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LESSINI DURELLO: IL PRIMO BRINDISI DI NATALE FIRMATO GIANNITESSARI

L’azienda agricola di Roncà (Verona) si prepara alle feste. Sarà il primo anno per festeggiare con il Lessini Durello DOC firmato giannitessari

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Il Lessini Durello DOC è pronto per il primo brindisi natalizio sotto la firma giannitessari. Da quest’anno infatti, la società agricola di Roncà (Verona) ha deciso di unificare tutti i suoi prodotti sotto lo stesso marchio, completando la linea di vini fermi con sei spumanti, due Metodo Charmat e quattro Metodo Classico. I riconoscimenti sono stati tanti, soprattutto per il Lessini Durello 120 mesi 2006, premiato da Merum con tre Cuori, il massimo riconoscimento, da Vini Buoni d’Italia 2018 con la Golden Star e con la Corona – Premio Giuria del Pubblico e dalla Guida Vitae AIS Italia con le Quattro Viti. Mentre il Lessini Durello Doc 60 mesi è un Grande Vino per la Guida Slow Wine 2018. La giannitessari si conferma così tra le prime ad aver creduto nelle potenzialità di questa varietà autoctona coltivata sui Monti Lessini, un’area di origine vulcanica che si estende tra Verona e Vicenza. L’uva durella spicca per acidità e ricchezza in tannini, merito dell’influsso del suolo composto da tufi e basalti, con un’alta percentuale di ferro e magnesio, che conferiscono al vino sapidità minerale. Il Metodo Classico prevede tre versioni di affinamento sui lieviti: 36 mesi, 60 mesi, o 120 mesi di sosta in bottiglia, per acquistare un equilibrio e una complessità che gli permettono di rivaleggiare anche con i Franciacorta e gli Champagne più eleganti; con l’obiettivo di diventare il nome di riferimento per il Lessini Durello. Oltre agli spumanti Metodo Charmat Brut ed Extra Dry, Metodo Classico 36 mesi, 60 mesi, 120 mesi e Rosé 36 mesi, l’azienda giannitessari produce tre diversi Soave (un Soave Doc e i Cru di Soave Classico Monte Tenda e Pigno); due monovitigni (Chardonnay e Pinot Nero) coltivati sui suoli vulcanici della Lessinia e altri tre vini rossi: Due (da uve Merlot e Cabernet), Tai Rosso e Pianalto (da vecchie vigne di Cabernet) sui terreni dei Colli Berici. Circa 55 ettari di vigneto distribuiti in tre DOC a cavallo tra le province di Verona e Vicenza (Soave, Monti Lessini e Colli Berici), una moderna cantina con circa 7.000 metri e 350.000 bottiglie prodotte, per un totale di quindici etichette.

Informazioni al sito: www.giannitessari.wine

Press info:

Michele Bertuzzo – Giada Azzolin

MERCATO FIVI A PIACENZA: UN RACCONTO IN QUATTRO DEGUSTAZIONI

Quattro le degustazioni a tema previste per approfondire la conoscenza dei territori. E nel salone di Piacenza Expo più di 500 vignaioli pronti a raccontarsi attraverso i loro vini
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Anche quest’anno nei due giorni del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti di Piacenza (25-26 novembre) sono previsti quattro momenti di approfondimento sul rapporto tra vignaioli e territorio. Quattro degustazioni a tema, guidate direttamente da vignaioli, che racconteranno i luoghi e i territori del vino in Italia.

Sabato 25 novembre alle ore 14.00 la verticale di Cuvée Bois Les Crêtes di Costantino Charrere, tra i fondatori della FIVI e suo primo presidente, guidata da Mario Pojer – vignaiolo in Trentino. Un percorso alla scoperta di un vino fondamentale nella storia enologica in Italia, in grado di imporre all’attenzione nazionale una viticoltura, quella valdostana, che viveva prima relegata entro i limiti dei confini regionali.

