russia, India e Cina.

GOPPION CAFFÈ SOSTIENE L’ARTE VENEZIANA: RINNOVATO L’ACCORDO CON LA DIREZIONE REGIONALE MUSEI VENETO

GOPPION CAFFÈ SOSTIENE L’ARTE VENEZIANA: RINNOVATO L’ACCORDO CON LA DIREZIONE REGIONALE MUSEI VENETO

La torrefazione trevigiana ha siglato nuovamente la concessione per l’utilizzo di due opere del vedutista veneziano Francesco Guardi

Goppion Caffè rinnova la collaborazione con la Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ D’Oro di Venezia e con la Direzione Regionale Musei Veneto a sostegno dell’arte veneziana. La concessione prevede l’utilizzo da parte della torrefazione di due quadri di Francesco Guardi, pittore vedutista vissuto a Venezia nel Settecento, nelle confezioni di Dolce, miscela storica di Goppion.
Le due opere del Guardi, Vista dal Molo e Vista della Piazzetta attraverso San Giorgio, sono entrambe conservate alla Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro.
“È alla ricchezza delle arti di Venezia – spiega Paola Goppion, responsabile marketing e comunicazione di Goppion Caffè – e al suo antico legame con il caffè che dedichiamo questo progetto. Le nostre miscele rivelano al mondo un pezzo importante di storia italiana. Vogliamo fare qualcosa perché continui ad essere raccontata, soprattutto in questo momento storico dove i musei e i luoghi della cultura sono chiusi al pubblico. Non possiamo dimenticare, poi, che Venezia è tra le città che più ha contribuito alla diffusione della cultura del caffè in Europa. I chicchi arrivarono qui alla fine del Cinquecento, grazie ai mercanti che portavano le spezie dall’Oriente. Nei dipinti del Guardi si trovano i ritratti della città e dei primi Grandi Caffè di Piazza San Marco, ai quali si deve molto per la diffusione di questa bevanda nel mondo. E poi l’espresso, tra i più diffusi metodi di estrazione del caffè e probabilmente il più famoso, è un’invenzione tutta italiana di cui dobbiamo essere fieri”.
La Miscela Dolce è la prima nata in casa Goppion, nel 1948. I caffè che compongono Dolce sono del tipo Arabica per il 90% e vengono da Etiopia, Brasile, Guatemala, Honduras; mentre il rimanente 10%, del tipo Robusta, viene da Flores, nell’arcipelago indonesiano delle Isole Sonda, immerse tra l’Oceano Indiano e l’Oceano Pacifico, dove cresce uno dei migliori caffè Robusta del mondo.

GIANNITESSARI SMETTE DI DARE I NUMERI: NELLE NUOVE ETICHETTE IL CARATTERE DEL DURELLO

GIANNITESSARI SMETTE DI DARE I NUMERI: NELLE NUOVE ETICHETTE IL CARATTERE DEL DURELLO

Cambia l’etichetta dei tre Metodo Classico dell’azienda di Roncà: il vignaiolo veronese punta sulla denominazione

Giannitessari rinnova il naming della sua produzione di Lessini Durello Metodo Classico. Lessini Durello BrutLessini Durello Riserva Extra BrutLessini Durello Riserva Dosaggio Zero sostituiscono le tre etichette 36 Mesi60 Mesi e 120 Mesi. La linea di Metodo Classico da uva durella in purezza dei Monti Lessini, finora contraddistinta dal tempo di affinamento sui lieviti, ora riporta l’attenzione sulla denominazione, il dosaggio zuccherino e l’annata.
“Dal 2013 il Lessini Durello è una delle colonne portanti della nostra produzione – spiega Gianni Tessari, titolare dell’azienda di Roncà (Verona) – In questa fase iniziale, tra i primi della denominazione, abbiamo utilizzato i numeri in etichetta con riferimento ai mesi di affinamento sui lieviti, scegliendo di comunicare le straordinarie potenzialità del Durello Metodo Classico attraverso la sua capacità di sfidare il tempo, che permette ad aromi e sapori di perfezionare il proprio delicato equilibrio. Spesso per il consumatore questa caratteristica non era scontata, anzi a volte era sconosciuta. Abbiamo lavorato quindi per consolidare l’importanza del tempo nell’evoluzione. Oggi, raggiunto l’obiettivo, sentiamo la necessità di fare un passo avanti: i nostri Lessini Durello continuano, e lo faranno sempre, a riposare sui lieviti per almeno tre anni, ma troviamo vincolante imbrigliare l’evoluzione del vino a un periodo di affinamento stabilito a priori. Vogliamo avere la libertà di farlo uscire quando lo riteniamo opportuno, ossia una volta che – a nostro avviso – ha raggiunto la sua migliore espressione, evitando inoltre al consumatore di dover utilizzare la calcolatrice durante la degustazione per verificare l’informazione in etichetta”.
Cambia anche la grafica dell’etichetta, che riporta non solo il nome dell’azienda ma l’intero logo, compresa l’immagine della chiesa di Brognoligo di Monteforte d’Alpone, paese natale di Gianni Tessari. Al centro sono posti la denominazione, il nome del vino e l’annata per le riserve, mentre fa da cornice l’indicazione del metodo di spumantizzazione.
Lessini Durello BrutLessini Durello Riserva Extra Brut e Lessini Durello Riserva Dosaggio Zero sono rispettivamente prodotti in un numero di 45000, 4000 e 1500 bottiglie e venduti al prezzo in enoteca di circa 18, 28 e 40 euro.

