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CHIARETTO DI BARDOLINO: FRANCO CRISTOFORETTI RIELETTO PRESIDENTE DEL CONSORZIO

CHIARETTO DI BARDOLINO: FRANCO CRISTOFORETTI RIELETTO PRESIDENTE DEL CONSORZIO

CHIARETTO DI BARDOLINO: FRANCO CRISTOFORETTI RIELETTO PRESIDENTE DEL CONSORZIO
“I prossimi tre anni vedranno concretizzarsi l’impegno che la nostra filiera produttiva ha riversato sul riassetto della nostra denominazione”

Franco Cristoforetti è stato rieletto Presidente del Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino durante il consiglio d’amministrazione tenutosi martedì 7 luglio 2020. Nella carica di vicepresidenti sono stati confermati Agostino Rizzardi e Davide Ronca. Compongono il rinnovato consiglio Matteo Birolli, Ivan Castelletti, Piergiuseppe Crestani, Fulvio Benazzoli, Mario Boni, Roberta Bricolo, Fabio Dei Micheli, Alberto Marchisio, Giannantonio Marconi, Mattia Piccoli, Luca Sartori e Fausto Zeni. Fanno parte del Collegio sindacale Marco Ruffato, Lucio Salier e Lorenzo Mario Sartori, oltre a Nicola Bonfante e Massimo Brutti, che hanno ruolo di supplenti.
“I prossimi tre anni – spiega Cristoforetti, che è al suo terzo mandato – vedranno concretizzarsi l’enorme impegno che la nostra filiera produttiva ha riversato sul radicale riassetto della nostra denominazione, prima con la Rosé Revolution, che ha permesso al Chiaretto di Bardolino di rivestire il ruolo di leader tra i vini rosa italiani a menzione geografica, e poi con il progetto Bardolino Cru, che ha portato al riconoscimento, nel nuovo disciplinare, delle nostre tre sottozone storiche La Rocca, Montebaldo e Sommacampagna. Continueremo a dedicare attenzione al mercato italiano, che ci sta premiando, a consolidare i tradizionali mercati europei e a crescere negli Stati Uniti e nel Canada, mercati che stavano finalmente cominciando a darci soddisfazioni prima del lockdown imposto dalla pandemia di Covid-19”.
In particolare, il posizionamento del Chiaretto di Bardolino sul mercato italiano è stato oggetto di una ricerca condotta da Bva Doxa per conto del Consorzio di Tutela.
“Ci sono due falsi miti che vanno sfatati quando si parla di vini rosa. Il primo è che i rosé siano vini adatti solo all’estate – continua Cristoforetti – il secondo è che abbiano un consumo prevalentemente femminile. L’indagine dimostra che entrambe queste convinzioni sono errate, almeno per quanto riguarda il Chiaretto di Bardolino, che viene scelto in egual misura anche dagli uomini e viene consumato durante tutto l’anno. Si tratta di informazioni preziose, che ci permettono di orientare al meglio le nostre strategie”.
I dati dell’indagine Bva Doxa parlano chiaro, per quanto riguarda la conoscenza del Chiaretto di Bardolino non c’è sostanziale differenza tra uomini e donne: lo conoscono il 35% dei bevitori italiani di vino e il 34% delle bevitrici. Inoltre la propensione all’acquisto fra i conoscitori del Chiaretto è altissima, con il 93% degli intervistati che afferma che è sicura di sceglierlo quando lo vede sullo scaffale o in una lista vini. La quota di chi esprime assoluta certezza d’acquisto è del 33%, solo con una leggera prevalenza femminile, 35% contro il 31% dei maschi, mentre è abbastanza irrilevante la fascia di età, 30% tra i più giovani e 35% tra i meno giovani. Un altro dato da sottolineare è che la maggioranza di chi in Italia beve usualmente vino rosa lo fa durante tutto l’anno: il 70% degli intervistati non ha preferenze di stagione per stappare una bottiglia di rosé.
Molto alto anche il profilo di immagine del Chiaretto di Bardolino e del suo territorio. Il 91% dei suoi consumatori abituali lo considera perfetto come aperitivo, l’89% afferma che proviene da una zona famosa per il vino, l’86% si sofferma sulla particolare selezione delle uve destinate alla sua produzione e sempre l’86% del campione lo sceglie perché “è invitante, fa venire voglia di berlo”, così come l’84% degli intervistati sostiene che “si adatta bene ai gusti dei consumatori di oggi”. Per l’85% dei consumatori abituali, inoltre, il Chiaretto “è originale, si distingue dagli altri vini rosa”.
Più in generale, il report mostra come all’interno dei consumatori italiani di vino la quota di chi beve anche solo occasionalmente vino rosa è pari al 37%, contro l’81% dei vini rossi e il 61% dei bianchi. Andando a vedere invece esclusivamente i consumatori abituali di vino, la quota del vino rosa è del 10% ed è pressoché identica fra uomini (9%) e donne (10%), con una prevalenza della fascia tra i 25 e i 44 anni, nella quale la percentuale di chi beve abitualmente rosati è del 13%. L’89% dei bevitori abituali di vino rosa consuma prevalentemente etichette italiane, il 23% beve anche rosé francesi, resistono i rosati portoghesi al 12%.

