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LTD ED: GOPPION CREA LA NUOVA LINEA DI CAFFÈ MONORIGINE

LTD ED: GOPPION CREA LA NUOVA LINEA DI CAFFÈ MONORIGINE

Certificati CSC®, i nuovi caffè Specialty provengono dalle migliori piantagioni dell’Africa e del Centro e Sud America

Arrivano da Brasile, Etiopia e Guatemala i nuovi caffè monorigine LTD ED – Limited Edition creati da Goppion, storica torrefazione alle porte di Treviso. I tre nuovi Arabica, in edizione limitata, saranno affiancati a rotazione dai monorigine provenienti dal El Salvador, Perù e Colombia.
Tutti i caffè LTD ED sono Specialty, ovvero dei caffè di altissima qualità certificati da CSC® – Caffè Speciali Certificati, Consorzio che promuove la cultura del caffè di qualità e che garantisce l’intero processo produttivo, dalla piantagione alla confezione. La tostatura è leggermente più chiara rispetto a quella dei chicchi utilizzati per l’espresso tradizionale, ma lo stile rimane tutto italiano.
“Il caffè delle nostre LTD ED – spiega Paola Goppion, responsabile marketing e comunicazione di Goppion Caffè – proviene dalle migliori piantagioni del Centro e del Sud America, oltre che dell’Africa. Ogni caffè monorigine ha caratteristiche uniche e racchiude in sé un mondo di sapori diversi. I produttori scelti sono proprietari delle piantagioni, garantiscono costanza qualitativa e continua ricerca. L’idea nasce dal confronto continuo con il mercato estero e con i nostri distributori, che da tempo ci segnalano una forte domanda di caffè Specialty. Non vogliamo però dimenticare il buon stile italiano di fare il caffè, che ha reso il nostro espresso famoso in tutto il mondo e che deve continuare a farsi riconoscere per la sua unicità: questi chicchi hanno tempi di tostatura più brevi rispetto ai tradizionali 15 minuti; riusciamo però lo stesso a far raggiungere al caffè la giusta pienezza e maturità e la ricchezza aromatica tipica dell’espresso italiano”.
L’idea della nuova composizione grafica e del nome per l’edizione speciale è di Fabio Fedrigo, arricchita dalle illustrazioni realizzate da Mimicocodesign.
I caffè LTD ED sono disponibili, in grani, a partire da settembre nelle caffetterie Goppion e affiliate, dove saranno presentate al pubblico.

Goppion Caffè | Oggi l’azienda occupa 35 dipendenti. Il fatturato 2019 è di 12 milioni di euro, la quantità di caffè lavorato circa 1 milione e 200mila kg. L’80% delle vendite è sviluppato dal mercato Italia e di questo il 60% è rappresentato dal canale Ho.Re.Ca., il rimanente 40% nella Gdo. Le esportazioni rappresentano il restante 20% del fatturato totale aziendale, in rapida ascesa.
Esportano nei seguenti paesi: Iran, Dubai, Taiwan, Singapore, Polonia, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Slovacchia, Russia, Bulgaria, Bielorussia, Lituania, Lettonia, Paesi Bassi, Ucraina, Belgio, Lussemburgo, Francia, Slovenia, Croazia, Bosnia, Grecia, Turchia, Egitto, Georgia.
Dal 2016 Goppion è certificata FSSC 22000, uno schema di certificazione rivolto ad organizzazioni produttrici di alimenti con l’obiettivo di armonizzare i requisiti di certificazione ed i metodi e i sistemi di sicurezza alimentare nella filiera, a garanzia del consumatore finale.
Dal 1997 fa parte di CSC®, Caffè speciali Certificati, un Consorzio nato dall’impegno di dieci Torrefattori italiani ricercatori della qualità all’origine, del caffè di piantagione con le quali ha un rapporto diretto.
Dal 1997 produce caffè biologico a proprio marchio un caffè speciale (NATIVO) certificato da Fairtrade e da CCPB. Goppion è tra i fondatori del Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale, candidato al riconoscimento da parte di Unesco come bene immateriale dell’Umanità.