LABRENTA: CON ADAMELLO RIVIVE IL TAPPO DELLA  GRANDE GUERRA

LABRENTA: CON ADAMELLO RIVIVE IL TAPPO DELLA GRANDE GUERRA

Sarà riprodotto in mille esemplari grazie allo stampo creato per l’azienda vicentina da un’équipe di artigiani sardi specializzati

Un tappo della Prima Guerra Mondiale, con più di cent’anni di storia alle spalle, rivive grazie a LaBrenta, azienda di Breganze specializzata in soluzioni di chiusura. Adamello, questo il nome dato al tappo dal luogo in cui è stata ritrovato, sarà riprodotto in mille esemplari numerati grazie al sapiente lavoro di un’équipe di artigiani sardi, ancora in possesso delle tecniche con cui si lavorava il sughero ai primi del ‘900, che ne ricreerà lo stampo. Il tappo originale, invece, verrà conservato in una apposita teca nella sede di LaBrenta.
Risalente all’epoca della Grande Guerra, la chiusura è stata ritrovata da Maria Crespi e da Denni Stefani, giovane coppia appassionata di storia, lungo un sentiero della Val Genova, ai piedi del Gruppo dell’Adamello. Durante il primo conflitto mondiale la zona è stata teatro della cosiddetta Guerra Bianca, così chiamata perché le truppe italiane e austriache si contendevano passi di alta quota di importanza strategica. L’annerimento del sughero e la caratteristica forma d’altri tempi, semi-quadrata e non cilindrica, hanno rivelato immediatamente alla coppia che si trattava di un reperto bellico. Di qui la decisione di affidare l’oggetto a LaBrenta, azienda già nota ai due grazie ad una precedente collaborazione, che ha stabilito di ricreare Adamello a immagine del tappo storico.
“La storia non è fatta solo di grandi accadimenti – commenta Gianni Tagliapietra, CEO dell’azienda vicentina, dove lavorano anche i fratelli Amerigo e Franca – ma anche di piccoli gesti e oggetti quotidiani, di cui oggi siamo i custodi. Non conosciamo le le circostanze in cui è stata aperta la bottiglia che questo tappo chiudeva, probabilmente però si tratta di un’occasione speciale, visto che in trincea il vino era spesso versato direttamente da damigiane e tinozze nel bicchiere metallico in dotazione di ogni soldato. Molto più rara era la comparsa di una bottiglia, usualmente destinata alla mensa ufficiali, ma magari stappata anche dalla truppa in trincea per eccezionali occasioni, come poteva essere una vigilia di Natale”.
Adamello verrà riprodotto nel corso del 2021 in edizione limitata con uno speciale cofanetto che include anche la storia del ritrovamento raccontata dallo scrittore Stefano Ferrio.

NATALE AL GELLIUS: I TORTELLINI DI ALESSANDRO BREDA CHE SCALDANO IL CUORE

NATALE AL GELLIUS: I TORTELLINI DI ALESSANDRO BREDA CHE SCALDANO IL CUORE

Il celebre piatto delle feste viene proposto dal ristorante di Oderzo in una versione a base di pesce. Tre i menu disponibili per Natale e Capodanno, tutti in formato delivery

