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CANTINA MACULAN E FONDAZIONE BANCA DEGLI OCCHI PRESENTANO SANTALUCIA 2018 – EDIZIONE ‘VITA DI VETRO’

CANTINA MACULAN E FONDAZIONE BANCA DEGLI OCCHI PRESENTANO SANTALUCIA 2018 – EDIZIONE ‘VITA DI VETRO’

Le 300 bottiglie di Cabernet Sauvignon saranno impreziosite da una murrina, il portafortuna del progetto “Vita di Vetro” Andrea Moretti

 

Venerdì 13 dicembre, con un pranzo benefico al Ristorante Le Calandre di Sarmeola di Rubano (Padova), si è tenuta la presentazione ufficiale del Santalucia 2018, l’undicesima annata del pregiato vino Maculan selezionato per sostenere, attraverso 300 bottiglie uniche e numerate, i progetti di ricerca sulle malattie oculari di Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus.

Si tratta di un Cabernet Sauvignon prodotto da uve del vigneto di Branza, in località Fratta. Fausto Maculan lo descrive di colore rosso rubino brillante, al naso intenso con netti ricordi di prugna, more di gelso e piacevoli note speziate. In bocca è pieno e ricco con il corpo ben pronunciato e un buon tocco di tannini nobili sul finire. Un vino che raggiungerà il picco qualitativo verso il 2025 e durerà fino al 2035 al minimo.

Anche l’edizione Santalucia 2018 oltre alla solidarietà sposa l’arte, con la sua etichetta d’autore che si connota come punto d’incontro di culture artigiane e territori: la tradizione vicentina del fare vino di Cantina Maculan e l’antica arte muranese della lavorazione del vetro. Una scelta non casuale, poiché l’attività della Fondazione Banca degli Occhi, punto di riferimento in Italia per l’invio di tessuti per trapianto e per la cura delle malattie oculari, prese il via 30 anni fa proprio a Venezia. Non è infatti la consueta immagine di un dipinto a dare vita alla confezione d’autore del Santalucia, ma una murrina realizzata con la stessa tecnica impiegata dai maestri vetrai degli anni ’20 del Novecento, incastonata in ogni bottiglia e ripresa anche nell’etichetta, riproposta da “Vita di Vetro” Andrea Moretti.

Il progetto è nato per volere di Giovanna, Carlotta e Orsola Moretti in ricordo del padre: “Andrea Moretti, appassionato cultore del vetro, a cui ha dedicato l’intera vita, era solito tenere in tasca questa murrina regalandola con affetto come portafortuna a quanti potessero apprezzarne l’arte e il valore. Quando ho conosciuto Fondazione Banca degli Occhi e il progetto Santalucia ho capito che Fausto Maculan aveva in comune con il papà la bontà d’animo e ho pensato di sposare questa causa in suo ricordo – spiega Giovanna Moretti – Siamo felici di condividere la “fortuna” di questa antica murrina con chi generosamente acquisterà questa bottiglia numerata di vino Maculan a favore della ricerca di Fondazione Banca degli Occhi. Ringraziamo in particolare Effetre Murano per la serie di murrine, riprodotte ancora oggi con le tecniche originali di autentica tradizione muranese, negli stessi forni in cui, presso la fornace di famiglia Ulderico Moretti & C., Andrea Moretti ha sempre lavorato”.

Anche Chef Massimiliano Alajmo si è ispirato alle note di Santalucia 2018 nella creazione del menù per l’occasione, in particolare con il piatto “Cappuccio Murrina”, ispirato al matrimonio del progetto con il vetro di Murano. “Ringraziamo tutti i prestigiosi partner di questo progetto solidale: la famiglia Moretti, lo Chef Massimiliano Alajmo e soprattutto Fausto Maculan – afferma il Presidente di Fondazione Banca degli Occhi Giuseppe Di Falco – ognuno dei quali partecipa attraverso il Santalucia al sostegno delle nostre attività di ricerca per la cura di patologie della superficie oculare e anche del campo retinico, un ambito quest’ultimo che rappresenta la prima causa di cecità e ipovisione in occidente”.

Santalucia 2018 è disponibile su ordinativo presso la Cantina Maculan e presso Fondazione Banca degli Occhi a partire dal 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, con una donazione minima di 100 euro.

