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LA NOTTE DELLE CANTINE:  UNA SERATA DI DEGUSTAZIONI A CANTINA TRAMIN

LA NOTTE DELLE CANTINE: UNA SERATA DI DEGUSTAZIONI A CANTINA TRAMIN

Cantina Tramin partecipa alla Notte delle Cantine: sabato 9 giugno 2018 una serata aperta al pubblico con degustazione vini, mostra d’arte e ristorante in sala panoramica.

Sabato 9 giugno 2018 dalle 17 alle 24, Cantina Tramin apre le porte al pubblico per La Notte delle Cantine. La manifestazione, organizzata dalla Strada del Vino dell’Alto Adige, coinvolge insieme a Termeno le altre località del vino altoatesine Caldaro, Cortaccia, Cortina, Salorno, Montagna, Ora e Vadena.

La Sala Rossa di Cantina Tramin ospiterà una degustazione verticale di Loam, vino a base di uve Cabernet e Merlot della linea Selezioni, che sarà il vero protagonista della serata, presentato nelle diverse annate 2002, 2003, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014 e 2015. L’occasione per scoprire un vino particolarmente apprezzato in Alto Adige, ancora poco conosciuto nel resto d’Italia.

Inoltre, durante la serata si potranno assaggiare tutti i vini di Cantina Tramin, disponibili in degustazione all’interno della Cantina Rossa.
Al pubblico sarà anche data la possibilità di conoscere la cantina con esclusive visite guidate notturne. Oltre al vino, spazio anche al cibo e all’artigianato locale, che rivive le antiche tradizioni altoatesine. Nella Sala Nussbaumer, con vista panoramica sui vigneti, i visitatori potranno assaggiare diverse proposte culinarie a cura del ristorante Gretl am See del vicino Lago di Caldaro. In abbinamento ai vini della Cantina si potranno gustare assaggi gastronomici sudtirolesi e italiani. Uno degli accostamenti particolarmente piacevoli sarà il Risotto allo Zafferano proposto insieme a un calice di Gewürztraminer. Inoltre, durante la serata sarà possibile assaggiare i cioccolatini di Oberhöller Finest Gourmet Chocolate, come le Praline realizzate con un ripieno a base di Terminum Gewürztraminer e i formaggi di latte crudo vaccino di produzione locale del Maso Eggemoa, disponibili in diversi angoli culinari.

Inoltre, nel foyer della cantina si svolgerà una dimostrazione artistica a cura di dieci contadini artigiani selezionati da Gallo Rosso – associazione che raggruppa circa 1600 masi in Alto Adige – che per la prima volta si riuniranno insieme per presentare le loro opere fatte a mano.

Oggetti decorativi, lavori di intreccio e di intaglio realizzati con materie prime che provengono al 100% dai masi altoatesini. L’esposizione delle opere create nel corso della serata proseguirà nelle due settimane successive, secondo gli orari di apertura della cantina (dal lunedì al venerdì: 09:00-19:00, il sabato: 09:00-17:00).

L’evento è ad accesso libero e gratuito, i piatti e le degustazioni potranno essere acquistati a parte. Il trasferimento è affidato ad un servizio navetta che riunisce le cantine della Strada del Vino dell’Alto Adige.

Info: www.CantinaTramin.it

Press info:

Michele Bertuzzo

Giada Azzolin

MERCATO FIVI A CINECITTÀ:  UNO SPETTACOLO DI VIGNAIOLI E TERRITORIO

MERCATO FIVI A CINECITTÀ: UNO SPETTACOLO DI VIGNAIOLI E TERRITORIO

Al Mercato dei Vignaioli Indipendenti grande pubblico e un tributo a Ermanno Olmi, cantore della viticoltura eroica

Grande successo per la seconda edizione del Mercato FIVI a Roma di sabato 19 e domenica 20 maggio. Il teatro 10 di Cinecittà per due giorni è stato il palcoscenico dove 200 Vignaioli Indipendenti hanno fatto conoscere i loro vini e le loro storie al pubblico romano.

Durante i due giorni di Mercato la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti ha voluto rendere omaggio a Ermanno Olmi trasmettendo su un maxi schermo Rupi del vino, il film documentario dedicato alla Valtellina e alla viticoltura di montagna che lì si pratica, girato nel 2009 dal grande regista scomparso qualche giorno fa. Rupi del vino è un film che racconta le difficoltà quotidiane di chi coltiva le sue vigne su terreni impervi e scoscesi, difficili da raggiungere e che spesso devono essere lavorati completamente a mano, senza l’aiuto di macchine e con notevoli sacrifici. Dai lunghi tempi di preparazione dei vigneti e del terreno, alla costruzione dei muri a secco per i terrazzamenti, nella sua pellicola Olmi rende omaggio ad una viticoltura eroica, esempio di un rapporto positivo tra uomo e ambiente.

