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MACULAN PRESENTA “SANTALUCIA 2016”: IL VINO CHE FA BENE ALLA VISTA

Il ricavato di 300 bottiglie di Cabernet Sauvignon interamente devoluto alla Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus, che festeggia il trentennale

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È stato presentato al ristorante Le Calandre di Rubano (PD) il vino Santalucia 2016, un Cabernet Sauvignon realizzato dalla Cantina Maculan per la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus. L’idea, nata da Fausto Maculan, unisce l’eccellenza vitivinicola con la frontiera della ricerca del centro regionale di riferimento per i trapianti di cornea di Veneto e Friuli Venezia Giulia, il più importante per numero di donazioni a livello europeo.

Il vino è stato selezionato da una commissione di giornalisti, critici enogastronomici e sommelier che hanno assaggiato tutte le barrique dell’annata 2016 della Cantina Maculan per individuare la migliore: la scelta è caduta su un Cabernet Sauvignon proveniente dai vigneti situati sulle colline più alte del comune di Breganze. Tutta la barrique (ovvero 225 litri, per un totale di 300 bottiglie da 750 ml) è stata imbottigliata con un’etichetta che rappresenta un’opera firmata dall’artista bellunese Graziella Da Gioz, scelta dal critico Marco Goldin per essere donata alla Fondazione. Il dipinto, intitolato Verdi riflessi, trae spunto da un ciclo di opere dedicate ai Palù trevigiani, terre che hanno ispirato la pittura dell’artista in diverse mostre e libri, uno dei quali pubblicato con il poeta Andrea Zanzotto.

Lo scopo del progetto è quello di sostenere attraverso 300 bottiglie uniche e numerate i progetti di ricerca sulle malattie oculari di Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus, a cui sarà devoluto il ricavato.Ho scelto di dedicare una parte del mio lavoro a questa iniziativa – sottolinea Fausto Maculan – che si rivolge a chi ha bisogno dei risultati delle nuove ricerche, ma anche ai sostenitori che scelgono di offrire il proprio contributo e alle istituzioni presenti che vi partecipano. Quest’anno la ricorrenza è ancora più speciale: il Santalucia 2016 sarà il vino ufficiale del Trentennale della Fondazione”.

Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus è infatti il centro di riferimento nazionale per i trapianti di cornea. Quasi la metà dei trapianti che ogni anno vengono effettuati in tutta Italia (il 48%, pari a 3000), sono possibili grazie ai tessuti oculari che arrivano dal padiglione veneto dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, intitolato alla memoria del professor Giovanni Rama, che ha fondato la banca degli occhi 30 anni fa. “Quest’anno – afferma Giuseppe Di Falco, presidente della Fondazione – abbiamo celebrato il traguardo della centomillesima cornea donata a partire dal 30 settembre 1987. Solo nel 2016, in Veneto, sono state donate 5000 cornee, su un totale nazionale di 16.000: un primato europeo. Oltre a questo, la metà dei 6000 trapianti nazionali sono stati permessi grazie ai tessuti raccolti a Mestre. Una crescita che ci fa sperare nel futuro per il quale stiamo lavorando anche attraverso la ricerca, per trovare sempre più risposte non solo nel campo della cornea ma anche delle malattie della retina. Grazie al progetto Santalucia, avviato nel 2009, a questo scopo sono già stati devoluti oltre 260 mila euro”.

La bottiglia di Santalucia 2016 è stata offerta a quanti hanno contribuito al sostegno della ricerca con una donazione di 100 euro. Alla presentazione è stata battuta all’asta una bottiglia in formato Melchior, contentente 18 litri di Santalucia, aggiudicata dal conte Stefano Marzotto di Vicenza per 1800 Euro.

È sempre possibile sostenere la fondazione acquistando il vino attraverso il sito www.fbov.org: un’idea regalo solidale per chi a Natale vuole davvero fare del bene.

Per acquistare il Santalucia 2016:
Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus
https://www.fbov.org/come-aiutarci/vino-per-la-ricerca
info@fbov.it
041.9656440/442

Press info:

Michele BertuzzoGiada Azzolin

CONSORZIO VINI TRASIMENO SI CANDIDA A OSPITARE GRENACHES DU MONDE 2021

Conclusa con successo la prima edizione di Grenache, Italia a Castiglione del Lago. Prevista anche la modifica del disciplinare di produzione

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Al Palazzo della Corgna di Castiglione del Lago (Perugia) si è da poco conclusa la prima edizione di Grenache, Italia, evento organizzato dal Consorzio Tutela Vini Trasimeno, che al termine della conferenza ha presentato la candidatura per ospitare l’edizione 2021 del concorso Grenaches du Monde.