Maggiori informazioni sul progetto:
Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus www.fbov.org/ info@fbov.it / 041.9656440/442

VIGNAIOLI DI MONTAGNA A BOLOGNA:  TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE

VIGNAIOLI DI MONTAGNA A BOLOGNA: TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE

Dall’1 al 3 febbraio alla Fondazione Cineteca, per la prima volta insieme fuori regione i Vignaioli del Trentino e i Vignaioli dell’Alto Adige con il Trento Film Festival propongono degustazioni, laboratori e proiezioni sul vino delle “terre alte”

 

40 Vignaioli si uniscono per raccontare con parole, immagini e vini la vita di montagna, di quelle “terre alte” che spaziano dalle Dolomiti al Lago di Garda. Lo faranno alla Cineteca di Bologna, dall’1 al 3 febbraio 2020 con Vignaioli di Montagna, la manifestazione dedicata ai vini artigianali del Trentino e dell’Alto Adige, al cinema e alle culture di montagna realizzata grazie al supporto delle Camere di Commercio di Trento e Bolzano.

“Le passate edizioni di Vignaioli di Montagna – sottolinea Lorenzo Cesconi, presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino – hanno avuto luogo a Trento, nell’ambito del Trento Film Festival. In questo 2020 i Vignaioli trentini e sudtirolesi hanno deciso di varcare insieme i confini della regione per fare di Bologna, nei tre giorni di manifestazione, la capitale della viticoltura di montagna. Scopo della rassegna è far comprendere al pubblico il delicato e intenso rapporto fra uomo e montagna, anche in ambito vitivinicolo. Una sensibilità che i Vignaioli del Trentino e dell’Alto Adige condividono in un dialogo costante. A Bologna la montagna non sarà solo un fondale di scena, ma la protagonista assoluta, che con i suoi ritmi, i suoi ambienti, i suoi cicli stagionali scandisce la nostra vita e il nostro lavoro”.

Per conoscere queste realtà il pubblico sarà coinvolto in degustazioni, laboratori, percorsi sensoriali e proiezioni in anteprima.

Sabato 1 febbraio dalle 14.00 alle 20.00 nella Sala della Biblioteca Renzo Renzi, 20 vignaioli trentini e 20 altoatesini saranno protagonisti della mostra dedicata ai vini artigianali delle terre alpine, raccontando in prima persona il loro lavoro e proponendone in degustazione i risultati. Ad accompagnare i vini di montagna, due eccellenze della tradizione gastronomica del Trentino Alto Adige – Südtirol: i formaggi d’alpeggio trentini e lo speck artigianale sudtirolese. Il prezzo d’ingresso al pubblico sarà di 20 euro.

Domenica 2 febbraio protagonista della giornata sarà la settima arte, con l’anteprima della 68ª edizione del Trento Film Festival (Trento, 25 aprile – 3 maggio 2020). Nel pomeriggio due appuntamenti, alle 18.00 e alle 19.00, con Persorsi, a cura di Miscele d’Aria Factory. Una passeggiata immersiva e multisensoriale nella viticoltura di montagna, dentro e fuori il Cinema Lumière. In cuffia wireless, musica dal vivo, parole e suoni; nel calice, tre vini dei Vignaioli trentini e sudtirolesi. Il costo è di 10 euro e la prenotazione obbligatoria, scrivendo ad accrediti@trentofestival.it .

Alle 21.00, sempre al Cinema Lumière, la proiezione del documentario Our Blood Is Wine (di Emily Railsback, USA, 2018, 78’), nato da un’idea del cineasta e sommelier Jeremy Quinn e girato in Georgia. Il film esplora la rinascita di una tradizione vitivinicola che ha rischiato di andare perduta durante il periodo del dominio sovietico. Il prezzo del biglietto (acquistabile anche in prevendita presso il Cinema Lumière) è di 5 euro, e include un calice di vino presso il banco di degustazione allestito all’ingresso del Cinema dalle 18.00 alle 23.00.

