+39 0444 042110 info@studiocru.it
MERCATO DEI VINI FIVI: IL VINO È L’IMPRONTA DEL VIGNAIOLO

MERCATO DEI VINI FIVI: IL VINO È L’IMPRONTA DEL VIGNAIOLO

Chiusa a Piacenza Expo la nona edizione del Mercato dei Vignaioli Indipendenti. Grande successo con 22.500 ingressi: in crescita sia gli operatori sia il pubblico di affezionati

 

“Ognuno nel mondo lascia la sua impronta, ma è insieme che dobbiamo portare in alto il vino italiano nel mondo” è questo il messaggio di Lorenzo Accomasso, premiato Vignaiolo dell’anno 2019 al Mercato FIVI di Piacenza, per i suoi colleghi. L’impronta che il Vignaiolo lascia è il proprio vino, un segno che ricorda l’amore per le vigne e il territorio circostante. Un’impronta che vuole emergere dalla massa per affermare l’unicità di chi produce vino artigianalmente, seguendo l’intera filiera, dalla vigna alla cantina.

La nona edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, per la prima volta della durata di tre giorni, si è conclusa con successo. Nei tre giorni di Mercato, che ha visto la presenza record di 626 vignaioli, ci sono stati circa 22.500 visitatori, con una presenza importante il lunedì di operatori professionali. Confermata l’ottima funzionalità di Piacenza Expo e della città che ancora una volta hanno accolto un pubblico in costante crescita composto da molti appassionati che tornano a ogni edizione a trovare i vignaioli già conosciuti e a scoprirne di nuovi, e da addetti ai lavori che hanno particolarmente apprezzato l’apertura del lunedì.

“È bello constatare ogni anno di più che il pubblico del Mercato è composto di affezionati che tornano a trovarci regolarmente – sottolinea Matilde Poggi, presidente FIVI – che ci segue e aspetta con ansia questo momento per rivedere produttori conosciuti e scoprirne di nuovi. Questo rapporto speciale traspare anche sui social, dove il movimento e l’interesse per questa manifestazione nel periodo precedente, è veramente altissimo”.

OLIO TURRI: DALLE OLIVE L’ENERGIA GREEN

OLIO TURRI: DALLE OLIVE L’ENERGIA GREEN

Da sempre attento all’ambiente, il frantoio con sede a Cavaion Veronese ha acquistato un nuovo impianto termico che funziona grazie al nocciolino. Obiettivo: taglio degli sprechi e delle emissioni

 

Sempre più attento all’ambiente, sempre più green: il Frantoio Fratelli Turri di Cavaion Veronese (Verona) ha acquistato un nuovo impianto termico che utilizza come combustibile il nocciolino di sansa, sottoprodotto ottenuto dalla lavorazione delle olive. Non solo: la polpa inutilizzata viene inviata ad un impianto a biogas destinato alla produzione di energia pulita. Grazie alla combustione del nocciolino è possibile riscaldare l’intero edificio, 21.000 metri cubi che comprendono la produzione, gli uffici e il punto vendita.

Ogni anno vengono raccolte tra le 1500 e le 2000 tonnellate di olive, che sono lavorate seguendo due processi: il primo consiste nella separazione tra olio e sansa umida, mentre la seconda fase divide la sansa dal nocciolino. Il quantitativo di nocciolino derivante dal processo di separazione si aggira attorno al 9-10% del peso delle olive trasformate, tra le 135 e le 200 tonnellate, che diventano combustibile da riutilizzare. L’impianto termico permette inoltre di tagliare le emissioni di anidride carbonica: una politica energetica, quella del frantoio, che mira a ridurre al minimo gli sprechi e a rispettare l’ambiente, migliorando la qualità dell’aria.

“Il nuovo impianto – spiega Laura Turri, titolare del Frantoio assieme ai fratelli Mario, Giovanni e Luisa – ci permette di riutilizzare i sottoprodotti e di trasformarli in combustibile, scaldando l’intera superficie dell’edificio senza inquinare l’aria che respiriamo ogni giorno. Un bel risparmio, soprattutto se si pensa alle emissioni di anidride carbonica, che in questo modo vengono più che dimezzate. Da sempre ci prendiamo cura dell’ambiente e del paesaggio gardesani, contraddistinti dalla presenza di olivi secolari: è per questa ragione che cerchiamo, anche attraverso processi aziendali virtuosi di economia circolare, di proteggerli. Amiamo il nostro territorio, rispettarlo e preservarlo è un atto doveroso”.