A seguire, alle ore 17.00 la degustazione dedicata alla Vernaccia di San Gimignano di Montenidoli, guidata da Angela Fronti – vignaiola in Toscana. Elisabetta Fagiuoli, vignaiola dell’anno per la FIVI nel 2015, racconterà il suo vino in un percorso che è quasi un viaggio dentro a se stessa.

Domenica 26 novembre alle ore 14.00 ci sarà la degustazione dei Prosecco Colfondo, specchio della nuova tendenza dei vini rifermentati in bottiglia, guidata da Gigi Nembrini – vignaiolo in Lombardia. I produttori di Conegliano, Valdobbiadene e Asolo racconteranno il loro legame con un vino che è una parte fondamentale di storia del loro territorio.

Sempre domenica alle ore 17.00 la verticale di Rocce Rosse di Ar.Pe.Pe., guidata da Christoph Künzli – vignaiolo in Piemonte – alla scoperta di un territorio difficile e impervio come la Valtellina, della viticoltura eroica e della chiavennasca (nome locale dato al nebbiolo).

Il Mercato di Piacenza è certamente l’occasione migliore dove incontrare i vignaioli aderenti alla Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. Gli espositori di questa settima edizione saranno più di 500. Provenienti dalle diverse regioni d’Italia, sono tutte aziende agricole che seguono l’intera filiera produttiva, curando personalmente ogni passaggio, dalla vigna alla vinificazione, fino ad arrivare alla vendita.

Per iscriversi alle degustazioni: http://www.mercatodeivini.it/prevendita/

PROGRAMMA DELLE DEGUSTAZIONI

Sabato 25 novembre

Ore 14.00

Verticale di Cuvée Bois Les Crêtes di Costantino Charrere

Vini in degustazione:

Cuvée Bois 2015 (vite/ sughero), 2014 (vite/sughero), 2013 (sughero), 2012 (sughero), 2008 (sughero)

Ore 17.00

Degustazione Vernaccia Montenidoli di Elisabetta Fagiuoli

Vini in degustazione:

Vernaccia di San Gimignano 2012, 2002, 1997, 1994,1990

Domenica 26 novembre

Ore 14.00

Degustazione Colfondo

Vini in degustazione:

Ruge 2016

Rosanatale 2016

Collavo 2016

Volpere 2016

Miotto 2016

Rive de Nadal 2016

Follador 2015

Miotto 2014

Bele Casel 2012

Ore 17.00

Degustazione Ar.Pe.Pe.

Vini in degustazione:

Sassella Rocce Rosse 2009 (in anteprima), 2007, 2005, 2002, 2001, 1996

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Mercato dei vini in breve:

Quando: sabato 25 e domenica 26 novembre 2017

Dove: PiacenzaExpo

Orario di apertura al pubblico: dalle 11.00 alle 19.00

Ingresso: € 15.00 comprensivo di bicchiere per degustazioni

Ingresso ridotto: € 10.00 per soci AIS – FIS – FISAR – ONAV e SLOW FOOD (il socio deve mostrare tessera valida dell’anno in corso) e possessori del biglietto della manifestazione MareDivino 2017

Parcheggio: gratuito

Info utili: 500 i carrelli disponibili per gli acquisti

I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.

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FIVI – Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti

La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) è un’associazione nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del viticoltore di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Per statuto, possono aderire alla FIVI solo i produttori che soddisfano alcuni precisi criteri: “Il Vignaiolo FIVI coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta”.
Attualmente sono poco più di 1100 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 11.000 ettari di vigneto, per una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. Quasi 80 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale si avvicina a 0,7 miliardi di euro, per un valore in termini di export di 280 milioni di euro. Gli 11.000 ettari di vigneto sono condotti per il 51% in regime biologico/biodinamico, per il 10 % secondo i principi della lotta integrata e per il 39% secondo la viticoltura convenzionale.

