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BASSANO WINE FESTIVAL 2018: LA MOSTRA MERCATO PRONTA A STUPIRE

BASSANO WINE FESTIVAL 2018: LA MOSTRA MERCATO PRONTA A STUPIRE

Dal 20 al 22 ottobre la seconda edizione dell’evento con oltre cento eccellenze enologiche d’Italia. Ricco programma e apertura il lunedì per gli operatori

A Bassano del Grappa (Vicenza) torna l’appuntamento con il vino. Dal 20 al 22 ottobre 2018 il polo fieristico Bassano Expo ospiterà anche quest’anno il Bassano Wine Festival, mostra mercato che riunirà oltre cento cantine provenienti da tutta Italia e che nella sua seconda edizione sarà aperta al pubblico anche il lunedì.

Nei giorni di sabato e domenica sono in programma eventi e incontri pensati per il pubblico, che potrà acquistare le etichette delle piccole realtà del mondo del vino e i prodotti degli artigiani della gastronomia che parteciperanno all’evento. L’apertura della mostra mercato durante la giornata di lunedì è invece pensata per gli operatori di settore, per i quali saranno organizzate una serie di degustazioni e di iniziative nell’arco di tutta la giornata.

Il Bassano Wine Festival, nato nel 2017, si pone l’obiettivo di valorizzare le realtà vitivinicole e le eccellenze gastronomiche di qualità, in particolare quelle artigianali e poco conosciute.

“La prima edizione del Bassano Wine Festival – afferma uno degli organizzatori Daniele Cavazzin – ha avuto un ottimo riscontro, che ci spinge a lavorare per questo secondo appuntamento. Il programma del 2018 sarà infatti ancora più ricco di quello dello scorso anno e comprenderà masterclass, seminari e degustazioni guidate dedicate sia a esperti che ad appassionati.”

Press info:

Carlotta Flores Faccio

Anna Sperotto

GIULIANO BALDESSARI E RICHIE HAWTIN:  UNA CENA PER RISVEGLIARE I SENSI

GIULIANO BALDESSARI E RICHIE HAWTIN: UNA CENA PER RISVEGLIARE I SENSI

Domenica 10 giugno il deejay Richie Hawtin presenta il progetto ENTER.Sake al ristorante Aqua Crua. In abbinamento un menù ad hoc creato da Giuliano Baldessari

Un’esperienza di sake, alta cucina e musica. Domenica 10 giugno a partire dalle ore 20 al ristorante Aqua Crua di Barbarano Vicentino Giuliano Baldessari e il Dj Richie Hawtin proporranno una cena dove saranno protagonisti tutti i sensi.

Richie Hawtin, deejay e produttore canadese, icona della musica elettronica già dagli anni ’80, presenterà ENTER.Sake, la selezione di sake che cura personalmente, abbinata ad un menù realizzato per l’occasione dallo chef Baldessari. Tra i piatti proposti ci saranno La Muffa, (carne di fassona marinata e lasciata a 25 gradi per tre settimane con Penicillium candidum), La Trippa di Vitello preparata con l’alga spirulina, Lo Spaghetto al miso, Il Risotto al Cactus e Il Pesce Gatto al Tamarindo. La serata sarà accompagnata dalla selezione musicale di Hawtin. Alcune portate saranno servite in modo alternativo e la luce stessa verrà modulata durante i vari momenti della serata. Ci sarà inoltre la possibilità di scegliere di cenare al tavolo conviviale.

La serata dedicata ad ENTER.Sake – spiega Giuliano Baldessari – è una grande occasione per avvicinarsi a questa bevanda, da noi ancora poco conosciuta, ma che è in grado di regalare ottimi abbinamenti. Se a questo uniamo la cucina di Aqua Crua e la musica di Richie Hawtin, che hanno in comune tra loro la voglia di sperimentare, non può che nascere un’esperienza affascinante”.

ENTER.Sake è una collezione di sake boutique. Hawtin ha esplorato il mondo del sake per vent’anni durante i suoi lunghi viaggi in Giappone e nel 2014 è stato nominato Sake Samurai dalla Japanese Sake Brewers Association, per i suoi sforzi nel promuovere il sake all’estero. Nello stesso anno ha creato il progetto ENTER, attraverso il quale promuove in tutto il mondo le sue due passioni, realizzando incontri, accompagnati da dj set, per presentare al pubblico la bevanda tradizionale giapponese.