A VERONA VALENTINO TESI MIGLIOR SOMMELIER D’ITALIA PREMIO TRENTODOC

A VERONA VALENTINO TESI MIGLIOR SOMMELIER D’ITALIA PREMIO TRENTODOC

Un avvincente concorso, la scoperta del territorio veronese e un significativo dibattito sull’enoturismo al 53° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier

 

Il primo sommelier d’Italia è toscano. Si chiama Valentino Tesi il vincitore dell’edizione 2019 del concorso Miglior Sommelier d’Italia Premio Trentodoc. Il sommelier della Delegazione di Pistoia ha battuto in finale il molisano Carlo Pagano. Al terzo posto ex aequo il bergamasco Stefano Berzi e il bresciano Artur Vaso. “La finale del premio – ha dichiarato Antonello Maietta, Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier – ha dimostrato il livello qualitativo della scuola di formazione messa in campo da AIS e la condivisione dei valori di un territorio di grande pregio come quello del Trento Doc”. “La collaborazione dell’Istituto Trento Doc con AIS – secondo il Presidente Enrico Zanoni – prosegue proficuamente da alcuni anni, così come la partnership del premio Miglior Sommelier d’Italia, che coniuga l’eccellenza della professionalità e competenza dei soci AIS con la costante crescita qualitativa e di reputazione della produzione dei nostri associati”.

La premiazione del Miglior Sommelier d’Italia Premio Trentodoc si è svolta domenica 24 novembre nel corso del 53° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier, una tre giorni ospitata dalla città scaligera, a partire da venerdì 22 novembre, dedicata alla sommellerie. La manifestazione ha dato la possibilità ai congressisti e ai loro accompagnatori di scoprire le ricchezze di un territorio denso di storia e di tradizioni legate al cibo e al vino. Dalla Valpolicella ai Colli Berici, dall’area del Soave ai Colli Euganei: escursioni, visite alle cantine e degustazioni sono state al centro del programma congressuale. “Siamo orgogliosi di aver offerto una serie di banchi d’assaggio – ha dichiarato Marco Aldegheri, Presidente di AIS Veneto – con ben 100 aziende della regione selezionate tra quelle con i migliori risultati sulle Guide Vitae e Vinetia 2020, che a breve saranno inviate alle sedi diplomatiche italiane nel mondo”.

Al centro del Congresso due interessanti tavoli sul rapporto fra l’AIS e il turismo enogastronomico e sul ruolo del sommelier come figura di riferimento in quest’ambito, un esperto a cui sono richieste sempre più competenze interdisciplinari affiancate alle più tradizionali abilità professionali. Il convegno di apertura, inoltre, ha messo in rilievo la trasformazione del terroir in vera e propria destinazione turistica. Numeri significativi sono quelli che giungono dall’Università di Bergamo, che in uno studio del 2018 ha evidenziato, nella scelta di una destinazione, l’importanza della presenza di un’offerta enogastronomica per il 63% degli italiani e per il 49% degli stranieri intervistati. Durante la tre giorni di Verona si è svolta anche l’Assemblea dei Soci, in cui i vertici associativi hanno tracciato i prossimi progetti in cantiere. L’incontro è stato l’occasione per celebrare la settima edizione del Premio Surgiva, ideato dal Gruppo Lunelli e consegnato quest’anno da Camilla Lunelli. Tra le delegazioni di Agrigento, Comuni Vesuviani e Genova, ha vinto la solidarietà del capoluogo ligure.

CASTELLO DI CIGOGNOLA: LA NUOVA MAISON DEL METODO CLASSICO

CASTELLO DI CIGOGNOLA: LA NUOVA MAISON DEL METODO CLASSICO

Gabriele Moratti e l’AD Gian Matteo Baldi presentano il nuovo corso della Tenuta della Famiglia Moratti in Oltrepò Pavese

Con Gabriele Moratti – figlio di Gian Marco e LetiziaCastello di Cigognola entra in una nuova fase della sua storia e punta a diventare un brand di rilievo nella produzione del Metodo Classico da base Pinot Nero. La tenuta di famiglia si trova a Cigognola (PV) e consta di 36 ettari di proprietà, di cui 28 vitati, che si trovano a un’altitudine tra i 300 e i 350 metri s.l.m. I vigneti si ubicano tutt’intorno al castello del XII secolo, come una corona posata sulle cime della collina dell’Oltrepò Pavese.