Ufficio stampa FIVI:

Davide Cocco Anna Sperotto

GRAVNER: SOLO MAGNUM PER LA RIBOLLA RISERVA 2003

GRAVNER: SOLO MAGNUM PER LA RIBOLLA RISERVA 2003

Il vino dell’azienda, figlio di un anno difficile per la viticoltura, è pronto per il mercato dopo 14 anni di cantina. Sarà disponibile da novembre e solo in formato magnum

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Arriva a novembre sul mercato la Ribolla Riserva 2003 di Gravner. È una selezione ottenuta con le ultime uve raccolte nei due vigneti di Runk (Oslavia) da viti piantate nel 1915 e nel 1950 e viene proposta solo nella versione magnum, più adatta ai lunghi affinamenti. Entrambi i vigneti da cui proviene sono stati espiantati subito dopo la raccolta per lasciare spazio a nuove viti di ribolla. Una decisione maturata perché il terreno è ricco di ponca, un’argilla molto compatta. Questo rende difficile, se non impossibile, aggiungere viti nuove senza lavorare il terreno.

Il 2003 è stata un’annata molto calda e con pochissima pioggia – ricorda Josko Gravner – giudicata da molti difficile e di dubbia qualità. Ora, a distanza di 14 anni, possiamo invece dire che è stata un’ottima annata, almeno da noi”.

La Ribolla 2003 è rimasta in anfora per più di 10 mesi e, per la prima volta tra i vini di Gravner, ha passato 6 anni in botte prima dell’imbottigliamento avvenuto nel 2010. Altri 7 anni di affinamento in bottiglia, numero caro a Gravner, e la Ribolla 2003 è pronta per il mercato.

Anche il 2017 – prosegue Gravner – è stata un’annata particolare, con condizioni meteorologiche che non hanno giocato a nostro favore: troppe piogge fra la fine di settembre e l’inizio di ottobre hanno fatto marcire gli acini prima che arrivassero a maturazione”.

A distanza di vent’anni dalla prima piccola fermentazione in anfora che ha rivoluzionato il modo di fare e intendere il vino dell’azienda, Gravner quest’anno ha raccolto solo uve botritizzate e i pochi acini rimasti integri. Il raccolto – molto basso – sarà probabilmente, per la prima volta nella storia dell’azienda, solo di Ribolla dolce.

Anche in questo caso – conclude Gravner – soltanto il tempo saprà dirci se abbiamo fatto la scelta giusta”.

La Ribolla 2003, solo in formato magnum, sarà in vendita al pubblico a circa 200 euro la bottiglia.

Press info:

Davide Cocco – Anna Sperotto

MACULAN SVELA IL SEGRETO DEL SUO PANETTONE AL TORCOLATO

Per la preparazione del suo panettone di Natale Fausto Maculan ha scelto il Torcolato 2012, frutto di un’annata fortunata

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L’azienda vinicola Maculan di Breganze (Vicenza) lancia il suo Panettone al Torcolato per il Natale 2017. Una ricetta unica, studiata per esaltare gli aromi del vino ed evitarne l’evaporazione. Il segreto è nell’uvetta: immersa nel Torcolato per lungo tempo, riesce a sprigionare gli aromi quand’è il momento di gustarlo. La lunga lievitazione, la cottura attenta, il lento riposo di raffreddamento dopo l’uscita dal forno ma soprattutto l’aggiunta del Torcolato, sono passaggi che consentono al lievitato di essere leggero, soffice e ricco nel gusto.

Il Torcolato Breganze DOC è un vino dolce prodotto con la Vespaiola, una varietà autoctona di Breganze, i cui grappoli vengono messi da parte e attorcigliati con degli spaghi (da cui il nome: attorcigliato, intorcolato) per essere appesi alle travi delle soffitte per almeno cinque mesi. Ad appassimento terminato, le uve vengono pressate con un torchio fino a dare un succo a bassissima resa, denso e dolce. Dopo cento giorni di fermentazione il vino presenta ancora un sostenuto residuo zuccherino, circa 150 g/l. Segue un anno di affinamento in piccole botti in legno di rovere o di acacia e una sosta in bottiglia.

