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DOC GAMBELLARA: AL VIA UN PROGETTO TRIENNALE PER LA VITICOLTURA SOSTENIBILE

DOC GAMBELLARA: AL VIA UN PROGETTO TRIENNALE PER LA VITICOLTURA SOSTENIBILE

Lunedì 9 dicembre a Montecchio Maggiore (VI) un convegno dedicato alle tecniche innovative di gestione del suolo in vigneto. Capofila del progetto sarà La Biancara di Angiolino Maule

 

Nel Consorzio Tutela Vini Gambellara è nato un progetto triennale dedicato alla viticoltura sostenibile. Il territorio della DOC farà parte dello studio sperimentale T.I.Ge.S.Vi – Tecniche innovative di gestione del suolo in vigneto e loro influenza sulla biodiversità e sulla fertilità, che avrà l’obiettivo di fornire ai viticoltori indicazioni su come coltivare al meglio i vigneti per migliorare la biodiversità del territorio e la vita delle piante. La presentazione del progetto sarà l’oggetto del convegno in programma lunedì 9 dicembre 2019 alle 20.45 nella Sala Murialdo di Montecchio Maggiore (Vicenza).

“Negli ultimi decenni – spiega Silvano Nicolato, Presidente del Consorzio Tutela Vini Gambellara – stiamo assistendo ad una forte riduzione delle risorse naturali negli ecosistemi agricoli, ma anche alla richiesta di un approccio sempre più sostenibile da parte dei consumatori. La DOC Gambellara ha da sempre una forte propensione ad un pensiero alternativo nella viticoltura, tanto da essere l’avamposto del vino naturale con l’Associazione VinNatur. Per questo siamo felici di far parte di questa sperimentazione triennale che ci vedrà in prima fila per migliorare la salubrità del nostro territorio”.

La ricerca, che coinvolgerà anche il Consorzio Tutela Vini Colli Euganei, verrà condotta nel periodo tra il 2019 e il 2021. Capofila del progetto sarà la cantina La Biancara di Angiolino Maule e il gruppo di lavoro sarà composto, oltre che dai due Consorzi di Tutela, anche da VinNatur, Cantine Vitevis, IRECOOP Veneto, il Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente.
“Ci auguriamo che questo studio – spiega Angiolino Maule, Presidente VinNatur e titolare de La Biancara – sia il primo passo di un proficuo percorso con i produttori del Consorzio, per sensibilizzare maggiormente le aziende verso il tema della sostenibilità e avvicinarle ad una viticoltura sempre più attenta all’ambiente”.

Accanto a Giovanni Ponchia, Direttore del Consorzio e moderatore del convegno, interverranno Silvano Nicolato e Angiolino Maule. Con loro ci saranno Lorenzo Tonina di Studio Giannone che introdurrà il progetto, la sua strutturazione e i risultati attesi; Luca Pizzoli di Cantine Vitevis, con un intervento sull’importanza della coltivazione ecosostenibile per aiutare l’apparato radicale della vite, e Stefano Zaninotti di Vitenova che presenterà le misurazioni chimico-fisiche della fertilità biologica del terreno e l’utilizzo di tali analisi a livello agronomico.

La partecipazione al convegno è gratuita e aperta a tutti.

I CLIVI PRESENTANO SAN LORENZO,  L’ALTRA FACCIA DEL FRIULANO

I CLIVI PRESENTANO SAN LORENZO, L’ALTRA FACCIA DEL FRIULANO

La cantina di Ferdinando e Mario Zanusso mette in commercio Friulano San Lorenzo e ripropone il confronto tra Collio e Colli Orientali. Il racconto di due terroir in bottiglia

 

Nella cantina de I Clivi è nata una nuova interpretazione del friulano. L’azienda di Corno di Rosazzo (Udine) ha messo in commercio il Friulano San Lorenzo, frutto del vigneto allevato sulle pendici del Collio. Il vino si inserisce nella linea chiamata Rosaspina, dove è già presente il Friulano San Pietro, che invece nasce sui Colli Orientali del Friuli. La cantina ripropone così il confronto tra due terroir tanto vicini quanto diversi, raccontati con lo stesso vitigno.

