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FIVI CHIEDE DI RIMANDARE VINITALY

FIVI CHIEDE DI RIMANDARE VINITALY

La proposta è di posticipare tutto al 2021. Lavori in vigna e situazione sanitaria le motivazioni

Matilde Poggi, presidente della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, ha chiesto a Verona Fiere lo slittamento al 2021 di Vinitaly. La richiesta, presentata il 10 marzo durante il confronto tra Verona Fiere e i Presidenti di filiera, arriva per l’effettiva difficoltà delle cantine a conduzione familiare di essere fisicamente presenti nelle nuove date di giugno, periodo in cui il lavoro in vigna è tanto, ma anche per la situazione di emergenza che coinvolge in questo momento non solo il nostro Paese, ma anche altri Stati europei e del resto del mondo.
“Ci siamo confrontati internamente sulla questione di un Vinitaly a giugno – dichiara Matilde Poggi – e la maggioranza dei 220 vignaioli che avevano già dato adesione alla fiera si è detta favorevole ad uno slittamento al 2021. FIVI è stata l’unica associazione tra le presenti al confronto con Verona Fiere che ha presentato questa posizione. Se, nonostante la nostra richiesta, Vinitaly 2020 verrà confermato, ci riserviamo di avviare un confronto con Verona Fiere per valutare a fine emergenza i termini di una nostra eventuale partecipazione”.

CANTINA TOLLO: SMART WORKING E ABOLIZIONE DEI COSTI DI TRASPORTO PER GLI OPERATORI HORECA

CANTINA TOLLO: SMART WORKING E ABOLIZIONE DEI COSTI DI TRASPORTO PER GLI OPERATORI HORECA

Per far fronte alle difficoltà del momento, il gruppo vitivinicolo abruzzese ha deciso di adottare alcune misure volte a tutelare la salute e favorire il lavoro dei dipendenti. Agevolazioni anche per gli operatori Horeca

L’unione fa la forza: questo l’assunto di Cantina Tollo, che per far fronte alle difficoltà del momento dovute all’emergenza sanitaria del COVID – 19 ha deciso, laddove sia possibile, di dare la possibilità ai dipendenti che hanno figli in età scolare di usufruire dello smart working, per un totale di 20 ore settimanali. L’obiettivo è tutelare la salute dei lavoratori e delle loro famiglie. Non solo: l’azienda ha deciso di abolire il porto franco per il settore Horeca. I clienti, distribuiti in tutto il territorio nazionale, potranno così ordinare anche piccole quantità di vino senza dover sostenere il costo del trasporto, che verrà addebitato al gruppo vitivinicolo.
“In questo momento così delicato sia per la salute pubblica che per l’economia – spiega Tonino Verna, Presidente di Cantina Tollo e medico chirurgo all’Ospedale Gaetano Bernabeo di Ortona – pensiamo che l’unione e il mutuo aiuto siano davvero dei punti di forza, i cardini da cui ripartire. Agevolare il lavoro e preservare la salute dei nostri collaboratori, oltre che dare una mano al settore della ristorazione e del turismo già in difficoltà è, ora, una nostra priorità. Inoltre, in una situazione sicuramente difficile, consentire agli operatori Horeca di acquistare anche solo poche bottiglie di vino permette loro di limitare gli oneri di gestione sia per quel che riguarda la spesa, che il magazzino”.

MACULAN OTTIENE IL PASSAPORTO AMBIENTALE GRAZIE AI VITIGNI RESISTENTI

MACULAN OTTIENE IL PASSAPORTO AMBIENTALE GRAZIE AI VITIGNI RESISTENTI

Sette aziende della Montagna Vicentina si impegnano a ridurre la propria impronta ambientale aderendo al progetto di MATTM e Università di Padova

