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DOC COLLI BERICI E VICENZA: UN 2020 RICCO DI SUCCESSI

DOC COLLI BERICI E VICENZA: UN 2020 RICCO DI SUCCESSI

Ottimi riconoscimenti per i vini del Consorzio Colli Berici e Vicenza dalle guide Gambero Rosso, Slow Wine e Luca Maroni, al concorso Grenaches du Monde e su Decanter

I vini del Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza si fanno strada tra i più apprezzati a livello nazionale e internazionale. Le due DOC vicentine possono infatti vantare quest’anno riconoscimenti a sette cantine del territorio, celebrate in Italia dalle guide vini Gambero Rosso, Slow Wine e Luca Maroni e all’estero dalla prestigiosa rivista inglese Decanter, oltre al concorso Grenaches du Monde, che si è svolto a settembre a Montpellier, in Francia.
“L’impegno del Consorzio nel presentare al mondo le eccellenze vitivinicole di questo territorio sta dando i suoi frutti – commenta Giovanni Ponchia, Direttore del Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza – I risultati ottenuti quest’anno dai vini delle DOC sono un’ulteriore conferma dell’ottimo lavoro dei nostri soci e ci confermano che la strada che stiamo seguendo è quella giusta”.
Tra le cantine premiate Dal Maso Vini, che ha ricevuto due importanti riconoscimenti: la medaglia d’oro al concorso Grenaches du Monde per il suo Colpizzarda Tai Rosso 2017 e i 90 punti di Decanter al Montemitorio Tai Rosso 2017. La rivista inglese ha inoltre assegnato 92 punti al Tai Rosso 2018 di Giannitessari e 91 punti al Cicogna Cabernet 2016 di Cavazza.
Tra le aziende premiate dalle guide vini 2021 italiane troviamo Inama, che può vantare il prestigioso Tre Bicchieri conquistato dal Carminium 2016 e il riconoscimento tra i Top Wines di Slow Wine assegnato al Carmenere Più 2017. Lo stesso premio è andato anche al Tai Rosso 2019 di Pegoraro, mentre il Torengo Tai Rosso 2015 de Le Pignole ha conquistato la corona da parte di Vini Buoni d’Italia. Ottimi anche i punteggi ottenuti dalla guida di Luca Maroni per l’azienda Cielo e Terra tra cui spiccano 97 punti al Defra Riserva Rosso 2017.

MERCATO DEI VINI FIVI: RINVIATO AL 2021 L’EVENTO DI PIACENZA, APPUNTAMENTO NELLE CANTINE

MERCATO DEI VINI FIVI: RINVIATO AL 2021 L’EVENTO DI PIACENZA, APPUNTAMENTO NELLE CANTINE

La decisione presa dopo l’aggravarsi della situazione di emergenza Covid.
Il 29 novembre Una domenica dal Vignaiolo nelle cantine e tre Mercoledì da Vignaioli nei Punti di Affezione

