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GOURMANDIA 2019, AL VIA L’APPUNTAMENTO PIÙ GOLOSO DELLA PRIMAVERA VENETA

GOURMANDIA 2019, AL VIA L’APPUNTAMENTO PIÙ GOLOSO DELLA PRIMAVERA VENETA

Dal 13 al 15 aprile all’Ex Area Pagnossin di Treviso torna la tre giorni dedicata al cibo di Davide Paolini, tra chef stellati ed eccellenze del gusto

Gourmandia, l’evento dedicato al cibo e agli artigiani del gusto giunto alla sua quarta edizione, sta per tornare: dal 13 al 15 aprile 2019, per la prima volta, all’Ex Area Pagnossin, a pochi passi dall’aeroporto di Treviso; appuntamento con oltre 180 espositori provenienti da tutta Italia, chef stellati della cucina italiana e con una serie di talk dedicati alle eccellenze enogastronomiche.
Un viaggio tra sapori, tradizione e innovazione: tanti gli eventi durante la tre giorni, a cominciare dagli show cooking con i volti noti dell’alta ristorazione italiana.

Ad aprire le danze, sabato 13 aprile alle ore 13, sarà Luigi Biasetto dell’omonima pasticceria padovana, che spiegherà come nasce la sua celebre colomba pasquale. A seguire, alle 14, ci sarà lo show cooking di Andrea Berton, del Ristorante Berton di Milano, dove il protagonista assoluto sarà il merluzzo: lo chef cucinerà dei ravioli di patate in brodo di merluzzo e il trancio con crema di zafferano. Alle 17 sarà la volta di Tessa Gelisio, volto noto della televisione italiana, che preparerà per l’occasione un menù dedicato ai sapori della Sardegna, abbinando i piatti ai vini prodotti dalla conduttrice.
Domenica 14 aprile spazio ai profumi della Thailandia: alle 11 lo chef Francesco Brutto del Ristorante Undicesimo Vineria di Treviso preparerà la sua versione del Miang Khan, un piatto dove si intrecciano la cultura culinaria asiatica, quella italiana e quella messicana, dando vita ad un piatto dal sapore sorprendente. Il testimone passerà poi a Max Alajmo de Le Calandre di Rubano (Padova), che alle 12 tratterà un tema intrigante della sua cucina di chef tristellato: il sapore del gusto. Uno sguardo anche ai sapori e ai colori della cucina partenopea, con lo show cooking di Gennaro Esposito del Ristorante La Torre del Saracino di Vico Equense (Napoli), che interverrà alle ore 18.

Lunedì 15 aprile alle ore 11 sarà Alessandro Dal Degan a salire sul palco: lo chef del ristorante La Tana Gourmet di Asiago (Vicenza) preparerà il piatto Orzo, Terra e Acqua. Seguirà, alle ore 12, lo show cooking di Philippe Léveillé del Ristorante Miramonti L’Altro di Concesio (Brescia).
Uno spazio importante, in questa edizione di Gourmandia, è dato ai lievitati, con una serie di appuntamenti dedicati alla pizza e al pane, preparati utilizzando le farine di Mulino Quaglia e Molino Rachello: sono tanti gli eventi in programma per scoprire i segreti di un ottimo impasto, a partire dagli ingredienti scelti con cura.

Infine ci saranno due momenti dedicati alle premiazioni: domenica alle ore 10 Davide Paolini assegnerà i premi ai locali storici di Treviso e provincia, mentre alle ore 14.30 verrà decretato il vincitore de Il Mèjo Panéto, contest indetto dall’Accademia del Panino Italiano. In giura ci saranno il panificatore Giovanni Polo, Raffaella Lenarduzzi, direttore esecutivo Palagurmé, il direttore dell’Accademia del Panino Italiano Barbara Rizzardini, Daniele Reponi, creativo e storyteller del Panino, Riccardo Soncini, esperto di scienze e culture gastronomiche e Davide Paolini.

L’evento sarà aperto al pubblico. Ingresso a pagamento.
Info: gourmandia.gastronauta.it | info@gastronauta.it

UNIVERSO PROSECCO: LE TRE DENOMINAZIONI INSIEME A VINITALY

UNIVERSO PROSECCO: LE TRE DENOMINAZIONI INSIEME A VINITALY

Nel nuovo stand spazio alla discussione di temi legati alla storia, alla tutela e alla sostenibilità del territorio

Consorzio Vini Asolo Montello, Consorzio Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg e Consorzio di Tutela Prosecco DOC si presentano insieme nel nuovo stand Universo Prosecco (pad. 4 stand B4): anche quest’anno le tre Denominazioni hanno scelto Vinitaly per celebrare i traguardi raggiunti, che per quanto riguarda il 2018 sono andati ben oltre le attese permettendo alle tre Denominazioni di affermarsi sempre di più in Italia e sui mercati internazionali, e per lanciare nuove sfide future. Per il secondo anno consecutivo, quindi, oltre alle singole e tradizionali aree espositive, sarà allestito anche un unico spazio esperienziale comune, con l’obiettivo di presentare le peculiarità delle tre Denominazioni, che grazie alla loro attività di tutela e promozione hanno alimentato ed arricchito il successo dell’eccellenza italiana.