Maculan è tra le sette aziende protagoniste dell’iniziativa Passaporto Ambientale per i prodotti agroalimentari della Montagna Vicentina grazie al personale progetto che pone al centro i vitigni resistenti.
L’Azienda vitivinicola di Breganze ha stipulato l’Accordo volontario con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), che vede le realtà coinvolte impegnate nel calcolo e nella riduzione dell’impronta ambientale di uno o più prodotti sotto la guida del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova.
“Riteniamo che l’iniziativa Passaporto Ambientale sia un’occasione per costruire le basi di lavorazioni più sostenibili per il bene delle nostre colline e delle generazioni future – dichiara Maria Vittoria Maculan, enologo – I vitigni resistenti permettono infatti di ridurre i trattamenti dai dieci/undici che si praticano generalmente nel territorio a solo uno o due.”
Dal 2017 Maculan ha scelto di percorrere la strada dei vitigni resistenti alle malattie fungine, conosciuti anche con l’acronimo tedesco PIWI, mettendo a dimora 4000 viti di Merlot Khorus e Sauvignon Rytos, due varietà selezionate dall’Università di Udine, e in seguito 4300 viti di Cabernet Volos. Il progetto prevede la sostituzione, nel corso di un decennio, dei vigneti più vecchi con PIWI, varietà ottenute da incroci intraspecifici con il cambiamento del solo 5% dei cromosomi, ovvero di quelli responsabili degli effetti delle malattie sull’uva.
Ciò ha riscosso l’interesse dei ricercatori dell’Università di Padova che hanno quindi deciso di certificare il procedimento nell’ambito del progetto Passaporto Ambientale, finanziato dal Programma di sviluppo rurale della Regione Veneto a seguito delle sempre più severe linee guida dell’Impronta Ambientale dell’Unione Europea.

RADICI DEL SUD 2020: VERSO IL RECORD DI AZIENDE PARTECIPANTI

RADICI DEL SUD 2020: VERSO IL RECORD DI AZIENDE PARTECIPANTI

Già oltre 100 produttori hanno aderito all’evento dedicato a vini e oli del Sud Italia, a Sannicandro di Bari dal 10 al 15 giugno 2020. Novità di questa edizione due giorni con eventi e degustazioni esclusive

Si prospetta un’edizione da record quella di Radici del Sud 2020. Il quindicesimo Salone dei vini e degli oli del Meridione, in programma a Sannicandro di Bari (BA) dal 10 al 15 giugno 2020, ha già raggiunto e superato le cento adesioni, con un anticipo di oltre un mese rispetto alle precedenti edizioni. Tra le novità di quest’anno anche un maggior coinvolgimento del pubblico, a cui saranno dedicati eventi e degustazioni guidate a numero chiuso nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 giugno.
“Radici del Sud 2020 è una scommessa che stiamo vincendo – spiega Nicola Campanile, organizzatore della manifestazione – I produttori stanno rispondendo con grande entusiasmo sia alle novità proposte per questa edizione, sia alle nuove collaborazioni che abbiamo instaurato e siamo convinti che anche il pubblico sarà ancora più incuriosito e soddisfatto dall’offerta di masterclass e appuntamenti in programma, tutti dedicati alla scoperta dei territori e dei vini delle regioni meridionali protagoniste del Salone”.
Tra le novità della quindicesima edizione di Radici del Sud sono previsti un format più snello per la giornata del lunedì, per rendere più semplice il contatto tra pubblico e produttori, la presenza di aziende provenienti da Abruzzo, Sardegna e Molise (oltre a Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia), un ampliamento del padiglione dedicato ai vini artigianali e quattro giurie completamente rinnovate composte da giornalisti e influencer nazionali e internazionali.
Per la stampa estera sono già stati confermati i nomi di Liza Zimmermann (Forbes), Deborah Grossman (Wine Enthusiast, Decanter) e Zachary Susan (punch-drunk.com) dagli Stati Uniti, Renè Langdahl Jørgensen (renelangdahl.com) dalla Danimarca, Madeleine Stenwreth MW (thedrinksbusiness.com) dalla Svezia, Elizabeth Gabay (elizabethgabay.com) dal Regno Unito, Jung Yong Cho (freelence e autore) dalla Corea, Mar Galvan Romero (La Gaceta del Vino) dalla Spagna, Marlene Del Olmo (Wine Mots) e Omar Hernandez Barbosa (Wine Mots) dal Messico e Piotr Widowiak (Wine O’Clock) dalla Polonia.
Accanto a loro ci saranno gli italiani Luigi Salvo (giornalevinocibo.com), Franco Santini (Acquabuona), Antonio Paolini (Gambero Rosso), Enrico Malgi (LucianoPignatarowineblog), Jenny Viant Gomez (Presidente Donne del Vino Abruzzo), Maurizio Gily (MilleVigne), Maurizio Valeriani (Vino da bere), Antonio Tomacelli (Intravino), Jacopo Cossater (Intravino), Antonella Amodio (DoctorWine, LucianoPignatarowineblog), Leonardo Romanelli (leonardoromanelli.it), Giacomo Alberto Manzo (Egnews, Sicilianotizie) Francesco Muci (Slow Wine), Andrea Terraneo (Presidente Vinarius), Francesco Bonfio (Presidente AEPI) e Roberto Ripa (Unione Sarda).
Tra i buyer presenti ci saranno invece Jessica Luongo (AmoVino Wine + Spirits) e Stephanie Guth (The Living Vine) dal Canada, King Chang Mo (PNK Trading) e Hong Dongmyung (VinoVino) dalla Corea del Sud, Christian Boettger (Sintonia Lab) e Ole Udsen (Estrup & Udsen Vin ApS) dalla Danimarca, Olga Sokolova (Fortwine) e Yana Savelyeva (Wine State) dalla Russia, Pawel Swierczek (www.rafa-wino.pl) e Dariusz Kopiczko (G-wine) dalla Polonia, Gavin Davis (Cellar Door) dal Myanmar, Aleksandar Thiel (castelcosimo.de) dalla Germania e Rob Seddon (jacksonandseddon.com) dal Regno Unito.
La manifestazione si terrà in collaborazione con Assoenologi, Slow-wine, Vinarius, AEPI, AIS Puglia, Vinodabere, Intravino e LucianoPignatarowineblog.
L’elenco aggiornato dei produttori e il programma di Radici del Sud 2020 sono disponibili e in aggiornamento sul sito www.radicidelsud.it