La decima edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti a Piacenza è stata rimandata al 2021 a causa dell’aggravarsi della situazione emergenziale legata al Covid-19. La decisione della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti è stata presa, in accordo con Piacenza Expo, considerando l’attuale aumento dei contagi e il periodo in cui si sarebbe svolto il Mercato.
Domenica 29 novembre tuttavia, data in cui avrebbe dovuto tenersi la manifestazione a Piacenza, la Federazione dei Vignaioli ha indetto l’iniziativa Una domenica dal Vignaiolo: una giornata in cui i Vignaioli Indipendenti aderenti ospiteranno nella propria cantina i colleghi di altre zone d’Italia e apriranno le porte ai visitatori.
“La voglia di non arrendersi – afferma la presidente FIVI Matilde Poggi – e di dare un forte segnale di ripresa ci ha spinto questa estate a confermare le date di novembre 2020 del Mercato dei Vini. Dopo lunghe e sentite riflessioni ha prevalso però la convinzione che in questo momento la sicurezza e il buonsenso debbano avere la priorità. Facciamo la nostra parte evitando gli assembramenti, ma non rinunciamo alla possibilità di creare occasioni alternative di incontro con sostenitori e appassionati più sicure e contenute”.
Sulla stessa lunghezza d’onda l’Amministratore Unico di Piacenza Expo Giuseppe Cavalli che ribadisce l’impegno comune: “Piacenza Expo e FIVI continuano la collaborazione e sono già al lavoro per pianificare l’edizione 2021. In questo particolare periodo, ancora carico di incertezze per i grandi eventi fieristici, si è ritenuto intelligente non prevedere a fine novembre di quest’anno la decima edizione. Un appuntamento solo rimandato per gli oltre 700 vignaioli che avevano già dato la loro adesione come espositori”.
Altri tre appuntamenti, pensati per mantenere vivo il legame tra Vignaioli ed appassionati, si svolgeranno durante il mese di novembre. Il 4, 11 e 18 ci saranno i Mercoledì da Vignaioli, serate d’incontro nei Punti di Affezione FIVI, ovvero le enoteche e i ristoranti che vendono e sostengono i vignaioli FIVI. Un Mercoledì da Vignaioli, è il progetto nato quattro anni fa per poter assaggiare i vini e spiegare ad appassionati, ristoratori e sommelier la realtà dell’associazione, chi sono i Vignaioli Indipendenti, cosa fanno e quali sono le diverse storie che stanno dietro a ogni bottiglia.

Ufficio stampa:
Anna Sperotto
Davide Cocco
Martina Lucchin

DALLA COLLABORAZIONE TRA LA START UP MIXCYCLING E LABRENTA NASCONO I TAPPI DEL FUTURO

DALLA COLLABORAZIONE TRA LA START UP MIXCYCLING E LABRENTA NASCONO I TAPPI DEL FUTURO

Verso il lancio sul mercato di una nuova gamma che abbatte la componente plastica. Promossa una campagna di crowdfunding a sostegno del settore Ricerca&Sviluppo

Mixcycling consolida la collaborazione con Labrenta diventando partner strategico per il settore Ricerca&Sviluppo e produzione di nuovi materiali sostenibili per la realizzazione di tappi innovativi a basso impatto ambientale.
Da anni Labrenta, Azienda di Breganze (Vicenza) specializzata in soluzioni di chiusura, pone al centro della propria strategia di sviluppo il tema della sostenibilità, trovando in Mixcycling il partner ideale per progetti pionieristici. Tra questi una gamma di prodotti di prossima uscita che abbatte la componente plastica da un minimo di 10 ad oltre il 50% rispetto agli standard di mercato. La tecnologia Mixcycling introduce infatti nuovi blend ottenuti da un processo brevettato che combina scarti con polimeri. Questi ultimi possono derivare al 100% da riciclo, essere biodegradabili o vergini, perfetti per applicazioni in ambito alimentare. Il materiale organico, una volta nobilitato, sostituisce le componenti inquinanti usate in diversi ambiti, primo tra tutti il packaging.
I prodotti Mixcycling sono in linea con l’ambizioso programma promosso dall’Unione Europea e dalle Istituzioni internazionali indirizzato alla riduzione delle plastiche e all’adozione di pratiche green in ambito industriale.
Forti della validità del progetto e della necessità di percorrere questa direzione produttiva, Mixcycling ha lanciato una campagna di Equity Crowdfunding finalizzata a raccogliere capitali per accelerare la crescita e creare una rete utile a condividere buone pratiche a supporto di contenuti innovativi e sostenibili. Si tratta di una forma di finanziamento che permette di acquistare online quote della società all’interno di un aumento di capitale. Il portale scelto è CrowdFundMe, l’unico quotato su Borsa Italiana tramite il quale è possibile diventare soci di Mixcycling in pochi click con un investimento minimo di 500 euro.
La sinergia tra Labrenta e Mixcycling aveva già portato alla nascita di Sughera, il tappo in microagglomerato di sughero legato senza uso di collanti che permette ai produttori di vino e spirits di offrire una chiusura più pura a livello organolettico e completamente riciclabile. Questa collaborazione si è intensificata negli anni e nel 2021 si concretizzerà in nuovi ambiziosi progetti.