Oggetto del convegno sono state le diverse declinazioni del Grenache e, in particolare, il Gamay del Trasimeno, variante del vitigno di origini spagnole coltivata nell’area che circonda il lago. I dibattiti hanno sottolineato come questa zona presenti un terroir caratteristico, influenzato dalla presenza di un microclima lacustre che la rende particolarmente adatta alla coltivazione della vite. Volontà del Consorzio Tutela Vini Trasimeno per i prossimi anni è, infatti, di sfruttare al meglio il potenziale enologico dell’area e di incentivare la coltivazione del Gamay del Trasimeno, vitigno riscoperto negli ultimi anni e sul quale sono riposte grandi aspettative.

La candidatura del Consorzio ad ospitare, nel 2021, la nona edizione di Grenaches du Monde, arriva al termine di un anno ricco di rinnovamenti riguardanti l’immagine e gli obiettivi del Consorzio, ma anche di consolidamento delle produzioni più identitarie della DOC Trasimeno. Tutto questo è stato possibile anche grazie alla revisione del disciplinare, che porterà, dal prossimo anno, ad una maggiore attenzione verso la produzione di vini a base Gamay del Trasimeno nella variante rossa e rosata.

Il nuovo tessuto imprenditoriale di quest’area – spiega Emanuele Bizzi, Presidente del Consorzio Tutela Vini Trasimeno – si sta decisamente orientando verso i vitigni tradizionali, come il Gamay del Trasimeno, che qui ha trovato un terroir ideale. La presentazione della candidatura per ospitare il Grenaches du Monde 2021 sottolinea quanto il Consorzio creda nel lavoro dei suoi soci e nelle potenzialità del suo territorio”.

Press info:

Michele Bertuzzo Carlotta Faccio

RADICI DEL SUD CHIUDE ALL’INSEGNA DI CIBO E SALUTE

A Sannicandro di Bari premiati i 5 vincitori assoluti di Radici del Sud e presentata l’edizione 2018 delle Radici Guides per una cucina buona e salutistica. La prossima edizione del Concorso dal 5 all’11 giugno 2018

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L’evento Radici Experience ha chiuso ufficialmente a Sannicandro di Bari la XII edizione di Radici del Sud. Un percorso iniziato nel giugno scorso con il concorso enologico nel quale due giurie, una composta da buyer internazionali e una composta da critici nazionali ed esteri, hanno esaminato oltre 350 campioni di vini da vitigni autoctoni provenienti dalle regioni del meridione d’Italia. I 66 vini finalisti sono stati poi riesaminati a settembre da una giuria tecnica che ha decretato i vincitori assoluti nelle rispettive categorie: per gli spumanti Dovi Rosé 2014, Ferrocinto (Calabria); per i vini bianchi un ex aequo tra 12 e Mezzo 2016, Malvasia del Salento, Varvaglione 1921 (Puglia) e Grillo Parlante 2016, Fondo Antico (Sicilia); per i rosati Castel Del Monte Rosato DOP 2016, Terre del Grifo (Puglia) e per i rossi Il Sigillo 2011, Cantine del Notaio (Basilicata).
Durante la serata è stata presentata anche la nuova edizione di Radici Guides, le guide ai migliori vini, ristoranti e pizzerie del Sud disponibili online sul sito www.radicidelsud.it e con App gratuita (su Google Play e App Store). Se la sezione vini riporta i frutti del lavoro di selezione operato con il concorso enologico, le parti riservate a pizzerie e ristoranti sono state curate da un team di 12 critici coordinati dall’ideatore di Radici del Sud Nicola Campanile. Nella valutazione sono stati tenuti in particolare conto gli aspetti salutistici della proposte gastronomiche. 12 le pizzerie premiate con il riconoscimento Pizza Eccellente, riservato alle pizzerie dove poter gustare una pizza genuina, salutare e ricercata allo stesso tempo, di schietta impronta tradizionale e altre 9 hanno ottenuto il riconoscimento di Pizzeria Eccellente.