GLI OBIETTIVI
Gli obiettivi della presenza in fiera di Universo Prosecco sono di continuare a narrare la complessità delle tre Denominazioni di origine, capace da sola di mantenere vivo l’interesse degli interlocutori attraverso la ricchezza derivante dalle peculiarità dei territori d’appartenenza, la storia, le tradizioni, l’ingegno ed il saper fare delle loro popolazioni.

LO SPAZIO ESPOSITIVO
Un progetto nato per raccontare le diverse strategie di posizionamento delle tre Denominazioni, delineate attraverso gli elementi valoriali che contraddistinguono le tre realtà. Universo Prosecco è uno spazio “quadri polare”: tre delle quattro sezioni sono dedicate a ciascuna Denominazione, mentre la quarta, condivisa e quindi collettiva, esprime la sintesi universale.

IL PROGRAMMA
Nel nuovo stand si discuterà di arte, storia e territorio, ma anche di fake news, tutela e sostenibilità. Quattro in tutto gli incontri: tre curati da ciascun Consorzio e uno, l’ultimo, che vedrà, per la seconda volta, la partecipazione di tutti e tre i Presidenti.
Il primo talk, in programma domenica 7 aprile alle 15.45, sarà a cura del Consorzio Vini Asolo Montello: il giornalista del Corriere del Veneto Mauro Pigozzo indagherà assieme al professor Marzio Favero e al Presidente di Federcultura Andrea Cancellato sul tema del mecenatismo in epoca moderna nei territori del Prosecco.
Alle ore 11 di lunedì 8 aprile, invece, durante l’incontro a cura del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, si parlerà di fake news nel mondo del vino: definizione del fenomeno, come nasce e si diffonde nell’epoca di internet e dei social media e quali sono gli strumenti utili per combatterlo. Interverranno Barbara Sgarzi, referente dell’Associazione Parole Ostili ed esperta della tematica, Franco Carlo Guzzi e Rossella Daverio, entrambi manager e professionisti della comunicazione.
Martedì 9 aprile, alle ore 15.45, i Presidenti si rincontreranno e discuteranno di tutela, tema fondamentale per tutte e tre le realtà del Sistema Prosecco, assieme al Capo Dipartimento dell’ICQRF Stefano Vaccari e Giovanni Galimberti dello studio legale Bird& Bird.
Mercoledì 10 aprile alle ore 11.00 sarà la volta del Consorzio Tutela Prosecco DOC, che interverrà sul tema della sostenibilità. L’incontro verrà introdotto dal responsabile Agricoltura di Legambiente Angelo Gentile. Vi parteciperanno i tre Presidenti dei Consorzi: Armando Serena, Presidente del Consorzio Vini Asolo Montello; Innocente Nardi, Presidente del Consorzio Tutela Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg; Stefano Zanette, Presidente del Consorzio Tutela Prosecco DOC.

Info in breve | Universo Prosecco
Quando: dal 7 al 10 aprile 2019
Dove: Vinitaly, Pad 4, Stand B4

LE TRE DENOMINAZIONI
CONSORZIO DI TUTELA PROSECCO DOC
Il Prosecco DOC, con l’approvazione dei disciplinari del 2009, nasce in quattro province del Friuli Venezia Giulia: Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine e in cinque province del Veneto, ovvero, Belluno, Vicenza, Venezia, Padova e Treviso, dove si concentra la maggiore produzione e la più lunga tradizione spumantistica.
Una terra unica, quella del Veneto e Friuli Venezia Giulia, che, grazie al Prosecco DOC, esprime le sue eccellenze come la bellezza, il talento, l’arte, il design, la storia, la creatività e il saper godere pienamente la vita: tutte peculiarità, connesse allo stile di vita italiano. Una terra unica come la sua gente che si distingue per ingegno, competenza, talento e per quel “made in Italy” di qualità grazie al quale il nostro Prosecco è riconosciuto nel mondo come una delle migliori espressioni del genio italiano. Il Prosecco DOC, a dieci anni dal suo riconoscimento, ma con una storia produttiva ben più antica, è oggi la prima Denominazione di Origine Italiana sia a volume che a valore.