LABRENTA VIRTUAL TOUR: COSI’ SI RIORGANIZZA L’ACCOGLIENZA IN AZIENDA

LABRENTA VIRTUAL TOUR: COSI’ SI RIORGANIZZA L’ACCOGLIENZA IN AZIENDA

Per far fronte alle difficoltà di incoming e all’annullamento degli eventi, Labrenta si presenta attraverso un tour virtuale realizzato con una tecnologia innovativa

Si aprono le porte dell’azienda in modalità virtuale e tridimensionale: Labrenta Virtual Tour è il nuovo strumento che la società specializzata in soluzioni di chiusura di Breganze (Vicenza) mette a disposizione della sua forza commerciale per presentare spazi aziendali e novità ai clienti. Il progetto ha preso il via a seguito delle limitazioni e difficoltà di spostamento e di accoglienza dovute alle misure di contenimento del virus Covid-19.

La cancellazione e lo slittamento degli eventi dedicati agli addetti ai lavori e al pubblico, oltre all’insorgere di difficoltà nell’organizzare spostamenti e incoming in Azienda, “hanno ridotto drasticamente le occasioni di presentazione e confronto di ciò che siamo e realizziamo – dichiara Amerigo Tagliapietra, Direttore Vendite di Labrenta – Nonostante questo non ci siamo demoralizzati e abbiamo cercato una soluzione che ci permettesse di interagire con la clientela attuale e potenziale, escogitando una soluzione creativa e completamente nuova a livello internazionale”.

Labrenta Virtual Tour è realizzato grazie all’innovativa tecnologia Matterport, che permette di creare un video in realtà virtuale attraverso una mappatura tridimensionale degli spazi e degli showroom. Tramite una semplice condivisione dello schermo, gli Area Managers presentano in modalità live l’Azienda, le gamme di prodotti e le ultime novità in modo dinamico e interattivo, con la possibilità da parte dei partecipanti di porre domande e approfondire i temi di loro interesse. Le sessioni di tour virtuale sono in modalità webinar e seguono un calendario che risponde a diverse esigenze linguistiche, di giorni e fascia oraria al fine di coinvolgere il più ampio pubblico possibile.

Ufficio stampa:
Giulia Tirapelle
Anna Sperotto

RADICI DEL SUD: EDIZIONE INNOVATIVA GRAZIE ALLA PIATTAFORMA RADICI.WINEROCK

RADICI DEL SUD: EDIZIONE INNOVATIVA GRAZIE ALLA PIATTAFORMA RADICI.WINEROCK

La 15esima edizione vedrà una giornata aperta al pubblico, ma anche una fiera virtuale con tasting e webinar online con i vignaioli del Sud. Appuntamento dal 18 al 23 novembre 2020 a Sannicandro di Bari

