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VINIFERA 2019: TORNA L’APPUNTAMENTO CON  I VINI ARTIGIANALI  DELL’ARCO ALPINO

VINIFERA 2019: TORNA L’APPUNTAMENTO CON I VINI ARTIGIANALI DELL’ARCO ALPINO

Dal 18 al 24 marzo a Trento la seconda edizione di Vinifera, l’evento dedicato al vino artigianale delle Alpi. Sabato 23 e domenica 24 il Salone con 70 produttori

La prima settimana di Primavera Trento si veste dei colori di Vinifera, il programma dedicato ai vini artigianali dell’arco alpino. Dal 18 marzo 2019, sette giorni di approfondimento sul tema suddivisi in due diversi momenti. Il Forum, un percorso itinerante tra cantine e altre realtà legate al mondo del vino, che proporrà fino al 22 marzo conferenze tematiche, degustazioni, incontri con produttori ed esperti di enologia, viticoltura e politiche agricole; e il Salone dei Vini, che sarà aperto al pubblico sabato 23 e domenica 24 marzo e si svolgerà alla Fiera di Trento.

In questa seconda edizione saranno 70 i produttori presenti al Salone provenienti dal territorio alpino e prealpino: dalle regioni italiane come Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli, ma anche da Austria, Svizzera, Francia e Slovenia. Produttori che spesso operano in condizioni estreme, quasi eroiche, ma che hanno scelto una viticoltura orientata alla sostenibilità e alla tutela del territorio e delle tradizioni. Accanto a questi, una selezione di piccoli produttori di gastronomia locale a completare il racconto del territorio montano, spesso difficile e impervio da lavorare, ma che offre grandi materie prime.

Vinifera è un evento promosso dall’Associazione Centrifuga, un gruppo di giovani che hanno unito diverse competenze, forze ed esperienze per realizzare iniziative incentrate sulla produzione sostenibile in campo agricolo e vitivinicolo.

Per maggiori informazioni www.viniferaforum.it/

Press info:

Anna Sperotto

Michele Bertuzzo

OLIO GARDA DOP: ANNATA RECORD PER LA PRODUZIONE DI OLIVE

OLIO GARDA DOP: ANNATA RECORD PER LA PRODUZIONE DI OLIVE

Il Consorzio olio Garda DOP ottiene la deroga temporanea per un aumento produttivo di 1500 kg, un totale di 75 quintali per ettaro

Il Consorzio olio Garda DOP, spinto dalle richieste dei produttori in occasione dell’ottima annata olivicola, ha chiesto al Ministero, in collaborazione con AIPO e AIPOL, una deroga temporanea sull’articolo 5 del disciplinare Garda DOP relativo alla produzione di olive ad ettaro. Un lavoro di squadra che ha fatto sì che l’annata 2018 abbia ottenuto il permesso per una produzione temporanea di 7500 kg di olive per ettaro, superiore di 1500 kg rispetto alla regola dei 6000 kg per ettaro in vigore per il disciplinare dell’olio Garda DOP. “È stato possibile raggiungere questo risultato – afferma il Presidente del Consorzio Laura Turri – grazie all’immediata disponibilità dei dirigenti e funzionari del Mipaaft delle Regioni Veneto, Lombardia e della Provincia di Trento che subito hanno compreso l’urgenza di ottenerla in tempi brevi dato che siamo in piena campagna di raccolta. È una stagione memorabile, sotto diversi punti di vista. La produzione 2018 è eccezionale grazie a favorevoli condizioni climatiche. La grande quantità di olive non va a discapito della qualità. Il clima caldo e soleggiato ci ha permesso infatti di raccogliere frutti al giusto punto di maturazione e in perfetta salute che daranno olio Garda DOP di ottima qualità”. Le olive che i produttori potranno raccogliere saranno quindi una quantità eccezionale rispetto alle annate precedenti, senza che questo vada a compromettere le caratteristiche qualitative dell’olio.