Per info e prenotazioni: info@aquacrua.it o 0444 776096

Press info:

Davide Cocco

Anna Sperotto

BOX CAFFÈ A PADOVA:  LA CUCINA GIOVANE CHE AMA I CLASSICI

BOX CAFFÈ A PADOVA: LA CUCINA GIOVANE CHE AMA I CLASSICI

Tre locali per un unico obiettivo: proporre cibo di qualità e buon bere in modo giovane e informale. In cucina il promettente Riccardo Maffini

Un’idea di cucina semplice con alla base grande materia che ripropone i classici della tradizione italiana. È questa l’idea di cucina di Marco Benetazzo, una solida formazione alle spalle con esperienze in diversi ristoranti stellati della penisola, mente e artefice del terzetto di locali simbolo della giovane ristorazione padovana: Box Caffè in Prato, Box Pizza e Box Caffè in Galleria. Tre realtà diverse, ma che hanno come unico obiettivo quello di proporsi come locali dove trovare cibo di qualità, sano e goloso, e dove bere bene, in un ambiente elegante e con uno stile ricercato, ma informale.

Box Caffè, sorto dove negli anni venti c’era un’autorimessa per auto, si trova a Prato della Valle nel cuore di Padova, in una delle piazze più belle d’Italia. È il primo dei tre locali ad essere stato aperto, un bistrot dall’arredo semplice ma al contempo originale, con pareti in mattoni, bancone di legno e luci soffuse. In poco tempo si è affermato come luogo di riferimento per chi ama la buona cucina e apprezza la spontaneità di questa formula. “Quando abbiamo aperto questo primo locale – dichiara Marco Benetazzo – volevamo proporre qualcosa di diverso dal solito locale per giovani. Volevamo che al centro della nostra cucina ci fossero i grandi classici della gastronomia italiana, anzi dell’alta cucina. Il mio modello e riferimento in questo è stato sicuramente Da Vittorio a Brusaporto: una cucina semplice ma perfetta, realizzata con grandi materie”.

Nel menu di Box Caffè si trovano i piatti della cucina tradizionale della Penisola reinventati mantenendo l’equilibrio tra semplicità e ricerca dal giovane chef Riccardo Maffini, un passato alle Calandre oltre che al Gabbani di Lugano, con materie prime d’eccellenza e un’esecuzione ai massimi livelli. La Carbonara-Box, la Tartare di manzo, l’Hamburger gourmet con carne piemontese, il Tiramisù preparato con caffè espresso. E poi lo gnocco fritto servito con crudo e burrata, l’Orecchio di elefante o i freschissimi crudi di pesce. Questi alcuni esempi dei piatti realizzati dalla cucina.

La cantina conta oltre 500 etichette selezionate da Marco, spesso introvabili, con predilezione per la Francia, Champagne e Borgogna soprattutto, ma anche un’ampia scelta di vini naturali. Sempre varia la proposta al calice, con etichette che sorprendono ma che garantiscono sempre il miglior rapporto qualità-prezzo.

Press info:

Anna Sperotto
Davide Cocco

RADICI DEL SUD 2018:  GLI AUTOCTONI INCONTRANO L’ALTA RISTORAZIONE

RADICI DEL SUD 2018: GLI AUTOCTONI INCONTRANO L’ALTA RISTORAZIONE

Lunedì 11 giugno 2018 a Sannicandro (BA) la tredicesima edizione del Salone dedicato al vino da vitigno autoctono e all’olio del mezzogiorno dove sarà possibile anche acquistare. Chiusura con i piatti di sette chef

Radici del Sud, la settimana dedicata alla valorizzazione dei vini da vitigno autoctono e all’olio del meridione d’Italia, si concluderà lunedì 11 giugno al Castello di Sannicandro di Bari con la tredicesima edizione del Salone dei vini e degli oli meridionali. Dopo una settimana di degustazioni, press tour, incontri con buyer e giornalisti italiani e stranieri 100 aziende tra quelle che partecipano alla manifestazione incontreranno il pubblico in questo grande banco d’assaggio. Dalle 11 alle 21 porteranno i loro vini in degustazione, che da quest’anno potranno anche essere acquistati dai visitatori direttamente ai banchetti.

Al secondo piano del Castello troverà spazio l’area dedicata alle specialità gastronomiche: 5 aziende artigiane presenteranno i loro prodotti e dalle 13.00 alle 15.00 effettueranno anche un vero e proprio servizio ristorazione per permettere ai visitatori di godersi al meglio l’intera giornata con una pausa pranzo adeguata.