CONSORZIO VINI ASOLO MONTELLO
I vini prodotti ad Asolo e sul Montello sono veri tesori da scoprire; tra essi spicca il sapido e strutturato Asolo Superiore DOCG, il più raro tra le appellazioni dell’Universo Prosecco. Su queste colline, accanto al vigneto prosperano ulivi, ciliegi e pascoli che parlano di integrità dell’ambiente e di ricerca del buono; la vite cresce affondando le radici nelle marne, conglomerati argillosi dal tipico colore rosso che, modellate da millenni di erosione naturale, hanno formato doline, dolci o profonde, e forniscono il substrato in cui le viti trovano abbondanza di minerali e sostanze con cui arricchire i loro grappoli.La città di Asolo, uno tra i borghi più belli d’Italia, è un patrimonio di eleganza, arte, cultura e tradizione che, a seguito della frequentazione da parte di tante personalità di spicco da tutto il mondo, nel tempo ha assunto un suo distinto stile cosmopolita. L’equilibrio di proporzioni delle numerose ville venete, inserite in armonia con la natura circostante e la loro grazia hanno permeato il gusto, non solo estetico, dei propri cittadini.
Proprio in questo ambiente, dove l’eccellenza si respira quotidianamente, i produttori dell’Asolo hanno fatto scelte coraggiose e controcorrente salvando dall’estinzione alcune varietà e vigneti storici. In tutto ciò si inserisce dal 1985 il Consorzio Vini Asolo Montello, con obiettivi primari la salvaguardia, la promozione e la valorizzazione non solo dei propri vini bensì dell’intero territorio in cui questi vengono prodotti.

CONSORZIO TUTELA DEL VINO CONEGLIANO VALDOBBIADENE
A Conegliano Valdobbiadene la cultura del Prosecco Superiore è storia, da più di tre secoli consolidata nei 15 Comuni di origine della denominazione. In questo territorio vocato ed interamente collinare, il paesaggio è caratterizzato da ripidi pendii che si alternano a
dolci declivi. Le viti sono coltivate tra i 50 e i 500 metri d’altitudine, sui versanti sud della fascia collinare: inverni lunghi ma non eccessivamente freddi, estati calde ma non afose. Le viti curate spesso a mano, sapientemente, dato che la natura dei terreni, con
pendenze che possono arrivare al 70%, li rende inaccessibili ai mezzi meccanici.
Proprio dove le colline sono più ripide vengono coltivati i famosi vigneti “eroici” ; fino ad arrivare all’apice dell’eccellenza, le ‘Rive’ ed il celeberrimo Cartizze.
Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco è una delle Denominazioni Garantite d’Italia, riconoscimento riservato ai vini più qualitativi e di più antiche tradizioni: il Consorzio è nato nel 1962, mentre nel 1969 veniva riconosciuta la Denominazione di Origine Controllata Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, innalzata poi a DOCG nel 2009. A Conegliano è attiva la più antica Scuola di Enologia italiana (1876) , mentre è la più antica Strada del Vino (1966) a collegare Conegliano e Valdobbiadene.

FIVI: SERVE MAGGIOR RAZIONALITÀ NEI CONTROLLI SANITARI ALLE CANTINE

FIVI: SERVE MAGGIOR RAZIONALITÀ NEI CONTROLLI SANITARI ALLE CANTINE

La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti chiede un nuovo protocollo sanitario e una formazione specifica per gli ispettori ASL. Pronto un tavolo di confronto con la Società Italiana di Igiene

Le norme sanitarie del settore alimentare non vanno bene per quello del vino: serve una nuova regolamentazione e più razionalità nei controlli. È questo il pensiero di FIVI, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, che nel nuovo Dossier Salute richiede un protocollo sanitario ad hoc per le cantine e una formazione specifica per gli ispettori delle ASL.
“Il nostro obiettivo – dichiara il Segretario Nazionale Saverio Petrilli – è come sempre quello di collaborare con le istituzioni. Vorremmo evitare visite inutili da parte degli ispettori delle ASL sia per non pesare inutilmente sull’erario sia per evitare di far perdere tempo e soldi ai Vignaioli. Il vino non è come tutti gli altri prodotti alimentari, per questo chiediamo che gli venga riconosciuta la sua specificità”.
Molti gli spunti e i punti critici della normativa riportati nel dossier: dalla presenza della muffa nelle cantine, alla gestione del manuale HACCP fino alla conservazione delle bottiglie.
Il dossier Salute diventerà il punto di partenza di un dialogo fra la FIVI e il dott. Sandro Cinquetti, Presidente della sezione Triveneto della Società Italiana di Igiene. Lo scopo è quello di attivare in tempi rapidi un confronto tra dirigenti esperti di igiene pubblica e igiene degli alimenti per arrivare a stendere le linee guida sui processi di produzione di vino. Il tutto sfocerà anche in una pubblicazione scientifica riguardante gli aspetti igienico-sanitari applicabili agli stabilimenti di produzione e imbottigliamento di bevande alcoliche.