Radici del Sud presenta Radici.WineRock, piattaforma digitale che permetterà di partecipare all’evento anche in modalità virtuale. Il 15esimo appuntamento con i vini e gli oli del Sud Italia, in programma dal 18 al 23 novembre 2020 al castello di Sannicandro di Bari (BA), si svilupperà infatti anche attraverso l’innovativo portale dove saranno ospitati webinar, degustazioni e meeting online con i viticoltori. La stessa piattaforma disporrà inoltre di un e-commerce, dove sarà possibile acquistare direttamente tutti i vini partecipanti alla manifestazione.
“Radici.WineRock nasce grazie alla collaborazione di questi anni con Rocco Catalano, esperto di marketing e management per il settore turistico ed enogastronomico – spiega Nicola Campanile, ideatore dell’evento – ed è stata creata grazie ad un team di ingegneri, sviluppatori web e della comunicazione come risposta alla situazione eccezionale in cui ci troviamo, che ci ha spinti a sperimentare modalità innovative di fruizione di Radici del Sud. Abbiamo quindi ideato uno spazio online virtuoso per il mondo del vino del Sud Italia: un’opportunità per moltiplicare i contatti tra produttori e consumatori, favorire la formazione e potenziare gli scambi, aumentando allo stesso tempo la visibilità per tutte le aziende che partecipano alla manifestazione”.
All’interno della piattaforma Radici.WineRock i produttori potranno esporre i propri vini e presentarli al pubblico, organizzare tasting online e partecipare a incontri di formazione tenuti da professionisti del settore. Ogni mese ci sarà inoltre la possibilità di conoscere un vignaiolo tramite un incontro online della durata di 30 minuti che per scoprire la storia e il lavoro dei vignaioli del Meridione.
Accanto alla fruizione digitale di Radici del Sud, la manifestazione coinvolgerà come ogni anno giornalisti ed esperti che valuteranno i vini in concorso, tutti provenienti da Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sardegna e Sicilia. Lunedì 23 novembre sarà invece la giornata conclusiva della manifestazione, che vedrà le premiazioni dei vini vincitori e l’appuntamento con il Salone dei vini e degli oli del Sud Italia, dove sarà possibile assaggiare i prodotti in esposizione e cenare all’interno delle mura del castello di Sannicandro.
L’accesso al banco d’assaggio sarà contingentato in tre fasce d’orario: 16-18, 18-20 e 20-22 e i biglietti per accedere alla manifestazione sono disponibili al sito www.radicidelsud.it
Sullo stesso portale sono inoltre ancora aperte le iscrizioni per tutti i produttori di vini e oli del Sud Italia che desiderano partecipare al Salone aperto al pubblico o al concorso.

RADICI DEL SUD 2020 – Salone dei vini e degli oli del Sud
Dove: Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari (BA)
Apertura al pubblico: 23 novembre 2020
Orario: dalle 16.00 alle 22.00 (ingresso contingentato 16-18, 18-20, 20-22)
Ingresso: kit di degustazione €15 (comprensivo di bicchiere, sacca portabicchiere e quaderno di degustazione)
Parcheggio: disponibile
I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.

CANTINA TOLLO PROCLAMATA MIGLIOR CANTINA ITALIANA A MUNDUS VINI

CANTINA TOLLO PROCLAMATA MIGLIOR CANTINA ITALIANA A MUNDUS VINI

I vini della realtà abruzzese si sono aggiudicati ben 34 medaglie, 17 d’oro e 17 d’argento

É Cantino Tollo la miglior cantina italiana secondo la giuria di Mundus Vini, il concorso internazionale tenutosi, nella sua edizione estiva, dal 27 al 30 agosto nella città tedesca di Neustadt an der Weinstrasse. Il gruppo abruzzese si è aggiudicato ben 17 medaglie d’oro e altrettante d’argento con un totale di 34 vini premiati.

“Quello ottenuto a Mundus Vini – commenta Tonino Verna, presidente di Cantina Tollo – è un successo indiscusso che premia un percorso lungo sessant’anni, oltre che le scelte fatte da Cantina Tollo finora: ogni giorno ci impegniamo a migliorare sempre di più la qualità dei nostri vini rispettando l’ambiente e il lavoro dei nostri soci. Un risultato, quello ottenuto in Germania, di cui non possiamo che essere orgogliosi”.

Oltre ai vini di Cantina Tollo, sono state premiate anche alcune etichette di Feudo Antico, marchio che si concentra nella zona della Tullum DOCG, e Auramadre, progetto che promuove la viticoltura e il vino biologici.

Cantina Tollo è oggi tra le più importanti e consolidate realtà del settore vitivinicolo italiano. Commercializza 13 milioni di bottiglie all’anno, vanta circa 700 soci e 2.700 ettari coltivati in un territorio da sempre vocato alla produzione vitivinicola. I vigneti di Cantina Tollo si estendono dalle colline del litorale fino alle pendici della Maiella, in un clima tipicamente mediterraneo, contraddistinto da escursioni termiche notevoli. La produzione e? concentrata sui vitigni tipici e autoctoni del territorio (Montepulciano, Trebbiano, Pecorino, Passerina e Cococciola), coltivati tradizionalmente a pergola, con una spiccata vocazione alla sperimentazione in campo e in cantina.