PERINATO SOAVE CLASSICO DOC:  LA NOVITÀ IN CASA GIANNITESSARI

PERINATO SOAVE CLASSICO DOC: LA NOVITÀ IN CASA GIANNITESSARI

Il bianco cento per cento Garganega prodotto nel Cru Pigno è dedicato alle lontane origini della famiglia Tessari e al terroir dell’azienda vitivinicola di Roncà

È un’altra storia di famiglia e di territorio quella del Perinato Soave Classico DOC dell’azienda Giannitessari, così chiamato in onore e in memoria dell’antico cognome della famiglia. Come risulta infatti dalla genealogia, i primi antenati conosciuti risalgono all’inizio del ‘600 e utilizzavano il cognome Perinato. Si tratta del primo Soave Classico fermentato e affinato esclusivamente in tini da 20 ettolitri della produzione Giannitessari, che fino alla precedente annata riposava in legni piccoli. Il Perinato nasce nel Cru Pigno, caratterizzato da un sottosuolo di origine vulcanica nella zona Classica della DOC Soave. Qui, nel cuore della Valle d’Alpone in provincia di Verona, affondano le radici di Gianni Tessari e della sua azienda vitivinicola con sede a Roncà.
“È un omaggio alle nostre origini e al nostro territorio – spiega Gianni Tessari – grazie alle ricerche del professore Massimiliano Bertolazzi abbiamo scoperto che il capostipite della nostra famiglia si chiamava Bernardo Perinato. Solo a partire dal 1696, con suo nipote Stefano, la famiglia acquisisce il cognome Tessari, che in dialetto veneto significa “tessitore”. Per qualche tempo i due cognomi si alternano per fissarsi definitivamente nel XVIII secolo”.
Espressione di una grande aderenza territoriale, il Perinato di Gianni Tessari nasce dalle uve in purezza del vitigno autoctono Garganega, allevato con il tradizionale metodo della pergola veronese a 5000 viti per ettaro. Dopo la raccolta manuale, la vinificazione prevede tre ore di macerazione, la spremitura soffice degli acini, la fermentazione a temperatura controllata e affinamento in tini da 20 ettolitri per 8-10 mesi.
Il Perinato Soave Classico ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati e si presenta al naso con aromi di frutti maturi, intensi e complessi. Al palato è ricco, con acidità ben bilanciata e notevole mineralità, con sensazioni finali di mandorla. Un vino che nel bicchiere racconta l’anima vulcanica e decisa del terroir in cui nasce e della famiglia che lo produce.
Il numero di bottiglie prodotte di Perinato Soave Classico DOC è di 8mila, vendute in enoteca al prezzo di circa 18 euro.