Un Natale diverso, ma sempre sotto il segno della tradizione. Il ristorante Gellius di Oderzo (Treviso) si prepara al periodo natalizio proponendo una versione personale del piatto principe delle festività, declinato nei Tortellini di crostacei in brodo di pesce. La portata, prevista nel menu di Natale del Gellius, sarà disponibile anche in formato delivery: il locale ha infatti ideato tre percorsi di degustazione, due per Natale e uno per Capodanno, per dare la possibilità a tutti i clienti di gustare le creazioni di Alessandro Breda anche nell’intimità della propria cucina.
“Fin da quanto ero bambino i tortellini in brodo sono sempre stati la prima portata di ogni pranzo delle festività – spiega lo chef Alessandro Breda – è un piatto che mi ricorda il calore della famiglia, il senso di condivisione e di familiarità del giorno di Natale. Dopo un un anno così difficile, presentare un piatto tradizionale rivisto con i nostri occhi ci sembrava il modo migliore per trasmettere quella serenità e piacevolezza ai nostri clienti. Il menu in versione delivery ci dà l’occasione di portare direttamente nelle loro case la nostra cucina, in attesa di poterli presto accogliere nuovamente nelle sale del ristorante”.
I Tortellini di crostacei in brodo di pesce saranno consegnati, come le altre portate del menu, con le istruzioni per ultimare al meglio la preparazione a casa e gli ingredienti per guarnire il piatto.
Per incontrare le esigenze di tutti i commensali il Gellius ha scelto inoltre di inserire accanto alle proposte più tradizionali anche un percorso vegetariano. I due menu di Natale, che comprendono antipasto, primo, secondo e dolce a scelta, sono disponibili su ordinazione fino al 22 dicembre.
Proposta più tradizionale è invece quella del menu di Capodanno, che prevede quattro portate a base di pesce e alcuni piatti fuori menu con le ricette simbolo del Veglione come il cotechino con le lenticchie, crostacei e frutta esotica. Gli ordini in questo caso sono accettati fino al 28 dicembre.
Le consegne sono disponibili all’interno del comune di Oderzo, in tutto il trevigiano e anche fuori dalla provincia, con costi di consegna variabili a seconda della distanza.
Per informazioni e prenotazioni visitare il sito www.ristorantegellius.it

Ufficio stampa Gellius:
Carlotta Flores Faccio
Davide Cocco

RADICI DEL SUD: APPUNTAMENTO A GIUGNO 2021 CON IL SALONE DEI VINI E DEGLI OLI DEL SUD ITALIA

RADICI DEL SUD: APPUNTAMENTO A GIUGNO 2021 CON IL SALONE DEI VINI E DEGLI OLI DEL SUD ITALIA

La XV edizione della manifestazione si terrà dal 9 al 14 giugno 2021 a Sannicandro di Bari (BA). Oltre 120 aziende già confermate ma proseguono le iscrizioni

Radici del Sud conferma la sua XV edizione e si prepara a riportare al Castello di Sannicandro di Bari (BA) il meglio del vino e dell’olio del Sud Italia. La manifestazione, in programma dal 9 al 14 giugno 2021, vede già confermata la presenza di oltre 120 aziende, ma è possibile iscriversi fino ad esaurimento dei posti sul sito www.radicidelsud.it, dove sono indicate tutte le modalità di partecipazione.
La manifestazione di giugno sarà anticipata in primavera da una tre giorni in cui due giurie di giornalisti italiani ed europei testeranno e premieranno i vini presentati dalle aziende per l’edizione 2020, poi saltata a causa dell’emergenza sanitaria.
“L’entusiasmo dimostrato dalle aziende ci riempie di orgoglio – commenta Nicola Campanile, organizzatore dell’evento – Mancano ancora svariati mesi all’edizione 2021 e, nonostante il difficile anno che abbiamo alle spalle, cantine e frantoi hanno già riservato quasi tutti i posti disponibili per partecipare a Radici del Sud. È davvero un bel segnale sapere quante realtà credono fortemente nella nostra manifestazione e ci auguriamo che questa possa essere l’occasione di rilanciare i vini e gli oli del Sud Italia e i loro produttori, dopo questo periodo così duro”.
La XV edizione di Radici del Sud coinvolgerà per la prima volta anche produttori provenienti da Sardegna, Abruzzo e Molise, assieme a quelli già presenti nelle precedenti edizioni di Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia.
Le giornate del 12 e del 13 giugno saranno dedicate al Concorso: i vini del Sud Italia, suddivisi per vitigno, saranno giudicati da quattro diverse giurie composte da giornalisti, influencer, buyer internazionali, esperti del settore enologico e addetti ai lavori. Contemporaneamente nelle altre sale del Castello si svolgeranno gli incontri BtoB tra produttori e importatori. Nei giorni precedenti, il 10 e 11 giugno, si terranno invece i wine tour alla scoperta del territorio, dove i produttori incontreranno buyer e importatori provenienti da Paesi europei ed extraeuropei come Svezia, Danimarca, Norvegia, Gran Bretagna, Olanda, Germania, Russia, Polonia, Corea del Sud, Canada e Stati Uniti.
La giornata di apertura al pubblico con il Salone del vino e dell’olio è in programma invece per lunedì 14 giugno, quando operatori di settore e appassionati potranno partecipare ai banchi d’assaggio negli spazi del Castello per incontrare le aziende e degustare i vini e gli oli del Mezzogiorno. È previsto inoltre anche quest’anno un padiglione di vini artigianali, che sarà animato da degustazioni e tavole rotonde dedicate al settore.
L’evento, patrocinato dal Consiglio Regionale e dal Dipartimento Agricoltura della Regione Puglia, da Unioncamere e dal Comune di Sannicandro di Bari si terrà nel pieno rispetto delle misure anti Covid in vigore.