Le bottiglie Cantina Tollo sono distribuite in tutte le regioni italiane, in quasi la totalità dei Paesi dell’Unione Europea, in particolare Germania, Paesi Bassi, Francia, Danimarca e Regno Unito e, oltreoceano, in Giappone, Stati Uniti, Canada. Cantina Tollo guarda anche ai nuovi mercati emergenti come Russia, India e Cina.

Ufficio Stampa

Chiara Brunato

Alessandra Zambonin

 

TRE COCKTAIL IN ROSA: IL CHIARETTO DI BARDOLINO INCONTRA LA MIXOLOGY

TRE COCKTAIL IN ROSA: IL CHIARETTO DI BARDOLINO INCONTRA LA MIXOLOGY

Pubblicato in ebook il ricettario che illustra Zanéibe and Cheese, Aperitivo Julep e Chiaroscuro, i drink creati dai bartender dell’A.M.E.N di Verona con il vino rosa del lago di Garda

Sono Zanéibe and Cheese, Aperitivo Julep e Chiaroscuro i protagonisti di Tre cocktail in rosa, l’ebook che raccoglie le ricette dei drink a base di Chiaretto di Bardolino creati da Edoardo Bullio e Michele Bertelle, i bartender dell’A.M.E.N – Panoramic Bar&Food, locale di riferimento del bere miscelato a Verona. Il booklet in versione digitale è scaricabile gratuitamente dal sito del Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino, all’indirizzo consorziobardolino.it, mentre l’edizione cartacea è disponibile presso i cocktail bar dell’A.M.E.N.
Comune denominatore dei tre drink è il colore rosa: l’ingrediente base è infatti il Chiaretto di Bardolino, il vino rosa del Garda veronese, sia nella versione ferma che spumantizzata. In sintonia con la duplice filosofia del locale della famiglia Bellomi, ossia la territorialità e la sostenibilità, anche gli altri ingredienti presenti nei cocktail sono prevalentemente veronesi, provenienti dalla Lessinia e dal lago di Garda, oppure sono ricavati da prodotti normalmente considerati “di scarto”, come le bucce di limone e i resti dell’ananas o le croste di formaggio.
Lo Zanéibe and Cheese è una rivisitazione del Martini cocktail, con il Chiaretto cheese pepper wine (un elaborato creato nel laboratorio del locale, partendo da una base di Chiaretto di Bardolino, arricchita dall’aroma del pepe di Sichuan e dalla crosta di formaggio Monte Veronese essiccata), il Moi Lånt Gin Zanéibe (proveniente dalla Lessinia, di cui utilizza tredici essenze botaniche) e il liquore all’assenzio, oltre a un cubetto di formaggio Monte Veronese Dop a sostituire la classica oliva. Il Chiaroscuro, nato come alternativa allo spritz, è realizzato con Chiaretto spumante, Liquore delle Sirene Canto Amaro (prodotto con agrumi del Garda ed erbe officinali del monte Baldo), cut off cordial, acqua tonica e oliva. L’Aperitivo Julep, invece, è a base di Chiaretto, liquore di pesca, Vermouth bianco, Peychaud’s Bitter, limone, zucchero, lamponi, menta fresca e polvere di ananas.
Così come le ricette, è all’insegna della sostenibilità anche la versione cartacea del volumetto dei “Tre cocktail in rosa”, stampata su carta prodotta con fibre di cotone, fibre riciclate e fibre di pura cellulosa ottenute dalla gestione responsabile certificata delle foreste.
I tre cocktail, che ora sono costantemente disponibili nella drink list dell’A.M.E.N, sono stati ideati in occasione di 100 Note in Rosa, la rassegna musicale organizzata dal Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino (con il patrocinio del Comune di Verona e con la collaborazione del Consorzio del formaggio Monte Veronese Dop e dei Frantoi Redoro) per ridare slancio alle attività artistiche e ristorative di Verona dopo il lockdown.