Press info:

Michele Bertuzzo

Giada Azzolin

ANTONELLA CORDA: CANTINA EMERGENTE PER IL GAMBERO ROSSO

ANTONELLA CORDA: CANTINA EMERGENTE PER IL GAMBERO ROSSO

L’azienda sarda premiata dalla guida Vini d’Italia 2019. Il Cannonau 2016 si aggiudica anche i Tre Bicchieri e l’oro di The WineHunter Award

Antonella Corda riceve il premio Cantina Emergente 2019 dalla guida Vini d’Italia del Gambero Rosso e il suo vino di punta, il Cannonau di Sardegna DOC 2016, si aggiudica gli ambiti Tre Bicchieri.

Come ogni anno la guida curata da Fabrizio e Sabellico premia una giovane azienda in grado di distinguersi nel panorama nazionale. La scelta è caduta su Antonella Corda, cantina di Serdiana, a pochi chilometri da Cagliari, che è stata inaugurata in primavera, mentre i suoi vini Nuragus di Cagliari DOC, Vermentino DOC di Sardegna e Cannonau di Sardegna DOC sono imbottigliati dallo scorso anno.

“Siamo felicissimi di questi riconoscimenti – spiega la fondatrice Antonella Corda – e sicuramente non ci aspettavamo di ottenere questi risultati già con i primi vini imbottigliati. Crediamo molto anche nel Vermentino e nel Nuragus, sui quali stiamo lavorando e sperimentando, ma ad oggi è sicuramente il Cannonau che ci sta dando le maggiori soddisfazioni. Lo vinifichiamo in modo da mantenere il più possibile intatti gli aromi varietali del vitigno e questo lo rende piena espressione del nostro territorio.”

Il Cannonau di Sardegna DOC 2016 è stato premiato anche con il The WineHunter Award Gold, la medaglia d’oro che Helmuth Köcher dedica ai vini che in sede di degustazione sono stati giudicati con un punteggio tra 90 e 94,99 punti su 100. Il Vermentino DOC di Sardegna e il Nuragus di Cagliari DOC 2017 hanno invece conquistato il The WineHunter Red, destinato alle bottiglie valutate tra gli 88 gli 89,99 punti. Grazie ai tre premi Antonella Corda potrà partecipare al Merano Wine Festival dove, tra il 9 e il 13 novembre 2018, porterà in degustazioni i suoi vini.

Per il Cannonau di Sardegna DOC 2016 le soddisfazioni sono arrivate anche dalla guida Vini Buoni d’Italia, che si concentra sui vini da vitigni autoctoni che valorizzano territorio e tipicità, aggiudicadosi la valutazione più alta con le quattro stelle e l’ingresso nella sezione “Vini da non perdere”. Questo vino è stato inoltre inserito da Paolo Massobrio e Mauro Gatti nella Top Hundred 2018 della guida Papillon, che seleziona cento eccellenze italiane imperdibili.

Ufficio Stampa:

Carlotta Flores Faccio

Michele Bertuzzo

TURRI: L’OLIO NUOVO FA FESTA IN FRANTOIO

TURRI: L’OLIO NUOVO FA FESTA IN FRANTOIO

Domenica 11 novembre torna la tradizionale giornata aperta al pubblico a Cavaion Veronese. Visita in frantoio, assaggi con l’olio nuovo e la presentazione di un libro sul passato contadino

Una grande festa per l’olio nuovo del Frantoio Turri di Cavaion Veronese (Verona). Domenica 11 novembre torna la tradizionale giornata aperta al pubblico a partire dalle 10. Quest’anno, per la prima volta, l’evento sarà in collaborazione con la Pro Loco di Cavaion Veronese. Confermate le visite guidate con il frantoio in azione e l’assaggio dell’olio nuovo con i piatti della tradizione. Di nuovo c’è la presentazione del libro (alle 15 su prenotazione a turri@turri.com o 045 7235006) “Il castaldo e gli olivi. Tra passato e presente”, realizzato dall’azienda in collaborazione con l’Università di Verona, sulla storia dell’agricoltura veneta nella prima metà del secolo scorso.