A tutt’oggi la viticoltura eroica e il recupero dei vigneti storici sono tra gli aspetti centrali nell’istanza sulla tutela del vigneto che FIVI sta portando avanti – dichiara Gaetano Morella, vice presidente dell’associazione – Nelle aree dove la viticoltura eroica è praticata, i piccoli vigneti sotto i mille metri quadrati, esclusi dal censimento lanciato dal MIPAAF perché considerati per uso personale, sono un patrimonio enorme che va preservato e tutelato. Il pericolo è che vadano abbandonati o espiantati e che si perda l’ultima testimonianza di varietà genetiche e di pratiche di coltura ormai dismesse, ma importantissime per queste realtà”. La proposta della FIVI è che venga invece fatta una mappatura di tali vigneti, indipendentemente dalla loro estensione che ne garantisca la sopravvivenza.

Press info:

Davide Cocco

Anna Sperotto

FIVI – Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti

La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) è un’associazione nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del vignaiolo di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Per statuto, possono aderire alla FIVI solo i produttori che soddisfano alcuni precisi criteri: “Il Vignaiolo FIVI coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta”.
Attualmente sono poco più di 1100 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 11.000 ettari di vigneto, per una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. Quasi 80 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale si avvicina a 0,7 miliardi di euro, per un valore in termini di export di 280 milioni di euro. Gli 11.000 ettari di vigneto sono condotti per il 51% in regime biologico/biodinamico, per il 10 % secondo i principi della lotta integrata e per il 39% secondo la viticoltura convenzio

GOPPION: UN CAFFÈ BUONO DA 70 ANNI

GOPPION: UN CAFFÈ BUONO DA 70 ANNI

Da tre generazioni la torrefazione trevigiana seleziona i migliori caffè al mondo. L’azienda festeggia con una crescita delle esportazioni al 19 % e tre nuove latte in edizione limitata

Goppion Caffè spegne 70 candeline. E la torrefazione di Preganziol, cittadina appena fuori Treviso, si prepara a festeggiare la ricorrenza con una crescita in positivo. Le esportazioni all’estero sono infatti in ascesa al 19% e raggiungono mercati lontani: da Singapore alla Georgia, dall’Iran a Dubai. La torrefazione, in occasione delle celebrazioni, ha inoltre da poco messo in vendita tre latte in edizione limitata decorate con alcune delle fotografie della famiglia reinterpretate dall’artista Alex Miles che racchiudono una miscela 100% Arabica (shop.goppioncaffe.it).

Siamo orgogliosi – spiega Sergio Goppion, Presidente dell’azienda – di festeggiare i primi settant’anni della nostra torrefazione. Dalla nascita di Goppion Caffè abbiamo continuato a studiare, selezionare e lavorare i migliori caffè di tutto il mondo, raccontandone le storie e le qualità. Possiamo dire che in questi 70 anni non siamo per nulla invecchiati, ma abbiamo fatto esperienza. Quell’esperienza che oggi ci consente di essere un’azienda moderna e dinamica, grazie anche alle nuove generazioni della nostra famiglia”.

La storia della famiglia Goppion comincia nel 1859 quando nasce Luigi, orfano e non riconosciuto, al quale viene attribuito il cognome Goppion. I nipoti Angelo e poi Giovanni, negli anni ‘30, si spostano ad Addis Abeba in Etiopia, dove gestiscono una rivendita di prodotti italiani. Nel 1948 rientrano a Treviso e, insieme agli altri fratelli, acquistano la piccola Torrefazione Trevigiana Caffè, marchio al quale viene aggiunto il nome “Fratelli Goppion”. Negli stessi anni, i nipoti Ottorino e Olivo partono per il Venezuela e a Caracas fondano la torrefazione “Cafè San Antonio – Hermanos Goppion”.

Attualmente, alla guida dell’azienda, ci sono la quarta e la quinta generazione della famiglia, nata con Luigi, il capostipite. Goppion Caffè lavora oggi più di 1 milione e 200 mila kg di caffè all’anno. Dal 2016 Goppion è certificata FSSC 22000, il primo standard globale per la sicurezza all’interno del settore dell’industria alimentare e da oltre vent’anni fa parte di CSC®, Caffè speciali Certificati, Consorzio nato dall’impegno di dieci Torrefattori italiani con lo scopo di promuovere la cultura del caffè di qualità, ricercandola direttamente nelle piantagioni in origine. Dal 1997, inoltre, ha iniziato a produrre caffè biologico, certificato da Fairtrade e da CCPB. Goppion è inoltre tra i fondatori del Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale, candidato al riconoscimento da parte di Unesco come bene immateriale dell’Umanità.
I festeggiamenti proseguiranno nell’arco di tutto il 2018 e saranno accompagnati da una serie di progetti in cantiere,
tra questi anche una serie di promozioni per i clienti, che Goppion vuole coinvolgere nelle sue celebrazioni