Ufficio stampa:
Chiara Brunato
chiara@studiocru.com

Michele Bertuzzo
michele@studiocru.it

MIRABELLA PRESENTA I DUE NUOVI VOLTI FERMI DEL PINOT IN FRANCIACORTA

MIRABELLA PRESENTA I DUE NUOVI VOLTI FERMI DEL PINOT IN FRANCIACORTA

L’Azienda di Rodengo Saiano lancia la nuova linea di vini fermi dedicata ai monovarietali. Un’interpretazione diversa e accattivante per il mercato estero e italiano

Maniero Pinot nero e Palazzina Pinot bianco sono i due nuovi vini di Mirabella, che potenzia l’attenzione per queste varietà tanto da inaugurare la sua prima linea da vitigni vinificati fermi e in purezza. Una scelta nata dalla volontà di rilanciare un’altra espressione della terra franciacortina, soddisfando una domanda di mercato esistente per l’estero e sollecitandone una nuova a livello nazionale. Freschezza, immediatezza e tipicità sono le peculiarità della selezione, per la quale l’Azienda ha scelto i vitigni che ritiene maggiormente rappresentativi del territorio e del suo stile, con particolare riferimento al pinot bianco. Mirabella oggi è in grado di proporne tre interpretazioni con un approccio che potrebbe definirsi “didattico”: è presente in varie percentuali nelle cuvée dei Franciacorta, è vinificato in purezza nella versione Metodo Classico Brut Nature e fermo in Palazzina.

Per la vinificazione dei fermi Mirabella ha scelto il cemento per la prima fermentazione di entrambi e per la macerazione del pinot nero. La nuova selezione, che sostituisce completamente le precedenti produzioni di fermi dell’Azienda, porta con sé anche una svolta nel packaging. In particolare si introduce l’utilizzo del tappo a stelvin, perfettamente in linea con le caratteristiche dei vini, sia dal punto di vista organolettico che stilistico.

Le uve per Maniero e Palazzina provengono da vigneti condotti a regime biologico tendenzialmente più giovani rispetto a quelli destinati ai Franciacorta, ai quali si è aggiunto nell’aprile 2020 un nuovo impianto di due ettari, uno destinato al pinot nero e l’altro al pinot bianco.
Due vitigni che quest’anno hanno vissuto una bella stagione per qualità e quantità dei grappoli: “Le rese sono state buona, tra gli 80 e i 90 quintali per ettaro, e lo stato di salute impeccabile – ha dichiarato Alessandro Schiavi, enologo di Mirabella – La vendemmia non è stata facile in quanto a gestione dei diversi stadi di maturazione, ma abbiamo interpretato con lungimiranza gli strani andamenti meteorologici di agosto e garantito la massima operatività in vigna e in cantina, oltre a una perfetta lavorazione delle uve in pressatura”. Da una prima valutazione delle uve e dei mosti, “il pinot bianco e il pinot nero – continua Alessandro Schiavi – hanno ottenuto il massimo delle performance con bellissime acidità. In sintesi, la vendemmia 2020 si è contraddistinta per finezza, eleganza e longevità”.

Palazzina Pinot bianco è stato prodotto in 3.500 bottiglie mentre Maniero Pinot nero in 5.000 unità. La distribuzione sarà esclusivamente nel canale Ho.re.ca., in una fascia di prezzo attorno ai 15 euro.

Ufficio Stampa:

Giulia Tirapelle
Anna Sperotto

COLLI BERICI: IL LIBRO CHE RACCONTA IL CUORE VERDE DI VICENZA

COLLI BERICI: IL LIBRO CHE RACCONTA IL CUORE VERDE DI VICENZA

La nascita, la storia e la viticoltura delle colline beriche nel volume curato dal Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza

Colli Berici – Le terre, le vigne, le ville è il nuovo libro, presentato ieri a Villa San Fermo di Lonigo (VI), realizzato dal Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza per celebrare il suo territorio. Il volume, redatto in italiano e inglese, racchiude la storia delle colline beriche, con un ampio spazio dedicato alla trasformazione della produzione vitivinicola della zona.
“Il nostro territorio è forse meno noto di altri, ma non meno interessante – commenta Giovanni Ponchia, Direttore del Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza – Siamo certi che questa pubblicazione potrà essere un aiuto per tutti coloro che vorranno avventurarsi per la prima volta alla scoperta dell’area berica, ma anche per far riscoprire questa zona a conoscitori e appassionati, con occhi diversi e nuove informazioni”.
Colli Berici – Le terre, le vigne, le ville dedica i primi capitoli alla nascita delle colline che circondano la città di Vicenza e la loro trasformazione fino ad oggi, concentrandosi sulla natura incontaminata, gli scorci più suggestivi e le ville neoclassiche che ne punteggiano il paesaggio. La storia vitivinicola e i vigneti simbolo dei Colli Berici sono i protagonisti della seconda sezione, che raccoglie anche l’andamento delle annate dal 2000 al 2019.
Per la realizzazione del progetto, il Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza ha coinvolto, accanto alla penna del suo Direttore Giovanni Ponchia, anche lo scrittore Gianluca Sgreva, la geologa Alessandra Giorgianni, il Prof. Gianni Moriani, coordinatore del Master in Filosofia del cibo e del vino dell’Università San Raffaele di Milano, il ricercatore CREA-VE Conegliano Diego Tomasi e il tecnico ARPA Veneto Silvia Obber, con le foto di Claudio Portinari e Mauro Fermariello.

Il volume è disponibile presso la sede del Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza, all’interno di Palazzo Pisani a Lonigo (VI).

Press info:

Carlotta Flores Faccio
Anna Sperotto

CASTELLO DI CIGOGNOLA: LA VENDEMMIA 2020 AFFRONTATA CON L’ANIMA DELLA START UP

CASTELLO DI CIGOGNOLA: LA VENDEMMIA 2020 AFFRONTATA CON L’ANIMA DELLA START UP

Vendemmia oltre le aspettative per l’Azienda Agricola della Famiglia Moratti in Oltrepo’ Pavese, che ha scelto la raccolta anticipata e scalare del pinot nero per le basi spumante

In questo 2020 Castello di Cigognola ha rinnovato e potenziato un approccio alla vendemmia all’insegna della sperimentazione e della ricerca. L’Azienda Agricola di proprietà della famiglia Moratti ha posto la massima attenzione nella scelta delle date e delle modalità di vendemmia, cominciando la raccolta a inizio agosto in Oltrepo’, territorio in cui la vendemmia anticipata è stata decisione diffusa qualche giorno più tardi.

L’avvio è avvenuto in seguito a una valutazione della maturità tecnologica, sensoriale e della qualità delle uve pinot nero attraverso un’analisi degustativa direttamente in vigna. Il metodo è stato messo a punto grazie anche alla collaborazione con Giovanni Bigot, titolare della società Perleuve e consulente agronomo di Castello di Cigognola. In particolare è stato applicato l’Indice Bigot, metodo scientifico elaborato dallo stesso professionista per conoscere il potenziale qualitativo di ogni singolo vigneto, monitorando 9 parametri attraverso l’applicazione 4Grapes. A seguito degli idonei parametri di maturazione sensoriale e della previsione di un’annata calda, si è quindi scelto di procedere con una vendemmia anticipata e scalare su singoli appezzamenti, in base alle caratteristiche tecnologiche delle bacche. L’obiettivo è preservare la complessità acidica e il pH delle uve destinate alle basi spumante, a cui è concorso anche l’utilizzo di grappoli recuperati dal diradamento dei vitigni pinot nero destinati alla vinificazione in rosso.

“Scelte audaci ma dalle fondamenta solide, assunte da una vera e propria start-up del vino che fa suo un modus operandi nel quale tecnica e creatività sono in dialogo continuo – afferma Gian Matteo Baldi, AD di Castello di Cigognola – Conoscere a fondo e maneggiare con sapienza gli strumenti del mestiere permette di ritrovare la libertà espressiva e l’unicità identitaria imbrigliate da regole e protocolli che troppo hanno ingessato il mondo enologico nel nostro Paese. Lavoriamo per recuperare la dimensione antropocentrica del fare vino, in cui l’uomo, non la meccanica, è il filtro di tutte le decisioni prese”.
Una struttura flessibile, quindi, che si avvale di consulenti esterni esperti e competenti che collaborano con giovani professionisti in un continuo scambio ed evoluzione di visioni, conoscenze e metodi.