La Festa dell’Olio inizia alle 10 e fino alle 15 sarà possibile degustare l’olio nuovo nei piatti tipici del Garda, come pasta e fagioli, bruschette e la tradizionale Fogassa. Tutti i piatti saranno preparati dallo Chef Claudio Rama. Durante la giornata si potrà inoltre vedere da vicino come viene prodotto l’olio: il frantoio sarà in funzione e sono previste visite guidate ogni ora dalle 10 alle 15.

Alle 15 in programma la presentazione del libro “Il castaldo e gli olivi. Tra passato e presente”, la ricerca condotta in collaborazione con l’Università di Verona, che raccoglie testi e iconografie sulla storia dell’agricoltura veneta nella prima metà del secolo scorso. Interverranno Laura Turri, titolare del Frantoio con i fratelli, insieme a Gian Maria Varanini, Professore Ordinario del dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona, e al Dottor Andrea Mastrotto, che ha svolto la ricerca. “Quest’anno – spiega Laura Turri – abbiamo scelto di dedicare al pubblico un racconto sulla storia contadina che ci ha permesso di essere quello che siamo oggi. Tra assaggi e visite si potrà riflettere su come siamo passati dal mondo rurale del passato ad una agricoltura specializzata come è intesa oggi, con un approfondimento particolare al mondo dell’olio. C’è poi una dedica importante alla figura del castaldo perché il suo ruolo è stato decisivo nella società rurale tradizionale del Veneto, era il regista della vita contadina e ne conosceva ogni segreto”.

Durante la festa i visitatori potranno anche scoprire la ricerca alla base del lavoro di questo frantoio. A partire dalle 400 piante che circondano il frantoio, con una funzione di studio, oltre che produttiva. In particolare nella parte anteriore all’azienda è presente un uliveto con 27 varietà di olive italiane nato come confronto e comprensione maggiore del comportamento di queste varietà in luoghi diversi dal loro territorio di origine e la loro capacità di resistere alle rigide temperature del nord. Infine si vedrà il Museo del Castaldo degli attrezzi agricoli, con storici strumenti della campagna.

Per informazioni www.turri.com

Info in breve
Quando: domenica 11 novembre 2018
Dove: Cavaion Veronese (Verona)

Orari: dalle 10 alle 15

Ingresso libero (consumazioni gastronomiche a pagamento)

Press info:

Claudia Zigliotto

Giada Azzolin

A VILLA SELVATICO DI RONCADE IL PREMIO GIANNITESSARI-VENEZIE A TAVOLA COME MIGLIOR RISTORANTE EMERGENTE

A VILLA SELVATICO DI RONCADE IL PREMIO GIANNITESSARI-VENEZIE A TAVOLA COME MIGLIOR RISTORANTE EMERGENTE

Al ristorante guidato dal giovane cuoco Alessandro Rossi il premio della guida Venezie a Tavola consegnato dall’azienda agricola Giannitessari di Roncà

É Villa Selvatico, locale di Roncade (Treviso) guidato dal giovane cuoco toscano Alessandro Rossi, il Miglior Ristorante Emergente del Triveneto dell’anno. Villa Selvatico è stata selezionata dal critico gastronomico Luigi Costa e premiata dall’azienda agricola Giannitessari di Roncà (Verona).