Info: www.goppioncaffe.it

Ufficio Stampa:

Claudia Zigliotto

Giada Azzolin

UN AMARONE SPECIALE PER I 60 ANNI DI CANTINA VALPANTENA

UN AMARONE SPECIALE PER I 60 ANNI DI CANTINA VALPANTENA

La storica cantina di Verona festeggia con tutti i soci il sessantesimo anniversario della fondazione. Tra i viticoltori aumenta la percentuale di donne e giovani under 40

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Cantina Valpantena Verona celebra i sessant’anni della sua fondazione con una grande festa che riunirà tutti gli associati in uno dei fruttai di proprietà della Cantina, nel cuore della Valpantena. Con l’occasione verrà donata ai soci una bottiglia speciale di Amarone, frutto di una selezione dell’annata 2015, prodotta in un numero limitato di bottiglie. L’etichetta rappresenta il paese di Quinto di Valpantena, dove la cantina ha trovato sede fin dall’inizio della sua attività, nel 1958. La bottiglia in onore dei 60 anni verrà messa in vendita presso tutti i negozi di Cantina Valpantena, dalla fine di maggio.

La società cooperativa con sede a Quinto di Valpantena oggi attira a sé quasi interamente la produzione del territorio. Comprende infatti 250 aziende agricole e 110 aziende olearie, per un totale di 780 ettari di vigneto e 200 ettari di oliveti.
Una realtà che riunisce 360 soci conferitori, tra i quali circa il 25% sono giovani al di sotto dei quarant’anni e per un altro 25% donne. In entrambi i casi si tratta di persone che hanno ereditato i campi dai padri o dai nonni e che hanno deciso di continuare a gestire i terreni e conferire l’uva alla cantina. La maggior parte dei giovani viticoltori (il 17% rispetto al totale dei soci) gestisce i vigneti in prima persona, mentre gli altri sono impegnati nell’attività accanto ai propri padri, in prospettiva di una gestione a titolo personale in futuro.
“Oggi che nessuno dei soci fondatori è ancora in vita – afferma Luca Degani, enologo e direttore di Cantina Valpantena – i vigneti sono stati ereditati dalle generazioni successive che se ne stanno attualmente occupando. Giovani intraprendenti che interagiscono in modo spontaneo e familiare con la Cantina, dove si sentono accolti e seguiti. L’agronomo, Stefano Casali, offre a tutti una consulenza specifica e gratuita, oltre a diversi corsi di formazione e aggiornamento. Tra gli associati è incentivato lo spirito di collaborazione e lo scambio di informazioni utili, evitando che si crei concorrenza tra loro.
Il patrimonio rurale è stato sempre conservato e nel corso degli anni è aumentato”.

Ad oggi Cantina Valpantena gestisce direttamente 20 ettari di vigneto e 2 di oliveto che fungono da laboratorio a cielo aperto per sperimentare nuove tecniche agronomiche da proporre poi a tutti i soci. Una costante ricerca volta all’incremento degli standard produttivi e qualitativi con un investimento annuale dedicato all’utilizzo di macchinari e tecniche all’avanguardia per conservare al meglio le proprietà delle uve e delle olive coltivate nelle zone vitivinicole di produzione.

Lo scorso anno il fatturato della cantina ha superato i 50 milioni di euro, segnando un aumento del 5.6 % e una produzione pari a 9.500.000 bottiglie.

Ufficio stampa:

Michele Bertuzzo

Giada Azzolin

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Cantina Valpantena

Cantina Valpantena Verona è nata nel 1958 e si è consolidata in breve tempo attirando a sé quasi interamente la produzione del territorio che si estende tra la Valpantena e la Val Squaranto. Oggi conta 250 aziende agricole associate e copre un’estensione di 780 ettari di vigneto. A queste, dal 2003, si sono aggiunte circa 110 aziende olearie con 200 ettari di oliveto, grazie alla fusione con l’Oleificio delle Colline Veronesi che ha dato origine ad un importante polo oleovinicolo con un numero complessivo di 360 aziende associate. La produzione annua supera le 9.500.000 bottiglie per un fatturato che nel 2017 è stato di 50 milioni di Euro, generato per oltre il 60% dall’export.