L’etichetta del Friulano San Lorenzo era già stata utilizzata per la prima e unica volta nell’annata 2009; il progetto è stato quindi ripreso a partire dal 2017, grazie a vendemmie più generose. Il vigneto San Lorenzo, da cui provengono le uve usate per questo vino, circonda l’omonima chiesa sul Monte Quarin a Brazzano di Cormons (Gorizia), in un versante considerato tra i migliori cru del Collio. Il vino che ne deriva matura 12 mesi sulle fecce bonificate in legno, il doppio rispetto al Friulano San Pietro, dando vita così ad un prodotto delicato al naso, ma pieno in bocca, con un fondo di mandorla e sambuco.

“Con il Friulano San Lorenzo – spiega Mario Zanusso, titolare de I Clivi assieme al padre Ferdinando – vogliamo proporre un vino che rappresenti un’idea più classica del friulano, con spunti dalla tradizione germanica. Il confronto con il Friulano San Pietro ci permette inoltre di continuare il racconto iniziato con Galea e Brazan: partiamo dal vitigno simbolo del nostro territorio per raccontare le due anime e i due terroir che definiscono I Clivi, valorizzandone l’identità attraverso i nostri vini. Mentre nel San Pietro parliamo degli aromi primari del friulano, della sua leggerezza e freschezza, il San Lorenzo possiamo considerarlo il suo fratello maggiore, più evoluto e complesso.”

Entrambi i vini fanno parte della linea Rosaspina, che si caratterizza per una fascia di prezzo più bassa rispetto a Brazan e Galea, i due Friulano di punta dell’azienda: il San Pietro viene proposto al prezzo di 8,90€, mentre il San Lorenzo a 9,90€.

CONGRESSO NAZIONALE AIS: LA SOMMELLERIE INVESTE NELL’ENOTURISMO

CONGRESSO NAZIONALE AIS: LA SOMMELLERIE INVESTE NELL’ENOTURISMO

Chiuso a Verona il 53° appuntamento dell’Associazione Italiana Sommelier, focalizzato sul Sommelier come guida enoturistica. Grande successo per i tour alla scoperta del territorio enologico veneto

 

A Verona si è concluso il fine settimana dedicato al 53° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier, l’evento organizzato da AIS Veneto che ha radunato nella città scaligera appassionati ed esperti del mondo del vino. Grande successo per il convegno di apertura del sabato, che ha evidenziato come l’Associazione stia investendo sempre di più nella figura del Sommelier come operatore e professionista della comunicazione enoturistica, tanto da riflettere sulla creazione di un corso didattico ad hoc.

“Quando AIS è nata era al passo con i tempi, – ha sottolineato Antonello Maietta, Presidente AIS – oggi invece i tempi li precorre, anticipando le tendenze. La nostra Associazione conta oltre 40.000 Sommelier ed è fondamentale per noi offrire loro una preparazione mirata alle richieste del mercato. Proprio per questo vorremmo creare un corso dedicato, con una formazione dedicata alla psicologia del cliente, ai beni culturali e all’accoglienza, fino a delle nozioni in lingua inglese che oggi sono indispensabili per adeguarsi ad un contesto internazionale”.

A sostenere la figura del Sommelier come operatore enoturistico sono stati i 7 tour guidati organizzati da AIS Veneto in occasione del Congresso Nazionale, che hanno portato il pubblico alla scoperta di alcune delle aree vitivinicole più vocate della regione, promuovendo il rapporto tra il vino e l’eredità culturale del territorio.

“L’ottimo successo ottenuto dai tour – commenta Marco Aldegheri, Presidente AIS Veneto – ci ha dato grande soddisfazione: è la conferma di come il pubblico sempre più desideri avvicinarsi al vino attraverso una esperienza immersiva dove il racconto del territorio diventa determinante. In questo le competenze del Sommelier diventano determinanti. Abbiamo ancora un grande lavoro da fare per ammodernare la nostra modalità di comunicazione, ce lo dicono i tanti esperti intervenuti, ma siamo convinti che condurre il turista nel mondo del vino sia un ruolo che ci appartiene per naturale vocazione”.

Durante la tre giorni la città di Verona ha visto impegnati più di 170 Sommelier di AIS Veneto per coordinare e gestire le degustazioni aperte al pubblico, i tour guidati e i banchi d’assaggio saloni del gusto del Congresso Nazionale AIS. Sono più di 3500 gli accessi registrati nei tanti appuntamenti della ricca kermesse veneta.