Press info:

Davide Cocco

Anna Sperotto

 

CALINVERNO MONTE ZOVO SI VESTE DI NUOVO E LANCIA LA SFIDA AI GRANDI VINI ROSSI

CALINVERNO MONTE ZOVO SI VESTE DI NUOVO E LANCIA LA SFIDA AI GRANDI VINI ROSSI

Nuova etichetta per Calinverno, vino unico nel proprio genere. Prodotto con appassimento in pianta grazie al particolare microclima di Caprino Veronese

Una nuova bottiglia e una nuova etichetta per Calinverno, vino di punta dell’azienda agricola Monte Zovo, nato dall’intuizione di Diego Cottini e dalla volontà di dimostrare il valore del proprio terroir.
Un uvaggio inedito che vede le varietà tipiche veronesi Corvina, Corvinone e Rondinella insieme a Croatina e Cabernet Sauvignon, tutti coltivati in 12 ettari della tenuta di Caprino Veronese, posizionati dietro la struttura della cantina, sulle colline dell’anfiteatro morenico di Rivoli, a circa 300 metri sul livello del mare. Un luogo accarezzato dai venti, come testimonia la presenza di numerose pale eoliche, dove il bacino del Garda incrocia la Valle dell’Adige. La composizione del terreno è prevalentemente ciottolosa, calcarea, tendenzialmente povera. La conduzione del vigneto è in regimo biologico. Sono proprio le particolari condizioni dell’ambiente a consentire una tecnica di produzione peculiare per Calinverno: un doppio appassimento. Prima in pianta, dove i grappoli subiscono una surmaturazione di circa un mese, senza taglio del tralcio; quindi un appassimento non forzato in cassetta per altri 30 giorni. Una tecnica nata dall’inventiva di Diego Cottini, frutto dell’esperienza maturata dalla famiglia in Valpolicella.
“Calinverno – afferma Diego Cottini – viene prodotto solo nelle annate migliori sin dal 1998. Un vino di cui andiamo fieri, che ben rappresenta la nostra volontà di raccontare il territorio che amiamo con un linguaggio nuovo. Un prodotto che ci ha regalato grandi soddisfazioni in tutto il mondo, ma che oggi crediamo sia giunto il momento di far conoscere di più anche in casa nostra, convinti che possa trovare una propria collocazione nel novero dei grandi vini rossi italiani”.
Calinverno, il cui nome deriva da “calinverna”, la brina ghiacciata che ricopre i campi nei mesi invernali, viene ora proposto nell’annata 2015 con una nuova veste. Una nuova bottiglia borgognotta e un’etichetta che illustra il vigneto nella stagione della raccolta autunnale.
Calinverno viene prodotto solo nelle annate migliori, con un numero di bottiglie che varia tra le 30.000 e le 40.000, vendute mediamente a 35 € in enoteca.
Sarà possibile degustarlo a Vinitaly – a Verona dal 7 al 10 aprile – presso lo spazio Cottini Spa, Padiglione 7 – Stand E9.

Press info:

Michele Bertuzzo

Elisa Rigon

BREGANZE DOC: A VINITALY 2019 NUOVE INTERPRETAZIONI DI VESPAIOLO

BREGANZE DOC: A VINITALY 2019 NUOVE INTERPRETAZIONI DI VESPAIOLO

Le cantine associate portano in fiera a Verona il vino simbolo del Consorzio oltre ad altre eccellenze vinicole del territorio. Stand Consortile al Pad. 4 stand G4/G5 nell’area collettiva Made in Vicenza

Le Cantine del Consorzio Tutela Vini D.O.C. Breganze presenteranno in anteprima ai visitatori di Vinitaly 2019 – dal 7 al 10 aprile – la nuova annata di Vespaiolo, il vino ottenuto dall’autoctona uva Vespaiola nelle diverse varianti: fermo, spumantizzato e passito, il Torcolato. Si potranno inoltre assaggiare gli altri vini prodotti nella D.O.C., tra tutti i tagli bordolesi che tra le colline dell’Alto Vicentino hanno trovato ottima capacità di espressione.

Durante Vinitaly, la D.O.C. Breganze sarà protagonista di due masterclass organizzate all’interno dell’area della Regione Veneto (Pad. 4 stand D4/E4) dove porterà in assaggio alcuni dei suoi vini. Martedì 9 aprile l’appuntamento è alle 16.30 con Attraverso Colline e Prealpi, degustazione guidata dai sommelier di AIS Veneto che condurrà in un viaggio tra le eccellenze vitivinicole dei Consorzi Breganze, Colli di Conegliano, Gambellara, Durello e Colli Berici. Alle 10.30 di mercoledì 10 aprile si terrà invece l’evento Viaggio tra i prodotti tipici di Vicenza della Strada del Torcolato, in collaborazione con la Strada dei Vini Colli Berici e la Strada del vino Recioto di Gambellara. In questa occasione saranno proposte alcune specialità gastronomiche del territorio vicentino, come il bacalà in abbinamento al Vespaiolo e i biscotti zaleti con un calice di Torcolato di Breganze.