Castello di Cigognola oggi è gestita da Gabriele Moratti e dall’AD Gian Matteo Baldi con passione e serietà, seguendo precisi principi etici e valori irrinunciabili, per mezzo dei quali hanno costruito un percorso di lavoro attento al vino e alla sostenibilità della filiera. Il rispetto per uomo, ambiente ed economia reale sono le pietre angolari della visione.

Il Pinot Nero, con l’eccellente maturazione fenolica che raggiunge in Oltrepò, viene messo al centro del progetto della tenuta, che intende ora porsi come una vera e propria Maison del Metodo Classico, per dare un’espressione vera, di qualità, della terra a cui appartiene, con l’obiettivo di occupare un posto nel piccolo mondo dell’alta gamma con i suoi vini Moratti Blanc de Noirs ‘More Brut, Moratti Blanc de Noirs ‘More Pas Dosé e Moratti Blanc de Noirs Cuvée dell’Angelo Brut. In occasione della presentazione in anteprima a Spazio di Niko Romito a Milano, Gian Matteo Baldi riassume: “Il nostro vino deve essere “incontrato”, condiviso, contestualizzato e non per forza apprezzato. Ciò che più importa è viverne l’esperienza in modo spontaneo e genuino, così che il consumatore possa essere sorpreso dall’insieme delle sensazioni che il calice trasmette: il suo gusto, il colore, l’intimo umore, il profumo, la vocazione, la storia, il genius loci e le altre indescrivibili sfumature percettive che avvicinano il mondo del vino a quello dell’arte”.

Con 3.000 ettari di areale di Pinot Nero in Oltrepò, Castello di Cigognola vuole dare valore a un territorio molto vocato – ma mai promosso quanto merita – che vanta vigneti distribuiti su colline serrate con pendenze molto decise che chiudono valli strette, in grado di indirizzare le correnti tra sud e nord, creando dei climat unici. A questo si aggiunga la differenza di latitudine che permette di stillare dal Pinot Nero dell’Oltrepò un’essenza di frutto più maturo, circostanza che lo rende unico e irripetibile, come ben testimonia il carattere peculiare e inimitabile dei Pas Dosè di Blanc de Noirs, diversi da qualsiasi altra versione nel mondo. Pinot Nero da indagare e sperimentare dunque nelle sue diverse forme e potenzialità, prospettiva condivisa con l’enologo Federico Staderini. Il suo supporto strategico è fondamentale anche nell’unico progetto di Pinot Nero vinificato in rosso, per dare vita a un grande vino in grado di raccontare senza filtri il territorio.

Per mettere in luce al meglio le diverse espressioni del Pinot Nero, è stato fatto un restyling significativo delle etichette della Tenuta: d’ora in avanti gli amanti del vino troveranno un’etichetta alla francese con il solo nome Moratti come griffe sui Metodo Classico e il brand Castello di Cigognola sui vini fermi.

VINETIA 2020: LA GUIDA VINI DEL VENETO DI AIS RADDOPPIA

VINETIA 2020: LA GUIDA VINI DEL VENETO DI AIS RADDOPPIA

Alla consueta edizione digitale quest’anno si affianca una nuova versione cartacea. Un carnet di viaggio per enoturisti con 432 aziende e 2203 etichette recensite

 

Vinetia, la guida ai vini veneti di AIS Veneto, diventa per la prima volta cartacea dopo sette anni di vita digitale. È questa la novità della nuova edizione presentata durante la Conferenza stampa ufficiale di venerdì 22 novembre al Circolo Ufficiali Castelvecchio, in occasione del 53° Congresso Nazionale AIS di Verona, in programma da venerdì 22 a domenica 24 novembre. Un carnet di viaggio, un pezzo da collezione acquistabile da tutti al prezzo di copertina di 60 euro, che vuole essere molto di più della solita guida ai vini: un vero strumento nelle mani dell’enoturista per viaggiare all’interno della regione alla scoperta di territori, vini, prodotti tipici e personaggi.

“L’ambizione – dichiara Marco Aldegheri, presidente AIS Veneto – è quella di diventare un riferimento per appassionati, operatori e importatori che necessitano di uno strumento in grado di elaborare con un linguaggio contemporaneo un nuovo racconto del vino veneto”.