Ufficio Stampa Castello di Cigognola:

Alessandra Zambonin
Giulia Tirapelle

A RED CANZIAN IL PREMIO BASILICA PALLADIANA 2020

A RED CANZIAN IL PREMIO BASILICA PALLADIANA 2020

Il musicista, da anni vicino alla Fondazione Città della Speranza, ritirerà il premio il 10 settembre a Villa Sesso Schiavo di Sandrigo (Vicenza), durante la serata benefica

Red Canzian, storico componente del gruppo musicale Pooh, è il vincitore del Premio Basilica Palladiana 2020, il riconoscimento promosso dalla Pro Loco di Sandrigo che dal 1962 onora persone, enti e istituzioni venete del mondo dell’arte, dello sport e della cultura. Il premio sarà consegnato da Antonio Chemello, Presidente della Pro Loco, giovedì 10 settembre 2020 a Villa Sesso Schiavo di Sandrigo (Vicenza), durante la cena benefica organizzata per raccogliere fondi a favore della Fondazione Città della Speranza e del progetto dedicato alla ricerca sul neuroblastoma.
Compositore, cantante, polistrumentista e produttore discografico, Red Canzian, originario di Quinto di Treviso, ha iniziato a suonare giovanissimo e ha inciso il primo disco a 19 anni. Nel 1973 è entrato a far parte dei Pooh, storica band che ha scritto pagine della musica italiana, e ha tenuto oltre tremila concerti in tutto il mondo, mentre nel 1986 è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica dal Presidente Cossiga. Canzian è inoltre pittore e scrittore: ha pubblicato libri legati alla natura, un’autobiografia e un volume, scritto a quattro mani con la figlia Chiara, sull’etica e la cucina vegana di cui è convinto sostenitore. Oggi sta completando un’opera rock sulla Venezia del ‘700 che metterà in scena nel 2021.
“Ci fa molto piacere che la Pro Loco Sandrigo abbia scelto di premiare un amico di Città della Speranza come Red Canzian, che per la nostra realtà ha messo a disposizione gratuitamente la sua musica in più occasioni – afferma Stefania Fochesato, Past President e Fundraiser di Fondazione Città della Speranza – La stessa Pro Loco Sandrigo e il Gruppo Ristoratori sono parte integrante di progetti ambiziosi: lo scorso ottobre hanno collaborato alla realizzazione della festa celebrativa dei nostri 25 anni, mentre quest’anno hanno scelto di devolvere l’intero ricavato della cena del 10 settembre alla ricerca pediatrica per sostenere il Progetto Neuroblastoma – Tutti in campo con Giacomo. Sapere che, nonostante le difficoltà attuali del comparto, i ristoratori sono vicini a tutti i bambini messi a dura prova dalla malattia, è un gesto di grande solidarietà e lungimiranza.”
Il neuroblastoma, che rappresenta la terza neoplasia maligna più comune in età pediatrica, ha cause ancora poco note e un decorso variabile. Il progetto di ricerca, coordinato dalla Prof.ssa Alessandra Biffi, Direttrice della Clinica di Oncoematologia Pediatrica di Padova e Coordinatrice dell’area di ricerca in “Oncoematologia, trapianto di cellule staminali e terapia genetica” dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza, mira a caratterizzare il neuroblastoma a livello cellulare e molecolare, al fine di identificare nuove terapie mirate.
L’evento di giovedì 10 settembre è solo su invito. Per informazioni contattare la Pro Sandrigo allo 0444 658148.

Premio Basilica Palladiana
In origine “Basilica d’Oro”, il Premio Basilica Palladiana, dal 1962 onora persone, enti ed istituzioni venete. È promosso da Pro Loco Sandrigo in collaborazione con l’Unione Nazionale delle Pro Loco. Tra i premiati delle passate edizioni Luigi Meneghello, Ermanno Olmi, Mario Rigoni Stern, Marco Paolini, Francesco Tullio Altan, Arrigo Cipriani, Natalino Balasso e Fabio Testi.