PASTICCERIA FILIPPI: UN PANETTONE BUONO DENTRO E FUORI

PASTICCERIA FILIPPI: UN PANETTONE BUONO DENTRO E FUORI

Un approccio sostenibile in ogni campo, dalle materie prime alla lavorazione. Benefit Corporation dal 2015 l’azienda di Zanè si è aggiudicata nel 2019 l’oro nella LEED Certification

 

Buoni a Natale, buoni sempre. La Pasticceria Filippi di Zanè (Vicenza), che ha da poco presentato la sua nuova linea di panettoni speziati per le festività natalizie, persegue con successo l’approccio ecosostenibile che caratterizza ogni aspetto dell’azienda: dalla ristrutturazione dell’edificio, alle materie prime utilizzate per gli impasti, fino agli incarti e agli imballaggi di tutti i dolci.

Le carte, i pendagli, le borse e le scatole utilizzate dalla pasticceria sono infatti realizzate con prodotti a marchio FSC – Forest Stewardship Council®, certificazione che identifica i materiali contenenti legno proveniente da foreste verificate e gestite in maniera corretta e responsabile, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. I nastri che impreziosiscono il packaging sono invece creati con filato ottenuto dalla plastica di bottiglie riciclate, tramite un processo esclusivamente meccanico e senza l’utilizzo di agenti chimici prodotti dall’azienda Mimma Nastri di Pietrasanta (Lucca).

La pasticceria ha espresso il suo impegno verso la sostenibilità anche nella ristrutturazione degli spazi e nelle diverse fasi della lavorazione dei prodotti dolciari, aspetti che hanno permesso all’azienda di aggiudicarsi nel luglio 2019 l’oro nella LEED Certification, programma di certificazione volontario sviluppato negli Stati Uniti e che poche aziende italiane possono vantare.

Grazie all’approccio ecologico, alla sostenibilità sociale e ambientale, allo sviluppo dell’economia locale e all’attenzione dimostrata verso le esigenze dei proprio dipendenti, la Pasticceria Filippi si identifica inoltre dal 2015 come Benefit Corporation, un nuovo tipo di azienda che va al di là dell’obbiettivo del profitto, rispettando volontariamente i più alti standard di scopo, responsabilità e trasparenza.

I DUE GIORNI DEL BARDOLINO E DEL CHIARETTO: AL VIA L’APPUNTAMENTO CON I VINI DEL GARDA VERONESE

I DUE GIORNI DEL BARDOLINO E DEL CHIARETTO: AL VIA L’APPUNTAMENTO CON I VINI DEL GARDA VERONESE

Due eventi per scoprire i vini simbolo del territorio bardolinese: #BardolinoCru e Il Chiaretto che verrà sono in programma sabato 7 e domenica 8 dicembre alla Loggia e alla Barchessa Rambaldi

 

Tutto pronto per #BardolinoCru e Il Chiaretto che verrà, i due eventi dedicati ai vini simbolo della sponda orientale del lago di Garda: sabato 7 e domenica 8 dicembre appuntamento nelle sale del Ristorante La Loggia Rambaldi e dell’adiacente Barchessa, sul lungolago di Bardolino (Verona).

Ad aprire le danze sarà #BardolinoCru, la degustazione in programma sabato 7 dicembre dedicata alla scoperta dei vini sperimentali delle future sottozone Montebaldo, La Rocca e Sommacampagna proposti in varie annate. Obiettivo dell’evento è una nuova valorizzazione dei cru bardolinesi, già noti a fine Ottocento quando il vino prodotto sulla sponda veronese del Garda era servito nei Grand Hotel svizzeri al pari dei vini della Borgogna e del Beaujolais. Già allora si conosceva l’esistenza di tre sottozone, individuate dai commercianti di vino nel 1825 e poi descritte da Giovanni Battista Perez nel 1900, nel volume La Provincia di Verona ed i suoi vini. Oltre a diciotto produttori di Bardolino, alla manifestazione – giunta alla sua seconda edizione – prenderanno parte anche nove vignaioli dei “cru” della DOC sudtirolese St. Magdalener. Saranno un centinaio i vini in assaggio.