Infine lunedì 3 febbraio, nella sala della Biblioteca Renzo Renzi, si terranno tre masterclass dedicate a operatori, critici e giornalisti di settore, appassionati e wine lovers, sul tema della Vitienologia delle terre alte. Si inizierà alle 11.00 con Valli, colline e montagne: un viaggio di quota in quota, condotta dal giornalista e scrittore Massimo Zanichelli con Hannes Baumgartner, presidente dei Freie Weinbauern Südtirol. Alle 13.00 Sostenibilità: una meta, tante strade con Helmuth Zozin, direttore ed enologo delle Tenute Manincor, accompagnato dal presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino, Lorenzo Cesconi. Si chiuderà alle 15.00 con Teroldego e Lagrein: due “cugini” alla prova del tempo guidata da Fabio Giavedoni, curatore della guida Slow Wine, con i vignaioli Giulio De Vescovi e Andreas Berger. Il costo è di 25 euro per un laboratorio, 40 euro per due e 60 euro per tre.

Posti limitati con preiscrizione obbligatoria al modulo bit.ly/2Ec9in0.

Info, programma completo e costi su www.trentofilmfestival.it, www.vignaiolideltrentino.it e www.fws.it .

RADICI DEL SUD: TUTTE LE NOVITÀ DELL’EDIZIONE 2020

RADICI DEL SUD: TUTTE LE NOVITÀ DELL’EDIZIONE 2020

Dal 10 al 15 giugno 2020 torna a Sannicandro di Bari (BA) l’evento dedicato a vini e oli del Sud Italia. Tre nuove regioni, giurie rinnovate e un format più snello per il Salone. Iscrizioni agevolate per i produttori fino al 30 dicembre

 

Sono ufficialmente aperte le iscrizioni alla quindicesima edizione di Radici del Sud, l’evento dedicato agli oli e vini del Sud Italia in programma dal 10 al 15 giugno 2020. La manifestazione quest’anno coinvolgerà anche i produttori provenienti da Sardegna, Abruzzo e Molise, grazie a Maurizio Valeriani di Vinodabere, partner della manifestazione insieme a Lucianopignatarowineblog, Intravino, Slowine, Vinarius, AEPI, AIS Puglia e Assoenologi che seguiranno il percorso di divulgazione del panorama enoico e oleario di tutte le Regioni del Sud Italia. Risulterà così completo il panorama degli autoctoni del Mezzogiorno. Le aziende che desiderano partecipare alla nuova edizione hanno tempo fino al 30 dicembre 2019 per iscriversi a condizioni agevolate.

Grande novità di Radici del Sud 2020 sarà inoltre la diversa composizione delle giurie del concorso riservato ai vini in degustazione: le commissioni saranno infatti riservate ai giornalisti italiani e internazionali come nelle prime edizioni. Gli importatori non saranno più tra i giurati, ma decreteranno a parte le tre migliori cantine secondo il loro mercato di riferimento e saranno impegnati negli incontri B2B con i produttori di vino e olio. Nel corso della settimana della manifestazione sia la stampa che i buyer dedicheranno tre giorni alle visite guidate ai territori, ai vigneti e alle cantine, per entrare in contatto con le peculiarità e le unicità dei vini autoctoni del Mezzogiorno e dei loro produttori.

“Oltre alle nuove giurie e al coinvolgimento dei produttori sardi, abruzzesi e molisani – spiega Nicola Campanile, organizzatore dell’evento – la grande novità di questa edizione sarà la giornata del lunedì, dedicata al Salone: abbiamo pensato infatti ad un format più snello, per agevolare le attività dei produttori e poter accogliere al meglio i visitatori al banco d’assaggio, che di anno in anno sono sempre più numerosi.”

Durante la quindicesima edizione di Radici del Sud sarà infatti completamente riprogrammato il Salone dei vini e degli oli del Sud Italia, aperto al pubblico lunedì 15 giugno. Le premiazioni dei vini e delle aziende vincitrici del concorso si terranno nel corso della mattinata, a partire dalle 11.30, mentre il banco d’assaggio aprirà ufficialmente ai visitatori a partire dalle 16.00 fino alle ore 22.00, evitando quindi la concomitanza tra i due appuntamenti. L’evento di degustazione coinvolgerà tutti i produttori vinicoli e olivicoli partecipanti a Radici del Sud, oltre ad un’area food dove si potranno assaggiare le migliori specialità gastronomiche del territorio. A partire dalle 20.00 saranno presenti due chef che prepareranno alcuni piatti tipici serviti fino alla chiusura della manifestazione.