Ufficio stampa:
Giulia Tirapelle
Anna Sperotto

ROCCA VENTOSA DI CANTINA TOLLO: IL RESTYLING DELLE ETICHETTE È IL RISULTATO DI UNA RICERCA DI NEUROMARKETING

ROCCA VENTOSA DI CANTINA TOLLO: IL RESTYLING DELLE ETICHETTE È IL RISULTATO DI UNA RICERCA DI NEUROMARKETING

L’indagine per ridisegnare la linea dedicata alla Grande Distribuzione Organizzata di Cantina Tollo è stata condotta dal professor Palumbo dell’Università degli Studi di Chieti e Pescara

Nuove etichette per Rocca Ventosa, la storica linea di Cantina Tollo dedicata alla Grande Distribuzione Organizzata. Il restyling è il risultato di una ricerca di neuromarketing condotta dalla cantina abruzzese insieme ad Umana Analytics, spinoff dell’Università degli Studi di Chieti e Pescara guidato dal professor Riccardo Palumbo. L’indagine ha avuto lo scopo di analizzare i processi d’acquisto coinvolgendo un campione rappresentativo di diversi cluster di acquirenti di vino. Le diverse reazioni comportamentali e psicofisiologiche sono state registrate ed elaborate dall’Università in base ai criteri di attrattività, posizionamento e riconoscibilità dell’etichetta. I risultati emersi sono stati determinanti per la scelta della nuova immagine, in cui rimangono comunque ben visibili gli elementi distintivi delle etichette come la rocca, il vento e il brand in evidenza, veri e propri custodi della riconoscibilità della linea.
“Abbiamo mantenuto i simboli fondamentali di Rocca Ventosa – spiega Andrea di Fabio, sales e marketing director di Cantina Tollo – trasformandoli e integrandoli con altri che ne esprimono al meglio la storia e l’origine e che raccontano la nostra regione, il nostro territorio e i vini di Cantina Tollo”.
“La ricerca – continua Riccardo Palumbo – è stata effettuata attraverso analisi specifiche come l’eye tracking e la ricostruzione in laboratorio di uno scaffale che vedeva le bottiglie di Cantina Tollo accanto a quelle di competitors diretti e indiretti. Le reazioni del panel di clienti sono state fondamentali per scegliere la nuova immagine di Rocca Ventosa”.
Le etichette di Montepulciano e Sangiovese sono state riviste utilizzando il fondo nero, mentre il Cerasuolo, lo Chardonnay, il Trebbiamo e il Pinot Grigio hanno mantenuto la base bianca.
Il visual è composto da tanti piccoli pallini, idealmente acini d’uva, che con il loro movimento sinuoso e dinamico vanno a disegnare la silhouette di una rocca, simbolo della tradizione. La composizione, declinata cromaticamente per ogni vitigno, è nobilitata con particolari in rilievo e lamine colorate.
Le parole vento, mare e montagna raccontano al consumatore la terra abruzzese in cui nascono i vini di Cantina Tollo, mentre passione e autenticità sono le condizioni necessarie senza le quali è impossibile dare vita ad un buon vino.

COLLI BERICI: VINO E ARTE IN VILLA VALMARANA

COLLI BERICI: VINO E ARTE IN VILLA VALMARANA

Sabato 17 ottobre a Villa Valmarana ai Nani (Vicenza) arriva Di calice in calice: visite guidate alle sale affrescate da Tiepolo e tasting con i vini delle DOC Colli Berici e Vicenza