Nella selezione dei ristoranti sono stati assegnati 5 premi speciali. Maitre dell’anno è andato a Antonio Riontino del ristorante Canneto beach 2 a Margherita di Savoia (BAT); il premio Enoteca con cucina, bistrot dell’anno è andato a Vineria Est di Sannicandro di Bari (BA); il premio Chef Emergente dell’anno a Diana Pia Pignatelli dell’Agriturismo Le Caselle di Rignano Garganico (FG); il premio la Novità dell’anno, riservato ai ristoranti di qualità aperti nell’ultimo anno, è stato assegnato a Gaonas Officina del Gusto di Martina Franca (TA); Ristorante tipico dell’anno è stato eletto Origini di Altamura (BA); infine Ristorante dell’anno Ristorante Calvi di Altamura.
“Nella selezione – spiega
Nicola Campanile – abbiamo tenuto in particolare considerazione la leggerezza e la salubrità delle proposte gastronomiche. La Puglia, come tutto il sud, si può considerare naturalmente predisposta ad una cucina salutistica, grazie alla grande biodiversità disponibile”.
Di questi argomenti si è parlato nel convegno dal titolo
Sostenibilità per tasche e salute che ha accompagnato la consegna dei premi. Moderati dal giornalista Federico De Cesare Viola, si sono confrontati Nicola Campanile, curatore e ideatore di Radici Guides e Radici del Sud; Maurizio Gily, agronomo esperto di enogastronomia e presidente della giuria che ha selezionato i vincitori assoluti di Radici del Sud; Gianluigi Cesari, ricercatore dell’Istituto Agronomico del Mediterraneo; Antonio Mazzocca, medico ricercatore specialista in tumori dell’apparato digerente; Beppe Lorusso, giornalista e autore di libri di gastronomia; Giuseppe Barretta, giornalista e collaboratore di Radici Guides e Radici del Sud. Al centro dell’attenzione il rapporto tra salute e alimentazione, sempre più centrale nella qualità della vita. Tornare alla tradizione è il concetto su cui tutti si sono trovati concordi, nel recupero della vocazione ad una dieta mediterranea invidiata nel mondo e di cui la Puglia può e deve essere esempio virtuoso.
Appuntamento alla prossima edizione di Radici del Sud, dal 5 all’11 giugno 2018.

Associazione Propapilla

L’Associazione Propapilla si occupa principalmente della promozione del territorio e della valorizzazione della cultura enogastronomica pugliese, organizzando degustazioni, concorsi, convegni e rassegne.

Con Radici del Sud, in particolare, vuole celebrare e dare visibilità in Italia e all’estero all’enogastronomia e alla viticoltura delle regioni del sud Italia, evidenziando il profondo legame con il territorio.

Inoltre, attraverso la pubblicazione di tre guide dedicate alle Pizzerie, ai Ristoranti e ai Vini ogni anno aggiorna e monitora il panorama enogatronomico di Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia.

Ufficio stampa:

Michele Bertuzzo Anna Sperotto

OLIO GARDA DOP ANNATA 2017: DI MENO MA PIÙ BUONO

OLIO GARDA DOP ANNATA 2017: DI MENO MA PIÙ BUONO

La produzione diminuisce ma si mantiene alta la qualità delle olive, con rese che sfiorano il 15%

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Si sta concludendo in questi giorni la campagna olearia 2017 dell’Olio Garda DOP. I primi dati, una stima della raccolta ancora in corso tra gli oliveti del Lago di Garda, registrano una diminuzione del 30% di olive, rispetto l’annata precedente. Tutte le tre sottozone del Garda – Orientale, Bresciana, Trentina – quest’anno hanno affrontato una stagione difficile, messa alla prova da mesi caldi e siccitosi, e dalle grandinate di fine estate. Il calo della produzione però è stato compensato da rese qualitative molto buone. Le alte temperature raggiunte nelle fasi centrali dell’annata hanno concentrato il succo all’interno delle olive, portando le rese al 15% (rispetto alla media del 13% dello scorso anno). La resa dipende essenzialmente dal rapporto quantitativo di acqua e olio presenti nel frutto: una maggiore concentrazione di succo all’interno dell’oliva migliora in molitura il rapporto tra frutti raccolti e olio prodotto.
Le olive sono arrivate al giusto grado di maturazione in leggero anticipo ma in ottima salute, risultato dell‘impegno dei produttori nel preservare frutti sani, in grado di garantire un prodotto di valore, a discapito di elevati costi di produzione.