All’interno della collettiva Made in Vicenza (Pad. 4 stand G4/G5) saranno presenti non solo la postazione del Consorzio Tutela Vini D.O.C. Breganze, dove si alterneranno le aziende associate, ma anche gli stand di alcune cantine. Vignaioli Contrà Soarda, che porteranno il loro progetto “Green Card” e il Soarda Vespaiolo biologico 2018. Villa Angarano, con il rosé biologico 5 Sisters e il Vespaiolo 2015. Accanto a loro anche Cantina Col Dovigo con il Vespaiolo selezione Vignariva. Vigneto Due Santi che, a fianco dei classici rossi a taglio bordolese, presenterà in anteprima assoluta il Breganze D.O.C. Pinot Bianco 2018.

In fiera saranno presenti altre realtà consortili all’interno di propri stand. Al Padiglione 4 la Cantina Beato Bartolomeo che, nello Stand F7 completamente rinnovato, oltre alle etichette storiche, porterà in degustazione i suoi primi vini biologici: Vespaiolo, Pinot Grigio e Pinot Nero DOC dell’annata 2018. Al Pad. 7 stand B3 la Cantina Maculan porterà il nuovo Valvolpara Vespaiolo 2018 e, domenica 7 marzo alle ore 13.00, ospiterà il cooking show di Simone Gottardello, chef del ristorante Evo di Bardolino e vincitore del Premio Maculan 2019. Firmino Miotti sarà presente invece anche quest’anno all’interno dell’Area FIVI, al Padiglione 8 stand C8 desk 2.

Ufficio stampa:

Carlotta Flores Faccio

Anna Sperotto

COSMOGARDEN:  A BRESCIA LE MERAVIGLIE DEL MONDO GREEN

COSMOGARDEN: A BRESCIA LE MERAVIGLIE DEL MONDO GREEN

Dal 6 all’8 aprile al Brixia Forum Cosmogarden con 200 espositori. Tre giorni di convegni, workshop, incontri e possibilità di acquistare direttamente in fiera il meglio del gardening

A Brescia è tutto pronto per la prima edizione di Cosmogarden, la manifestazione fieristica che dal 6 all’8 aprile porterà al Brixia Forum tutte le novità del mondo del garden e del landscape design. Convegni, laboratori e momenti di approfondimento con i principali esperti del settore del verde animeranno i tre giorni di fiera, per un totale di 75 appuntamenti che coinvolgeranno professionisti e appassionati.

Durante la fiera, aperta dalle 9.30 alle 19.30, sarà possibile acquistare direttamente dagli oltre 200 stand presenti piante e fiori provenienti da ogni parte del mondo, i migliori arredi da giardino e le più avanzate attrezzature tecniche.

“Il ricco programma di Cosmogarden – spiega Mauro Grandi, ideatore dell’evento – prevede dibattiti e momenti di approfondimento che si susseguiranno durante tutti i giorni della manifestazione e che saranno affiancati da una serie di lezioni pratiche come laboratori e dimostrazioni, per una proposta espositiva di alta qualità, unica e coinvolgente”.

Tra gli appuntamenti dedicati al pubblico, alcuni saranno dedicati alle piante eduli, come l’incontro Orticoltura: come preparare al meglio l’orto di sabato 6 aprile alle 15.00, dove si parlerà di coltivazione biologiche e da balcone e verranno date tecniche e consigli pratici per un orto salutare e di qualità, e Uso delle piante eduli ornamentali: il giardino da mangiare di domenica 7 aprile alle 15.00, per conoscere e creare degli spazi verdi in cui l’estetica va di pari passo con l’utilità. Grande attenzione verrà data inoltre al giardinaggio e alla creazione di spazi verdi inusuali come I giardini del giappone: filosofia, storia e tratti fondamentali del giardino zen di Ezio Cammarata, che sabato alle 15.00 parlerà dei cenni storici, estetici e simbolici del giardino Zen, mentre domenica alla stessa ora terrà un workshop sulla loro realizzazione.