VINNATUR: SEMPRE PIÙ CONTROLLI E ANALISI PER I VIGNAIOLI NATURALI

VINNATUR: SEMPRE PIÙ CONTROLLI E ANALISI PER I VIGNAIOLI NATURALI

Presentati i risultati delle ricerche condotte dall’Associazione e gli obiettivi per il futuro. Da luglio controlli estesi a 50 aziende campione

Ancora più controlli e un’attenzione sempre maggiore al rapporto tra uomo e terroir. Questo l’obiettivo di VinNatur, l’associazione viticoltori naturali, per l’immediato futuro.

Durante l’ultima assemblea dei soci il consiglio direttivo e il presidente Angiolino Maule hanno annunciato un forte aumento dei controlli tra gli associati. Le aziende campione non saranno più dieci, come lo scorso anno, ma cinquanta. Ognuna di queste verrà sottoposta ad una serie di verifiche eseguite da parte degli enti CCPB, Valoritalia, Suolo e Salute e ICEA, che avranno il compito di valutare il rispetto del disciplinare di produzione Vino VinNatur da parte della cantina, dal terreno alle attrezzatture, dalla vigna all’imbottigliato.

Angiolino Maule e Stefano Zaninotti, biologo di Vitenova Vine Wellness, hanno presentato i numeri della sperimentazione e i risultati delle verifiche realizzate dall’Associazione VinNatur dal 2011 ad oggi.

Lo scopo di queste indagini è di dare al viticoltore alcune informazioni scientifiche accurate sul suo terroir, in modo che questi possa operare per preservare la condizione del suo terreno o attivarsi per migliorarla, imparando sul campo. “Quanto più togliamo sostanze estranee al vigneto, tanto più ci avviciniamo alla sua vera essenza – afferma Angiolino Maule – Ma dobbiamo ricordarci che in natura il vuoto non esiste e che ogni volta che io intervengo sul mio terreno subito qualcos’altro si verifica e quindi ne altera l’equilibrio. Attraverso il lavoro che stiamo facendo in collaborazione con Vitenova ci proponiamo di migliorare il rapporto tra l’uomo e la terra, in modo che i vini diventino piena espressione del terroir a cui appartengono, con viti più equilibrate, che non necessitano di trattamenti, per preservare l’ambiente vigneto in modo sempre più naturale. In cantina abbiamo imparato a fare vini senza difetti senza aggiungere null’altro che bottiglia e tappo. Nel vigneto non abbiamo ancora questa conoscenza. Il nostro obiettivo è quello di arrivare ad avere un terreno talmente vivo che la pianta si difenda da sola”.

Press info:

Anna Sperotto

Carlotta Flores Faccio

VinNatur – Associazione Viticoltori Naturali
L’associazione VinNatur nata nel 2006 riunisce piccoli produttori di vino naturale da tutto il mondo che intendono difendere l’integrità del proprio territorio. Scopo dell’associazione è unire le forze di questi vignaioli per dare ad ognuno maggior forza, consapevolezza e visibilità condividendo esperienze, studi e ricerche. Scopo dell’associazione è anche quello di promuovere la ricerca scentifica e divulgare la conoscenza di tecniche naturali e innovative. Negli anni sono nati diversi progetti di ricerca tra le aziende associate e alcune Università e Centri per la Sperimentazione.
Alla nascita le aziende aderenti a VinNatur erano 65. Oggi sono
190, per un totale di 1500 ettari di vigna che producono 6 milioni e 500 mila bottiglie di vino naturale, di cui circa 5 milioni in Italia. Per associarsi i viticoltori devono accettare di sottoporre i propri vini all’analisi dei pesticidi residui, per poter garantire la genuinità dei vini. Villa Favorita è l’evento che permette all’Associazione VinNatur di vivere e di ampliare nel tempo i propri traguardi.
www.vinnatur.org

IL 53° PREMIO BASILICA PALLADIANA A NATALINO BALASSO

Giovedì 24 maggio a Villa Sesso Schiavo di Sandrigo (Vicenza) sarà premiata l’arte teatrale del commediante rodigino, tra comicità e analisi sociale

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Il Premio Basilica Palladiana giunge alla cinquantatreesima edizione e omaggia Natalino Balasso. Giovedì 24 maggio 2018 a Villa Sesso Schiavo di Sandrigo (Vicenza) sarà consegnato il premio all’attore, comico e autore originario di Porto Tolle. “Un riconoscimento – si legge nella motivazione – ad un interprete che con intelligenza e pungente ironia ha raccontato i pregi e i difetti della società veneta.”

Siamo orgogliosi – spiega Fausto Fabris, Presidente della Pro Sandrigo – di consegnare il Premio Basilica Palladiana ad uno dei maggiori protagonisti del mondo teatrale e recitativo della nostra regione, in grado di dipingere, attraverso la sua arte, un’attenta analisi sociale, dove si fondono perfettamente comicità e riflessione”.