Seconda edizione anche per Il Chiaretto che verrà, la pre-anteprima dell’annata 2019 del Bardolino Chiaretto. Domenica 8 dicembre si degusterà il Chiaretto “da vasca” dell’ultima vendemmia, messo a confronto con il Chiaretto dell’annata precedente. Presente anche il Chiaretto spumante. Un’occasione unica per assaggiare la produzione della denominazione leader dei vini rosa italiani nelle prime fasi post fermentazione. Trenta i produttori presenti, anche in questo caso un centinaio i vini in degustazione.

I banchi d’assaggio di #BardolinoCru saranno aperti dalle 14.00 alle 20.00. Il Chiaretto che verrà, invece, sarà aperto dalle 10.00 alle 20.00. Il costo del calice per le degustazioni di #BardolinoCru è di 15 euro per l’intero, mentre per Il Chiaretto che verrà è di 10 euro. Il costo del biglietto per entrambe le giornate è di 20 euro. Il biglietto ridotto è pari ad 8 euro ed è riservato ai soci Ais, Onav, Fisar, Fis, Aspi, Slow Food. Per entrambe le giornate è possibile acquistare il biglietto online al seguente link: http://anteprimachiaretto.it/dicembre.html
Per i residenti nel Comune di Bardolino l’ingresso a #BardolinoCru è di 8 euro, mentre Il Chiaretto che verrà è gratuito.

INFO IN BREVE
#BardolinoCru
Data: sabato 7 dicembre 2019, dalle 14.00 alle 20.00
Luogo: Ristorante La Loggia Rambaldi
Biglietto: 15 euro per l’intero, 8 euro per il ridotto (soci Ais, Onav, Fis, Slow Food, Fisar, residenti nel Comune di Bardolino). Per entrambe le giornate il costo del biglietto è di 20 euro.
Il biglietto è acquistabile online al seguente link: http://anteprimachiaretto.it/dicembre.html
Info: www.ilbardolino.com

Il Chiaretto che verrà
Data: domenica 8 dicembre 2019, dalle 10.00 alle 20.00
Luogo: Ristorante La Loggia Rambaldi
Biglietto: 10 euro per l’intero, 8 euro per il ridotto (soci Ais, Onav, Fis, Slow Food, Fisar). Per i residenti nel Comune di Bardolino l’ingresso è gratuito. Per entrambe le giornate il costo del biglietto è di 20 euro.
Il biglietto è acquistabile online al seguente link: http://anteprimachiaretto.it/dicembre.html
Info: www.chiaretto.pink

DALLA TOSCANA AL SOL LEVANTE: I VINI BULICHELLA SULLA VIA DEL MERCATO ASIATICO

DALLA TOSCANA AL SOL LEVANTE: I VINI BULICHELLA SULLA VIA DEL MERCATO ASIATICO

Con una produzione di qualità premiata dalle maggiori guide enologiche, l’Azienda Agricola di Suvereto spinge sulla distribuzione internazionale

 

Un viaggio dal Sol Levante alla Toscana, andata e ritorno. L’Azienda Agricola Bulichella di Suvereto (Livorno) punta sull’internazionalizzazione della sua produzione vinicola con un importante investimento sui mercati asiatici. I vini Bulichella sono distribuiti per il 50 per cento rispettivamente sul mercato italiano e su quello estero, dove Svizzera e Giappone rappresentano i partner principali. Un ritorno alle origini per Hideyuki Miyakawa, uno dei fondatori dell’azienda nonché attuale proprietario, che partito dal Giappone ha trovato nelle colline toscane il luogo ideale dove far crescere una produzione vinicola di qualità.

“Nell’ultimo anno – afferma l’amministratore di Bulichella, Shizuko Miyakawa – abbiamo incrementato la nostra presenza sul territorio europeo. Continuiamo quindi a lavorare per mantenere, oltre agli elevati standard qualitativi, anche strategie di promozione in linea con l’andamento del mercato, nell’ottica di consolidare la nostra presenza a livello internazionale”.

Nei mercati esteri risulta infatti in crescita la distribuzione in Usa (4%) e in Nord Europa (8%). Un risultato, questo, della qualità raggiunta dai vini dell’Azienda Agricola Bulichella, certificata anche dagli ottimi punteggi ottenuti nelle guide enologiche internazionali 2019. Le nuove annate sono state premiate da James Suckling con i 95 punti assegnati a Hide 2016, i 94 al Coldipietrerosse 2016 e i 93 a Maria Shizuko 2016 e al Montecristo 2016. Robert Parker ha attribuito invece 93 punti al Montecristo 2016 e a Hide 2016. 93 punti da Vinous anche per Hide – Costa Toscana IGT 2015 e 92 punti da Falstaff ai Rosati d’Italia Trophy per Solsera Costa Toscana Rosati IGT 2018.