Per la preparazione del dolce natalizio, quest’anno è stata scelta l’annata 2012, una vendemmia fortunata, che ha dato un vino particolarmente ricco di sostanze aromatiche. Durante la lavorazione l’uvetta è immersa in una bagna speciale a base di Torcolato (50 ml per ogni chilogrammo di panettone) per preservarne i profumi fino al momento dell’assaggio: è questo che lo rende così buono. “L‘uvetta – rivela Fausto Maculan – è il cavallo di Troia che porta il Torcolato al consumatore, evitando la sua evaporazione nel forno e diventando così il testimone dell’operazione. Oltre a questo l’uso degli aromi è misurato e delicato in modo da non sormontare quelli del vino che noi consigliamo vivamente in abbinamento al panettone“.

Il Panettone al Torcolato è un prodotto della tradizione della casa vinicola, nato nel 2000 dall’incontro con Sonia e Dario Loison della pasticceria Loison di Costabissara. É consigliato gustarlo ad una temperatura non troppo bassa, ideale tra i 25 e i 30 gradi centigradi, per assaporare pienamente gli aromi che sprigiona il Torcolato.
É possibile acquistarlo nel suo formato da 1 o 3 kg nelle migliori enoteche e gastronomie d’Italia o direttamente in cantina. Il prezzo è di 28 euro per il panettone nel formato più piccolo, o 60 euro comprensivi di bottiglia di Torcolato da 375 ml e cassettina in legno.

Press info:

Michele Bertuzzo – Giada Azzolin

FESTA DELL’OLIO NUOVO: IL 12 NOVEMBRE AL FRANTOIO TURRI

Domenica 12 novembre 2017 il Frantoio Turri di Cavaion Veronese presenterà l’olio nuovo: quest’anno la produzione diminuisce ma le rese sono già al 16%

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Torna l’appuntamento con Fratelli Turri per la Festa dell’olio nuovo. Il frantoio di Cavaion Veronese (Verona) apre le porte al pubblico domenica 12 novembre 2017 dalle 10 alle 16. Oltre ad assaggiare l’olio franto quest’anno l’occasione è anche quella di conoscere come viene prodotto. Non solo degustazioni in programma, ma anche visite guidate in frantoio e agli uliveti: 400 piante che oltre a una funzione produttiva hanno anche una funzione didattica. Turri porta avanti un progetto di ricerca su 27 diverse varietà di olive italiane. L’obiettivo è lo studio del comportamento di queste varietà in luoghi diversi dal loro territorio di origine. Il frantoio si trova infatti in una delle zone più a nord d’Italia e d’Europa per la coltivazione dell’ulivo e il progetto nasce proprio per capire come queste piante si adattino all’ambiente che le ospita. Innovazione e ricerca sono infatti alla base del lavoro del frantoio, anche nella scelta dei sistemi di produzione: Giancarlo Turri, fondatore dell’azienda, è tra i primi in Italia ad aver scelto innovativi impianti di molitura in continuo, anziché i vecchi frantoi a presse.
Durante la giornata, con un’offerta alla Croce Rossa Italiana di Bardolino, si potranno degustare le diverse specialità gastronomiche del Garda, tutti piatti preparati con l’olio nuovo: polenta e renga, pasta e fagioli, bruschette e la tradizionale fogassa.

La Festa dell’Olio nuovo conclude la campagna olearia e lascia spazio a qualche riflessione sulla raccolta, a conclusione di un anno difficile per le avverse condizioni climatiche. Mentre la scorsa annata dopo le difficoltà delle piogge estive si era ripresa con l’autunno e aveva regalato una grande produzione, nel 2017 siccità e grandine hanno contribuito ad un calo produttivo, mantenendo però la qualità del raccolto. “Il 2017 è stato un anno complesso – afferma Laura Turri, co-titolare dell’azienda con i fratelli Luisa, Mario e Giovanni – reso difficile dalla siccità e dalla grandine. La produzione si è dimezzata ma le rese sono molto buone, siamo già al 16 %, e le olive sono arrivate al giusto grado di maturazione in ottima salute. Ci aspettiamo di assaggiare un olio nuovo fruttato, dolce e delicato”.