L’obiettivo di Vinetia 2020 è coniugare la potenzialità dello strumento digitale e il piacere dello sfogliare un libro, creando una perfetta sinergia tra online e offline. Un volume impreziosito dal contributo di autori di spicco del panorama editoriale, che diventa un perfetto biglietto da visita per chi vorrà raccontare la propria terra. I lettori sono accompagnati per mano a scoprire il Veneto dal racconto delle vigne di Maria Grazia Melegari, all’itinerario fra luoghi da visitare e cantine di Emanuela Pregnolato; dai prodotti tipici e le ricette di Morello Pecchioli ai ritratti di personaggi importanti per l’enogastronomia veneta di Antonio di Lorenzo. Il tutto con il supporto del racconto fotografico di Giò Martorana.

Continua la sua vita anche la guida online (www.vinetia.it), curata da Giovanni Geremia e forte di più di duemila vini degustati dalle commissioni nel corso del 2019, che hanno permesso di inserire nella versione digitale più di 400 cantine di tutto il territorio veneto.
Ogni anno, infatti, un gruppo di degustatori esperti esamina i vini di oltre 400 aziende, elaborando per ciascuno una scheda analitica, abbinandovi una pietanza e mettendo a disposizione le valutazione delle ultime 3 annate. Un lavoro capillare che sfrutta tutte le potenzialità dello strumento digitale, dai filtri di ricerca alla geolocalizzazione, dalla traduzione in 6 lingue straniere ai suggerimenti dei ristoranti.

Vinetia prevede anche una serie di riconoscimenti per i vini che più hanno impressionato i degustatori. Il premio più ambito resta il Premio Fero, dal nome del ferro di prua della gondola, che viene assegnato ogni anno alle eccellenze enologiche scelte dai Sommelier di AIS Veneto. Sette le categorie individuate nel corso degli anni e altrettante le cantine premiate. Per questa edizione il miglior spumante Metodo Charmat è il Vecchie Viti 2018 di Ruggeri, il miglior spumante Metodo Classico il Merum 2012 di Sacramundi, il miglior vino rosato l’Ico di De Bacco, il miglior vino bianco il Lugana Superiore 2001 di Ca’ Lojera, il miglior vino rosso La Bandina 2016 di Tenuta Sant’Antonio, il miglior vino rosso da invecchiamento il Capo di Stato 2015 di Loredan Gasparini e per finire il miglior vino da dessert è il Torcolato 2014 dell’azienda Firmino Miotti.

BRUT ROSÈ MIRABELLA: PER LA PRIMA VOLTA UN FRANCIACORTA NELL’OLIMPO DI WINE SPECTATOR

BRUT ROSÈ MIRABELLA: PER LA PRIMA VOLTA UN FRANCIACORTA NELL’OLIMPO DI WINE SPECTATOR

Il vino dell’Azienda di Rodengo Saiano è anche l’unica bollicina italiana presente nella Top 100 della prestigiosa rivista americana con 92 punti

 

Il Brut Rosé di Mirabella è il primo Franciacorta della storia ad entrare nella classifica Top 100 stilata dalla rivista americana Wine Spectator. Mai nessun Metodo Classico lombardo era riuscito a salire così in alto in quella che è ritenuta la selezione più influente del mondo del vino, posizionandosi al 68simo posto con 92 punti. Inoltre il Brut Rosé, tra i 21 vini della Penisola presenti, è l’unica bollicina.

Per stilare la classifica i redattori di Wine Spectator hanno esaminato i vini recensiti negli ultimi 12 mesi, selezionando i 100 che si sono distinti per qualità, valore, distribuzione nel mercato statunitense ed emozioni suscitate. Dalla classifica 2019 emerge che i due terzi dei vini scelti arriva dalla Francia, dalla California e dall’Italia.

Il Rosè premiato è una cuvée 45% Chardonnay, 45% Pinot Nero e 10% Pinot Bianco, che l’Azienda di Rodengo Saiano produce fin dagli anni ‘80. Le tre varietà sono raccolte a mano in epoche differenti a seconda della maturazione, per ultimo il Pinot Nero al fine di conferire profumi più complessi ed eleganza nel colore. I tre vitigni vengono poi lavorati separatamente, con 18-24 ore di contatto con le bucce per la varietà rossa che fermenta a 25-28 °C.