RADICI DEL SUD 2020 – Salone dei vini e degli oli del Sud
Dove: Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari (BA)
Apertura al pubblico: 14 giugno 2020
Orario: dalle 16.00 alle 22.00
Ingresso: kit di degustazione €15 (comprensivo di bicchiere, sacca portabicchiere e quaderno di degustazione)
Parcheggio: disponibile
I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.

IL NATALE DI POGGIO TORSELLI UNISCE VINO  E ALTO ARTIGIANATO FIORENTINO

IL NATALE DI POGGIO TORSELLI UNISCE VINO E ALTO ARTIGIANATO FIORENTINO

Insieme a Scuola del Cuoio e 19 Andreas ‘47, la tenuta del Chianti Classico firma una collezione di manifatture che spazia dal plaid in cashmere alla shopper in cuoio

Il talento artigiano e l’attenzione al dettaglio tessono il fil rouge che lega la produzione vinicola di Poggio Torselli a due esponenti dell’alta manifattura nel settore moda e design: la Scuola del Cuoio di Firenze e la casa del cashmere 19 Andrea’s 47 di Prato.

Le due eccellenze del Made in Italy nel mondo condividono con Poggio Torselli le radici in terra toscana, la centralità riservata alle materie prime e ai processi produttivi nonché l’amore per il bello. Sono queste le basi del progetto che ha portato alla creazione di una linea di prodotti artigianali ispirati all’eleganza e alla produzione vinicola della tenuta del Chianti Classico, proposti in occasione delle festività natalizie. In particolare, la collezione comprende un plaid in cashmere bicolore, personalizzato da un’etichetta con il logo della tenuta, e una shopper unisex in cuoio abbinata ad alcuni oggetti nello stesso materiale, come il porta cavatappi e i sottobicchieri.

L’azienda 19 Andrea’s 47 è specializzata nella lavorazione del cashmere, che cura per l’intera filiera, dalla selezione dei filati più pregiati alla confezione di oggetti di abbigliamento e per la casa. Per farlo utilizza ancora oggi i telai navetta degli anni ‘50 e ‘60 che garantiscono volumi e morbidezze unici. Inoltre le tinte e le stampe sono eseguite rigorosamente a mano.
La storica Scuola del Cuoio, fondata nel 1950 all’interno dell’antico noviziato della Basilica di Santa Croce di Firenze, è un centro di progettazione, produzione e formazione internazionalmente riconosciuto. Fa del culto del bello e del fatto su misura valori da trasmettere attraverso la sua pelletteria artigianale, che comprende borse e accessori. Gli stessi valori e antichi insegnamenti che la Scuola trasmette nel laboratorio professionalizzante frequentato da studenti di tutto il mondo.

A completare la proposta natalizia di Poggio Torselli sono le cassette in legno massello di noce naturale non trattato realizzate da Friulbox, che custodiscono i suoi Chianti Classico e IGT Toscana, oltre a due esclusive formule di adesione al Wine Club: la modalità base Poggio Membership e la premium 1427 Membership.
Tutti i prodotti rimarranno disponibili nello shop online anche dopo le Feste. Per maggiori informazione e acquisti visitare il sito www.poggiotorselli.it

Ufficio Stampa:
Giulia Tirapelle
Anna Sperotto


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In redazione: Davide Cocco, Anna Sperotto, Giada Azzolin, Carlotta Faccio, Chiara Brunato, Marco Zanella, Irene Graziotto, Marta Xerra, Elena Scarso, Micaela Tussetto

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