Un appuntamento tra vino e arte quello in programma per sabato 17 ottobre 2020 a Villa Valmarana ai Nani di Vicenza. Durante la serata dell’evento Di calice in calice, inserita all’interno della rassegna Sotto lo stesso cielo, sarà possibile partecipare ad una degustazione guidata con i vini del Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza, dopo aver visitato le sale della villa affrescate da Tiepolo.
Ispirazione dell’appuntamento sarà l’affresco Il pranzo dei contadini, dove i protagonisti si riuniscono attorno al tavolo dopo una giornata di lavoro, accompagnando il cibo con il buon vino dei loro vigneti.
La serata sarà strutturata in due momenti: si inizierà con la visita guidata alle cinque sale della Palazzina affrescate dal pittore settecentesco, per un affascinante viaggio tra il passato della villa e dei suoi abitanti, mentre successivamente ci si sposterà nel salone centrale della Foresteria. Qui si potranno assaggiare 4 vini delle DOC Colli Berici e Vicenza raccontati da Giovanni Ponchia, Direttore del Consorzio, accompagnati da una degustazione di formaggi per esaltarne il sapore.
Il pubblico potrà accedere a Villa Valmarana in due gruppi con ingressi scaglionati: il primo inizierà la visita alle ore 18.00, il secondo alle ore 19.00. Il costo della serata è a partire da 19 € a persona.
Al momento della prenotazione, da effettuarsi tramite email a info@villavalmarana.com, i visitatori dovranno specificare se intendono partecipare al primo o al secondo appuntamento.

TERRE DI CEREALTO: I PIWI DELLE PICCOLE DOLOMITI

TERRE DI CEREALTO: I PIWI DELLE PICCOLE DOLOMITI

La cantina di Cerealto (VI) presenta Cerealto e Pèrge, i suoi due vini nati da Bronner e Johanniter, vitigni resistenti allevati in un terreno d’altura a 700m di quota

Terre di Cerealto, cantina pioniera in Veneto per la coltivazione di PIWI, presenta i suoi due vini interamente da vitigni resistenti: il bianco fermo Cerealto da uve Bronner e Johanniter e Pèrge, Metodo Classico Pas Dosè Blanc de Blancs da Bronner in purezza.
Nata dall’idea degli amici Massimo Reniero e Silvestro Cracco, Terre di Cerealto si trova nel piccolo altopiano di Cerealto, frazione di Valdagno (Vicenza). I vigneti si estendono in soli 2,7 ettari di terreno e vengono allevati a oltre 700m di quota, in un territorio incontaminato che si affaccia sulle Piccole Dolomiti.
“La nostra etica si è sempre rivolta al pieno rispetto del fragile ecosistema pedemontano – spiega Massimo Reniero, fondatore di Terre di Cerealto assieme al socio Silvestro Cracco – e, al momento della selezione dei vitigni da allevare in questo terreno d’altura, la nostra scelta non poteva che ricadere sui PIWI. I primi impianti sono stati di Johanniter e Bronner, che oggi occupano rispettivamente 0,64 e 1,30 ettari, a cui abbiamo da poco aggiunto 0,7 ettari di Sauvignier Gris per un totale di ben otto diversi cru.” Grazie all’elevata tolleranza dei vigneti resistenti alle malattie, Terre di Cerealto ha eliminato la maggior parte dei trattamenti fitosanitari e utilizza solamente principi attivi di origine naturale, estratti vegetali, microrganismi o insetti utili, favorendo la sostenibilità ambientale.
Il primo vino prodotto dalla cantina è Cerealto, bianco fermo IGT da un blend di Johanniter (60%) e Bronner (40%). Le uve, raccolte a mano in cassetta, vengono vinificate separatamente per ogni singolo appezzamento, mentre l’affinamento consiste in sette mesi sulle fecce fini e sei mesi in bottiglia prima della messa in commercio. Il risultato è un vino aromatico e dall’acidità vibrante, perfettamente equilibrato.
La ricerca di Terre di Cerealto sulle uve Bronner si è concretizzata in Pèrge, Metodo Classico Pas Dosè Blanc de Blancs che deve il suo nome dal sostantivo utilizzato dal popolo cimbro per indicare i monti. La fermentazione delle uve avviene in barrique di rovere francese, dove continua per sei mesi anche la vinificazione, regalando intense note floreali e minerali.