Dalle 19.00 alle 20.00 nella biblioteca del Castello si svolgerà il convegno Autocotoni e ristorazione: l’identità per sfidare i mercati internazionali, L’identità dei vigneti del Sud trova ormai da tempo nella ristorazione e nelle produzioni di qualità un prezioso alleato, in Italia e all’estero. Interverranno sul tema i presidenti delle associazioni partner della manifestazione: Assoenologi, AIS Puglia, Onav Puglia, Aepi e Vinarius e i giornalisti e buyer internazionali che hanno partecipato alla settimana di approfondimento. Seguiranno le premiazioni dei vini vincitori della tredicesima edizione del concorso.

Dalle 21, alla chiusura del Salone, l’evento si sposterà nella corte del Castello, dove saranno allestiti i banchi di assaggio di tutti i 300 vini in concorso e di 20 etichette di olio di tutti i produttori presenti. Durante la serata saranno serviti i piatti di 7 chef del sud Italia sul tema Più Salute e recupero. Giacomo Racanelli di Aromi Bistrot a Sannicandro di Bari (BA) proporrà Arancino con sivoni e ragu di scarti di maiale nero; Riccardo Barbera di Masseria Barera-Minervino a Murge (BT) presenterà Strascinati integrali con cozze, cime e fiori di zucchine; Peppe Zullo di Orsara di Puglia (Fg) preparerà Maccheroncini di lenticchie rosse, ragu di melanzana chips di buccia di melanzana e menta; Mirko Balzano del Ristorante Triglia di Avellino Candele spezzate con code di cipolle e agnello; Giovanni Ingletti e Cosimo Russo de La Taverna del Porto di Tricase (LE) serviranno Fegato di pescatrice, ciliegie ferrovia e cipolla rossa di Acquaviva. Infine Mariantonietta Santoro de Il Becco della Civetta di Castelmezzano (PZ) proporrà la sua Pecora alla materana in Pignata.

Per info www.radicidelsud.it e prenotazioni https://goo.gl/9cttyx

RADICI DEL SUD 2018

Salone dei vini e degli oli del Sud in breve – apertura al pubblico:

Dove: Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari (BA)
Quando: 11 giugno 2018

Orario di apertura al pubblico: dalle 11.00 alle 21.00

Ingresso: kit di degustazione €15 (comprensivo di bicchiere, sacca portabicchiere e quaderno di degustazione). I soci AIS in regola con il pagamento della quota 2018 sarà possibile acquistare il kit degustazione al costo di 10 € invece di 15 €.

Cena a buffet nella Corte del Castello € 15

Parcheggio: disponibile

I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.

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Ufficio Stampa:

Anna Sperotto

Michele Bertuzzo

Associazione Propapilla

L’Associazione Propapilla si occupa principalmente della promozione del territorio e della valorizzazione della cultura enogastronomica pugliese, organizzando degustazioni, concorsi, convegni e rassegne.

Con Radici del Sud, in particolare, vuole celebrare e dare visibilità in Italia e all’estero all’enogastronomia e alla viticoltura delle regioni del sud Italia, evidenziando il profondo legame con il territorio.

Inoltre, attraverso la pubblicazione di tre guide dedicate alle Pizzerie, ai Ristoranti e ai Vini ogni anno aggiorna e monitora il panorama enogatronomico di Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia.

PUNTOZERO ALLA PRIMA EDIZIONE DI VINOVIP AL FORTE

PUNTOZERO ALLA PRIMA EDIZIONE DI VINOVIP AL FORTE

Lunedì 18 giugno la cantina dei Colli Berici all’evento zero di Civiltà del Bere a Forte dei Marmi. Quattro i vini in degustazione, acquistabili anche nello shop online

Un po’ di Colli Berici a Forte dei Marmi. Lunedì 18 giugno 2018 PuntoZero sarà tra i protagonisti della prima edizione di VinoVip al Forte organizzato da Civiltà del Bere e parteciperà al Grand Tasting che si terrà dalle 18 alle 22 alla Capannina di Franceschi. La cantina farà parte della selezione Challenger, dedicata alle “nuove sfide” del mondo del vino italiano, che durante l’evento affiancheranno i grandi nomi dell’enologia di tutta la Penisola.