CANTINA VALPANTENA RIPARTE DAI PUNTI VENDITA

CANTINA VALPANTENA RIPARTE DAI PUNTI VENDITA

Aperto il negozio a Cassano Magnago, investimenti e nuove produzioni in arrivo a Colli Morenici: parte dalla Lombardia la strategia di rilancio della cooperativa

Cantina Valpantena accellera sulla distribuzione diretta al pubblico. Dopo la chiusura di circa venti giorni imposta dall’emergenza legata al Covid-19, la rete di otto punti vendita collocati tra Veneto e Lombardia riparte con l’inaugurazione del nuovo negozio di Cassano Magnago, in provincia di Varese. L’apertura, prevista a febbraio e poi rimandata, si è tenuta lunedì 06 luglio. Il punto vendita in via Mazzel 56 dispone di una zona market e un magazzino e impiega due dipendenti. Con il nuovo esercizio la cooperativa sociale di Quinto di Verona rafforza la sua presenza in Lombardia, zona strategica in vista di future espansioni e molto ricettiva per quanto riguarda i vini veronesi. La gamma di prodotti offerti comprende l’Amarone, il Ripasso, gli altri vini della linea storica Torre del Falasco, tra cui anche Lugana e una Garganega in purezza. Negli scaffali anche una selezione dalla mantovana Cantina Colli Morenici, sulla quale Cantina Valpantena sta realizzando un importante piano di sviluppo aziendale. All’incorporazione per fusione a fine 2019, è seguita infatti la ristrutturazione del punto vendita situato a Ponti sul Mincio, in prossimità del lago di Garda. In programma adesso la ristrutturazione della facciata della Cantina e il rinnovo della bottaia. A Ponti sul Mincio è prevista anche la produzione di un nuovo Metodo Classico a base di pinot nero e chardonnay e di un vino bianco del Brolo dei Giusti, la proposta di alta gamma di Cantina Valpantena, che già consta di Amarone e Valpolicella Superiore.
“La scelta di puntare sull’approccio senza mediazioni con il consumatore e sulla vendita diretta delle nostre bottiglie risulta vincente – sostiene Luigi Turco, presidente di Cantina Valpantena – La nostra rete di punti vendita, insieme alla grande distribuzione estera, ci permette di sopperire in parte alle perdite che stiamo riscontrando in questo periodo nel canale Ho.re.ca. Ci aspettiamo una ripresa lenta ma graduale, anche se con possibili scenari imprevedibili. Nonostante l’incertezza continuiamo decisi sulla strada della diversificazione dei canali di distribuzione”.