BARDOLINO, CASTAGNE E MONTE VERONESE:  I PROTAGONISTI DELL’AUTUNNO SUL MONTE BALDO

BARDOLINO, CASTAGNE E MONTE VERONESE: I PROTAGONISTI DELL’AUTUNNO SUL MONTE BALDO

A San Zeno di Montagna dall’8 ottobre all’8 novembre cinque menù degustazione con i sapori d’autunno abbinati al vino rosso del lago di Garda

Il Bardolino, assieme alle castagne del monte Baldo e al formaggio Monte Veronese, sarà il protagonista della 23esima edizione di San Zeno Castagne, Bardolino & Monte Veronese, la rassegna dedicata ai sapori autunnali del monte Baldo, in programma a San Zeno di Montagna (Verona) dall’8 ottobre all’8 novembre. L’iniziativa, voluta dall’Associazione Ristoranti San Zeno assieme al Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino e al Consorzio del formaggio Monte Veronese DOP, coinvolge cinque ristoranti di San Zeno, che proporranno per tutto il mese dei menù degustazione per scoprire i sapori della stagione autunnale.
Di un luminoso colore rubino e con i suoi profumi di ciliegia, fragola, lampone, cannella, pepe e chiodo di garofano, caratteristici dei vini rossi ottenuti prevalentemente dalle uve di Corvina Veronese, il Bardolino si sposa perfettamente con i piatti autunnali, a maggior ragione con quelli della tradizione del suo territorio d’origine, il lago di Garda e il monte Baldo.
Tra i piatti della rassegna, le rasagnole con farina di castagne al sugo di porri e speck croccante proposte dal Ristorante al Cacciatore, il medaglione di manzo mignon con battuta di funghi, castagne e burro montato alle erbe del Ristorante Bellavista, il duetto di ravioli, zucca e marroni con ragù di capriolo preparato dal Ristorante Costabella, lo sformatino di ricotta di San Zeno, castagne e zucca su letto di verza e fondente di Monte Veronese del Ristorante Sole, il coniglio ripieno di marroni di San Zeno Dop accompagnato da tortino di verza, castagne e Monte Veronese da assaggiare alla Taverna Kus. I menù completi sono disponibili sul sito www.ristosanzeno.it.

PANETTONE SUPER AVORIE’ CLASSICO, LA NOVITÀ TUTTA NATURALE DELLA PASTICCERIA FILIPPI

PANETTONE SUPER AVORIE’ CLASSICO, LA NOVITÀ TUTTA NATURALE DELLA PASTICCERIA FILIPPI

 Un nuovo dolce completamente genuino da veri artigiani del gusto. È la proposta dell’azienda vicentina per un Natale 2020 all’insegna dell’autenticità

Con il Panettone Super Avoriè Classico la Pasticceria Filippi di Zanè (Vicenza) conquista un nuovo traguardo nella ricerca del gusto artigianale. Il dolce da portare in tavola per il Natale 2020 è infatti un Panettone completamente naturale, nel quale le pregiate materie prime si esprimono al meglio in un impasto sontuoso e appagante. Da sempre impegnati nella selezione e nella cura degli ingredienti, tutti i Panettoni Filippi si distinguono per l’assenza di conservanti e di aromi artificiali e per la loro lavorazione rigorosamente artigianale.
Con il Super Avoriè Classico, al cento per cento naturale, la Pasticceria Filippi prosegue convinta sulla strada della genuinità. “Un Signor Panettone – così lo definiscono i titolari Andrea e Lorenzo Filippi – che arriva dopo due anni di prove e sperimentazioni. Per vivere le Festività 2020 con il calore ritrovato dei propri cari abbiamo realizzato un Panettone che si distingue per la sua completa autenticità”.
Come per tutti i dolci natalizi della Pasticceria Filippi, le materie prime sono state accuratamente selezionate e poi trattate con un sempre maggiore rispetto delle tecniche e dei sapori della tradizione. La pasta madre, realizzata con lievito naturale rinfrescato di giorno in giorno fin dal 1972, è l’impronta distintiva che rende unici i prodotti Filippi. All’impasto così ottenuto si unisce il pregiatissimo burro fresco di latteria Corman, il latte fresco e a chilometro zero delle Latterie Vicentine e il miele dell’apicoltura Gatto Igor, situata nei vicini colli Euganei. La frutta utilizzata dalla Pasticceria Filippi per le sue creazioni è candita dal fresco mediante un processo lento che dura settimane e cubettata dopo la canditura in modo da evitare la perdita dei preziosi olii essenziali contenuti nella buccia.
Per tutti i panettoni Filippi l’uvetta usata è quella australiana, di sua natura bionda e succosa, lavorata senza nessun trattamento o additivo. A completare il gusto ed il profumo del nuovo Signor Panettone una generosa spolverata di bacca di vaniglia naturale del Madagascar, ottenuta dalla macinazione di baccelli interi naturali con un tenore di vanillina superiore a quello di altre bacche provenienti da altre parti del mondo.
Il prezzo al pubblico consigliato per il Panettone Super Avoriè Classico è di € 28 per il formato da 1kg. La durata a scaffale è di almeno quattro mesi.