Le aziende e gli oleifici che vogliono partecipare a Radici del Sud 2020 possono iscriversi tramite questo link: bit.ly/iscrizioneproduttoriradicidelsud2020

RADICI DEL SUD 2020 – Salone dei vini e degli oli del Sud
Dove: Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari (BA)
Apertura al pubblico: 15 giugno 2020
Orario: dalle 16.00 alle 22.00
Ingresso: kit di degustazione €15 (comprensivo di bicchiere, sacca portabicchiere e quaderno di degustazione)
Parcheggio: disponibile
I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.

NATALE 2019 CON LE MORETTE: CÉPAGE ROSÉ E METODO CLASSICO BRUT PER UN BRINIDISI FUORI DAGLI SCHEMI

NATALE 2019 CON LE MORETTE: CÉPAGE ROSÉ E METODO CLASSICO BRUT PER UN BRINIDISI FUORI DAGLI SCHEMI

Festeggiamenti non convenzionali con il Blanc de Blancs e le bollicine rosa dell’azienda agricola di Peschiera del Garda

 

Un tocco di innovazione per esaltare la tradizione, portando in tavola il Metodo Classico Brut e il Cépage Rosé Le Morette. È la proposta per i brindisi di Natale e Capodanno dell’azienda agricola di Peschiera del Garda (VR). Una soluzione alternativa ai classici spumanti assicurata dalle bollicine delle ultime novità della collezione Le Morette.

Armonico e avvolgente, il Metodo Classico è il piccolo grande capolavoro dell’azienda di Fabio e Paolo Zenato. Un Blanc de Blancs, frutto di una lunga ricerca per esprimere al meglio la potenzialità del territorio della Lugana DOC. Uno spumante ottenuto da uve Turbiana e Chardonnay dopo un periodo di permanenza sui lieviti di almeno 36 mesi. Dal sapore ricco, vellutato e persistente, è ideale per apertitivi e numerose proposte di cucina. Il Metodo Classico, con il suo colore giallo paglierino, riflessi dorati brillanti, perlage sottile e persistente, è ottimo per degustazioni di grande eleganza e con una piacevole nota di freschezza e mineralità.

Il Cépage Rosé porta nei calici bollicine rosa per un brindisi alternativo con il Bardolino Chiaretto Spumante Brut. Con questo spumante rosato Metodo Martinotti, prodotto dalle uve selezionate nei vigneti di Lazise, Le Morette propone un vino che si abbina perfettamente con varie ricette della cucina mediterranea. Al naso è delicato, fresco, fruttato. Sensazioni confermate al gusto e sostenute da una sapidità che esalta la freschezza di questa bollicina. Con il suo colore tenue con riflessi brillanti ed accennate sfumature violette, il Cépage Rosé è la soluzione perfetta per chi è alla ricerca di una bollicina rosa eccellente per celebrare le festività natalizie.

DOC GAMBELLARA: AL VIA UN PROGETTO TRIENNALE PER LA VITICOLTURA SOSTENIBILE

DOC GAMBELLARA: AL VIA UN PROGETTO TRIENNALE PER LA VITICOLTURA SOSTENIBILE

Lunedì 9 dicembre a Montecchio Maggiore (VI) un convegno dedicato alle tecniche innovative di gestione del suolo in vigneto. Capofila del progetto sarà La Biancara di Angiolino Maule

 

Nel Consorzio Tutela Vini Gambellara è nato un progetto triennale dedicato alla viticoltura sostenibile. Il territorio della DOC farà parte dello studio sperimentale T.I.Ge.S.Vi – Tecniche innovative di gestione del suolo in vigneto e loro influenza sulla biodiversità e sulla fertilità, che avrà l’obiettivo di fornire ai viticoltori indicazioni su come coltivare al meglio i vigneti per migliorare la biodiversità del territorio e la vita delle piante. La presentazione del progetto sarà l’oggetto del convegno in programma lunedì 9 dicembre 2019 alle 20.45 nella Sala Murialdo di Montecchio Maggiore (Vicenza).