Alessandro Rossi ha ricevuto il riconoscimento direttamente da Valeria Tessari, figlia di Gianni, titolare dell’omonima azienda agricola. La premiazione è avvenuta in occasione della presentazione della nona edizione della guida Venezie a Tavola, pubblicazione a cura Venezie Post che ogni anno rivela gli indirizzi delle eccellenze enogastronomiche e dei ristoranti gourmet di tutto il Triveneto e non solo. Dall’Alto Adige alla regione istriana, passando per la laguna veneta, sono oltre 150 i ristoranti segnalati e più di 50 i vini e i prodotti artigianali presenti nella guida.
“Si tratta di giovani talenti ricchi di promesse che hanno struttura, sguardo all’orizzonte e profondità di ricerca” ha spiegato Costa che nella sua carriera ha scovato decine di talenti. Lo stile moderno e tecnicamente avanzato dello chef Alessandro Rosso, la sua cucina dai sapori concreti che combina i profumi della tradizione toscana con intriganti ed inediti accostamenti, ha saputo conquistare i palati più raffinati. Rossi e la sua cucina hanno saputo ridare vita all’elegante edificio del primo Novecento in cui ha sede Villa Selvatico, nel cuore della campagna trevigiana, dove la pianura incontra il mare arricchendola di nuovi sapori.

“Sono onorata di premiare questo giovane talento, che sa giocare con i contrasti e che riesce a stupire senza mai cadere nel tranello dell’esagerazione e degli inutili orpelli. Quella di Alessandro Rossi è una cucina che si ispira ai profumi della sua terra, la Toscana, ma che allo stesso tempo innova profondamente e radicalmente la tradizione”, afferma Valeria Tessari.

Una strada che Gianni Tessari persegue attraverso vini in grado di coniugare piacevolezza e carattere. Tre i territori e le denominazioni nelle quali l’azienda opera: Lessini Durello di cui rappresenta uno dei principali produttori della versione Metodo Classico, Soave per i vini bianchi e Colli Berici per i vini da vitigni a bacca rossa.

Circa 55 gli ettari di vigneto distribuiti nelle tre DOC tra le province di Verona e Vicenza, una moderna cantina con circa 7.000 metri e 350.000 bottiglie prodotte, per un totale di quindici etichette.

Press info:

Michele Bertuzzo

Giada Azzolin

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ALBA VITÆ 2018: LA MAGNUM DI ZÝM? CHE FA DEL BENE

ALBA VITÆ 2018: LA MAGNUM DI ZÝM? CHE FA DEL BENE

Da lunedì 22 ottobre AIS Veneto mette in vendita 300 esclusive bottiglie di Kairos 2015. Il ricavato sarà devoluto in beneficienza all’associazione ABEO Onlus Verona

Il vino come frutto della cura dell’uomo e come atto di solidarietà: AIS Veneto presenta l’ottava edizione di Alba Vitæ, il vino in tiratura limitata con cui ogni anno sostiene un progetto sociale a favore della vita. Quest’anno il vino selezionato per l’esclusiva bottiglia in formato magnum è il Kairos 2015 dell’azienda Zým?: in vendita da lunedì 22 ottobre, aiuterà a sostenere l’associazione ABEO Onlus Verona, che si occupa dei bambini emopatici oncologici.

Kairos nasce nella cantina Zým? di Celestino Gaspari a San Pietro in Cariano (Verona), che coltiva le sue uve secondo pratiche agronomiche ecosostenibili, nel rispetto dell’equilibrio dell’ambiente e della natura. Il vino è creato dall’unione di ben quindici uve, provenienti da quattro vitigni bianchi e undici rossi.

“Kairos – spiega Marco Aldegheri, Presidente di AIS Veneto – è la rappresentazione dell’armonia che più uve, totalmente differenti, trovano nel vino. È anche un perfetto esempio di unione di intenti, che accomuna ABEO Onlus Verona e AIS Veneto, due realtà in cui tante persone diverse condividono un ideale comune. Il progetto Alba Vitæ ci permette di dare una speranza e un aiuto concreto ad una associazione meritevole come ABEO. Siamo fiduciosi che anche quest’anno saranno in tanti ad acquistare le nostre magnum, portando a casa una preziosa bottiglia da conservare in cantina o regalare alle persone più care, con la certezza che il ricavato sosterrà un progetto meritorio.