Quattro i vini in degustazione in questa serata, tutti monovitigno. Trasparenza 2017 prodotto con uve Pinot Bianco, Tai 2016 con uve Tocai Rosso, Carménère 2016 prodotto con uve Carménère e Virgola 2013 con uve Syrah.

Per PuntoZero è l’occasione di raccontare alla città del lungomare toscano il territorio dei Colli Berici e per portare la propria interpretazione di alcuni vitigni che in questa zona hanno trovato un’ottima espressione. “Partecipare a VinoVip al Forte tra le proposte Challenger – spiega Marcella Toffano, titolare dell’azienda assieme al marito Andrea de’ Besi e alla figlie Anna Paola e Carolina – è un ottimo modo per parlare della nostra cantina. Anche se il progetto di PuntoZero è nato più di vent’anni fa, siamo sul mercato da poco: possiamo ritenerci una “nuova sfida” perché non siamo viticoltori da generazioni. In questo territorio, ad esempio, siamo i primi a utilizzare la tecnica dell’appassimento delle uve dopo la raccolta manuale. Questo per produrre vini di carattere, ma anche eleganti e raffinati, che raccontano perfettamente l’ossatura calcarea delle colline in cui nascono.”

Le etichette in degustazione a VinoVip al Forte sono disponibili anche nello shop online di PuntoZero (shop.puntozerowine.it), inaugurato da pochi giorni, dove è possibile acquistare direttamente i vini dell’azienda.

Quella del 2018 è l’edizione zero della rassegna curata da Civiltà del Bere, che ogni due anni riunisce a Cortina i nomi più importanti del vino e che approda quest’anno anche a Forte dei Marmi con 52 aziende protagoniste, un convegno dedicato alle sfide, economiche e non, dell’Italia enoica, una degustazione che si concentrerà sulla riscoperta dei raspi e, per finire, il banco d’assaggio Grand Tasting aperto a professionisti e appassionati.

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Azienda Agricola PuntoZero

L’azienda ricopre attualmente una superficie vitata di circa 11 ettari. Le varietà coltivate sono: Cabernet Sauvignon (3,00 ha), Merlot (3,00 ha) Syrah (2,50 ha), Carmenere (0,50 ha), Tai Rosso (0,20 ha), Pinot Bianco (0,40 ha), Incrocio Manzoni (0,40 ha), Cabernet Franc (0,50 ha) e altre varietà a bacca rossa (0,70 ha). Le Pratiche vinicole sono di selezione dei germogli, defoliazione, diradamento e selezione in pianta dei grappoli migliori. Le vigne hanno un’età che varia dai 50 ai 5 anni. La resa per ettaro è di 65/70 quintali. La quantità di uva prodotta nel 2016 è stata pari a 630 quintali. La vendemmia è effettuata in plateaux e in casse da 15 kg. Le uve di Merlot e di Syrah vengono messe in appassimento per 20/30 giorni. Le bottiglie prodotte sono attualmente 16.000.

Press info:

Anna Sperotto

Carlotta Flores Faccio

VITICOLTURA BIOLOGICA A RISCHIO: FIVI CONTRARIA ALLA RIDUZIONE DEL RAME

VITICOLTURA BIOLOGICA A RISCHIO: FIVI CONTRARIA ALLA RIDUZIONE DEL RAME

La Commissione PAFF discuterà domani il rinnovo sull’utilizzo del rame in agricoltura. FIVI chiede il voto contrario dell’Italia

La FIVI torna a scrivere al Ministero. Questa volta lo fa per chiedere il parere contrario dell’Italia alla nuova ipotesi di riduzione delle dosi di rame utilizzabili in vigna.

La Commissione Europea sta infatti valutando in questi giorni il rinnovo della concessione, che scade il primo gennaio 2019, all’utilizzo del rame in agricoltura. La commissione PAFF (Plants, Animals, Food and Feed), nella riunione prevista per domani 24 maggio, proporrà di rinnovare la concessione per soli altri 5 anni invece di 7 e chiederà di ridurre la dose massima di rame utilizzabile da 6 kg per ettaro a soli 4 kg per ettaro. Tale dosaggio andrà poi calcolato non più sulla media dei tre anni, opzione che ha permesso fino ad oggi di poter produrre anche in annate particolarmente piovose e difficili, ma su base annua. “Siamo molto preoccupati – dichiara la Presidente FIVI Matilde Poggi – perché, ad oggi, per i produttori biologici non ci sono valide alternative al rame. Ci sono per i produttori convenzionali, ma sono prodotti chimici di sintesi molto invasivi e residuali. Alcune di queste molecole di sintesi hanno, inoltre, perso la loro efficacia, mentre il rame continua a dimostrare la sua capacità di contrasto alla peronospora. C’è il serio rischio che non si riesca più a fare viticoltura biologica in Europa”.