Natalino Balasso, rodigino di nascita ed emiliano di adozione, è attore e scrittore autodidatta. Inizia ad esibirsi nei club e nei piccoli teatri dell’Emilia Romagna con spettacoli comici dallo stile futurista fin alla fine degli anni 80, collaborando negli stessi anni con riviste satiriche e umoristiche. Da allora ha recitato in più di venti spettacoli teatrali e produzioni cinematografiche. È autore di dieci pubblicazioni e ha partecipato come comico ad alcuni dei più noti programmi della televisione italiana. Durante la serata, che è solo su invito, Balasso sarà protagonista di un faccia a faccia con il giornalista Antonio di Lorenzo, durante il quale ripercorrerà alcuni dei momenti che hanno segnato la sua vita e la sua carriera.

Premio Basilica Palladiana
Dal 1962 onora persone, enti ed istituzioni venete. È promosso da Pro Loco Sandrigo in collaborazione con l’Unione Nazionale delle Pro Loco. In origine “Basilica d’Oro”, giunge quest’anno alla 53^ edizione. Tra i premiati delle passate edizioni Luigi Meneghello, Ermanno Olmi, Mario Rigoni Stern, Marco Paolini, Francesco Tullio Altan e Arrigo Cipriani.

Press info:

Anna Sperotto

Carlotta Flores Faccio

CONSORZIO TUTELA VINI D.O.C. BREGANZE:  ELVIO FORATO ELETTO NUOVO PRESIDENTE

CONSORZIO TUTELA VINI D.O.C. BREGANZE: ELVIO FORATO ELETTO NUOVO PRESIDENTE

Il direttore della Cantina Beato Bartolomeo da Breganze succede a Plinio Bonollo alla guida del Consorzio. Una scelta tecnica per ridare forza alla D.O.C.

Elvio Forato, direttore ed enologo della Cantina Sociale Beato Bartolomeo da Breganze è il nuovo presidente del Consorzio di Tutela vini D.O.C. Breganze. Succede a Plinio Bonollo, rimasto in carica per sei anni, che resta nel CdA con la carica di vicepresidente. Il Consiglio del Consorzio Tutela Vini D.O.C. Breganze ha voluto fare una scelta più tecnica con la nomina di Forato a presidente, scegliendo una persona che conosca non solo il territorio ma anche le leggi e il sistema vino negli aspetti più specifici.

Elvio Forato, nato ad Asolo nel 1962, si è diplomato nel 1982 alla scuola enologica di Conegliano. Dopo un’esperienza alla Cantina Sociale Montelliana, ha accumulato esperienza nell’Oltrepò Pavese dove ha appreso metodi e segreti della lavorazione degli spumanti sia metodo classico che charmat. Dal 2001 si sposta a Breganze dove diventa enologo della Beato Bartolomeo (680 soci, 590 ettari coltivati in totale, 70000 quintali di uva conferita). Dal 2006 ne è anche direttore generale.

“Ringrazio il Consiglio del Consorzio per la fiducia che mi ha concesso e il mio predecessore Plinio Bonollo per l’ottimo lavoro svolto in questi anni – dichiara Elvio Forato – Il mio impegno per i prossimi anni è sicuramente quello di proseguire nella rivalutazione della D.O.C. Breganze, del nostro territorio e dei vini che ne nascono. Tanto è già stato fatto finora, ma dobbiamo ulteriormente rimboccarci le maniche e lavorare insieme perchè questo nostro territorio così vocato ottenga il giusto riconoscimento a livello nazionale e internazionale. Ci tengo a ricordare che la nostra è stata la prima D.O.C. del vicentino, riconosciuta fin dal 1969”.

Oltre a Forato e Bonollo, il Consiglio è composto da Fausto Maculan, sempre vicepresidente, e dai consiglieri Stefano Bonollo, Fabiola Chilò, Innocente Dalla Valle, Bruno Gasparotto, Andrea Mazzucato e Andrea Sperotto.

Ufficio stampa:

Anna Sperotto Michele Bertuzzo

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La DOC Breganze
Il Consorzio di Tutela Vini DOC Breganze, nato nel 1982 da cinque produttori, associa oggi diciassette soci vinificatori. La zona di pertinenza è quella della Pedemontana Vicentina, da sempre terra di grande tradizione viticola, che dal 1969 si fregia della Denominazione di Origine Controllata Breganze, la prima del vicentino. Essa comprende i rilievi collinari e l’immediata pianura compresi tra le vallate dei fiumi Astico e Brenta; di quest’area Breganze è quasi il centro geografico, mentre gli altri capisaldi sono ad Ovest Thiene e ad Est Bassano del Grappa.