CONSORZIO TUTELA VINI GAMBELLARA: LUCA FRAMARIN È IL NUOVO PRESIDENTE

CONSORZIO TUTELA VINI GAMBELLARA: LUCA FRAMARIN È IL NUOVO PRESIDENTE

Il ventiseienne guiderà il Consorzio per il triennio 2020-2022. Priorità saranno la promozione della DOC e l’orientamento ad una viticoltura sempre più sostenibile

Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Tutela Vini Gambellara ha rinnovato le cariche ed eletto il nuovo Presidente per il triennio 2020 – 2022. È Luca Framarin, 26 anni, di Tenuta Natalina Grandi, già vicepresidente del Consorzio e Presidente della Strada del Recioto e vini Gambellara DOC tra il 2013 e il 2016.
“Voglio esprimere la mia gratitudine al mio predecessore Silvano Nicolato – ha dichiarato il neo eletto Framarin – per l’eccellente lavoro svolto in questi tre anni. L’impegno del nuovo mandato sarà quello di continuare sulla direzione intrapresa dal Consiglio uscente, rafforzando la nostra denominazione e promuovendo i vini della DOC a livello territoriale e nazionale, con un occhio rivolto anche ai Paesi esteri. Il nostro scopo sarà inoltre quello di abbracciare sempre più una produzione vinicola sostenibile, continuando a promuovere il progetto triennale T.I.Ge.S.Vi. sviluppato a partire dallo scorso dicembre”.
Ad affiancare il nuovo Presidente per il prossimo triennio saranno i Vicepresidenti Davide Vignato dell’omonima azienda agricola e Silvano Conte della Cantina di Gambellara.
Il Presidente uscente Silvano Nicolato è stato riconfermato all’interno del Consiglio di Amministrazione composto inoltre da Claudio Galosi, Gessica Maule, Ilario Vignato, Marco Guarda, Mattia Cavazza, Michele Zonin e Paolo Peruzzi, assieme ai già citati Luca Framarin, Davide Vignato e Silvano Conte.

COSMODONNA A BRESCIA: INCONTRI E LABORATORI DEDICATI AL MONDO FEMMINILE DI OGNI TEMPO

COSMODONNA A BRESCIA: INCONTRI E LABORATORI DEDICATI AL MONDO FEMMINILE DI OGNI TEMPO

Al Brixia Forum dal 20 al 23 marzo appuntamenti con workshop creativi, talk sul benessere femminile e sull’immagine della donna nell’antichità grazie alla collaborazione con Fondazione Brescia Musei. Navette gratuite dalla stazione centrale

Brescia si prepara ad un fine settimana dedicato all’universo femminile con Cosmodonna, l’evento in programma dal 20 al 23 marzo al Brixia Forum. Accanto agli appuntamenti rivolti al benessere femminile, allo sport, alla cosmetica, ai workshop creativi dedicati alla moda e all’arte, in fiera si parlerà anche della donna nell’antichità, grazie alla collaborazione con Fondazione Brescia Musei.
“Il tema Donne è a noi molto caro”, interviene Stefano Karadjov, direttore della Fondazione Brescia Musei. “Giusto lo scorso anno abbiamo dedicato all’altra metà del cielo l’intera edizione del Brescia Photo Festival. Quest’anno, grazie all’invito a partecipare alla fiera Cosmodonna, torniamo sull’argomento affrontandolo da un nuovo punto di vista, quello del ruolo che le donne avevano nel mondo antico, in particolare in quello romano, partendo dai reperti esposti nelle collezioni civiche, con l’invito rivolto a tutti i visitatori di venire ad ammirarli direttamente nei musei di Brescia”.
I due eventi organizzati in collaborazione con Brescia Musei sono in programma per domenica 22 marzo: alle 11.00 si racconterà l’evoluzione della condizione della donna romana con il talk Donne Divine. L‘immagine femminile nell’antichità dalle imperatrici alla Vittoria Alata, mentre alle 15.00 si parlerà di Salute e bellezza nell’Antica Roma, a cui seguirà un laboratorio dedicato alla preparazione di una ricetta cosmetica del passato.
Inoltre tutti coloro che presenteranno il biglietto della fiera alle biglietterie museali, potranno usufruire dell’ingresso ridotto per visitare il Museo di Santa Giulia e il Parco archeologico di Brescia romana, un’occasione speciale anche per ammirare a partire da giugno la Vittoria Alata, la straordinaria statua di bronzo simbolo della città di Brescia che tornerà in città dopo due anni di restauro presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze (promozione valida dal 20 marzo al 6 settembre 2020).
“Siamo onorati – sottolinea Mauro Grandi, direttore del gruppo Area Fiera – di poter collaborare con Fondazione Brescia Musei e di poter inserire importanti momenti culturali all’interno di Cosmodonna. L’obiettivo della nostra fiera è di raccontare il mondo femminile in ogni aspetto, anche da punti di vista non scontati”. Durante i quattro giorni saranno in totale più di 130 gli eventi Cosmodonna Experience: seminari, tavoli creativi, dimostrazioni e incontri che permetteranno alle visitatrici di vivere la fiera come momento esperienziale, entrando in contatto con professionisti qualificati, aziende iconiche e tutte le ultime tendenze del mondo femminile proposte dagli oltre 300 stand presenti.
Alle donne che vorranno sviluppare la loro vena creativa sono dedicati alcuni laboratori in programma nelle giornate di venerdì, sabato e domenica, quando ognuna di loro potrà realizzare con le proprie mani borse personalizzate, cartamodelli per kimono e gonne a ruota, cestini di lino, creazioni di paper design e decorazioni di oggetti a mosaico. Accanto a questi appuntamenti saranno inoltre previsti due incontri rivolti allo smalto, alla nail art e al make up per ogni occasione.
Il biglietto di ingresso per Cosmodonna è già acquistabile al costo di €10,00 sul sito www.cosmodonna.it o direttamente in cassa nei giorni dell’evento. Durante tutte le giornate la fiera sarà facilmente raggiungibile anche dalla stazione ferroviaria di Brescia, da cui partiranno alcune navette gratuite che accompagneranno le visitatrici all’ingresso del Brixia Forum.