La FIVI, per la natura stessa delle sue imprese (piccole aziende gestite molto spesso a livello familiare) e per il contatto diretto con i consumatori, è da sempre particolarmente attenta all’ambiente e alla salute delle persone, tant’è che un socio FIVI su due lavora in regime biologico o biodinamico, con una tendenza in netta crescita.

La FIVI chiede a chi rappresenterà l’Italia alla riunione di domani di esprimere parere contrario alle nuove proposte, in modo da mantenere la dose attuale di 6 kg per ettaro sulla media dei tre anni, nell’attesa che la ricerca trovi delle valide alternative all’utilizzo del rame in vigneto.

Press info:

Davide Cocco

Anna Sperotto

FIVI – Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti

La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) è un’associazione nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del vignaiolo di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Per statuto, possono aderire alla FIVI solo i produttori che soddisfano alcuni precisi criteri: “Il Vignaiolo FIVI coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta”.
Attualmente sono poco più di 1100 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 11.000 ettari di vigneto, per una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. Quasi 80 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale si avvicina a 0,7 miliardi di euro, per un valore in termini di export di 280 milioni di euro. Gli 11.000 ettari di vigneto sono condotti per il 51% in regime biologico/biodinamico, per il 10 % secondo i principi della lotta integrata e per il 39% secondo la viticoltura convenzionale.

CONCORSO UNICO L’ORO DEL GARDA 2018: PREMIATI I MIGLIORI OLI GARDA DOP

CONCORSO UNICO L’ORO DEL GARDA 2018: PREMIATI I MIGLIORI OLI GARDA DOP

Il concorso del Consorzio Olio Garda DOP giunge quest’anno alla sesta edizione. Vincono Le Videlle nella categoria fruttato leggero e Agraria Riva del Garda nella categoria fruttato medio

Arrivano dalla sponda bresciana e da quella trentina i migliori oli Garda DOP della campagna olivicola 2017. Sono l’Azienda Agricola Le Videlle di Raffa di Puegnago (Brescia) Garda Bresciano DOP, per la categoria fruttato leggero, e l’Agraria Riva del Garda di Riva del Garda (Trento) Garda Trentino DOP, per la categoria fruttato medio. È questo il risultato della Premiazione della 6° Edizione del Concorso Unico L’Oro del Garda. La serata di premiazione si è svolta mercoledì 23 maggio 2018 all’Azienda Agricola Madonna delle Vittorie di Arco (Trento).

La giuria di assaggiatori professionisti del Laboratorio Dogane di Verona ha esaminato trenta oli extra vergine Garda DOP della campagna olearia 2017. Nella categoria fruttato leggero prima classificata è stata l’Azienda Agricola Le Videlle di Raffa di Puegnago (Brescia) con il Garda Bresciano DOP; seconda classificata la Speck Stube S.a.s di Malcesine (Verona) con Le Creve Monocultivar Casaliva Garda DOP; terza classificata l’Azienda Agricola La Cavagnina di Salò (Brescia) con il Garda DOP.

Nella categoria fruttato medio, prima classificata l’Agraria Riva del Garda di Riva del Garda (Trento) con il Garda Trentino DOP; seconda classificata la Società Agricola Il Cavaliere di Salò (Brescia) con il Monocultivar Casaliva Garda DOP; terza classificata la società agricola Madonna delle Vittorie di Arco (Trento) con il Garda Trentino DOP.

Il Concorso L’Oro del Garda è il concorso unico organizzato dal Consorzio di Tutela Olio Garda Dop per premiare i migliori extra vergini tra le tre denominazioni: Garda Bresciano DOP, Garda Orientale DOP, Garda Trentino DOP. L’Oro del Garda ogni anno premia il miglior olio Garda Dop scelto in un panel test dove assaggiatori professionisti degustano i campioni di olio, opportunamente resi anonimi. La sede della premiazione è itinerante nei tre comuni che, fin dalla nascita del Consorzio, si sono contraddistinti nella tutela dell’olio Garda DOP.