Il vino premiato da Wine Spectator è un senza annata con periodo di affinamento in bottiglia di 48 mesi. Il colore è un rosa cipria, che con l’invecchiamento assume riflessi ramati. Il profumo è ricco e ampio con sensazioni tipiche di lievito a cui si sommano frutti di bosco e sfumature vanigliate. Il sapore è armonico e di grande morbidezza.

“Questo riconoscimento ci riempie di orgoglio – sottolinea Alessandro Schiavi, enologo e co-titolare dell’azienda – Con il nostro Rosé la Franciacorta arriva finalmente ad essere rappresentata nella selezione di Wine Spectator, a riprova del grande potenziale che la denominazione riveste in ambito internazionale e in cui noi crediamo fermamente”.

L’azienda Mirabella destina all’estero circa il 30% della produzione, principalmente Germania, Svizzera, Belgio, Olanda, Danimarca, Lettonia, Repubblica Ceca per quel che riguarda l’Europa, Ucraina, Cina, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, USA, Messico e Brasile fuori Continente. Di questo 30%, il Rosè rappresenta all’incirca un terzo dell’esportato, con punte maggiori di vendita in Germania e Stati Uniti.

AL VIA IL MERCATO DEI VIGNAIOLI INDIPENDENTI: TRE GIORNI DI VINO E SAPORI A PIACENZA EXPO

AL VIA IL MERCATO DEI VIGNAIOLI INDIPENDENTI: TRE GIORNI DI VINO E SAPORI A PIACENZA EXPO

Da sabato 23 a lunedì 25 novembre la nona edizione con 626 Vignaioli e 17 Artigiani del Cibo. Una festa di incontri alla scoperta del mondo FIVI

 

È partito il conto alla rovescia per la nona edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti. Le porte dei padiglioni di Piacenza Expo saranno aperte sabato 23 e domenica 24 novembre dalle 11.00 alle 19.00 e, novità di quest’anno, anche lunedì 25 dalle 10.00 alle 16.00. Per agevolare l’ingresso, le casse apriranno un’ora prima. Piacenza Expo, partner della manifestazione, si conferma il luogo ideale per la strategica posizione geografica e per la tipologia di struttura e di organizzazione fieristica, capace di accogliere Vignaioli da tutta Italia e al contempo di mantenere lo spirito del Mercato fatto di incontri e confronti.

Protagonisti del Mercato saranno i Vignaioli Indipendenti, che raggiungono con questa edizione la presenza record di 626 espositori provenienti da ogni regione d’Italia. I Vignaioli Indipendenti sono i rappresentanti di una viticoltura artigianale che vuole farsi custode del territorio e delle tradizioni, che segue l’intera filiera produttiva dalla coltivazione delle vigne fino alla produzione e all’imbottigliamento del vino.

13.000 metri quadri di esposizione per un evento che l’anno scorso ha visto 18.000 ingressi in due giorni. 800 carrelli (erano 500 nel 2018) e 300 trolley a disposizione per gli acquisti. Sarà possibile farsi spedire le bottiglie acquistate direttamente a casa grazie al servizio offerto da I-DIKA.

“Questi numeri – commenta la presidente FIVI Matilde Poggi – confermano la rilevanza e la crescita continua negli anni dell’appuntamento più importante per la nostra Federazione, una vera e propria mostra mercato che porta a Piacenza vignaioli da tutta Italia e un numero sempre crescente di visitatori”.

Nel padiglione 1 il pubblico potrà confrontarsi direttamente con i Vignaioli che già conosce, scoprirne di nuovi, ascoltare racconti di uomini, territori e sfide, degustare e acquistare i vini. Tra questi anche tre vignaioli indipendenti francesi provenienti dalla Champagne, dal Rodano e dalla regione della Charente.

Nel padiglione 2 troveranno invece spazio 17 Artigiani del Cibo che, in una sorta di tour gastronomico, proporranno specialità della tradizione italiana da consumare in loco o da portare a casa.

Un ricco programma caratterizzerà il Mercato. Nel corso dei tre giorni sarà possibile partecipare a cinque degustazioni dedicate al rapporto tra uomo e territorio condotte rigorosamente da Vignaioli. Quest’anno esploreranno Sicilia, Toscana, Piemonte, Puglia e Emilia Romagna.