“Negli ultimi decenni – spiega Silvano Nicolato, Presidente del Consorzio Tutela Vini Gambellara – stiamo assistendo ad una forte riduzione delle risorse naturali negli ecosistemi agricoli, ma anche alla richiesta di un approccio sempre più sostenibile da parte dei consumatori. La DOC Gambellara ha da sempre una forte propensione ad un pensiero alternativo nella viticoltura, tanto da essere l’avamposto del vino naturale con l’Associazione VinNatur. Per questo siamo felici di far parte di questa sperimentazione triennale che ci vedrà in prima fila per migliorare la salubrità del nostro territorio”.

La ricerca, che coinvolgerà anche il Consorzio Tutela Vini Colli Euganei, verrà condotta nel periodo tra il 2019 e il 2021. Capofila del progetto sarà la cantina La Biancara di Angiolino Maule e il gruppo di lavoro sarà composto, oltre che dai due Consorzi di Tutela, anche da VinNatur, Cantine Vitevis, IRECOOP Veneto, il Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente.
“Ci auguriamo che questo studio – spiega Angiolino Maule, Presidente VinNatur e titolare de La Biancara – sia il primo passo di un proficuo percorso con i produttori del Consorzio, per sensibilizzare maggiormente le aziende verso il tema della sostenibilità e avvicinarle ad una viticoltura sempre più attenta all’ambiente”.

Accanto a Giovanni Ponchia, Direttore del Consorzio e moderatore del convegno, interverranno Silvano Nicolato e Angiolino Maule. Con loro ci saranno Lorenzo Tonina di Studio Giannone che introdurrà il progetto, la sua strutturazione e i risultati attesi; Luca Pizzoli di Cantine Vitevis, con un intervento sull’importanza della coltivazione ecosostenibile per aiutare l’apparato radicale della vite, e Stefano Zaninotti di Vitenova che presenterà le misurazioni chimico-fisiche della fertilità biologica del terreno e l’utilizzo di tali analisi a livello agronomico.

La partecipazione al convegno è gratuita e aperta a tutti.

I CLIVI PRESENTANO SAN LORENZO,  L’ALTRA FACCIA DEL FRIULANO

I CLIVI PRESENTANO SAN LORENZO, L’ALTRA FACCIA DEL FRIULANO

La cantina di Ferdinando e Mario Zanusso mette in commercio Friulano San Lorenzo e ripropone il confronto tra Collio e Colli Orientali. Il racconto di due terroir in bottiglia

 

Nella cantina de I Clivi è nata una nuova interpretazione del friulano. L’azienda di Corno di Rosazzo (Udine) ha messo in commercio il Friulano San Lorenzo, frutto del vigneto allevato sulle pendici del Collio. Il vino si inserisce nella linea chiamata Rosaspina, dove è già presente il Friulano San Pietro, che invece nasce sui Colli Orientali del Friuli. La cantina ripropone così il confronto tra due terroir tanto vicini quanto diversi, raccontati con lo stesso vitigno.

L’etichetta del Friulano San Lorenzo era già stata utilizzata per la prima e unica volta nell’annata 2009; il progetto è stato quindi ripreso a partire dal 2017, grazie a vendemmie più generose. Il vigneto San Lorenzo, da cui provengono le uve usate per questo vino, circonda l’omonima chiesa sul Monte Quarin a Brazzano di Cormons (Gorizia), in un versante considerato tra i migliori cru del Collio. Il vino che ne deriva matura 12 mesi sulle fecce bonificate in legno, il doppio rispetto al Friulano San Pietro, dando vita così ad un prodotto delicato al naso, ma pieno in bocca, con un fondo di mandorla e sambuco.

“Con il Friulano San Lorenzo – spiega Mario Zanusso, titolare de I Clivi assieme al padre Ferdinando – vogliamo proporre un vino che rappresenti un’idea più classica del friulano, con spunti dalla tradizione germanica. Il confronto con il Friulano San Pietro ci permette inoltre di continuare il racconto iniziato con Galea e Brazan: partiamo dal vitigno simbolo del nostro territorio per raccontare le due anime e i due terroir che definiscono I Clivi, valorizzandone l’identità attraverso i nostri vini. Mentre nel San Pietro parliamo degli aromi primari del friulano, della sua leggerezza e freschezza, il San Lorenzo possiamo considerarlo il suo fratello maggiore, più evoluto e complesso.”