GIANNI TESSARI PRESENTA SCALETTE: IL SOAVE CLASSICO DOC CHE ESALTA LA TRADIZIONE

GIANNI TESSARI PRESENTA SCALETTE: IL SOAVE CLASSICO DOC CHE ESALTA LA TRADIZIONE

Dall’anima vulcanica del Cru Pigno a quella calcarea del Cru Tenda. Dopo il Perinato il nuovo vino giannitessari punta sull’identità classica della denominazione

Dall’inconfondibile cifra stilistica di Gianni Tessari nasce Scalette, un vino con cui il viticoltore di Roncà (VR) punta alla massima esaltazione dell’identità e della tradizione della DOC Soave. Scalette è un Soave Classico DOC prodotto nel Cru Tenda, una delle 23 Unità Geografiche Aggiuntive che rientrano tra le zone storiche della denominazione. In questo Cru collinare e a suolo prevalentemente calcareo vengono condotti i vigneti di Garganega e Trebbiano di Soave. Ne deriva un vino in cui, grazie anche alla fermentazione e all’affinamento in acciaio, è immediatamente percepibile la delicatezza dei profumi e sapori floreali e minerali tipici del Soave Classico. Gianni Tessari prosegue quindi sulla strada della massima valorizzazione del territorio attraverso il rispetto dell’identità che lo caratterizza. Scalette arriva infatti dopo il lancio a inizio anno del Perinato, un Soave Classico DOC prodotto nel Cru Pigno e affinato in legno, capace in questo caso di esprimere al meglio l’anima vulcanica del terroir.
L’esaltazione dell’identità del territorio, che Tessari riserva a tutte le tre DOC (Soave, Colli Berici e Monti Lessini) coperte dai vitigni dell’azienda, riecheggia anche nel nome scelto per il vino: “Scalette – spiega Gianni Tessari – si ispira alla scalinata che dal centro di Soave porta al Castello Scaligero. Un percorso immerso nella storia e cultura del paese che rimanda simbolicamente al nostro ultimo vino, un Soave Classico molto tradizionale che facciamo uscire in annata per esaltare al meglio le sue caratteristiche”.
Scalette viene prodotto in 20 mila bottiglie, vendute in enoteca al prezzo consigliato di 10 euro.

PREMIO POESIA CANTINA VALPANTENA, PARTECIPAZIONE RECORD NELL’EDIZIONE DEDICATA A DANTE

PREMIO POESIA CANTINA VALPANTENA, PARTECIPAZIONE RECORD NELL’EDIZIONE DEDICATA A DANTE

Oltre 500 i componimenti in gara. Premiazione posticipata al 2021

Sono 508 le poesie inviate per partecipare alla sesta edizione del concorso ideato e promosso da Cantina Valpantena. Il bando, chiuso il 20 giugno dopo una proroga di due mesi a causa del lockdown legato al Covid-19, ha registrato una risposta record. Erano stati infatti 300 i componimenti in gara nell’edizione precedente. Il presidente della giuria Antonio Seracini, i giurati Bruno Avesani, Annamaria Fraccaroli, Nerina Poggese, Fabiola Ballini e il segretario del concorso Alessandro Arnesano si riuniranno a settembre per decretare i vincitori. Vista la situazione di incertezza, l’evento di premiazione previsto in autunno è posticipato alla primavera del 2021.
La cooperativa di Quinto di Verona organizza il concorso con cadenza biennale, fin dal 2010, per promuovere gli stretti legami tra l’opera letteraria e l’attività vitivinicola. Il tema scelto per l’edizione di quest’anno è costituito dai versi 77-78, dedicati alla vite e al vino, del canto XXV del Purgatorio. Un omaggio a Dante Alighieri in vista del settimo centenario della sua morte, che si celebrerà nel 2021. Il componimento che saprà meglio esaltare i versi della Divina Commedia verrà stampato sull’etichetta di una bottiglia celebrativa. Previsti anche dei premi per i primi tre classificati, due omaggi speciali e venti segnalazioni.

LABRENTA NON SI FERMA E INAUGURA LA NUOVA SEDE IN MESSICO

LABRENTA NON SI FERMA E INAUGURA LA NUOVA SEDE IN MESSICO

L’Azienda di Breganze (Vicenza) prosegue il disegno di internazionalizzazione, sostenuto da un bilancio 2019 che si conferma positivo