Dal punto di vista enologico, la D.O.C. Breganze raggruppa quindici tipologie di vini: Bianco, Tai, Vespaiolo, Vespaiolo Spumante, Pinot Grigio, Pinot Bianco, Chardonnay, Sauvignon, Rosso, Merlot, Cabernet, Cabernet Sauvignon, Pinot Nero, Marzemino e Torcolato, sicuramente il più famoso e rappresentativo della denominazione.

I TAPPI GREEN FANNO VOLARE LABRENTA

I TAPPI GREEN FANNO VOLARE LABRENTA

Nuovi brevetti e l’acquisizione della tedesca Innova Korken portano il fatturato a +14% nel 2017, con stima del +20% per il 2018. In arrivo nuove assunzioni e il raddoppio dello stabilimento di Breganze

La tecnologia per i tappi senza colla (No Glue System) fa mettere il turbo a Labrenta. Un aumento del 14% nel fatturato 2017 che arriva a 7.300.000 e una crescita del 20% nel primo trimestre del 2018 che si prevede di mantenere fino a fine esercizio. L’azienda della famiglia Tagliapietra, con sede a Breganze (Vicenza), negli scorsi mesi ha inoltre perfezionato l’acquisizione della concorrente tedesca Innova Korken di Schwebheim, in Baviera, mettendo in portafoglio altri brevetti sulla stessa materia e un interessante pacchetto clienti nell’area di lingua tedesca. In crescita anche il mercato degli Stati Uniti e per il biennio 2018/2019 in programma altre nuove acquisizioni .

Uno sviluppo che ha reso necessaria la costruzione di un nuovo stabilimento di 12.000 metri cubi, attiguo alla sede attuale, con un investimento di circa 1 milione di euro. Sarà destinato ad ospitare nuove linee di produzione e nuovi magazzini per i prodotti finiti. Nel corso dell’ultimo anno sono state inoltre realizzate due nuove assunzioni e altre tre sono previste entro la fine del 2018, portando così il numero di addetti a 38.

Chiave di volta dello sviluppo de Labrenta l’investimento per la messa a punto di diverse soluzioni in grado di utilizzare una tecnologia NGS (No Glue System, ovvero senza colla). Si tratta dei tappi a forma di T, composti da una testa (solitamente in legno) e un gambo (generalmente in sughero), utilizzati per la chiusura di distillati e liquori, prodotti di fascia premium di cui l’azienda vicentina è leader a livello europeo con oltre 150 milioni di pezzi all’anno.

Il non utilizzo di colle porta con sé diversi vantaggi: anzitutto di praticità, visto che previene le rotture del tappo e quindi la caduta di polveri o materiali nella bottiglia; quindi qualitativi preservando l’aroma e prevenendo interazioni con il prodotto, che potrebbero avere conseguenze anche per la salute dei consumatori. Infine, vi è una ragione ambientale: la colla è comunque una sostanza artificiale e non esiste oggi una colla totalmente naturale.

Le innovazioni introdotte da Labrenta riguardano le tecniche di fissaggio delle due parti del tappo con cinque diverse soluzioni a seconda delle specifiche necessità, che comprendono anche tecniche di saldatura ad ultrasuoni. Per raggiungere questo livello tecnologico Labrenta destina ogni anno circa il 3% del fatturato in ricerca e sviluppo. Al suo interno ha sviluppato l’area D.Vision che si occupa di sviluppo di nuovi prodotti e di accogliere richieste speciali dei clienti.

Labrenta, fondata nel 1971 a Breganze (Vicenza), produce chiusure per il settore alimentare. Provide the right closure è il motto con cui si muove alla ricerca del tappo ideale per ciascuna esigenza di chiusura, attraverso prodotti in grado di unire design e funzionalità. Tutta la produzione è svolta in Italia e viene controllata da un Validation Process che si svolge in sette fasi.
Sin dalla sua fondazione Labrenta ha destinato grande attenzione alla ricerca e sviluppo. L’obiettivo è quello di fornire ad ogni cliente la propria chiusura dedicandogli un servizio
tailor made. L’anima creativa e scientifica de Labrenta, vive in D.Vision, la sezione interna in cui opera un team professionale giovane e altamente qualificato, dedicato esclusivamente allo sviluppo di nuovi progetti: ascoltare i clienti, le loro esigenze e di trasformare ogni loro intuizione in realtà. Idee che, grazie all’impiego di una stampante 3D, si materializzano in tempi brevissimi. Perché in Labrenta ogni cliente, con il suo prodotto, viene gestito con la consapevolezza della loro unicità. Perché un prodotto comunica il suo valore, a partire da ciò che lo contiene.