Agli operatori di settore, che con la partecipazione ad alcuni degli eventi potranno acquisire dei crediti professionali, sono dedicati i due principali convegni di Cosmogarden, entrambi dalle 10.00 alle 13.00: sabato l’appuntamento è con Dai veleni alla rigenerazione, patrocinato da Paysage e ERSAF, che si concentrerà sulla riqualificazione ambientale di siti industriali dismessi, mentre domenica sarà il turno di Sostegno reciproco tra uomo e natura, sostenuto da Paysage Topscape e rivolto alla tutela della natura e alla permacultura, ovvero al rapporto tra uomo e ambiente. Lo stesso giorno, dalle 14.00 alle 17.00, si parlerà inoltre degli incentivi per interventi di riqualificazione e recupero di aree verdi private con Bonus Verde e strumenti di credito, patrocinato da Assoartigiani, Assofloro Lombardia, Associazione florovivaisti Bresciani e ANACI Brescia.

Il costo del biglietto di ingresso, valido per una giornata, è di € 10 per l’intero e € 6 per il ridotto riservato a studenti e docenti accompagnatori.

Il programma completo degli eventi è disponibile sul sito www.cosmogarden.it/eventi

INFO IN BREVE | Cosmogarden

Quando: sabato 6, domenica 7 e lunedì 8 aprile 2019

Dove: Brixia Forum, Fiera di Brescia (Via Caprera, 5, 25125 Brescia)

Orario: dalle 9.30 alle 19.30

Parcheggio: parcheggio della fiera € 3

Biglietti: biglietto intero € 10, biglietto ridotto studenti e docenti accompagnatori € 6, ingresso gratuito bambini fino ai 10 anni e disabili con accompagnatore. I biglietti hanno la validità di 1 singola giornata.

Ufficio stampa:

Carlotta Flores Faccio

Anna Sperotto

VINITALY 2019: SARÀ SEGNO DI TERRA A RACCONTARE  IL FRIULI SECONDO ZORZETTIG

VINITALY 2019: SARÀ SEGNO DI TERRA A RACCONTARE IL FRIULI SECONDO ZORZETTIG

La nuova immagine della linea dedicata al territorio friulano sarà presentata l’8 aprile al Pad. 6 – Stand E2. In abbinamento i formaggi di Latteria di Taiedo

In occasione di Vinitaly 2019, in programma dal 7 al 10 aprile in Fiera a Verona, l’Azienda Agricola Zorzettig presenterà ufficialmente la nuova veste grafica della linea Segno di terra, concepita per testimoniare con forza il legame dei vini con la storia di Cividale del Friuli e l’identità di confine di cui sono ambasciatori gli abitanti e i frutti della terra. L’appuntamento è per lunedì 8 aprile alle ore 13.00 presso il Pad. 6 – Stand E2. La linea Segno di terra è composta da quattro vini in cui l’impronta degli autoctoni è forte, a rimarcare il valore del territorio d’origine: Cunfins, Donzel, Verduzzo e Merlot, rispettivamente due uvaggi, un vino dolce passito e un rosso di struttura.
Annalisa Zorzettig, titolare della cantina, racconterà le motivazioni alla base della nuova selezione: il desiderio di raccontare il legame con la terra in cui l’azienda affonda le proprie radici e la propria storia. Una tradizione ricca ed eterogenea, che unisce sensibilità e culture di genti diverse per le quali il confine è sempre stato un luogo d’incontro e scambio di conoscenze, di idee, di sapori.
La degustazione dei quattro vini sarà esaltata dall’abbinamento con i formaggi selezionati dalla Latteria di Taiedo di Chions. Il titolare Massimo Giusti appassionato, sperimentatore e al contempo cultore della tradizione gastronomica friulana, proporrà i seguenti accostamenti: caciotta di latte crudo con Donzel; latteria stagionata 16 mesi in abbinamento a Cunfins; formaggio stagionato al pepe con Merlot; infine Formadi Frant ai fichi, pistacchi e noci con Verduzzo, un formaggio di malga particolarmente pregiato che ha origine dalla tradizione contadina.
Un percorso sensoriale per raccontare la zona di Spessa di Cividale, nel cuore dei Colli Orientali del Friuli, dove nasce la cantina Zorzettig. Una zona vocata per la viticoltura dove i vigneti sono da un lato protetti dalle fredde correnti delle Alpi e dal’altro godono della benefica ventilazione dal mare Adriatico. Un luogo dove uvaggi o vitigni in purezza raggiungono la massima espressione della loro essenza.
Oltre alla novità Segno di Terra, a Vinitaly 2019 sarà protagonista anche la Selezione Myò. Il 7 aprile, dalle 11.30 alle 16.30 nella Sala Argento (piano -1, Palaexpo, ingresso A2), il Gambero Rosso organizzerà per gli operatori del settore una degustazione dei vini vincitori del Tre Bicchieri 2019, tra cui il Pinot Bianco Myò. Per l’intera durata della fiera, sarà possibile degustare il Sauvignon Myò presso lo stand del Consorzio Colli Orientali del Friuli Venezia Giulia. Lo stesso Sauvignon è stato selezionato per la cena di gala organizzata dall’Associazione Le Donne del Vino per la serata del 10 aprile al Palazzo della Gran Guardia.
Dal 5 all’8 aprile in occasione del fuori salone di Vinitaly, il Friulano Zorzettig sarà trà i vini che il pubblico potrà assaggiare al Palazzo del Vino sostenibile e dintorni. Si tratta della prima edizione di un progetto dedicato al tema dell’ecosostenibilità nel mondo del vino che quest’anno sarà allestito all’interno di Palazzo Carli.
“L’azienda negli ultimi anni ha intrapreso un percorso virtuoso di attenzione e rispetto della natura, che al Palazzo del Vino sostenibile e dintorni di Verona troverà particolare evidenza. – Afferma Annalisa Zorzettig – Testimonieremo la nostra idea di vino sostenibile, sensibilità condivisa con molte aziende vitivinicole, per rispondere in modo concreto ed efficace alle esigenze dei consumatori, sempre più attenti in fatto di tutela ambientale”.