A conferma della vocazione internazionale dell’azienda e della scelta di puntare su un mercato strategico come quello asiatico, la partecipazione il 29 novembre a Hong Kong al Great Wines of Italy Asia 2019. Il sito aziendale è stato inoltre implementato con una piattaforma di vendita online disponibile per gli acquisti dall’estero.

AL VIA IL BASSANO WINE FESTIVAL: DEGUSTAZIONI E ACQUISTI TRA LE CANTINE D’ITALIA

AL VIA IL BASSANO WINE FESTIVAL: DEGUSTAZIONI E ACQUISTI TRA LE CANTINE D’ITALIA

Sabato 7 e domenica 8 dicembre a Villa Morosini Cappello in scena per la terza edizione oltre 100 etichette e 4 masterclass con AIS Veneto

 

Una mostra mercato del vino dove degustare, acquistare e conoscere oltre 50 cantine d’Italia. Il Bassano Wine Festival torna per la terza edizione sabato 7 (dalle 14.00 alle 22.00) e domenica 8 dicembre 2019 (dalle 11.00 alle 20.00). La Fiera dedicata all’eccellenza della viticoltura regionale si svolgerà quest’anno in Villa Morosini Cappello a Cartigliano (VI). Per i visitatori la possibilità di scoprire il mondo delle piccole cantine, di scegliere tra oltre 100 etichette diverse comprando direttamente dal produttore e anche di assaggiare diverse specialità culinarie. Oltre alle degustazioni nel biglietto d’ingresso è compreso infatti un piatto da gustare tra un bicchiere e l’altro.

Nel corso del Festival si terranno quattro degustazioni guidate, per la prima volta in collaborazione con i sommelier di AIS Veneto (Associazione Italiana Sommelier). Il primo appuntamento si terrà sabato 7 alle 15.00 con la masterclass Alla scoperta dei Vini Friuliani, condotta da Claudio Serraiotto. Alle 17.30 sarà la volta di Bianchi di Borgogna, una degustazione guidata con Francesco Salano. I vini del Piemonte è la prima masterclass in programma domenica 8, sempre alle 15.00, e sarà condotta da Maddalena De Zambiasi. Infine, alle 17.30 l’approfondimento sarà su Gli Champagne di Herbert Beaufort con Gianni degli Innocenti.

Due degustazioni a tema si svolgeranno anche nelle serate precedenti, in preparazione alla manifestazione, di Aspettando il Bassano Wine Festival. Si partirà giovedì 5 dicembre alle ore 20.30 con la Serata Champagne, con piatti in accompagnamento, condotta da Gianpaolo Giacobbo. Sei gli champagne in degustazione: Jean Laurent Blanc de Blancs Pas Dosé s.a., Bonnet Ponson Non Dosé 1 Cru s.a., Bonnet Ponson 2009 Blanc de blancs, Christophe Mignon Brut Nature Pas Dosé s.a., Olivier Horiot Métisse s.a. Nella masterclass Vespaiolo & Baccalà, venerdì 6 dicembre alle 20.30, si degusterà una selezione di vini della Cantina IoMazzucato in abbinamento a finger food realizzati da Antonio Chemello della Trattoria da Palmerino.

Per tutte le info sul Bassano Wine Festival e su Aspettando il BWF: www.bassanowinefestival.it
Per prenotare le masterclass di AIS Veneto del Bassano Wine Festival: www.aisveneto.it/eventi.html

Bassano Wine Festival in breve:
Quando
: sabato 7 e domenica 8 dicembre 2019
Dove: Villa Morosini Cappello, Cartigliano (VI)
Orario di apertura al pubblico: sabato dalle 14.00 alle 22.00 e domenica dalle 11.00 alle 20.00
Ingresso: € 20,00 ingresso per un giorno al Bassano Wine Festival comprensivo di accesso ai banchi d’assaggio e degustazione di un piatto tipico
Ingresso ridotto: € 15,00 in prevendita online fino al 1 dicembre
Degustazioni AIS Vicenza: € 30,00 (la degustazione comprende l’ingresso al Festival)
Parcheggio: gratuito
I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni

 

PROGRAMMA COMPLETO DELLA MANIFESTAZIONE

Aspettando il Bassano Wine Festival

Giovedì 5 dicembre
ore 20.30 Masterclass Serata Champagne con piatto accompagnato, condotta da Gianpaolo Giacobbo

Venerdì 6 dicembre
ore 20.30 Masterclass Serata Vespaiolo e Baccalà, selezione di vini della Cantina IoMazzucato in abbinamento a finger food realizzati da Antonio Chemello della Trattoria da Palmerino

Bassano Wine Festival

Sabato 7 dicembre
ore 14.00 Apertura salone
ore 15.00 Alla scoperta dei Vini Friuliani, degustazione guidata condotta da Claudio Serraiotto
ore 17:30 I Bianchi di Borgogna, degustazione guidata condotta da Francesco Salano
ore 22.00 Chiusura salone

Domenica 8 dicembre
ore 11.00 Apertura salone
ore 15:00 I vini del Piemonte, degustazione guidata condotta da Maddalena De Zambiasi
ore 17:30 Gli Champagne di Herbert Beaufort, degustazione guidata condotta da Gianni degli Innocenti
ore 20.00 Chiusura salone

IL NATALE DEI CINQUE SENSI: I SAPORI DELLE FESTE TORNANO A CANTINA TRAMIN

IL NATALE DEI CINQUE SENSI: I SAPORI DELLE FESTE TORNANO A CANTINA TRAMIN

Sabato 7 dicembre in programma degustazioni enogastronomiche e visite guidate alla cantina. Saranno presentate anche le nuove annate dei vini della linea Selezione

 

Natale come momento per scoprire nuovi o inconsueti sapori e ritrovarne alcuni sospesi nella memoria: è lo spirito che anima Il Natale dei cinque sensi, evento organizzato da Cantina Tramin in programma sabato 7 dicembre 2019. Appassionati e curiosi saranno coinvolti in degustazioni e visite guidate durante l’intero arco della giornata. I tour in cantina si terranno in tre orari: la mattina alle 11.00 e al pomeriggio alle 14.00 e alle 16.00. Un momento chiave del programma sarà la presentazione della nuova annata 2018 dei vini della Selezione: Stoan Bianco, Unterebner Pinot Grigio e Nussbaumer Gewürztraminer. Stoan, blend di chardonnay, sauvignon, pinot bianco e gewürztraminer, sarà inoltre protagonista di una verticale che vedrà in assaggio sei differenti annate, partendo dalla 2008 per concludere con la 2015. Altre degustazioni si concentreranno sui vini classici della Cantina di Termeno.

I palati saranno soddisfatti anche da diverse delizie gastronomiche, come i funghi nobili Shiitake e Cardoncelli di Kirnig presentati da Andreas Kalser e Josef Obkircher del maso “im Thal” di Aldino. Per gli amanti della carne, Stefan Rottensteiner del maso Oberweidach porterà in assaggio una selezione di carni e salami Wagyu, il rinomato bovino giapponese. Infine si potranno gustare i formaggi di Degust Affineur e le specialità dolci altoatesine Zelten, Strudel e pane con frutta secca, preparati da Mataner Brot. Saranno gli stessi produttori a illustrare le loro proposte ai visitatori i quali potranno anche fare acquisti.

Il clima di festa si prolungherà nella giornata di domenica 8 dicembre con Avvento in Cortile. Dalle 10.00 alle 17.00 il tradizionale mercatino natalizio animerà il cortile dell’Ansitz Rynnhof nel centro storico di Termeno.
Per maggiori informazioni visitare il sito: www.cantinatramin.it

VIGNAIOLI DI MONTAGNA: VINO E CINEMA SI INCONTRANO A BOLOGNA

VIGNAIOLI DI MONTAGNA: VINO E CINEMA SI INCONTRANO A BOLOGNA

I Vignaioli del Trentino, i Vignaioli dell’Alto Adige e il Trento Film Festival protagonisti dall’1 al 3 febbraio alla Fondazione Cineteca di Bologna. La montagna si racconta nel calice e sullo schermo, nel primo evento nazionale che vede uniti i Vignaioli delle due province