L’evento è aperto al pubblico e ad ingresso libero, per maggiori informazioni www.turri.com

Info in breve
Quando: domenica 12 novembre 2017
Dove: Cavaion Veronese (Verona)
Orari: dalle 10 alle 16
Modalità di partecipazione: ingresso libero. Con un’offerta alla Croce Rossa di Bardolino sarà possibile degustare, fino ad esaurimento, i piatti tipici conditi con l’olio nuovo.

IL NATALE DEI CINQUE SENSI: UN FINE SETTIMANA DI DEGUSTAZIONI A CANTINA TRAMIN

Venerdì 8 e sabato 9 dicembre la casa del Gewürztraminer presenta le nuove annate dei vini bianchi della linea Selezione. Domenica 10 dicembre mercatini e assaggi natalizi nel centro storico di Termeno

Venerdì 8 e sabato 9 dicembre 2017 dalle 10 alle 18, Cantina Tramin apre al pubblico per Il Natale dei cinque sensi: due giorni di assaggi, visite guidate e specialità gastronomiche dell’Alto Adige. L’occasione per celebrare le festività natalizie e le giornate d’Avvento.

Tre le degustazioni in programma: una presentazione delle nuove annate dei vini bianchi di punta Nussbaumer Gewürztraminer, Unterebner Pinot Grigio e Stoan Bianco 2016; una verticale di Terminum Gewürztraminer Vendemmia Tardiva delle annate 2005, 2008, 2011, 2014 e una degustazione di vini classici. Il programma prevede anche visite guidate alla Cantina alle 11, alle 14 e alle 16. Oltre ai prodotti della cantina, in assaggio diverse proposte di eccellenza dell’enogastronomia altoatesina: i cioccolatini di Oberhöller Finest Gourmet Chocolate (solo il venerdì); il formaggio fresco di latte vaccino del Maso Brunnerhof, una piccola azienda dove le sole venti mucche vengono nutrite principalmente con il fieno della propria terra, che si trova ad un’altezza di oltre 1000 metri. Pane, speck e salumi prodotti invece dal Maso Innerplatzerhof, realtà locale premiata recentemente per la qualità dei suoi prodotti, in particolare la Kaminwurz, tipico salume altoatesino, stagionato e affumicato utilizzando rami di ginepro. Il Maso Innerplatzerhof si distingue infatti per l’attenzione alla salute degli animali e alleva i maiali liberi all’aperto.

Durante le due giornate, saranno presenti i produttori delle specialità artigiane e ci sarà anche la possibilità di acquistare.

L’evento sarà l’occasione per presentare le strenne natalizie: Freisinger Schiava con Speck e formaggio locale oppure Roen Gewürztraminer Vendemmia Tardiva in abbinamento a tre tipi di praline realizzate con un ripieno a base di Roen Gewürztraminer Vendemmia Tardiva, Nussbaumer Gewürztraminer e Urban Lagrein.
Le iniziative organizzate a Termeno in occasione delle festività continueranno il giorno successivo con Avvento in Cortile. Nell’affascinante Betlemme, borgo più antico di Termeno, il 10 Dicembre sarà organizzato un tradizionale mercatino natalizio. A partire dalle 10 nel cortile del Ansitz Rynnhof ci saranno decorazioni artigianali, prodotti naturali e idee regalo per Natale, ma anche diversi assaggi gastronomici come la “Polenta di Termeno”, dolci, zuppe e bevande calde. Previsto anche un programma di intrattenimento musicale.
Info:
www.CantinaTramin.it

Press info:

Michele Bertuzzo – Giada Azzolin 

GIANNITESSARI INCORONA AL CJASAL COME MIGLIOR RISTORANTE EMERGENTE DEL TRIVENETO

Il premio della guida Venezie a Tavola consegnato dall’azienda agricola Giannitessari di Roncà a Stefano e Mattia Manias, giovani promesse veneziane

È la trattoria Al Cjasal di San Michele al Tagliamento (Venezia) il ristorante emergente dell’anno selezionato dal critico gastronomico Luigi Costa e premiato dall’azienda agricola Giannitessari di Roncà (Verona). Il premio è stato consegnato dallo stesso Tessari a Stefano e Mattia Manias ed Elena Falliero, gestori del locale, in occasione della presentazione dell’ottava edizione della guida Venezie a Tavola. Con oltre 150 ristoranti e 50 tra vini e prodotti artigianali, la guida pubblicata da Venezie Post anche quest’anno conduce alla scoperta delle eccellenze gastronomiche di una vasta regione che si estende dall’Alto Adige all’Istria.

Giovani talenti ricchi di promesse che hanno struttura, sguardo all’orizzonte e profondità di ricerca” ha spiegato Costa, nella cui carriera ha scovato decine di talenti in cucina. E tale sembra essere il destino dei fratelli Manias e della pasticcera Elena Falliero che da quattro anni gestiscono il locale di famiglia dopo aver fatto esperienza nei ristoranti degli Alajmo e da Bartolini. Oggi propongono un ambiente caldo e accogliente con una formula del tutto originale: dello stesso piatto si può prendere la porzione, la mezza porzione, oppure il cicchetto. “La cena può diventare un lungo aperitivo, in cui provare decine di assaggi, abbinando ogni boccone ad un calice di vino” spiega Stefano Manias. Una cucina certamente informale che non trascura però la qualità delle materie prime. Come quelle dell’orto, coltivato personalmente da Mattia.

Informalità e pragmatismo – spiega Gianni Tessari, titolare dell’omonima azienda agricola – sono questi gli elementi che mi fanno sentire particolarmente in sintonia con questi giovani chef che sono onorato di premiare. Anche a me piace andare alla sostanza delle cose, abbandonando inutili formalismi che il mondo del vino e quello della ristorazione devono oggi più che mai superare”.

Una strada che Gianni Tessari persegue attraverso vini in grado di coniugare piacevolezza e carattere. Tre i territori e le denominazioni nelle quali l’azienda opera: Lessini Durello di cui rappresenta uno dei principali produttori della versione Metodo Classico, Soave per i vini bianchi e Colli Berici per i vini da vitigni a bacca rossa.

Circa 55 gli ettari di vigneto distribuiti nelle tre DOC tra le province di Verona e Vicenza, una moderna cantina con circa 7.000 metri e 350.000 bottiglie prodotte, per un totale di quindici etichette.

Informazioni al sito: www.giannitessari.wine

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Michele Bertuzzo – Giada Azzolin

PUNTOZERO: CONTO ALLA ROVESCIA PER IL MERANO WINE FESTIVAL 2017

Dall’11 al 13 novembre 2017 la famiglia de’ Besi porta i vini dei Colli Berici all’Official Selection del Merano Wine Festival

Per il terzo anno consecutivo PuntoZero è fra le aziende selezionate dal Merano Wine Festival, in programma da venerdì 10 a martedì 14 novembre 2017. PuntoZero sarà presente nell’Official Selection di Wine Italia nel Palco Kursaal (Stand 13E) da sabato 11 a lunedì 13 novembre, con orario dalle 10 alle 18.

Porterà in degustazione i tre vini che Wine Hunter ha valutato con un punteggio tra gli 88 e gli 89,99 punti. Sono Punto 2012, prodotto con 100% di uve Merlot; Dimezzo 2013, prodotto con 50% Cabernet Sauvignon, 30% Merlot, 20% Cabernet Franc e Virgola 2013, da uve 100% Syrah.