UNIONBIRRAI: VITTORIO FERRARIS CONFERMATO PRESIDENTE

UNIONBIRRAI: VITTORIO FERRARIS CONFERMATO PRESIDENTE

A Beer&Food Attraction l’assemblea dell’Associazione dei Piccoli Birrifici Indipendenti ha rinnovato le cariche e si è data un nuovo assetto organizzativo. Più spazio alla promozione del settore

L’assemblea ordinaria dei soci di Unionbirrai, l’Associazione dei piccoli birrifici indipendenti, ha rinnovato al Beer&Food Attraction di Rimini le cariche elettive per i prossimi due anni e si è data un nuovo assetto. Il consiglio direttivo è stato infatti ridotto da cinque a tre membri, tutti e tre espressione del consiglio uscente. Il vercellese Vittorio Ferraris (Birrificio Sant’Andrea) è stato riconfermato come Presidente. Ad affiancarlo per i prossimi due anni ci saranno Pietro di Pilato (Brewfist) e Andrea Soncini (Oldo).
Andrea Signorini (Ofelia), diventa il coordinatore del comitato Corsi e Concorsi, composto da Oliviero Giberti (100Venti), oltre che dai soci ordinari UBT Alessandro Donato e Riccardo Grana Castagnetti.
A completare il nuovo assetto organizzativo dell’Associazione i tre gruppi di lavoro: Agricoltura e Turismo, coordinato da Andrea Soncini, Tecnologia Alimentare, guidato da Alessio Selvaggio (Croce di Malto) ed Eventi, Marketing e Comunicazione, che farà capo a Giampaolo Sangiorgi (Lambrate).
“Nei prossimi tre anni – ha dichiarato il presidente Ferraris – abbiamo preso l’impegno di lavorare profondamente all’attività di promozione del settore, anche attraverso il marchio Indipendente Artigianale già adottato da oltre 180 birrifici soci. Questo senza dimenticare l’attività di lobbing e il continuo confronto con i Ministeri ai diversi tavoli di lavoro sulla birra artigianale in Italia”.
Confermato in toto il Collegio dei Provibiri formato da Enrico Borio (Beba), Bruno Carilli (Toccalmatto) ed Ellis Topini (Felsina). A completare l’organigramma il Segretario Nazionale Simone Monetti e il segretario operativo Francesco Bazzucchi.

UNIONBIRRAI: ACCORDO CON LA CIA PER I BIRRIFICI AGRICOLI

UNIONBIRRAI: ACCORDO CON LA CIA PER I BIRRIFICI AGRICOLI

L’annuncio nel corso di Beer&Food Attraction. Un adattamento del marchio Indipendente Artigianale verrà utilizzato per identificare anche i birrifici agricoli