Press info:

Claudia Zigliotto

Giada Azzolin

ANTONELLA CORDA: NELLA NUOVA CANTINA,  L’ESSENZA DELLA SARDEGNA

ANTONELLA CORDA: NELLA NUOVA CANTINA, L’ESSENZA DELLA SARDEGNA

Inaugurata a Serdiana (Cagliari) la nuova cantina. Nei suoi vini e nell’architettura degli spazi un omaggio alle tradizioni sarde

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Cantina Antonella Corda ha presentato la sua nuova dimora. Dopo gli ottimi riscontri ottenuti a Vinitaly, la cantina sarda ha ufficialmente inaugurato lo spazio dedicato alla produzione dei suoi vini, che sorge a Serdiana, paese a pochi chilometri da Cagliari.

La cantina è stata realizzata all’interno dell’azienda agricola, che ricopre 40 ettari di terreno: 15 ettari sono riservati al vigneto, che si sviluppa davanti la nuova struttura, 12 gli ettari coltivati come uliveto lungo la collina e i restanti seminativi. Progettata nel 2013, la cantina si estende per 500 mq e la sua struttura architettonica è un omaggio di Antonella Corda alla sua terra. La costruzione richiama quella della casa rurale campidanese, struttura tipica della tradizione sarda in particolare nell’area del cagliaritano. Gli spazi saranno divisi in tre locali principali: due aree adibite alla vinificazione con diraspapigiatrice e cisterne in acciaio e una zona in cui è stato realizzato un piccolo punto vendita, compreso di spazio degustazione.

L’intera cantina è stata progettata e realizzata con la volontà di avere un impatto minimo sul paesaggio, obiettivo che Antonella Corda persegue su più fronti: il terreno coltivato a vite è da circa un anno in conversione biologica, si stanno inoltre realizzando dei sistemi per il riutilizzo delle acque ed è in progettazione l’impianto fotovoltaico.

I vini di Antonella Corda, Nuragus di Cagliari DOC, Vermentino DOC di Sardegna e Cannonau di Sardegna, sono imbottigliati dallo scorso anno e si caratterizzano per essere piena espressione del territorio e della tradizione vitivinicola di Serdiana, ma declinati secondo l’interpretazione della fondatrice della cantina.

Ufficio Stampa:

Michele Bertuzzo

Carlotta Faccio

LA NOTTE DELLE CANTINE:  UNA SERATA DI DEGUSTAZIONI A CANTINA TRAMIN

LA NOTTE DELLE CANTINE: UNA SERATA DI DEGUSTAZIONI A CANTINA TRAMIN

Cantina Tramin partecipa alla Notte delle Cantine: sabato 9 giugno 2018 una serata aperta al pubblico con degustazione vini, mostra d’arte e ristorante in sala panoramica.

Sabato 9 giugno 2018 dalle 17 alle 24, Cantina Tramin apre le porte al pubblico per La Notte delle Cantine. La manifestazione, organizzata dalla Strada del Vino dell’Alto Adige, coinvolge insieme a Termeno le altre località del vino altoatesine Caldaro, Cortaccia, Cortina, Salorno, Montagna, Ora e Vadena.

La Sala Rossa di Cantina Tramin ospiterà una degustazione verticale di Loam, vino a base di uve Cabernet e Merlot della linea Selezioni, che sarà il vero protagonista della serata, presentato nelle diverse annate 2002, 2003, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014 e 2015. L’occasione per scoprire un vino particolarmente apprezzato in Alto Adige, ancora poco conosciuto nel resto d’Italia.

Inoltre, durante la serata si potranno assaggiare tutti i vini di Cantina Tramin, disponibili in degustazione all’interno della Cantina Rossa.
Al pubblico sarà anche data la possibilità di conoscere la cantina con esclusive visite guidate notturne. Oltre al vino, spazio anche al cibo e all’artigianato locale, che rivive le antiche tradizioni altoatesine. Nella Sala Nussbaumer, con vista panoramica sui vigneti, i visitatori potranno assaggiare diverse proposte culinarie a cura del ristorante Gretl am See del vicino Lago di Caldaro. In abbinamento ai vini della Cantina si potranno gustare assaggi gastronomici sudtirolesi e italiani. Uno degli accostamenti particolarmente piacevoli sarà il Risotto allo Zafferano proposto insieme a un calice di Gewürztraminer. Inoltre, durante la serata sarà possibile assaggiare i cioccolatini di Oberhöller Finest Gourmet Chocolate, come le Praline realizzate con un ripieno a base di Terminum Gewürztraminer e i formaggi di latte crudo vaccino di produzione locale del Maso Eggemoa, disponibili in diversi angoli culinari.