Labrenta, specializzata in soluzioni di chiusura per il settore spirits & wine, inaugura ufficialmente la nuova sede in Messico. L’impresa è situata nella città di Zapopan nello stato di Jalisco. L’Azienda di Breganze (Vicenza), guidata dai fratelli Amerigo e Gianni Tagliapietra, esordisce in un nuovo mercato, quello del Centro America, coerentemente con una più ampia strategia di Gruppo avviata nel 2005 con la fondazione di Labrenta South America in Brasile. La nuova filiale produttiva nasce con l’obiettivo di servire il Messico e i Paesi limitrofi dove il mondo della Tequila, del Mescal e del Rum, come per altri distillati, si sta evolvendo, con una domanda crescente di packaging sempre più personali e di qualità in grado di elevare al massimo le proprietà del prodotto contenuto nelle bottiglie.
Nella sede messicana, dove nei 1.500 mq di superficie sono ad oggi attivi dieci collaboratori, la produzione di tappi in vari materiali quali legno e plastica è già entrata nel vivo grazie a una serie di attività coordinate del CEO Jesus Nuñez. L’operazione, che ha incluso l’acquisizione della ditta Tapones Cabrera, attiva da anni nella produzione di chiusure di diversi materiali – legno, plastica, vetro e alluminio – si è concretizzata tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 con un investimento di mezzo milione di euro.
L’apporto della tecnologia e del know-how di Labrenta si unisce alle competenze già acquisite da Cabrera con l’obiettivo assoluto di far conoscere al mercato una nuova e innovativa linea di prodotti e per dare vita a originali e complessi progetti con standard qualitativi più elevati, atti a soddisfare i clienti più esigenti. Inoltre la distribuzione del prodotto è già autonoma, grazie a un’organizzazione e a un ufficio vendite collaudati.
“Si tratta di un segnale forte da parte di un’azienda che in tempi di emergenza sanitaria Covid-19 decide comunque di attuare un investimento importante – dichiara Amerigo Tagliapietra – L’imprenditorialità italiana non si ferma, si fa strada nel mondo con coraggio, determinazione e la solidità di un progetto a lungo termine”.
Nel 2019 Labrenta ha registrato un fatturato di 10,5 milioni di euro e una rispettiva crescita del 15%, grazie principalmente all’export. L’ampia gamma di prodotti di fattura vicentina, realizzata da ottanta collaboratori attivi nelle tre sedi del Gruppo, è commercializzata ovunque si producano distillati e vino nel mondo, raggiungendo anche destinazioni di nicchia come le Barbados.
Conclude Gianni Tagliapietra: “Pur in un periodo in cui incertezza, insicurezza e l’impedimento a effettuare viaggi e spostamenti hanno determinato un inevitabile cambio di rotta a livello mondiale, Labrenta è riuscita con risolutezza e forte spirito imprenditoriale a portare a compimento il progetto in Messico e si pone così in un’ottica di espansione su nuovi mercati, dove i prodotti spirits & wine di fascia premium sono sempre più apprezzati e determinano la crescita dell’import, ma anche della produzione in loco.”

ZORZETTIG PRESENTA I FIORI DI LEONIE: UN NUOVO VINO PER LA LINEA MYÒ–VIGNETI DI SPESSA

ZORZETTIG PRESENTA I FIORI DI LEONIE: UN NUOVO VINO PER LA LINEA MYÒ–VIGNETI DI SPESSA

Evolve l’approccio enologico ai bianchi Myò attraverso un affinamento dedicato. Il nuovo uvaggio sarà il volto bianchista dell’Azienda di Cividale per il 2021