VENDEMMIA LUNGA E PER SINGLE VINEYARDS, MONTE ZOVO PUNTA SULLA VALORIZZAZIONE DEI TERROIR

VENDEMMIA LUNGA E PER SINGLE VINEYARDS, MONTE ZOVO PUNTA SULLA VALORIZZAZIONE DEI TERROIR

Da fine agosto a inizio novembre con Calinverno, la raccolta della famiglia Cottini esalterà le diverse tipologie di uvaggio e i differenti tempi di maturazione

Una vendemmia lunga e per singolo vigneto, per valorizzare al meglio l’identità di ogni terroir e vitigno. A Monte Zovo, azienda agricola della famiglia Cottini, la vendemmia 2020 prende corpo dando risalto alle qualità che caratterizzano l’impresa con sede a Caprino Veronese (VR) e proprietaria di 140 ettari di vigneti, distribuiti nelle tre denominazioni principali della provincia di Verona: Valpolicella, Garda e Lugana.
La raccolta, partita a fine agosto, continuerà fino a inizio novembre con la vendemmia tardiva delle uve destinate alla produzione di Calinverno. Il vino di punta della Tenuta di Caprino Veronese nasce infatti dall’intuizione del titolare Diego Cottini di sfruttare la surmaturazione delle uve, lasciandole sul tralcio fino alla comparsa delle prime brine invernali. A caratterizzare la vendemmia di Monte Zovo è inoltre il progetto di single vineyards realizzato con le etichette della linea Ispirazioni Naturali, composta oltre che da Calinverno anche da Crocevento, Oltremonte e dagli ultimi arrivati Phasianus e Wohlgemuth. La vendemmia per ciascun vigneto avverrà in tempi e con metodi differenti di raccolta: si partirà con il Pinot Grigio, per la produzione del Wohlgemuth, dal 20 settembre circa toccherà alle uve del Bardolino, destinate ai rosati e in particolare al Phasianus, e infine si passerà alle uve per Oltremonte Sauvignon e Crocevento Pinot Nero con la vendemmia in alta quota.
Nella lunga vendemmia di Monte Zovo rientra anche la raccolta intorno a metà settembre per il Lugana Le Civaie e in Valpolicella per l’Amarone, mentre a inizio ottobre toccherà all’uva durella per i vini Valpolicella e Valpolicella Ripasso della Tenuta di Tregnago.
“La produzione prevista è nella media, nella tenuta di Caprino Veronese ci aspettiamo tra gli 80 e i 100 quintali per ettaro – commenta Diego Cottini – Tutto promette bene, solo un cambiamento climatico può rovinare e mettere in pericolo la qualità delle uve. I nostri vigneti, trovandosi a nord di Verona tra i 300 e 900 metri, sono stati colpiti in modo lieve e senza riportare danni ingenti dal maltempo che ha interessato di recente alcune zone della Valpolicella e del Lugana. L’abbassamento delle temperature ha favorito piuttosto un aumento dell’escursione termica a vantaggio delle uve in fase di maturazione”.
Monte Zovo inoltre non sta riscontrando problemi nella gestione della manodopera, a seguito delle misure sanitarie messe in campo da Italia e altri Paesi per il contenimento del Covid-19. Viste le diverse tipologie di uvaggio con differenti epoche di maturazione e di conseguenza di raccolta delle uve, l’azienda della famiglia Cottini riesce infatti a coprire l’intera vendemmia con i dipendenti interni e con quelli assunti dalle cooperative di servizi stagionali.


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In redazione: Davide Cocco, Anna Sperotto, Alessandra Zambonin, Chiara Brunato, Irene Graziotto, Giulia Tirapelle, Cecilia Bay, Sara Panizzon, Luca Faccincani, Giulia Cecchinato, Elena BEvilacqua, Stefania Borin, Roberta Cozza

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