ABEO Onlus Verona, che raccoglie fondi e organizza attività di sostegno per il Reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale Donna Bambino di Borgo Trento a Verona. Si sta ora impegnando nel progetto di ristrutturazione di Villa Fantelli. Qui troveranno spazio aree a misura di bambino, ma anche mini-appartamenti dedicati alle famiglie dei piccoli pazienti.

L’esclusiva versione sarà in vendita a partire da lunedì 22 ottobre fino a fine gennaio. Sarà possibile acquistare Alba Vitæ al costo simbolico di 70 euro tramite la pagina web di AIS Veneto (www.aisveneto.it) e il canale e-commerce Spaghetti & Mandolino.

Ufficio stampa:

Carlotta Flores Faccio

Michele Bertuzzo

L’OLIO GARDA DOP SU LINEA VERDE

L’OLIO GARDA DOP SU LINEA VERDE

La trasmissione di Rai Uno dedica una puntata al Lago di Garda. Grande risalto alla raccolta della olive DOP in un’annata particolarmente fortunata

Telecamere Rai in azione in questi giorni sulle due sponde del Lago di Garda. La trasmissione condotta da Federico Quaranta, Peppone e Daniela Ferolla sta girando una puntata sui prodotti tipici del Lago che andrà in onda su Rai Uno – salvo modifiche di palinsesto – domenica 18 novembre alle ore 12.20.

Protagonista della puntata sarà in primo luogo l’Olio Garda DOP, di cui è iniziata in questi giorni la raccolta delle olive. La puntata si aprirà con lo sbarco a Punta San Vigilio, dove i tre conduttori arriveranno a bordo del veliero San Nicolò per partire alla scoperta dei sapori e dell’arte gardesana.

Federico Quaranta incontrerà quindi Laura Turri, presidente del Consorzio Olio Garda DOP, che racconterà della secolare presenza dell’olivo nel comprensorio del Garda e delle caratteristiche di gentilezza dell’olio che vi si produce. Parteciperanno entrambi alla raccolta delle olive a Fondo Brè, in comune di Torri del Benaco, negli ulivi della tenuta Marchese di Canossa. Qui la titolare, Alessandra di Canossa, mostrerà la qualità delle olive di un’annata che si preannuncia particolarmente fortunata per il Garda: finalmente una produzione quantitativamente consistente dopo almeno quattro annate scarse, ma al tempo stesso di grande interesse qualitativo. Porteranno quindi le olive raccolte a Cavaion, al Frantoio Turri per la molitura.

Oltre all’extravergine, saranno protagonisti della puntata anche i Marroni DOP di San Zeno di Montagna. Dopo la raccolta nei marroneti certificati biologici e verranno mostrate le ricette a base di castagne preparate dal ristorante Taverna Kus che saranno abbinate al vino Bardolino DOC e Chiaretto di Bardolino presentati dal vicepresidente del Consorzio di tutela Davide Ronca. Sulla sponda bresciana, attenzione al pesce di Lago e una visita al Vittoriale di Gardone Riviera, ripercorrendo le ricette care al Vate Gabriele d’Annunzio riscoperte nel libro “La Cuoca di d’Annunzio”.

Press info:

Michele Bertuzzo

ZORZETTIG ROSSO FUOCO:  LA FORZA E LA PASSIONE DEGLI AUTOCTONI

ZORZETTIG ROSSO FUOCO: LA FORZA E LA PASSIONE DEGLI AUTOCTONI

La cantina di Spessa (UD) presenta un’edizione limitata con un uvaggio di Refosco e Pignolo. Una magnum di rosso da dimenticare in cantina

Zorzettig presenta sul mercato Rosso Fuoco: un’edizione limitata di 600 bottiglie in formato magnum. Una selezione ottenuta dalle migliori quattro barrique di Refosco dal Peduncolo Rosso e Pignolo, due vitigni autoctoni a bacca rossa con una particolare vocazione all’invecchiamento. È stata scelta l’annata 2013, una vendemmia qualitativamente eccezionale in Friuli Venezia Giulia.