Entrambi i vini fanno parte della linea Rosaspina, che si caratterizza per una fascia di prezzo più bassa rispetto a Brazan e Galea, i due Friulano di punta dell’azienda: il San Pietro viene proposto al prezzo di 8,90€, mentre il San Lorenzo a 9,90€.

CONGRESSO NAZIONALE AIS: LA SOMMELLERIE INVESTE NELL’ENOTURISMO

CONGRESSO NAZIONALE AIS: LA SOMMELLERIE INVESTE NELL’ENOTURISMO

Chiuso a Verona il 53° appuntamento dell’Associazione Italiana Sommelier, focalizzato sul Sommelier come guida enoturistica. Grande successo per i tour alla scoperta del territorio enologico veneto

 

A Verona si è concluso il fine settimana dedicato al 53° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier, l’evento organizzato da AIS Veneto che ha radunato nella città scaligera appassionati ed esperti del mondo del vino. Grande successo per il convegno di apertura del sabato, che ha evidenziato come l’Associazione stia investendo sempre di più nella figura del Sommelier come operatore e professionista della comunicazione enoturistica, tanto da riflettere sulla creazione di un corso didattico ad hoc.

“Quando AIS è nata era al passo con i tempi, – ha sottolineato Antonello Maietta, Presidente AIS – oggi invece i tempi li precorre, anticipando le tendenze. La nostra Associazione conta oltre 40.000 Sommelier ed è fondamentale per noi offrire loro una preparazione mirata alle richieste del mercato. Proprio per questo vorremmo creare un corso dedicato, con una formazione dedicata alla psicologia del cliente, ai beni culturali e all’accoglienza, fino a delle nozioni in lingua inglese che oggi sono indispensabili per adeguarsi ad un contesto internazionale”.

A sostenere la figura del Sommelier come operatore enoturistico sono stati i 7 tour guidati organizzati da AIS Veneto in occasione del Congresso Nazionale, che hanno portato il pubblico alla scoperta di alcune delle aree vitivinicole più vocate della regione, promuovendo il rapporto tra il vino e l’eredità culturale del territorio.

“L’ottimo successo ottenuto dai tour – commenta Marco Aldegheri, Presidente AIS Veneto – ci ha dato grande soddisfazione: è la conferma di come il pubblico sempre più desideri avvicinarsi al vino attraverso una esperienza immersiva dove il racconto del territorio diventa determinante. In questo le competenze del Sommelier diventano determinanti. Abbiamo ancora un grande lavoro da fare per ammodernare la nostra modalità di comunicazione, ce lo dicono i tanti esperti intervenuti, ma siamo convinti che condurre il turista nel mondo del vino sia un ruolo che ci appartiene per naturale vocazione”.

Durante la tre giorni la città di Verona ha visto impegnati più di 170 Sommelier di AIS Veneto per coordinare e gestire le degustazioni aperte al pubblico, i tour guidati e i banchi d’assaggio saloni del gusto del Congresso Nazionale AIS. Sono più di 3500 gli accessi registrati nei tanti appuntamenti della ricca kermesse veneta.

PASTICCERIA FILIPPI: UN PANETTONE BUONO DENTRO E FUORI

PASTICCERIA FILIPPI: UN PANETTONE BUONO DENTRO E FUORI

Un approccio sostenibile in ogni campo, dalle materie prime alla lavorazione. Benefit Corporation dal 2015 l’azienda di Zanè si è aggiudicata nel 2019 l’oro nella LEED Certification

 

Buoni a Natale, buoni sempre. La Pasticceria Filippi di Zanè (Vicenza), che ha da poco presentato la sua nuova linea di panettoni speziati per le festività natalizie, persegue con successo l’approccio ecosostenibile che caratterizza ogni aspetto dell’azienda: dalla ristrutturazione dell’edificio, alle materie prime utilizzate per gli impasti, fino agli incarti e agli imballaggi di tutti i dolci.