CANTINA COLLI EUGANEI PER LA RICERCA: 50MILA EURO ALL’UNIVERSITÀ DI PADOVA

CANTINA COLLI EUGANEI PER LA RICERCA: 50MILA EURO ALL’UNIVERSITÀ DI PADOVA

La somma raccolta grazie ai due vini del progetto VO’ permetterà di sostenere la ricerca dell’equipe del Prof. Crisanti per la lotta al Covid-19. Le bottiglie sono acquistabili fino a fine anno in tutti i punti vendita aderenti

Dalla vocazione vinicola dei Colli Euganei arriva un aiuto concreto alla ricerca scientifica contro il Covid-19. Cantina Colli Euganei ha consegnato all’Università degli Studi di Padova i primi 50mila euro raccolti grazie al progetto VO’ per la ricerca: due vini solidali nati per raccogliere fondi da destinare al Dipartimento di Microbiologia e Microbiologia Clinica guidato dal Professor Andrea Crisanti.
Le bottiglie, il Serprino Spumante DOC Colli Euganei e il Rosso DOC Colli Euganei che ben rappresentano la tradizione vitivinicola dell’area, sono state presentate nel mese di giugno e messe in commercio al prezzo di 4,95 euro grazie alla collaborazione di supermercati e punti vendita aderenti al progetto, dove saranno acquistabili fino a fine anno. Per ogni vino venduto, 1 euro viene donato all’Università di Padova – 50 centesimi dalla cantina e 50 centesimi dalle grandi insegne della distribuzione organizzata coinvolte – e 10 centesimi al Comune di Vo’, con l’obiettivo di finanziare la ripresa economica del Paese e il rilancio del territorio.
“Grazie al progetto VO’ per la ricerca – dichiara Lorenzo Bertin, Presidente di Cantina Colli Euganei – possiamo sostenere attivamente gli studi scientifici contro il Coronavirus attraverso quello che sappiamo fare meglio: il vino. La somma consegnata oggi è solo la prima parte della raccolta, che continuerà fino alla fine dell’anno e che siamo sicuri ci potrà dare ulteriori grandi soddisfazioni. Le attività della nostra cittadina sono state le prime in Italia, assieme a quelle di Codogno, a soffrire per l’emergenza sanitaria, ma grazie a questa iniziativa stanno diventando un modello di rinascita per tutto il Paese.”
“Un contributo alla lotta contro la pandemia che scalda il cuore, perchè arriva dal territorio di Vo’, paese che ha pianto la prima vittima causata dal Coronavirus in Occidente – spiega Rosario Rizzuto, Rettore dell’Università degli Studi di Padova – Un luogo dove l’ateneo è ormai di casa, per via degli studi epidemiologici che abbiamo portato a termine grazie anche alla straordinaria collaborazione della popolazione. Un legame forte che ora viene ancor più rinsaldato dalla scelta dei promotori del progetto: credere nella ricerca scientifica, unica chiave per sconfiggere la pandemia, è essenziale. Il sistema sanitario Veneto, al quale abbiamo dato il nostro contributo appassionato, attraverso l’impegno di migliaia di persone, si è dimostrato efficace nel tutelare la salute di cittadine e cittadini di fronte ad un pericolo grave e sconosciuto che ha stravolto la quotidianità di tutti noi: grazie alla scienza potremo continuare il lavoro straordinario che stiamo realizzando”.