GOPPION CAFFÈ, A VIENNA APRE LA PRIMA FILIALE ESTERA

GOPPION CAFFÈ, A VIENNA APRE LA PRIMA FILIALE ESTERA

La storica torrefazione trevigiana ha scelto la capitale austriaca grazie alla sua centralità per il mercato dell’Est Europa e alla sua storia

Goppion Caffè apre la sua prima filiale all’estero: nasce a Vienna la Goppion Kaffee GmbH. L’inaugurazione ufficiale della società avverrà a maggio, anche se la sede sulla Liechtensteinstraße, a pochi passi dal centro della città, è già operativa da alcune settimane: all’interno si trovano un ufficio commerciale, un magazzino e uno spazio dedicato ai corsi di formazione per i baristi e per gli amanti del caffè. La storica torrefazione trevigiana ha scelto la capitale austriaca per aprire la sua prima società estera sia perché rappresenta un punto strategico per il mercato dell’Est Europa, dove già Goppion è presente, sia perché la storia del caffè e delle caffetterie è parte fondamentale della cultura della città, come testimonia l’elezione del caffè viennese a patrimonio immateriale dell’umanità da parte dell’UNESCO, riconoscimento per il quale anche il Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale si sta attivando.

“Da tempo desideravamo mettere radici oltre i confini nazionali – spiega Paola Goppion, responsabile marketing e comunicazione di Goppion Caffé – per avere la possibilità di conoscere e farci conoscere nel mondo. D’altra parte, la storia della nostra azienda ha inizio a Treviso, continua in Etiopia e in Venezuela per poi tornare alle origini. Così abbiamo deciso di fare il primo passo proprio a Vienna, una città multiculturale e dalla storia antica. Senza dubbio la capitale austriaca rappresenta il nostro porto per l’estero. Oggi cominciamo da qui, con lo sguardo sempre aperto sul mondo e rivolto al prossimo passo”.

VINIFERA TRENTO:  QUELLO DEL VINO NON È UN PAESE (SOLO) PER VECCHI

VINIFERA TRENTO: QUELLO DEL VINO NON È UN PAESE (SOLO) PER VECCHI

Grande successo per l’evento organizzato alla Fiera di Trento dall’associazione Centrifuga il 23 e 24 marzo. Alta qualità dei prodotti e della proposta

La seconda edizione di Vinifera, il Salone dei vini artigianali dell’Arco Alpino, che si è svolta a Trento Fiere lo scorso fine settimana, chiude i battenti con 2000 ingressi in due giorni e la consapevolezza di aver proposto un evento unico nel suo genere.

Le ragioni sono varie: l’indiscussa qualità dei vini; l’eterogeneità dei prodotti proposti (anche di nicchia come l’idromiele Thun o il Trentinsushi); l’area geografica coinvolta, l’Arco Alpino, che raramente viene considerata in maniera organica dal punto di vista vitivinicolo; la giovane età e l’entusiasmo degli organizzatori.

Abbiamo cercato di portare una visione nuova e fresca di Rassegna e Salone, dove il fil rouge è la volontà di fare squadra tra le realtà del territorio, andando al di fuori dei soliti schemi. – afferma Elena Grolli, dell’associazione Centrifuga, organizzatrice dell’evento – Ci siamo proposti di reinterpretare il classico Salone del Vino investendo non solo nella qualità dei vini, ma anche nella qualità di contenuti: tanti, per tutti i gusti, veramente informativi”.