“L’energia e il carattere sono doti che ci servono sicuramente per affrontare le sfide quotidiane – dichiara Annalisa Zorzettig, titolare della cantina – Rosso Fuoco è un vino deciso, di grande struttura, che racchiude in sè forza e passione, le stesse che io metto nel mio lavoro. Ma è anche un vino che ci ricorda il legame con la nostra terra, che scalda il cuore proprio come il fuoco”.

Per realizzare questo vino le uve di Refosco e di Pignolo sono state raccolte e vinificate insieme. La fermentazione, con macerazione delle bucce a temperatura controllata, è durata 15 giorni durante i quali sono state eseguite diverse follature, indispensabili per l’estrazione del colore e di tutte le parti nobili del frutto. La fase di pressatura è stata soffice per estrarre solo i tannini nobili e dolci contenuti nelle bucce. Dopo la fermentazione il vino è stato affinato in barriques di rovere francese per circa 18 mesi. Rosso rubino intenso con leggeri riflessi aranciati, al naso sentori di frutta rossa fragrante e confettura di more con note speziate di liquirizia. Classico ed elegante, una bella ed equilibrata concentrazione in bocca, sostenuta da tannini maturi e accompagnata da una notevole complessità aromatica. Un vino con un grande potenziale, con prospettive di evoluzione importanti.

Rosso Fuoco è in vendita in enoteca a 75 euro.

Ufficio stampa:

Anna Sperotto

Michele Bertuzzo

GUIDE DEL VINO 2018: IL MEGLIO DEI COLLI BERICI VICENZA

GUIDE DEL VINO 2018: IL MEGLIO DEI COLLI BERICI VICENZA

Per il Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza e Strada Vini Colli Berici grande successo per Gustus Vini e sapori dei Colli Berici e ottimi risultati nelle guide. Tra questi l’unico Tre Bicchieri della Provincia di Vicenza: Casara Roveri Merlot di Dal Maso

Lunedì 15 ottobre si sono conclusi con numeri in crescita e tanta affluenza i tre giorni di Gustus – Vini e sapori dei Colli Berici. Successo a cui si aggiungono i riconoscimenti che, in questi giorni, i vini del Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza hanno ottenuto nelle più importanti guide del vino.

Tanti riconoscimenti per le aziende del Consorzio tra cui spiccano i Tre Bicchieri del Gambero Rosso all’Azienda Dal Maso con Casara Roveri Merlot 2015 Colli Berici DOC (unico Tre Bicchieri della Provincia di Vicenza) e la doppietta di Corone, la massima valutazione dei Vini Buoni d’Italia, per Tai Rosso Thovara 2015 di Piovene Porto Godi e Tai Rosso Doc Colli Berici 2016 Giannitessari. A questi si aggiungono i Quattro rosoni di Vinetia per ben otto vini dei Colli Berici: Dal Maso con Tai Rosso Colpizzarda 2015, Casara Roveri Merlot 2015 e Tai Rosso Montemitorio 2016, Piovene Porto Godi con Cabernet Pozzare 2015, Cavazza con Cabernet Cicogna 2015, Inama con Bradisismo 2015, PuntoZero con Dimezzo 2015, Giannitessari Colli Berici rosso Pianalto 2014. Infine per Vitae i Quattro tralci al Tai Rosso Colpizzarda 2015 di Dal Maso.