 

Tre giorni dove i protagonisti saranno il cinema e il vino delle “terre alte”. A Bologna arriva Vignaioli di Montagna, la manifestazione che mette sotto i riflettori i vini artigianali del Trentino e dell’Alto Adige, il cinema e le culture di montagna e che si terrà a Bologna dall’1 al 3 febbraio 2020. L’evento – nato dalla collaborazione tra il Consorzio Vignaioli del Trentino, i Freie Weinbauern Südtirol e il Trento Film Festival, con il supporto della Camera di Commercio di Trento e della Camera di Commercio di Bolzano – si svolgerà nella sede della Fondazione Cineteca di Bologna, che diventerà crocevia della narrazione enologica e cinematografica sul rapporto fra uomo e montagna.

La manifestazione si svolgerà su tre giorni. Sabato 1 febbraio la Biblioteca Renzo Renzi ospiterà 20 vignaioli trentini e 20 altoatesini: un sentiero che si snoderà nelle valli alpine, attraverso vini artigianali, di qualità, territoriali e sostenibili. Domenica 2 febbraio sarà dedicata all’anteprima della 68ª edizione del Trento Film Festival (25 aprile – 3 maggio 2020). Nel pomeriggio doppio appuntamento con Persorsi: un viaggio enoico dalle Dolomiti Patrimonio UNESCO al Lago di Garda, una passeggiata immersiva e multisensoriale nella viticoltura di montagna. In serata la proiezione di Our Blood Is Wine (di Emily Railsback, USA, 2018, 78’), un documentario nato da un’idea del cineasta e sommelier Jeremy Quinn. Infine lunedì 3 febbraio tre masterclass sulla vitienologia delle terre alte, condotte da relatori d’eccezione e dedicate a operatori, critici e giornalisti di settore.

A breve il programma completo, con informazioni e costi, su www.trentofilmfestival.it, www.vignaiolideltrentino.it e www.fws.it.

MERCATO DEI VINI FIVI: IL VINO È L’IMPRONTA DEL VIGNAIOLO

MERCATO DEI VINI FIVI: IL VINO È L’IMPRONTA DEL VIGNAIOLO

Chiusa a Piacenza Expo la nona edizione del Mercato dei Vignaioli Indipendenti. Grande successo con 22.500 ingressi: in crescita sia gli operatori sia il pubblico di affezionati

 

“Ognuno nel mondo lascia la sua impronta, ma è insieme che dobbiamo portare in alto il vino italiano nel mondo” è questo il messaggio di Lorenzo Accomasso, premiato Vignaiolo dell’anno 2019 al Mercato FIVI di Piacenza, per i suoi colleghi. L’impronta che il Vignaiolo lascia è il proprio vino, un segno che ricorda l’amore per le vigne e il territorio circostante. Un’impronta che vuole emergere dalla massa per affermare l’unicità di chi produce vino artigianalmente, seguendo l’intera filiera, dalla vigna alla cantina.

La nona edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, per la prima volta della durata di tre giorni, si è conclusa con successo. Nei tre giorni di Mercato, che ha visto la presenza record di 626 vignaioli, ci sono stati circa 22.500 visitatori, con una presenza importante il lunedì di operatori professionali. Confermata l’ottima funzionalità di Piacenza Expo e della città che ancora una volta hanno accolto un pubblico in costante crescita composto da molti appassionati che tornano a ogni edizione a trovare i vignaioli già conosciuti e a scoprirne di nuovi, e da addetti ai lavori che hanno particolarmente apprezzato l’apertura del lunedì.

“È bello constatare ogni anno di più che il pubblico del Mercato è composto di affezionati che tornano a trovarci regolarmente – sottolinea Matilde Poggi, presidente FIVI – che ci segue e aspetta con ansia questo momento per rivedere produttori conosciuti e scoprirne di nuovi. Questo rapporto speciale traspare anche sui social, dove il movimento e l’interesse per questa manifestazione nel periodo precedente, è veramente altissimo”.


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In redazione: Davide Cocco, Anna Sperotto, Alessandra Zambonin, Chiara Brunato, Irene Graziotto, Giulia Tirapelle, Cecilia Bay, Sara Panizzon, Luca Faccincani, Giulia Cecchinato, Elena BEvilacqua, Stefania Borin, Roberta Cozza

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