L’idea di evolvere l’approccio enologico ai vini bianchi della linea Myò-Vigneti di Spessa aleggiava da anni in Zorzettig Vini, in particolare il proposito di presentare i bianchi dopo un affinamento prolungato, non più di uno bensì di due anni. Nel novembre 2018, inizio dell’annata agraria per i vini 2019, Annalisa Zorzettig e i suoi collaboratori, immersi nell’attività di campagna, osservano le viti e decidono che il momento è propizio per il cambiamento. Nel 2020 l’Azienda di Cividale del Friuli (Udine) non presenterà al mercato, e di conseguenza alle guide, l’annata 2019 dei vini bianchi della selezione Myò-Vigneti di Spessa, lasciando loro il giusto tempo per esprimersi, posticipandone quindi l’uscita al 2021.
Se l’annata 2019 aspetterà, sarà un uvaggio del millesimo 2018 a rappresentare il volto bianchista di Zorzettig alle guide 2020. Il nuovo vino della selezione Myò-Vigneti di Spessa si chiama I fiori di Leonie. Dedicato alla nipotina, viene descritto da Annalisa con queste parole: “Un vino schietto, sapido, pulito, fresco e sincero come la forza della natura, la purezza e la vitalità di Leonie che è il futuro, il futuro sostenibile”. A caratterizzare l’etichetta, un fiore di ciliegio protetto all’interno del calice che rappresenta il continuo impegno dell’Azienda nel tutelare il territorio con un occhio di riguardo alla biodiversità, indispensabile per l’ecosistema e per la bontà del vino. “I fiori di Leonie è in linea con le iniziative e l’attenzione crescente che la Cantina riserva all’ambiente – continua Annalisa Zorzettig – Non produciamo semplicemente vino ma creiamo un patrimonio culturale e di valori da tramandare alle generazioni che verranno, con grande senso di responsabilità, a partire dalle scelte in vigna”.
Il DOC Friuli Colli Orientali è un blend di uve pinot biancofriulano e sauvignon del cru Vigneti di Spessa. I tre vigneti dedicati sono allevati a doppio capovolto, sistema che offre rese contenute e particolarmente espressive delle varietà e del territorio. La raccolta è eseguita rigorosamente a mano con un’attenta selezione dei migliori grappoli. Successivamente alla pigiatura soffice, viene avviata una macerazione a freddo di 12 ore per estrarre il miglior corredo aromatico e ottenere freschezza. Le fermentazioni in tank di acciaio, separate per ogni varietà, sono seguite dall’affinamento con battonage settimanale per sei mesi in acciaio. Dopo l’assemblaggio dei tre vini e l’affinamento in legno piccolo per altri sei mesi, si procede all’imbottigliamento.

PIERA 1899: NUOVO NOME PER LA CANTINA FRIULANA

PIERA 1899: NUOVO NOME PER LA CANTINA FRIULANA

L’azienda di San Quirino inaugura la nuova strategia di comunicazione partendo dal naming che mette in luce la storicità dell’azienda

Un nuovo logo e una nuova immagine per catturare la storia e la personalità di un’azienda e di chi la guida. Sono questi gli obiettivi della nuova strategia di comunicazione di Piera 1899, realtà situata a San Quirino, nel cuore del Friuli Grave.
Il riposizionamento strategico parte proprio dal logo, che da Piera Martellozzo diventa Piera 1899, per sottolineare la storia secolare della cantina evidenziando l’anno di fondazione.
Il nuovo naming infatti, eliminando il cognome della famiglia, riporta soltanto il nome dell’attuale proprietaria, delineando un logo aziendale con una grafica dai caratteri minimal, eleganti e contemporanei.
“Piera 1899 – spiega Piera Martellozzo – non è soltanto il nome di chi, oggi, guida la cantina. Si tratta di molto di più, rappresenta infatti un’identità capace di continuare nel tempo, crescendo di generazione in generazione. Ci definiamo scopritori di territori e autori di vini proprio perché selezioniamo solo i terreni più vocati e le uve migliori per dare vita a vini dal forte carattere identitario e capaci di rappresentare pienamente la personalità di chi li produce come fossero delle opere d’arte”.
La nuova brand identity di Piera 1899, assieme al restyling di tutte le linee dedicate al canale Ho.Re.Ca, è coincisa con l’occasione di una data importante per l’azienda, i 120 anni dalla sua fondazione ed è stata ideata dall’agenzia di comunicazione Hangar Design Group.