Domenica sarà invece il momento della cerimonia di premiazione del Vignaiolo dell’anno. Il riconoscimento, intitolato a Leonildo Pieropan (tra i fondatori della FIVI), andrà a Lorenzo Accomasso, vignaiolo in Piemonte che si è distinto per la sua produzione di Barolo e per l’impegno profuso per il suo territorio.

Lunedì mattina verranno consegnate le targhe ai nuovi Punti di Affezione, enoteche e ristoranti promotori del messaggio dei vignaioli indipendenti e che possono quindi esporre il logo FIVI nel loro locale.

 

Per tutte le informazioni e il programma completo : www.mercatodeivini.it

INFO IN BREVE | Mercato FIVI a Piacenza:
Quando:
sabato 23, domenica 24 e lunedì 25 novembre 2019
Dove: Piacenza Expo – Località le Mose, Via Tirotti, 11 – Piacenza
Orario di apertura al pubblico: sabato e domenica dalle 11.00 alle 19.00, lunedì dalle 10.00 alle 16.00. Apertura casse un’ora prima.
Ingresso: € 15.00 per un giorno, € 20.00 per due giorni, € 30.00 per tre giorni comprensivi di bicchiere per degustazioni
Ingresso ridotto: € 10.00 per soci AIS – FIS – FISAR – ONAV e SLOW FOOD (il socio deve mostrare tessera valida dell’anno in corso) e possessori del biglietto della manifestazione MareDivino 2019
Parcheggio: gratuito
Info utili: 800 i carrelli e 300 trolley disponibili per gli acquisti
I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni

ASPETTANDO RADICI DEL SUD 2020: OTTO TAPPE PER SCOPRIRE GLI AUTOCTONI DEL MERIDIONE

ASPETTANDO RADICI DEL SUD 2020: OTTO TAPPE PER SCOPRIRE GLI AUTOCTONI DEL MERIDIONE

Da novembre a maggio un ricco calendario di appuntamenti per approfondire la conoscenza di prestigiose realtà vinicole del Sud Italia. Dal 9 al 15 giugno la 15a edizione di Radici del Sud

 

A partire dal 21 novembre e fino alla fine di maggio torna la rassegna Aspettando Radici del Sud, una serie di appuntamenti pensati per approfondire la conoscenza dei vini da vitigni autoctoni del Meridione. Degustazioni, cene e incontri con gli addetti ai lavori che si svolgeranno in Puglia, Basilicata, Marche e Roma per prepararsi al meglio alla 15a edizione di Radici del Sud, in programma al Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari dal 9 al 15 giugno 2020.

Si inizia giovedì 21 novembre a Fano (PU) al Bistrot lo Spietato con Mediterraneo il ponte tra i mondi, una rassegna in due appuntamenti (la seconda data è il 5 dicembre) sulla cucina mediterranea intesa come modo di pensare al cibo. Le aziende vinicole selezionate dall’edizione 2019 di Radici del Sud per i primi due appuntamenti saranno: A.A. Barone Macrì, Cantine Bonsegna, Cantine Elda, Rossovermiglio, Sertura Vini, Tenute Fontana, Bosco de Medici e Cantina Delite.

Dal 17 al 19 dicembre, tra Sannicandro di Bari e Minervino Murge (BT), si svolgerà la rassegna itinerante Storia, Geografia, Scienze sociali del vino e del cibo del Sud realizzata in collaborazione e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio regionale di Puglia.

Saranno tre giorni dedicati alle culture vinicole, olearie e alimentari del Sud d’Italia con laboratori, attività e dibattiti. Tutti i protagonisti delle filiere agroalimentari potranno confrontarsi e creare nuove sinergie al fine di diffondere un rinnovato stile alimentare e di vita: chef, viticoltori, olivicoltori, contadini, pescatori, pastori, ma anche giornalisti e appassionati. Alle ore 19 di giovedì 19 dicembre, durante la serata conclusiva alla Masseria Barbera a Minervino, si terrà la conferenza guidata dal giornalista di Rai 3 Michele Peragine. Interverranno rappresentanti delle istituzioni regionali, giornalisti del settore italiani e stranieri, il direttore del dipartimento Health MarketPlace della Regione Puglia dott. Felice Ungaro, il Prof. Antonio Mazzocca dell’Università degli Studi di Bari e il presidente del Parco dell’Alta Murgia Francesco Tarantini. In questa occasione si rilancerà il tema dell’alimentazione sostenibile anche dal punto di vista del rapporto tra dieta e salute. Seguirà, alle 20.30, la degustazione dei 75 vini autoctoni del Meridione d’Italia premiati al Salone del vino di Radici del Sud 2019, abbinati a piatti tipici realizzati dai cuochi della Masseria Barbera e di Aromi Bistrot di Sannicandro di Bari.