Le carte, i pendagli, le borse e le scatole utilizzate dalla pasticceria sono infatti realizzate con prodotti a marchio FSC – Forest Stewardship Council®, certificazione che identifica i materiali contenenti legno proveniente da foreste verificate e gestite in maniera corretta e responsabile, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. I nastri che impreziosiscono il packaging sono invece creati con filato ottenuto dalla plastica di bottiglie riciclate, tramite un processo esclusivamente meccanico e senza l’utilizzo di agenti chimici prodotti dall’azienda Mimma Nastri di Pietrasanta (Lucca).

La pasticceria ha espresso il suo impegno verso la sostenibilità anche nella ristrutturazione degli spazi e nelle diverse fasi della lavorazione dei prodotti dolciari, aspetti che hanno permesso all’azienda di aggiudicarsi nel luglio 2019 l’oro nella LEED Certification, programma di certificazione volontario sviluppato negli Stati Uniti e che poche aziende italiane possono vantare.

Grazie all’approccio ecologico, alla sostenibilità sociale e ambientale, allo sviluppo dell’economia locale e all’attenzione dimostrata verso le esigenze dei proprio dipendenti, la Pasticceria Filippi si identifica inoltre dal 2015 come Benefit Corporation, un nuovo tipo di azienda che va al di là dell’obbiettivo del profitto, rispettando volontariamente i più alti standard di scopo, responsabilità e trasparenza.

I DUE GIORNI DEL BARDOLINO E DEL CHIARETTO: AL VIA L’APPUNTAMENTO CON I VINI DEL GARDA VERONESE

I DUE GIORNI DEL BARDOLINO E DEL CHIARETTO: AL VIA L’APPUNTAMENTO CON I VINI DEL GARDA VERONESE

Due eventi per scoprire i vini simbolo del territorio bardolinese: #BardolinoCru e Il Chiaretto che verrà sono in programma sabato 7 e domenica 8 dicembre alla Loggia e alla Barchessa Rambaldi

 

Tutto pronto per #BardolinoCru e Il Chiaretto che verrà, i due eventi dedicati ai vini simbolo della sponda orientale del lago di Garda: sabato 7 e domenica 8 dicembre appuntamento nelle sale del Ristorante La Loggia Rambaldi e dell’adiacente Barchessa, sul lungolago di Bardolino (Verona).

Ad aprire le danze sarà #BardolinoCru, la degustazione in programma sabato 7 dicembre dedicata alla scoperta dei vini sperimentali delle future sottozone Montebaldo, La Rocca e Sommacampagna proposti in varie annate. Obiettivo dell’evento è una nuova valorizzazione dei cru bardolinesi, già noti a fine Ottocento quando il vino prodotto sulla sponda veronese del Garda era servito nei Grand Hotel svizzeri al pari dei vini della Borgogna e del Beaujolais. Già allora si conosceva l’esistenza di tre sottozone, individuate dai commercianti di vino nel 1825 e poi descritte da Giovanni Battista Perez nel 1900, nel volume La Provincia di Verona ed i suoi vini. Oltre a diciotto produttori di Bardolino, alla manifestazione – giunta alla sua seconda edizione – prenderanno parte anche nove vignaioli dei “cru” della DOC sudtirolese St. Magdalener. Saranno un centinaio i vini in assaggio.

Seconda edizione anche per Il Chiaretto che verrà, la pre-anteprima dell’annata 2019 del Bardolino Chiaretto. Domenica 8 dicembre si degusterà il Chiaretto “da vasca” dell’ultima vendemmia, messo a confronto con il Chiaretto dell’annata precedente. Presente anche il Chiaretto spumante. Un’occasione unica per assaggiare la produzione della denominazione leader dei vini rosa italiani nelle prime fasi post fermentazione. Trenta i produttori presenti, anche in questo caso un centinaio i vini in degustazione.