Le terre dei vini Colli Berici e Vicenza – commenta Giovanni Ponchia, Direttore del Consorzio – si confermano adatte a grandi rossi come dimostrano i risultati delle ultime guide. Merlot, Tai Rosso, Cabernet sono le varietà premiate che identificano perfettamente i luoghi in cui nascono”. Varietà che durante i giorni di Gustus Vini e sapori dei Colli Berici – dal 13 al 15 ottobre 2018 a Barbarano Vicentino – sono state protagoniste non solo nei banchi di assaggio dei produttori ma anche di degustazioni guidate. In particolare lunedì 15 ottobre alle 17 si è tenuta “Colli Berici tra i grandi del mondo”, confronto con i rossi delle più importanti zone vitivinicole al mondo: Napa Valley, Cile, Châteauneuf-du-Pape e Bolgheri. “Quello che è venuto fuori – sottolinea Gianni Fabrizio della Guida Vini Gambero Rosso che ha condotto la degustazione – è che i vini dei Colli Berici non hanno affatto sfigurato. Abbiamo preso quelli che sono considerati tra i più grandi vini nel mondo e li abbiamo messi in degustazione cieca comparata. In alcune situazioni, grazie alla loro freschezza, i vini dei Colli Berici hanno addirittura dato l’idea di una beva maggiore e di una conservabilità superiore”. Tra le altre degustazioni: sabato 13 ottobre si è tenuta la verticale “Tai Rosso alla prova del tempo”, domenica 14 “I Colli Berici visti da Vinetia – Guida ai vini del Veneto”, In chiusura, sempre lunedì 15, alle 19 “I Colli Berici tra vigne e Ville Palladiane”.

Info: www.gustus.stradavinicolliberici.it

Michele Bertuzzo

Giada Azzolin

ACQUA E FARINA:  IL #SOFFIODIGRANO DI ROSARIO GIANNATTASIO

ACQUA E FARINA: IL #SOFFIODIGRANO DI ROSARIO GIANNATTASIO

Il pizzaiolo salernitano reinterpreta la tradizione napoletana a Vicenza con il suo speciale impasto ad alta idratazione e lunga lievitazione

L’arte della pizza sbarca a Vicenza, racchiusa in un impasto soffice e leggero. Il pizzaiolo Rosario Giannattasio presenta il suo #Soffiodigrano, una preparazione realizzata con alte percentuali di idratazione, lunga lievitazione e ingredienti di prima qualità, che è possibile assaggiare nel locale Acqua e Farina. Una personale reinterpretazione della pizza napoletana.

L’impasto, realizzato con farine di tipo 1 con germe di grano, raggiunge un’idratazione del 75-80%, rispetto alla media in città del 58-60%, partendo da una biga di 24 ore e da un successivo reimpasto cui segue una fase di lievitazione di 36-48 ore. “Questa tecnica – spiega Rosario Giannattasio, titolare di Acqua e Farina – permette di preparare una pizza estremamente digeribile e dal cornicione alto e alveolato, in grado di valorizzare al meglio i sapori e i profumi dei condimenti, tutti di prima qualità e selezionati con cura. L’impasto #Soffiodigrano rispecchia pienamente la mia filosofia di pizza ed è nato dopo anni di attenta ricerca e studio dei processi di fermentazione e idratazione.”

Originario di Salerno, Rosario cresce nel ristorante-pizzeria dello zio, affascinato dalla figura del pizzaiolo, in grado di trasformare ingredienti semplici come l’acqua e la farina in un piatto saporito e amato da tutti. Trasferitosi in Veneto, mette le mani in pasta frequentando i corsi dei maestri come Piergiorgio Giorilli, Simone Padoan, Renato Bosco e del consulente Marco Lungo.

Da Acqua e Farina, aperta dal 2014, si può trovare un’ampia scelta di pizze, costantemente aggiornata, in abbinamento a una selezione di vini naturali e birre artigianali. 42 posti a sedere per un locale intimo e informale.

Acqua e Farina, Via G. Vaccari, 110 Vicenza

Press info:
Anna Sperotto

Carlotta Flores Faccio


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Direttore responsabile: Michele Bertuzzo
In redazione: Davide Cocco, Anna Sperotto, Giada Azzolin, Carlotta Faccio, Chiara Brunato, Marco Zanella, Irene Graziotto, Marta Xerra, Elena Scarso, Micaela Tussetto

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