Inoltre, nel foyer della cantina si svolgerà una dimostrazione artistica a cura di dieci contadini artigiani selezionati da Gallo Rosso – associazione che raggruppa circa 1600 masi in Alto Adige – che per la prima volta si riuniranno insieme per presentare le loro opere fatte a mano.

Oggetti decorativi, lavori di intreccio e di intaglio realizzati con materie prime che provengono al 100% dai masi altoatesini. L’esposizione delle opere create nel corso della serata proseguirà nelle due settimane successive, secondo gli orari di apertura della cantina (dal lunedì al venerdì: 09:00-19:00, il sabato: 09:00-17:00).

L’evento è ad accesso libero e gratuito, i piatti e le degustazioni potranno essere acquistati a parte. Il trasferimento è affidato ad un servizio navetta che riunisce le cantine della Strada del Vino dell’Alto Adige.

Info: www.CantinaTramin.it

Press info:

Michele Bertuzzo

Giada Azzolin

MERCATO FIVI A CINECITTÀ:  UNO SPETTACOLO DI VIGNAIOLI E TERRITORIO

MERCATO FIVI A CINECITTÀ: UNO SPETTACOLO DI VIGNAIOLI E TERRITORIO

Al Mercato dei Vignaioli Indipendenti grande pubblico e un tributo a Ermanno Olmi, cantore della viticoltura eroica

Grande successo per la seconda edizione del Mercato FIVI a Roma di sabato 19 e domenica 20 maggio. Il teatro 10 di Cinecittà per due giorni è stato il palcoscenico dove 200 Vignaioli Indipendenti hanno fatto conoscere i loro vini e le loro storie al pubblico romano.

Durante i due giorni di Mercato la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti ha voluto rendere omaggio a Ermanno Olmi trasmettendo su un maxi schermo Rupi del vino, il film documentario dedicato alla Valtellina e alla viticoltura di montagna che lì si pratica, girato nel 2009 dal grande regista scomparso qualche giorno fa. Rupi del vino è un film che racconta le difficoltà quotidiane di chi coltiva le sue vigne su terreni impervi e scoscesi, difficili da raggiungere e che spesso devono essere lavorati completamente a mano, senza l’aiuto di macchine e con notevoli sacrifici. Dai lunghi tempi di preparazione dei vigneti e del terreno, alla costruzione dei muri a secco per i terrazzamenti, nella sua pellicola Olmi rende omaggio ad una viticoltura eroica, esempio di un rapporto positivo tra uomo e ambiente.

A tutt’oggi la viticoltura eroica e il recupero dei vigneti storici sono tra gli aspetti centrali nell’istanza sulla tutela del vigneto che FIVI sta portando avanti – dichiara Gaetano Morella, vice presidente dell’associazione – Nelle aree dove la viticoltura eroica è praticata, i piccoli vigneti sotto i mille metri quadrati, esclusi dal censimento lanciato dal MIPAAF perché considerati per uso personale, sono un patrimonio enorme che va preservato e tutelato. Il pericolo è che vadano abbandonati o espiantati e che si perda l’ultima testimonianza di varietà genetiche e di pratiche di coltura ormai dismesse, ma importantissime per queste realtà”. La proposta della FIVI è che venga invece fatta una mappatura di tali vigneti, indipendentemente dalla loro estensione che ne garantisca la sopravvivenza.

Press info:

Davide Cocco

Anna Sperotto

FIVI – Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti

La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) è un’associazione nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del vignaiolo di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Per statuto, possono aderire alla FIVI solo i produttori che soddisfano alcuni precisi criteri: “Il Vignaiolo FIVI coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta”.
Attualmente sono poco più di 1100 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 11.000 ettari di vigneto, per una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. Quasi 80 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale si avvicina a 0,7 miliardi di euro, per un valore in termini di export di 280 milioni di euro. Gli 11.000 ettari di vigneto sono condotti per il 51% in regime biologico/biodinamico, per il 10 % secondo i principi della lotta integrata e per il 39% secondo la viticoltura convenzio


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In redazione: Davide Cocco, Anna Sperotto, Giada Azzolin, Carlotta Faccio, Chiara Brunato, Marco Zanella, Irene Graziotto, Marta Xerra, Elena Scarso, Micaela Tussetto

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