La stagione – spiega Andrea Bertazzi, Presidente del Consorzio Olio Garda DOPè andata sicuramente meglio del previsto. Il 2017 è un anno di scarica, dopo la scorsa annata all’insegna della grande produzione, quest’anno ci aspettavamo un calo produttivo, che è stato accentuato ancor di più dalla siccità e dalle forti grandinate. L’olio a denominazione protetta sarà sicuramente meno dell’anno scorso, ma la qualità del prodotto non è messa in discussione”.
Il consumatore potrà acquistare un olio nuovo
fruttato, con un buon equilibrio tra amaro, piccante e dolce, simbolo della qualità di un olio buono. Un prodotto versatile distinguibile per la sua leggerezza, che lo rende capace di accompagnare tanti diversi piatti.

Press info:

Giada Azzolin – Michele Bertuzzo

CALENDARIO GOPPION 2018: UNA DEDICA PER I 70 ANNI DELLA TORREFAZIONE

CALENDARIO GOPPION 2018: UNA DEDICA PER I 70 ANNI DELLA TORREFAZIONE

Torna l’appuntamento annuale di Goppion Caffè. Nella nuova edizione l’artista Alex Miles reinterpreta le fotografie più significative della storia dell’azienda

gennaio

 

Con l’arrivo del nuovo anno ritorna il calendario di Goppion Caffè. Quella del 2018 sarà un’edizione davvero speciale: la torrefazione trevigiana festeggia 70 anni di attività e ha scelto di narrare la sua storia attraverso le pagine illustrate di questo calendario.

Da oltre quarant’anni viene appeso su più di sessantamila pareti e viene realizzato con lo stesso formato e la stessa veste grafica, ma con illustrazioni sempre nuove. “È un oggetto comune – spiega Paola Goppion, responsabile marketing e comunicazione dell’azienda che utilizziamo ogni giorno e su cui annotiamo i nostri appuntamenti più importanti o i ricordi più belli. In questa edizione parleremo di noi, della nostra torrefazione che da settant’anni è parte integrante della storia del caffè italiano. Una dedica ai fondatori e ai momenti che hanno segnato la nascita e la crescita della nostra azienda”.

Il calendario 2018 è stato affidato all’artista australiana Alex Miles, che per Goppion ha già firmato diversi progetti. Per l’occasione ha rivisitato dodici fotografie provenienti dall’album della famiglia Goppion, le più significative per la storia della torrefazione. Si parte da uno scatto che omaggia il capostipite Luigi Goppion, passando poi agli anni vissuti in Etiopia e in Venezuela di alcuni dei Fratelli Goppion, all’inaugurazione della nuova sede nel 1968 e alle grafiche di locandine e latte che hanno segnato questi primi 70 anni della torrefazione.

La stampa del calendario 2018 è la prima delle iniziative che Goppion presenterà in occasione di questo anno speciale. In cantiere ci sono infatti anche una monografia sulla storia dell’azienda e una miscela in edizione limitata dedicata a Luigi Goppion, che tanti anni fa ha dato il via ad un nome e con esso a questo viaggio nel mondo del caffè.

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Goppion Caffè | Oggi l’azienda occupa 35 dipendenti. Il fatturato 2016 è di 11,5 milioni di euro, la quantità di caffè lavorato circa 1 milione e 200mila kg. L’ 85% delle vendite è sviluppato dal mercato Italia e di questo il 60% è rappresentato dal canale Ho.Re.Ca., il rimanente 40% nella Gdo. Le esportazioni rappresentano il restante 15% del fatturato totale aziendale, in rapida ascesa (+13% nel 2016). Esportano nei seguenti paesi: Iran, Dubai, Taiwan, Singapore, Polonia, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Slovacchia, Russia, Bulgaria, Bielorussia, Lituania, Lettonia, Paesi Bassi, Ucraina, Belgio, Lussemburgo, Francia, Slovenia, Croazia, Bosnia, Grecia, Turchia, Egitto, Georgia.

Dal 2016 Goppion è certificata FSSC 22000 per la Torrefazione e Confezionamento di caffè in grani e macinato. FSSC 22000 è uno schema di certificazione rivolto ad organizzazioni produttrici di alimenti e ha l’obiettivo di armonizzare i requisiti di certificazione ed i metodi per ottenere sistemi di sicurezza alimentare nella filiera, a garanzia del consumatore finale.

Dal 1997 fa parte di CSC®, Caffè speciali Certificati, un Consorzio nato dall’impegno di dieci Torrefattori italiani ricercatori della qualità all’origine, del caffè di piantagione.

Dal 1997 produce a proprio marchio un caffè speciale (NATIVO) certificato da Fairtrade e da CCPB.