L’occasione per PuntoZero è anche quella di valorizzare il territorio dei Colli Berici, dove trovano massima espressione i vitigni a bacca rossa. Nei suoi 11 ettari di vigna tra le colline di Lonigo (Vicenza), l’azienda coltiva Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot e Syrah, Tai Rosso e Carmenere. Impianti fitti, basse rese per ettaro e l’utilizzo in parte della tecnica di appassimento danno luogo a vini di grande struttura ed equilibrio, capaci di unire potenza ed eleganza. PuntoZero ha da poco dato il via ai lavori per la costruzione della nuova cantina, una struttura di 385 mq che sarà pronta per la vendemmia 2018. “Abbiamo deciso di lanciarci in questa sfida nel 1994 – racconta Marcella de’ Besi – con l’acquisto dei terreni, il recupero dei vecchi vigneti e la realizzazione di nuovi impianti. I nostri vini sono arrivati sul mercato solo dopo vent’anni, durante i quali abbiamo imparato a conoscere questa terra e a ricavarne il meglio. Da subito sono arrivati riconoscimenti delle più autorevoli guide del vino e la soddisfazione è davvero tanta. Un’ulteriore spinta a credere nel nostro progetto.”

Dal 1992 Merano Wine Festival è l’evento del vino dedicato ai professionisti del settore. Oltre 450 case vitivinicole, quasi 200 artigiani del gusto, 15 chef di spicco, master class e degustazioni.

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Azienda Agricola PuntoZero

L’azienda ricopre attualmente una superficie vitata di circa 11 ettari. Le varietà coltivate sono: Cabernet Sauvignon (3,00 ha), Merlot (2,00 ha) Syrah (2,00 ha), Carmenere (0,50 ha), Tai Rosso (0,20 ha), Pinot Bianco (0,40 ha), Incrocio Manzoni (0,40) e altre varietà a bacca rossa (2,7 ha). Le Pratiche vinicole sono di selezione dei germogli, defoliazione, diradamento e selezione in pianta dei grappoli migliori. Le vigne hanno un’età che varia dai 50 ai 5 anni. La resa per ettaro è di 65/70 quintali. La quantità di uva prodotta nel 2016 è stata pari a 630 quintali. La vendemmia è effettuata in plateaux e in casse da 15 kg. Le uve di Merlot e di Syrah vengono messe in appassimento per 20/30 giorni. Le bottiglie prodotte sono attualmente 16.000.

DA MILANO A ROMA: IL VIAGGIO DEL GASTRONAUTA CONTINUA

Chiusa la sesta edizione di Milano Golosa all’insegna della cucina concreta. Record di operatori del settore. Dal 2 al 4 dicembre il primo appuntamento con Roma Golosa

La cucina concreta, quella delle trattorie e dei panini, ha conquistato il pubblico di Milano Golosa che dal 14 al 16 ottobre ha raccolto al Palazzo del Ghiaccio di Milano oltre 13.000 persone. Nei tre giorni si sono susseguiti incontri e dibattiti che hanno visto protagonisti, tra gli altri, i nove cuochi delle Premiate Trattorie Italiane e i piatti più significativi e identitari della loro regione. Particolarmente apprezzata l’area PaniniAmo, un omaggio al pane imbottito in collaborazione con la Fondazione Accademia del Panino Italiano.

La sesta edizione della kermesse ideata da Davide Paolini ha visto una presenza record di buyer e operatori del settore, pari al 22% degli ingressi, interessati a conoscere le proposte dei 200 artigiani presenti al mercato con i loro prodotti spesso introvabili nei canali di vendita tradizionali. A Milano Golosa presenti anche buyer stranieri, provenienti da Germania, Gran Bretagna, Canada e paesi dell’ Est Europa.