La rassegna proseguirà con altre iniziative, a gennaio l’appuntamento sarà dedicato all’Aglianico, il vitigno principe del Sud, fino ad arrivare a giugno alla quindicesima edizione di Radici del Sud.
Info e prenotazioni: 346 4076012

CONGRESSO NAZIONALE AIS: VERONA CAPITALE DELLA SOMMELLERIE ITALIANA

CONGRESSO NAZIONALE AIS: VERONA CAPITALE DELLA SOMMELLERIE ITALIANA

Dal 22 al 24 novembre 2019 la 53° edizione del Congresso Nazionale AIS, che porterà nella città scaligera tour guidati, banchi d’assaggio e laboratori dedicati al mondo del vino e dell’enoturismo

 

Tutto pronto a Verona per il fine settimana dedicato alla sommellerie. Da venerdì 22 a domenica 24 novembre 2019 la città scaligera ospiterà il 53° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier organizzato da AIS Veneto e dedicato all’enoturismo. Tre giorni di appuntamenti che coinvolgeranno non solo i professionisti e gli operatori di settore, ma anche il pubblico, che potrà partecipare a tour guidati, incontri, banchi d’assaggio e laboratori.

Gli eventi inizieranno nel pomeriggio di venerdì 22 novembre con PerCorsi: tre tour guidati, in partenza dal Palazzo della Gran Guardia in Piazza Bra, che accompagneranno i partecipanti alla scoperta delle meraviglie enologiche del territorio veneto. Dalle 14.30 alle 18.30 sono in programma le visite Vulcanici Euganei sui Colli Euganei e Tra Castelli e filari attraverso le vigne del Soave, mentre dalle 13.00 alle 18.30 l’appuntamento è con Le Stanze del vino, per scoprire il profondo legame che lega la città scaligera all’enologia. Tra Castelli e Filari e Le Stanze del vino saranno riproposte anche il sabato dalle 9.30.

Sabato mattina alle 10.00 il Teatro Filarmonico ospiterà il convegno di apertura dedicato a presente e futuro dell’enoturismo, dove si parlerà di terroir come destinazione turistica, di comunicazione nel mondo del vino, del marketing digitale e della formazione degli operatori.

Allo stesso orario si apriranno i Saloni del Gusto PerLage che porterà al Centro Congressi CCIAA i migliori spumanti veneti e PerGola al Palazzo della Gran Guardia con i piatti della tradizione gastronomica del territorio. I banchi d’assaggio ospiteranno alle 11.00 e alle 17.00 alcuni laboratori aperti al pubblico dedicati ai bordolesi veneti e al Prosecco, fino all’arte casearia e alla produzione della carne e dei salumi. Nella serata di sabato il Congresso Nazionale coinvolgerà anche i ristoranti del centro storico di Verona: ciascuno ospiterà un sommelier AIS Veneto che proporrà e spiegherà ai commensali i migliori abbinamenti con gli spumanti veneti.

La domenica mattina saranno in partenza altri tour guidati: alle 8.00 Le Ville Palladiane e i vini dei Colli Berici, alle 9.30 Paesaggio Valpolicella, mentre alle 10.00 l’appuntamento sarà al Centro Congressi CCIAA dove si terrà la sfida finale del Concorso Miglior Sommelier d’Italia Premio Trentodoc 2019.

I saloni in programma per la giornata sono Vinetia – Guida ai vini del Veneto, che raggrupperà al Palaexpo di Verona Fiere le eccellenze enologiche della Regione premiate dalla guida, e Trentodoc – Bollicine di montagna, il banco d’assaggio dedicato al Metodo Classico Trentino ospitato dal Centro Congressi CCIAA. Domenica sarà inoltre una giornata dedicata alle degustazioni, con appuntamenti dedicati dall’Amarone al Raboso, fino ai grandi passiti veneti e al Soave.