Unionbirrai e CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) uniti per promuovere i veri birrifici agricoli. È quanto è emerso oggi al Beer&Food Attraction di Rimini nel corso dell’incontro “Birrifici Agricoli, sì o no: strumenti per una scelta consapevole”. Il consigliere Unionbirrai Andrea Soncini ha spiegato che con CIA è stato siglato un protocollo d’intesa volto a creare un tavolo di lavoro stabile sull’agricoltura e a fare lobbing insieme in ambito internazionale. “Stiamo lavorando a disegni di legge regionali – ha dichiarato Soncini – per creare un progetto pilota. Il nostro scopo non è quello di creare bollini di qualità, ma di costruire una struttura omogenea sul piano nazionale, per poi permettere a livello regionale di regolamentare le singole discipline”.
L’idea di Unionbirrai è quella di lavorare perché il birrificio agricolo non sia solo un mezzo per usufruire di un regime fiscale agevolato, ma una scelta consapevole di filiera da comunicare al consumatore. Per identificare i birrifici agricoli potrà essere adattato il marchio Indipendente Artigianale, recentemente lanciato da Unionbirrai e presente ormai sui prodotti di 189 birrifici sparsi per l’Italia. Un modo semplice e immediato per assicurare al consumatore, con la garanzia Unionbirrai, le caratteristiche di indipendenza del produttore e di artigianalità del prodotto.
Dall’agosto 2010 la produzione di birra è stata definita attività agricola connessa, il che comporta importanti benefici dal punto di vista fiscale, purché il birrificio dimostri di produrre almeno il 51% delle materie prime utilizzate. Ad oggi sono circa il 15% del totale i birrifici agricoli italiani, con le presenze più importanti in Toscana, Abruzzo e Marche.

COLOMBA PERE E CIOCCOLATO VIDAMÀ: IL CONNUBIO DI GUSTI DELLA PASTICCERIA FILIPPI

COLOMBA PERE E CIOCCOLATO VIDAMÀ: IL CONNUBIO DI GUSTI DELLA PASTICCERIA FILIPPI

Il dolce pasquale proposto dall’azienda di Zanè (Vicenza) è un mix tra i sapori genuini del cioccolato fondente Vidamà della Costa d’Avorio e della pera candita

Un connubio speciale di gusti per una Pasqua che sorprende. La Pasticceria Filippi di Zanè, in provincia di Vicenza, propone per le festività pasquali la Colomba Pere e Cioccolato, realizzata con gocce di cioccolato fondente Vidamà della Costa d’Avorio e gustosi pezzetti di pera candita. Un perfetto equilibrio tra il sapore deciso del cioccolato e la dolcezza e freschezza della frutta.
“La Colomba Pera e Cioccolato – spiega Andrea Filippi, titolare della Pasticceria insieme al fratello Lorenzo – rientra tra le nostre proposte speciali per la Pasqua. Non abbiamo scelto un cioccolato fondente qualsiasi, ma un prodotto di grande qualità che trova la sua migliore esaltazione nelle pere, naturali e senza conservanti, da noi accuratamente lavorate”.
Dal gusto mediamente amaro e dall’aroma lievemente nocciolato e agrumato, il cioccolato Vidamà della Costa d’Avorio è ottenuto da un cacao pregiatissimo, proveniente dalla provincia di Oulaidon e corrispondente a meno del 10% del raccolto mondiale. Il cacao di Oulaidon si caratterizza per essere fermentato “a scivolo” per 6 giorni su foglie di banano ed essiccato per circa 10 giorni. Le pere utilizzate dalla Pasticceria Filippi vengono invece selezionate attraverso un controllo molto stretto della filiera, per essere poi lavorate con grande cura. Il processo di canditura avviene naturalmente, senza pressioni meccaniche ma semplicemente a pressione atmosferica. Un processo lungo, di alcune settimane, che permette di mantenere bucce molto morbide e al contempo tutta la carica aromatica dei frutti. Le operazioni di taglio e cubettatura sono effettuate rigorosamente dopo la canditura.
Come per tutti i prodotti Filippi, la pasta madre della Colomba è realizzata con il lievito naturale tenuto in vita e rinfrescato di giorno in giorno dal 1972, quando nacque la Pasticceria. Le materie prime impiegate sono di ottima qualità e accuratamente selezionate. Le uova sono solo di galline allevate all’aperto, da un’azienda cruelty-free del veneziano, mentre il miele, unito allo zucchero per ridurre la dose di quest’ultimo, proviene da un’azienda specializzata dei Colli Euganei. Le mandorle Prima Bari sono italiane, intere e rigate, e la vaniglia Bourbon proviene da coltivazioni biologiche e certificate dal commercio equo-solidale del Madagascar. Il risultato è una dolce pasquale che rappresenta appieno i valori dell’azienda. La Pasticceria Filippi vanta infatti il marchio di Benefit Corporation, che certifica un modello di business orientato alla sostenibilità ambientale e al benessere dei dipendenti e dell’intera comunità.
Il prezzo al pubblico consigliato per la Colomba Pere e Cioccolato è di 29 euro nel formato da 1 kg.


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