Un investimento ripagato dall’affluenza di pubblico, cresciuta del 30% rispetto la prima edizione, sia al Salone che a tutte le conferenze. Sabato Gianpaolo Giacobbo ha condotto un’interessante degustazione sui rifermentati alpini, mentre Matteo Gallello, responsabile dell’area didattica di Porthos, ha guidato i presenti nella degustazione geosensoriale secondo il metodo proposto dal professore Jacky Rigaux nel libro Il Vino Capovolto. Il messaggio di fondo, perfettamente in linea con la filosofia di Vinifera, è che solamente una profonda conoscenza della geografia di origine (terroir) permette la comprensione piena di un vino e il risveglio di sensazioni tattili e retrolfattive. Il convegno Potenzialità e limiti dei vitigni resistenti si è focalizzato sullo stato dell’arte di questo settore, lasciando ai partecipanti un messaggio orientato al futuro: la scienza dona alla vite la qualità della resistenza, chi coltiva ne usufruisce ma vanno sempre tenuti a mente i limiti relativi alla sostenibilità, anche nello scegliere dove collocare i vigneti. La giornata si è conclusa con il laboratorio dedicato alle fermentazioni alpine condotto da Alessia Morabito e Vea Carpi, definito il metodo di conservazione più antico, ecologico e salutare.

La domenica è iniziata con una degustazione incentrata sui formaggi d’alpeggio, prodotti secondo una lunga tradizione che accomuna tutti i territori attraverso l’intero Arco Alpino. Si è voluto poi dare spazio alle nuove leve di vignaioli del Trentino Alto Adige, con uno sguardo sul futuro del sistema vitivinicolo della regione grazie al dibattito organizzato in collaborazione con i Vignaioli Indipendenti del Trentino e i Freie Weinbauern Südtirol. Dal confronto è emersa l’importanza di crescere numericamente e la necessità di creare connessioni con il comparto turistico e con le istituzioni. Ai Dolomitici – il gruppo nato per valorizzare l’originalità e la diversità della viticoltura trentina – il compito di presentare il Perciso: cinque annate in degustazione e la storia di un vitigno storico, il Lambrusco a foglia frastagliata.
La giornata si è conclusa con la consegna del premio
La Picca d’oro di Vinifera, assegnato dai visitatori al miglior vignaiolo della manifestazione: a Vitale Girardi di Malga Ribelle (Farra di Soligo – Treviso), che ha conquistato i partecipanti con il suo Prosecco DOCG sui lieviti.

Press info:

Anna Sperotto

Giulia Tirapelle

TUTTI VOGLIONO VEDERE I VIGNETI DEL BARDOLINO: DOPO WINE ENTHUSIAST YAHOO! SPAGNA LI COLLOCA TRA I MIGLIORI LUOGHI DEL VINO DEL 2019

TUTTI VOGLIONO VEDERE I VIGNETI DEL BARDOLINO: DOPO WINE ENTHUSIAST YAHOO! SPAGNA LI COLLOCA TRA I MIGLIORI LUOGHI DEL VINO DEL 2019

Bárbara Asnaghi definisce il Bardolino la rockstar dei vini rossi, mentre Patricia Thomson sulle pagine di Tastes of Italia spiega la Rosé Revolution e il successo del Chiaretto

I vigneti del Chiaretto e del Bardolino, sulla sponda veronese del Garda, sono sempre più alla ribalta internazionale: dopo la segnalazione della prestigiosa rivista americana Wine Enthusiast, in cui l’area viene citata tra i dieci luoghi da non perdere nel 2019 per gli amanti del vino, è ora la versione in lingua spagnola del portale Yahoo! a collocarla al vertice delle cinque migliori destinazioni vinicole mondiali dell’anno, insieme con la Valle del Maule in Cile, Salonicco in Grecia, la Yara Valley in Australia e Maldonado in Uruguay.

A stilare l’elenco del quintetto delle mete vinicole da vedere quest’anno per la rubrica Yahoo! Vida y Estilo (lo spagnolo è la terza lingua più parlata al mondo dopo il cinese e l’inglese) è la giornalista Bárbara Asnaghi, che definisce il Bardolino la rockstar dei vini rossi. “Un sorso di questo vino e la tua bocca sarà inondata dal sapore di frutti selvatici e dai profumi floreali, con un tocco speziato” scrive Asnaghi, che suggerisce l’assaggio di altri due vini della riviera veronese, il Lugana e il Custoza.

Il Chiaretto di Bardolino è invece al centro dell’ampio servizio della giornalista statunitense Patricia Thomson apparso sulla rivista americana Tastes of Italia. La wine writer spiega nel dettaglio che cos’è la Rosé Revolution attuata nel territorio bardolinese e descrive la chiave del successo del Chiaretto. Thomson racconta nei dettagli la storia e le caratteristiche del vino rosa del Garda, che sta rapidamente conquistando il mercato.


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