Goppion è tra i fondatori del Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale, candidato al riconoscimento da parte di Unesco come bene immateriale dell’Umanità.

Press info:

Davide Cocco – Carlotta Faccio

SCARPE GROSSE E CERVELLO FIVI: IN 15.000 A PIACENZA PER ABBRACCIARE I VIGNAIOLI INDIPENDENTI

Record di visitatatori per la settima edizione del Mercato dei Vignaioli FIVI. Prossima edizione 24 e 25 novembre 2018

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Scarpe grosse, cervello FIVI. È questo il messaggio del settimo Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti organizzato da FIVI in collaborazione con Piacenza Expo. Una due giorni in cui 15.000 persone (6.000 in più dello scorso anno) hanno avuto l’occasione di incontrare i vignaioli e farsi raccontare il loro lavoro in vigna, il loro territorio e il frutto del loro operato. Un evento che si ripeterà il 24 e 25 novembre del prossimo anno, quando la FIVI festeggerà i 10 anni di vita.

Siamo convinti che il successo crescente del Mercato – ha dichiarato la presidente FIVI Matilde Poggi – sia la diretta conseguenza della credibilità che ci stiamo guadagnando a livello istituzionale, in Italia come in Europa. Abbiamo le scarpe grosse e il cervello FIVI, le mani nella terra e la testa rivolta a una causa comune”. Tante sono infatti le battaglie condotte durante l’anno in corso e tante sono ancora quelle da combattere. Dall’etichetta nutrizionale, giudicata dalla FIVI un inutile aggravio, alla regolamentazione dell’Enoturismo, di cui FIVI come componente della CEVI (Confederazione Europea dei Vignaioli Indipendenti) sta discutendo con le istituzioni europee. Ma anche e soprattutto la sburocratizzazione di un settore, quello vitivinicolo, schiacciato da una burocrazia che ostacola il ruolo di tutela del territorio che il vignaiolo riveste. Tutti temi di cui si è discusso nell’assemblea della domenica mattina, durante la quale sono stati premiati come Vignaioli dell’anno, di fronte a una platea di vignaioli commossi, Germana Forlini e Alberto Capellini, coppia in vigna e nella vita nelle Cinque Terre.

FIVI – Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti

La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) è un’associazione nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del viticoltore di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Per statuto, possono aderire alla FIVI solo i produttori che soddisfano alcuni precisi criteri: “Il Vignaiolo FIVI coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta”.
Attualmente sono poco più di 1100 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 11.000 ettari di vigneto, per una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. Quasi 80 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale si avvicina a 0,7 miliardi di euro, per un valore in termini di export di 280 milioni di euro. Gli 11.000 ettari di vigneto sono condotti per il 51% in regime biologico/biodinamico, per il 10 % secondo i principi della lotta integrata e per il 39% secondo la viticoltura convenzionale.

Ufficio stampa FIVI:

Davide Cocco Anna Sperotto

AMARONE: CANTINA VALPANTENA SCOMMETTE SUL BIOLOGICO

AMARONE: CANTINA VALPANTENA SCOMMETTE SUL BIOLOGICO

Cantina Valpantena lancia l’Amarone Biologico Ninfeo, annata 2012. Una scelta attenta al consumatore, alla qualità e al territorio

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Si chiama Ninfeo ed è il nuovo Amarone biologico di Cantina Valpantena Verona, cooperativa attenta all’ambiente e alla sostenibilità. Venduto all’estero già dal 2012, ora viene lanciato anche in Italia, segno di una nuova consapevolezza del consumatore italiano. “Sono ormai parecchi anni – afferma Luca Degani, enologo e direttore della cantina – che ci stiamo impegnando nella valorizzazione del biologico. Dopo aver affrontato il mercato estero, dove il prodotto è già presente dal 2012, è arrivato il momento di scommettere su quello italiano con un prodotto creato per andare incontro alle esigenze di un consumatore sempre più attento e alla domanda di vini biologici in costante accelerazione“. L’Amarone Biologico Ninfeo nasce dalla volontà di promuovere l’attenzione al rispetto dell’ambiente, stimolando pratiche sostenibili in campo e proseguendo poi con metodi di vinificazione rispettosi delle normative e delle caratteristiche di un prodotto biologico.