I banchi d’assaggio di #BardolinoCru saranno aperti dalle 14.00 alle 20.00. Il Chiaretto che verrà, invece, sarà aperto dalle 10.00 alle 20.00. Il costo del calice per le degustazioni di #BardolinoCru è di 15 euro per l’intero, mentre per Il Chiaretto che verrà è di 10 euro. Il costo del biglietto per entrambe le giornate è di 20 euro. Il biglietto ridotto è pari ad 8 euro ed è riservato ai soci Ais, Onav, Fisar, Fis, Aspi, Slow Food. Per entrambe le giornate è possibile acquistare il biglietto online al seguente link: http://anteprimachiaretto.it/dicembre.html
Per i residenti nel Comune di Bardolino l’ingresso a #BardolinoCru è di 8 euro, mentre Il Chiaretto che verrà è gratuito.

INFO IN BREVE
#BardolinoCru
Data: sabato 7 dicembre 2019, dalle 14.00 alle 20.00
Luogo: Ristorante La Loggia Rambaldi
Biglietto: 15 euro per l’intero, 8 euro per il ridotto (soci Ais, Onav, Fis, Slow Food, Fisar, residenti nel Comune di Bardolino). Per entrambe le giornate il costo del biglietto è di 20 euro.
Il biglietto è acquistabile online al seguente link: http://anteprimachiaretto.it/dicembre.html
Info: www.ilbardolino.com

Il Chiaretto che verrà
Data: domenica 8 dicembre 2019, dalle 10.00 alle 20.00
Luogo: Ristorante La Loggia Rambaldi
Biglietto: 10 euro per l’intero, 8 euro per il ridotto (soci Ais, Onav, Fis, Slow Food, Fisar). Per i residenti nel Comune di Bardolino l’ingresso è gratuito. Per entrambe le giornate il costo del biglietto è di 20 euro.
Il biglietto è acquistabile online al seguente link: http://anteprimachiaretto.it/dicembre.html
Info: www.chiaretto.pink

DALLA TOSCANA AL SOL LEVANTE: I VINI BULICHELLA SULLA VIA DEL MERCATO ASIATICO

DALLA TOSCANA AL SOL LEVANTE: I VINI BULICHELLA SULLA VIA DEL MERCATO ASIATICO

Con una produzione di qualità premiata dalle maggiori guide enologiche, l’Azienda Agricola di Suvereto spinge sulla distribuzione internazionale

 

Un viaggio dal Sol Levante alla Toscana, andata e ritorno. L’Azienda Agricola Bulichella di Suvereto (Livorno) punta sull’internazionalizzazione della sua produzione vinicola con un importante investimento sui mercati asiatici. I vini Bulichella sono distribuiti per il 50 per cento rispettivamente sul mercato italiano e su quello estero, dove Svizzera e Giappone rappresentano i partner principali. Un ritorno alle origini per Hideyuki Miyakawa, uno dei fondatori dell’azienda nonché attuale proprietario, che partito dal Giappone ha trovato nelle colline toscane il luogo ideale dove far crescere una produzione vinicola di qualità.

“Nell’ultimo anno – afferma l’amministratore di Bulichella, Shizuko Miyakawa – abbiamo incrementato la nostra presenza sul territorio europeo. Continuiamo quindi a lavorare per mantenere, oltre agli elevati standard qualitativi, anche strategie di promozione in linea con l’andamento del mercato, nell’ottica di consolidare la nostra presenza a livello internazionale”.

Nei mercati esteri risulta infatti in crescita la distribuzione in Usa (4%) e in Nord Europa (8%). Un risultato, questo, della qualità raggiunta dai vini dell’Azienda Agricola Bulichella, certificata anche dagli ottimi punteggi ottenuti nelle guide enologiche internazionali 2019. Le nuove annate sono state premiate da James Suckling con i 95 punti assegnati a Hide 2016, i 94 al Coldipietrerosse 2016 e i 93 a Maria Shizuko 2016 e al Montecristo 2016. Robert Parker ha attribuito invece 93 punti al Montecristo 2016 e a Hide 2016. 93 punti da Vinous anche per Hide – Costa Toscana IGT 2015 e 92 punti da Falstaff ai Rosati d’Italia Trophy per Solsera Costa Toscana Rosati IGT 2018.

A conferma della vocazione internazionale dell’azienda e della scelta di puntare su un mercato strategico come quello asiatico, la partecipazione il 29 novembre a Hong Kong al Great Wines of Italy Asia 2019. Il sito aziendale è stato inoltre implementato con una piattaforma di vendita online disponibile per gli acquisti dall’estero.


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