Tutti gli eventi sono accessibili esclusivamente previa registrazione online dalla pagina congressonazionale.aisitalia.it, dove è inoltre possibile scaricare il programma completo del Congresso Nazionale 2019. Per tutto il fine settimana sarà disponibile un servizio navetta gratuito e i partecipanti con un ticket del congresso potranno accedere gratuitamente a Durello & Friends a partire dalle ore 17.00 di domenica 24 novembre al Palazzo della Gran Guardia.

CANTINA MACULAN E FONDAZIONE BANCA DEGLI OCCHI: LA GIURIA DI QUALITÀ HA SCELTO IL SANTALUCIA 2018

CANTINA MACULAN E FONDAZIONE BANCA DEGLI OCCHI: LA GIURIA DI QUALITÀ HA SCELTO IL SANTALUCIA 2018

Località Branza si conferma terra di elezione per il progetto Santalucia sostenuto dalla Cantina di Breganze. Ad essere selezionata una barrique di Cabernet Sauvignon

 

Da undici anni Cantina Maculan e Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus sono unite nel progetto Santalucia, finalizzato alla raccolta fondi a sostegno della ricerca scientifica per migliorare le tecniche di trapianto di cornea e la cura di malattie della vista.
Il panel di selezione ha visto ospiti esperti, giornalisti e critici enogastronomici degustare alla cieca sei diversi monovarietali dalle migliori barrique di Cantina Maculan. Ad aggiudicarsi le preferenze della giuria di qualità, il Cabernet Sauvignon prodotto da uve del vigneto di Branza, in località Fratta, impianto piuttosto recente che tesse la sua trama di filari nel terreno tufaceo dei pendii più alti di Breganze. Per il secondo anno consecutivo, Branza dà i natali al Santalucia: l’esemplare 2017, infatti, era un Merlot da uve coltivate nella stessa area.

L’intera barrique di Cabernet Sauvignon, 225 litri, sarà imbottigliata in 300 esemplari da 0,75 litri di Santalucia 2018 e i proventi raccolti dalla distribuzione delle bottiglie finanzieranno la ricerca di Fondazione Banca degli Occhi. Da 30 anni l’ente non profit ridona la vista attraverso il trapianto, lo studio e la cura delle malattie oculari. Centro di riferimento per le regioni di Veneto e Friuli Venezia Giulia per i trapianti di cornea, è una tra le principali banche degli occhi a livello europeo.

Il progetto Santalucia nasce da un’idea di Fausto Maculan, titolare dell’Azienda, che nel 2008 organizza la prima edizione dell’iniziativa. “Il mondo del vino e le imprese del territorio devono impegnarsi ad avere una visione non soltanto del mercato di riferimento, ma della società in cui sono inserite – dichiara Fausto Maculan – Aiutare in prima persona realtà importanti come la ricerca per le malattie oculari è un impegno e una responsabilità che abbiamo il piacere di sostenere, insieme a molti amici imprenditori e a cittadini che in occasione delle Feste scelgono di fare un acquisto solidale.”

Santalucia 2018 sarà disponibile su ordinativo presso la Cantina Maculan e presso Fondazione Banca degli Occhi a partire dal 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, con una donazione minima di 100 euro.

“Desidero ringraziare Fausto Maculan per questa collaborazione così lunga e generosa, che per l’undicesimo anno ha fatto nascere il progetto fino a sancire l’ultima edizione – afferma Giuseppe Di Falco, Presidente di Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus – Grazie al suo impegno in questi anni abbiamo potuto raccogliere 300.000 euro a sostegno della ricerca sulle malattie oculari. La nostra riconoscenza va a questo sforzo e al servizio che, da imprenditore del territorio, Fausto Maculan compie anche come Consigliere di Amministrazione pro bono per la nostra organizzazione”.

 

Maggiori informazioni sul progetto:
Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus

www.fbov.org/ info@fbov.it / 041.9656440/442


Pubblicità su questo blog
iCru
Direttore responsabile: Michele Bertuzzo
In redazione: Davide Cocco, Anna Sperotto, Giada Azzolin, Carlotta Faccio, Chiara Brunato, Marco Zanella, Irene Graziotto, Marta Xerra, Elena Scarso, Micaela Tussetto

CRU STUDIO ASSOCIATO

Viale Verona, 98
36100 Vicenza, Italia

Tel +39 0444 042110
Cell / Whatsapp +39 393 8168013

NEWSLETTER

Per rimanere sempre aggiornato sul mondo Cru puoi iscriverti alla nostra newsletter, assolutamente aperiodica.
Per farlo clicca qui

Scrivici
Loading...