Ufficio stampa:

Michele Bertuzzo – Giada Azzolin

RADICI DEL SUD 2018: I VINI DEL SUD ITALIA SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALI

RADICI DEL SUD 2018: I VINI DEL SUD ITALIA SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALI

Dal 5 all’ 11 giugno torna la settimana dedicata alla promozione dei vini da vitigno autoctono del meridione d’Italia. Grande conclusione con banco d’assaggio e cena di gala al Castello di Sannicandro (BA)

Manca meno di un mese a Radici del Sud, il multievento dedicato alla valorizzazione dei vini da vitigno autoctono del Sud Italia che si terrà a Sannicandro di Bari dal 5 all’11 giugno 2018. Cresce l’interesse internazionale verso la manifestazione con la presenza di giornalisti e importatori provenienti da paesi stranieri nelle quattro giurie del concorso, oltre a diversi giornalisti italiani. Quest’anno i 4 gruppi di degustazione saranno guidati da 4 italiani esperti di vini del Sud: Francesco Falcone (giornalista – WineSurf), Chiara Giorleo (giornalista – Luciano Pignataro Wine Blog), Andrea Terraneo (Vinarius) e Pasquale Porcelli (giornalista – Wine Surf). Il blind-tasting ha principalmente la funzione di promuovere e far conoscere soprattutto al pubblico internazionale quei vini da vitigni autoctoni del Sud ancora poco noti al di fuori dei confini nazionali. Di anno in anno si affida a giornalisti o esperti di vino italiani che ben conoscono il panorama vitivinicolo del Sud Italia il compito di trasferirne i caratteri più identitari. “Tutto questo interesse per i vini delle nostre regioni – afferma Nicola Campanile, organizzatore della manifestazione – ci fa capire l’importanza e l’efficacia del lavoro svolto in questi anni e ci sprona a proseguire nell’opera di valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti”.

Dopo gli incontri tra Buyers e produttori e i press-tour dei giornalisti l’11 giugno al Castello Normanno Svevo di Sannicandro si terrà il Salone dei vini e degli oli aperto al pubblico dove ci saranno circa 100 espositori tra produttori di vino e olio e uno spazio dedicato ad aziende di prodotti gastronomici del Sud. Qui appassionati e addetti ai lavori potranno assaggiare ed acquistare tutti i vini e gli oli presentati dalle diverse aziende e le numerose specialità gastronomiche proposte dagli espositori di food. Una speciale selezione di produttori di vini naturali troverà spazio al primo piano del Castello. La giornata si concluderà nel cortile del Castello con le premiazioni dei vini vincitori del concorso dalle 19.00 alle 20.00 e, a partire dalle 21, la cena a buffet preparata da alcuni rinomati chef provenienti dalle regioni del Sud Italia.

LE GIURIE DEL XIII CONCORSO INTERNAZIONALE
RADICI DEL SUD 2018

GIORNALISTI E INFLUENCER:

Gruppo 1

Francesco Falcone – PRESIDENTE DI GIURIA – Giornalista / Winesurf

Charine Tan – Exotic wine Travel /USA

David Ransom – The Tasting Panel Magazine, The SOMM Journal /USA

Davide Bortone – Giornalista / vinialsupermercato.it

Giovanna Moldenhauer – giornalista free lance

Matthew Horkey – Exotic wine Travel /USA

Olivera Markovic – Taste It Wines, Global Epicurean / USA

Rebecca Marphy – The Dallas Morning News, Wine Review Online / USA

Gruppo 2

Chiara Giorleo – PRESIDENTE DI GIURIA – Giornalista Luciano Pignataro Wine Blog

Antonio Cimmino – Giornalista / Gastronomia Mediterranea

Cathy Van Zyl – Master Wine – Sud Africa

Fabien Lainè – Francia

Michael Wising – Amazing Wines Hedberg & Wising AB / Svezia

Susan Gordon – Forbes, The Daily Meal /USA

Tracy Ellen – Kamens Drinking Wisely&Well /USA

Valentina Vercelli – Giornalista / La Cucina italiana

IMPORTATORI E BUYER INTERNAZIONALI:

Gruppo 1

Pasquale Porcelli – PRESIDENTE DI GIURIA – Giornalista / Winesurf

Allard Ariszetal – Arisz et al. Wijnimport / Olanda

Bo Mao – Guangzhou Vita Trading / Guangzhou (CAN) Cina

Chao Li – Bei Jing Roman’s fine wines / Bei Jing (PEK) – Cina

Fernando Zamboni – Winelands Importadora / Brasile

Mehmet Adanir – Dante Vin / Danimarca

Ole Udsen – Asboe & Udsen Vin / Danimarca

Paulo De Almeida – The Wine Spot / Olanda

Yi Zhong – Guy Yang Pioneer Trading / Guy Yang(KWE) – Cina

Gruppo 2

Andrea Terraneo – PRESIDENTE DI GIURIA – Vinarius

David Sparrow – Sparrow Wine Company / USA

Ji Feibing – Ming Zunhui cellar / Xian – Cina

Li Peng – Xian Weizhen Advertising Culture spread / Cina

Liu Bin – Ming Zunhui cellar / Xian – Cina

Luigi Pucciano – Terre Lente / Olanda

Mariusz Majka – Magia del Vino / Polonia

Parisima Tamanti – Vino nostro / USA

RADICI DEL SUD 2018

Salone dei vini e degli oli del Sud in breve – apertura al pubblico:

Dove: Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari (BA)
Quando: 11 giugno 2018

Orario di apertura al pubblico: dalle 11.00 alle 21.00

Ingresso: kit di degustazione €15 (comprensivo di bicchiere, sacca portabicchiere e quaderno di degustazione). Cena a buffet nella Corte del Castello € 15

Parcheggio: disponibile

I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.

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Ufficio stampa:

Michele BertuzzoAnna Sperotto

Associazione Propapilla

L’Associazione Propapilla si occupa principalmente della promozione del territorio e della valorizzazione della cultura enogastronomica pugliese, organizzando degustazioni, concorsi, convegni e rassegne.

Con Radici del Sud, in particolare, vuole celebrare e dare visibilità in Italia e all’estero all’enogastronomia e alla viticoltura delle regioni del sud Italia, evidenziando il profondo legame con il territorio.

Inoltre, attraverso la pubblicazione di tre guide dedicate alle Pizzerie, ai Ristoranti e ai Vini ogni anno aggiorna e monitora il panorama enogastronomico di Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia.

MERCATO FIVI A CINECITTÀ: VA IN SCENA IL TERRITORIO

MERCATO FIVI A CINECITTÀ: VA IN SCENA IL TERRITORIO

Alla seconda edizione del Mercato della FIVI a Roma i vini e le storie di 200 vignaioli. In abbinamento i salami del Campionato Italiano del Salame e prodotti tipici

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Cosa c’è di meglio di una fetta di salame ed un bicchiere di buon vino? Lo sanno bene quelli della FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti) che hanno deciso di ospitare durante la seconda edizione del Mercato di Roma a Cinecittà, la semifinale per Marche, Lazio, Abruzzo, Umbria e Molise della XIII Edizione del Campionato Italiano del Salame. Organizzata dall’Accademia delle 5T la competizione vedrà scontrarsi a colpi di fette i migliori salumi senza addittivi prodotti dagli artigiani di queste regioni. L’appuntamento è sabato 19 maggio alle 11.30, al Teatro 10 di Cinecittà.

Le produzioni tipiche saranno rappresentate al Mercato anche da alcuni artigiani che proporranno le loro specialità: Simposio – Trionfo del Gusto ( partner organizzativo del Mercato), La Tradizione, Santanna, l’Azienda Agricola Adiano Ferrari, Rango Srl e Zio Pasquale.

Saranno invece 200 i vignaioli presenti, provenienti da tutta Italia che nelle giornate di sabato 19 e domenica 20 maggio racconteranno il proprio territorio e i propri vini al pubblico. Oltre agli assaggi, si potranno anche acquistare i vini direttamente agli stand dei produttori con carrelli e cestini per gli acquisti.

Tutti i visitatori del Mercato della FIVI avranno inoltre diritto, esibendo il biglietto, ad una riduzione sul prezzo d’ingresso per la visita a Cinecittà, pagando 10 euro anziché 15.

Mercato dei vini Roma in breve:

Dove: Teatro 10 – Cinecittà, Via Tuscolana 1055, Roma

Quando: sabato 19 e domenica 20 maggio 2018

Orario di apertura al pubblico: dalle 11.00 alle 19.00

Ingresso: € 15.00 comprensivo di bicchiere per degustazioni (ingresso giornaliero).

I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni

Press info:

Davide Cocco – Anna Sperotto

FIVI – Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti

La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) è un’associazione nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del vignaiolo di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Per statuto, possono aderire alla FIVI solo i produttori che soddisfano alcuni precisi criteri: “Il Vignaiolo FIVI coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta”.
Attualmente sono poco più di 1100 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 11.000 ettari di vigneto, per una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. Quasi 80 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale si avvicina a 0,7 miliardi di euro, per un valore in termini di export di 280 milioni di euro. Gli 11.000 ettari di vigneto sono condotti per il 51% in regime biologico/biodinamico, per il 10 % secondo i principi della lotta integrata e per il 39% secondo la viticoltura convenzionale.


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Direttore responsabile: Michele Bertuzzo
In redazione: Davide Cocco, Anna Sperotto, Giada Azzolin, Carlotta Faccio, Chiara Brunato, Marco Zanella, Irene Graziotto, Marta Xerra, Elena Scarso, Micaela Tussetto

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