CHIARETTO DI BARDOLINO: VERONA E IL GARDA RIPARTONO CON UN’ESTATE MUSICALE IN ROSA

CHIARETTO DI BARDOLINO: VERONA E IL GARDA RIPARTONO CON UN’ESTATE MUSICALE IN ROSA

Da domenica 21 giugno il vino rosa del lago di Garda veronese sarà protagonista di una fitta serie di appuntamenti nella città scaligera, a Bardolino e a Lazise

La ripartenza del turismo a Verona e sul lago di Garda è all’insegna del connubio fra la musica e il Chiaretto di Bardolino, la denominazione gardesana leader del vino rosa in Italia. Una fitta serie di appuntamenti coinvolgerà sia il capoluogo scaligero, sia i centri rivieraschi di Bardolino e Lazise, con l’obiettivo di sostenere il riavvio delle attività della ristorazione e del settore musicale, entrambi fortemente penalizzati dalla crisi generata dalla pandemia di Covid-19.
Si comincia domenica 21 giugno celebrando, insieme, la giornata nazionale del vino rosa #oggirosa (proclamata da Rosautoctono, l’Istituto del vino rosa autoctono italiano), la Festa europea della Musica e l’arrivo dell’estate, con i calici di Chiaretto di Bardolino che si accompagnano a vari concerti live.
A Verona avrà inizio il 21 giugno 100 Note in Rosa, una lunga rassegna organizzata dal Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino con il patrocinio del Comune di Verona e con la collaborazione del Consorzio del formaggio Monte Veronese Dop. Per favorire la ripresa della ristorazione cittadina verranno offerti ai ristoranti e alle osterie di Verona ben cento mini eventi musicali nei fine settimana da giugno a settembre con il meglio della scena musicale veronese. Durante i live, che si terranno sui plateatici dei locali, si farà l’Aperitivo di Verona, con il Chiaretto di Bardolino accompagnato dal formaggio Monte Veronese e dall’olio extravergine di oliva Garda Dop dei Frantoi Redoro.
A Bardolino e nella frazione di Cisano, sempre la sera del 21 giugno, all’ora dell’aperitivo, il Consorzio di tutela del Chiaretto, il Comune di Bardolino e la fondazione Bardolino Top propongono Note in Rosa a Bardolino, tre mini concerti ancora con musicisti veronesi. Sarà il lancio dell’Estate del Chiaretto di Bardolino, che vedrà succedersi per un mese a Bardolino vari eventi dedicati al Chiaretto (il 27 e 28 giugno si terrà Chiaretto Bardolino On the Road con quattro percorsi di degustazione tra le colline e il centro storico, il 4 e 5 luglio ci sarà Chiaretto in Cantina con le cantine aperte ai visitatori, mentre l’11 e 12 luglio per Chiaretto in Centro i bar e i ristoranti “vestiti” di rosa proporranno il Chiaretto nei calici che omaggiano il vino rosa).
Infine a Lazise, sempre il 21 giugno in occasione di #oggirosa e della Festa europea della Musica, il Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino, il Comune di Lazise e l’associazione di agricoltori Taste of Lazise propongono all’ora dell’aperitivo Lazise loves Chiaretto, due mini concerti nelle piazzette del centro storico, con un aperitivo a base di Chiaretto e di altri prodotti agricoli del territorio, come le ciliegie e il miele.
“Vogliamo pensare – spiega Franco Cristoforetti, Presidente del Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino – che il futuro sia rosa come il colore del nostro Chiaretto e che ci regali la stessa gioia che sa darci la musica di qualità. Vino e musica, infatti, sono i migliori simboli di condivisione per ripartire tutti insieme, dopo la crisi”.
Le iniziative di Verona, Bardolino e Lazise, a cui hanno aderito circa trenta produttori di Chiaretto, sono allestite da Doc Servizi, realtà impegnata nel rilancio delle attività artistiche e musicali nel territorio veronese dopo il lockdown.

UNIONBIRRAI: IL VIDEO CHE PRESENTA LA RIVOLUZIONE NEL BICCHIERE

UNIONBIRRAI: IL VIDEO CHE PRESENTA LA RIVOLUZIONE NEL BICCHIERE

Il filmato, realizzato con la collaborazione di volti noti di radio e tv, nasce per tutelare e promuovere la birra artigianale italiana e i piccoli birrifici indipendenti

 

L’unica vera birra è quella artigianale. Unionbirrai lancia la provocazione nel primo videoclip dedicato al lavoro dei piccoli birrifici indipendenti, che con le loro birre artigianali hanno rivoluzionato la qualità del panorama brassicolo italiano.