Partner del progetto:
Despar, Eurospar, Interspar, Alì, Famila, A&O, Mega, Cadoro, Iperlando, Maxi, Spak, SuperW, Eurospesa, Crai, Autogrill.

Ufficio stampa Cantina Colli Euganei:
Carlotta Flores Faccio
Davide Cocco

Ufficio Stampa Università degli Studi di Padova:
Carla Menaldo

VINI ROSA A CONFRONTO: DUE MASTERCLASS CON IL CHIARETTO DI BARDOLINO E IL CERASUOLO D’ABRUZZO

VINI ROSA A CONFRONTO: DUE MASTERCLASS CON IL CHIARETTO DI BARDOLINO E IL CERASUOLO D’ABRUZZO

Le due degustazioni sono in programma domenica 11 ottobre a Fermento Milano, l’evento Fisar durante la Milano Wine Week

Due vini, due territori, un colore: il rosa. Due masterclass per scoprire le peculiarità del Chiaretto di Bardolino e del Cerasuolo d’Abruzzo, per capire ciò che accomuna e ciò che differenzia il vino rosa tenue del lago di Garda veronese da quello abruzzese dal caratteristico color ciliegia, frutto da cui prende il nome. Le due degustazioni dedicate al Chiaretto di Bardolino e al Cerasuolo d’Abruzzo avranno luogo domenica 11 ottobre nella Sala degli Affreschi dei Chiostri di San Barnaba, a Milano, durante Fermento Milano, l’evento organizzato da FISAR in occasione della Milano Wine Week. La prima masterclass, L’annata 2019 secondo Chiaretto di Bardolino e Cerasuolo d’Abruzzo, è in programma alle 18.30 e avrà come tema l’ultima annata dei due vini rosa. Sei in tutto i vini in degustazione: tre Chiaretto di Bardolino (Vigneti Villabella Bardolino Chiaretto Classico 2019, Valetti Bardolino Chiaretto Classico 2019, Giovanna Tantini Bardolino Chiaretto 2019) e tre Cerasuolo d’Abruzzo (Codice Vino Cerasuolo d’Abruzzo Solante 2019, Nic Tartaglia Cerasuolo d’Abruzzo 2019, De Antoniis Adele Cerasuolo d’Abruzzo Sassello 2019).
Chiaretto di Bardolino e Cerasuolo d’Abruzzo: verticali a confronto è invece il nome della seconda masterclass, in programma alle 20.30: in questo caso verranno messe a confronto le ultime tre annate dei due vini, allo scopo di comprenderne meglio l’invecchiamento. I Chiaretto di Bardolino in degustazione saranno Poggio delle Grazie Bardolino Chiaretto 2015, Tenuta La Presa Bardolino Chiaretto 2017, Gentili Bardolino Chiaretto 2018, Strappelli Cerasuolo d’Abruzzo Superiore Colle Trà 2015, Castorani Cerasuolo d’Abruzzo Amorino 2017 e Rapino Cerasuolo d’Abruzzo Francesco Paolo Tosti 2018.
Entrambe le degustazioni saranno guidate da Angelo Peretti per il Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino, e da Davide Acerra per il Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo.
Il costo delle masterclass è di 30 euro, con la possibilità di partecipare alla degustazione anche online, con l’invio del kit di degustazione.
Oltre alle due degustazioni, sarà disponibile il servizio di personal sommelier all’Enoteca di Fermento Milano, situata all’interno del Chiostro dei Pesci: è possibile acquistare, al costo di 15 euro, uno slot di tempo di un’ora con un sommelier FISAR. Ogni Sommelier avrà un’area dedicata in cui potrà accogliere un numero limitato di persone. Nell’Enoteca Fisar sarà possibile degustare una selezione di quindici Chiaretto di Bardolino e di quindici Cerasuolo d’Abruzzo.


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In redazione: Davide Cocco, Anna Sperotto, Giada Azzolin, Carlotta Faccio, Chiara Brunato, Marco Zanella, Irene Graziotto, Marta Xerra, Elena Scarso, Micaela Tussetto

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