Il viaggio del Gastronauta ora prosegue e porta a Roma, dove dal 2 al 4 dicembre si terrà la prima edizione di Roma Golosa. La formula sarà quella già rodata all’ombra della Madonnina e anche nella capitale Davide Paolini si è mantenuto lontano dai quartieri fieristici preferendo una location post industriale in grado di qualificare il lavoro degli artigiani che presenteranno le loro produzioni frutto del migliore made in Italy. Incontri, dibattiti, master class completeranno un programma ricco di contenuti e spunti per chi, finalmente anche a Roma, vorrà approfondire la conoscenza di una cucina che non vuole essere spettacolo ma espressione di un’identità culturale.

Maggiori informazioni su www.romagolosa.it


ROMA GOLOSA IN BREVE
2-3-4 DICEMBRE 2017
Guido Reni District | Via Guido Reni 7, Roma
0286462555/1919
info@romagolosa.it
www.romagolosa.it
Facebook: @RomaGolosa
Twitter: @ilgastronauta
Instagram: @gastronauta_official

ORARI AL PUBBLICO
Sabato: 12:00 – 21:00
Domenica: 11:00 – 19:00
Lunedì: 11:00 – 17:00

CLAYVER: L’INNOVAZIONE BRINDA AI TRE BICCHIERI

Al Sannio Sant’Agata dei Goti Piedirosso Artus DOC 2015 di Mustilli il riconoscimento della Guida del Gambero Rosso. Un vino fermentato e maturato in Clayver e acciaio per 12 mesi

Un vino affinato nei contenitori in gres porcellanato Clayver è stato insignito per la prima volta dei Tre Bicchieri nella guida Vini d’Italia 2018 del Gambero Rosso. Si tratta del Sannio Sant’Agata dei Goti Piedirosso Artus DOC 2015 di Mustilli. Da uve 100% Piedirosso, ha fermentato in Clayver e acciaio per circa 3 settimane, dove ha proseguito la maturazione per circa 12 mesi. Il vino ha poi affinato in bottiglia per 6 mesi prima di essere messo sul mercato.

Questo premio è innanzitutto un riconoscimento ad un’azienda, la Mustilli, che vede gratificato il frutto di un lungo lavoro e che ha avuto il coraggio di sperimentare. Ma è indirettamente anche un premio a Clayver e alla tecnologia che lo supporta – afferma Luca Risso, responsabile ricerca e sviluppo di Clayver – I Tre Bicchieri conquistati dall’Artus Piedirosso Sannio Sant’Agata dei Goti DOC 2015 ci fanno capire che stiamo andando nella direzione giusta e che le aziende che credono in un prodotto innovativo come il nostro possono raggiungere grandi risultati”.

La particolarità di Clayver è il materiale in cui è realizzato. Si tratta di un gres porcellanato, un materiale resistente agli urti e impermeabile, che non presenta i problemi di assorbimento, di perdita di prodotto e di cessione di sostanze indesiderate tipici di altri materiali. Permette uno scambio gassoso con l’esterno grazie alla sua struttura microporosa, anche se in quantità più limitata e su scale temporali più lunghe rispetto al legno.

Disponibile nelle versioni da 250 e 400 litri, Clayver è disponibile anche con un sistema di supporti modulare, che consente di impilare gli innovativi contenitori. I supporti, progettati dall’azienda Lafal, consentono di impilare i Clayver e quindi di sfruttare al meglio lo spazio all’interno delle cantine, aumentandone la capacità. Oltre a questo agevolano anche una serie di operazioni, come ad esempio il riempimento, lo scarico, il bâtonnage e la pulizia del contenitore.

Clayver è realizzato dall’omonima azienda di Savona, che l’ha immesso sul mercato nel 2014 dopo una lunga fase di studio e sperimentazione.


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Direttore responsabile: Michele Bertuzzo
In redazione: Davide Cocco, Anna Sperotto, Giada Azzolin, Carlotta Faccio, Chiara Brunato, Marco Zanella, Irene Graziotto, Marta Xerra, Elena Scarso, Micaela Tussetto

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