Realizzato assieme al regista Mattia Fiumani e al direttore di produzione Giulio Tiberi, il video ha coinvolto volti noti della radio e della tv, accomunati dalla passione per la birra artigianale: Franz del duo Ale&Franz, la Iena Sebastian Gazzarrini, Fabio Alisei e Pippo Palmieri dello Zoo di 105, lo scrittore e opinionista sportivo Giorgio Terruzzi, la speaker radiofonica e attrice Micol Ronchi e il conduttore di Radio Freccia Matteo Campese.

“Il messaggio del nostro video è provocatorio, ma reale – spiega Giampaolo Sangiorgi, coordinatore del team Eventi, Marketing e Comunicazione di Unionbirrai – La vera birra non è quella prodotta dai grandi marchi industriale, ma quella artigianale, frutto del lavoro di oltre 800 piccoli birrifici indipendenti. Sono loro i maestri del bere, che ogni giorno si rimboccano le maniche per portare nel nostro bicchiere un prodotto di qualità superiore, che ha saputo rivoluzionare il mondo della birra italiana”.

Nel video i protagonisti raccontano le caratteristiche che rendono unica la birra artigianale come il rispetto della tradizione, la passione e la tecnica che identificano ogni mastro birraio e il lavoro di squadra quotidiano all’interno dei singoli birrifici. Artigianalità è inoltre sinonimo di versatilità: ogni realtà brassicola indipendente produce birre con caratteri personali e stili diversi, ognuno con una sua anima e le sue peculiarità.

Il lavoro di Unionbirrai per valorizzare i prodotti di alta qualità, indipendenti e artigianali passa inoltre attraverso indipendenteartigianale.it, il portale realizzato dall’Associazione dove è possibile individuare velocemente i birrifici e i pub più vicini garantiti da Unionbirrai.

Il video, condiviso sui canali social dell’Associazione, è visibile qui bit.ly/larivoluzionenelbicchiere

COLLI BERICI E GAMBELLARA: BUONA LA PREVISIONE PER LE VARIETÀ AUTOCTONE

COLLI BERICI E GAMBELLARA: BUONA LA PREVISIONE PER LE VARIETÀ AUTOCTONE

In occasione del Trittico Vitivinicolo di Veneto Agricoltura i due Consorzi hanno parlato delle previsioni vendemmiali, favorevoli per le uve autoctone e tardive come Tai Rosso e Garganega

Si prospetta un’annata positiva per i produttori del Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza e del Consorzio Tutela Vini Gambellara. Lo ha riferito Giovanni Ponchia, Direttore di entrambe le realtà consortili, in occasione del Trittico Vitivinicolo, l’iniziativa organizzata da Veneto Agricoltura che tre volte l’anno fa il punto sullo stato vegetativo e fitosanitario della viticoltura del Veneto, mettendola in rapporto anche all’andamento meteo del primo semestre dell’anno.
“Anche se è prematuro affermarlo con certezza – spiega Giovanni Ponchia – possiamo pensare che questa sarà un’annata ottimale per le varietà tardive. I vitigni autoctoni simbolo dei due Consorzi, il Tai Rosso per i Colli Berici e la Garganega per il Gambellara, registrano una buona uniformità nella conformazione dei futuri grappoli, nonostante il discreto anticipo nelle fasi fenologiche. L’assenza di fenomeni grandinigeni e le piogge degli ultimi giorni, che hanno ripristinato le riserve idriche di entrambi i territori, ci fanno ben sperare in una raccolta favorevole, che potrebbe iniziare con una decina di giorni di anticipo”.
Dalle analisi del Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza è emersa invece una leggera sofferenza delle varietà precoci, in particolare Pinot e Chardonnay, per le quali si prevede un sensibile calo della resa. Accanto a loro è stata riscontrata anche una difformità nelle diverse fasi fenologiche per Cabernet e Merlot: le viti sembrano risentire dell’eccesso di piovosità del 2019 e presentano tralci leggermente indeboliti, che porteranno ad una probabile flessione tra il 5 e il 10% della resa.


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In redazione: Davide Cocco, Anna Sperotto, Giada Azzolin, Carlotta Faccio, Chiara Brunato, Marco Zanella, Irene Graziotto, Marta Xerra, Elena Scarso, Micaela Tussetto

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