Un percorso che inizia già nel 2004 con il “progetto qualità“: un’iniziativa nata per sensibilizzare i propri soci portandoli a scegliere di fare biologico. Una scelta di carattere etico che vede la sua concretizzazione nel 2010, con l’inizio di pratiche come la confusione sessuale, la lotta integrata e l’utilizzo di insetti utili in vigna. Dall’uva biologica certificata è nato Ninfeo, un nome che richiama il luogo sacro che l’antica mitologia greca dedicava alle Ninfe, uno spazio dedicato all’acqua e alla natura, per ribadire l’importanza di una scelta attenta all’ambiente. Il vino è frutto di una selezione delle uve autoctone corvina, corvinone e rondinella poste in appassimento per circa cento giorni e poi destinate ad una macerazione sulle bucce per altri venti giorni. La vinificazione avviene in acciaio a temperatura controllata, a seguire l’affinamento in barrique e botti di rovere, per una gradazione alcolica finale di 14,5%. Il vino si presenta di color rosso rubino intenso, al naso profuma di ciliegia matura, prugna disidratata e cioccolato. Amaro solo nel nome, in bocca è corposo ed equilibrato, grazie ad un tannino morbido, tipico dell’uva posta ad appassimento. Le bottiglie prodotte nell’annata 2012, in questi giorni sul mercato, sono 5000.

I vini di Cantina Valpantena si possono acquistare anche nei diversi punti vendita del veronese: a Quinto di Valpantena, dove ha sede l’azienda, San Giovanni Lupatoto, Borgo Milano (vicino alla zona di San Zeno), Buttapietra (a sud di Verona), Lazise e ad Almè in provincia di Bergamo.

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Cantina Valpantena

La Cantina Valpantena Verona è nata nel 1958 e si è consolidata in breve tempo attirando a sé quasi interamente la produzione del territorio che si estende tra la Valpantena e la Val Squaranto. Oggi conta 250 aziende agricole associate e un’estensione di 780 ettari di vigneto. A queste, dal 2003, si sono aggiunte 150 aziende olearie, grazie alla fusione con l’Oleificio delle Colline Veronesi che ha dato origine ad un importante polo oleovinicolo. La produzione annua supera le 9.500.000 bottiglie per un fatturato che nel 2016 è stato di oltre 47 milioni di Euro, generato per il 30% da vendite in Italia e per il restante 70% da export.

Ufficio stampa:

Michele Bertuzzo Giada Azzolin

IL PREMIO MACULAN ALLA MIGLIORE RICETTA SALATA  ABBINATA AD UN VINO DOLCE

IL PREMIO MACULAN ALLA MIGLIORE RICETTA SALATA ABBINATA AD UN VINO DOLCE

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L’azienda di Breganze invita gli chef under 40 a presentare una proposta salata per un vino dolce. I migliori quattro si sfideranno il 26 marzo in Cantina

Si chiama Premio Maculan, miglior abbinamento salato-dolce l’iniziativa con cui Fausto Maculan, insieme alle figlie Angela e Maria Vittoria, intende valorizzare l’accostamento dei vini dolci ai piatti salati.

La cantina di Breganze, celebre per i suoi Torcolato, Acininobili e Dindarello, invita i giovani chef (anche non professionisti, purché under 40) a presentare una ricetta di un piatto salato abbinato ad un vino dolce a propria scelta. Non necessariamente quindi della cantina che indetto il premio, ma sono benvenuti anche altri vini dolci da tutto il mondo.

“Spesso gli accostamenti più interessanti per i vini dolci – spiega Fausto Maculan – non sono con i dessert dove l’incontro di dolcezza con dolcezza finisce per stancare presto, ma proprio con preparazioni salate. Dal classico Sauternes abbinato al foie gras ad accostamenti per contrasto con piatti dove dominano le note acide o amare che con i vini dolci possono offrire infinite combinazioni di gusto. Vogliamo stimolare la fantasia in cucina e fra qualche tempo realizzare un ricettario che possa essere di spunto anche per altri chef”.

Per partecipare è sufficiente inviare una ricetta corredata di foto all’indirizzo concorso@premiomaculan.net entro il 28/02/2018. Un comitato tecnico selezionerà le 4 ricette più interessanti che i proponenti saranno chiamati a realizzare in una serata che si terrà alla Cantina Maculan il 26 marzo 2018. Qui i giovani candidati prepareranno il loro piatto di fronte ad una giuria presieduta da Fausto Maculan con la presenza dei critici gastronomici Andrea Grignaffini, Luigi Costa, Chiara Giovoni e dello chef Giancarlo Perbellini che esaminerà i piatti proposti per decretare il vincitore del premio.

Regolamento e altre informazioni sul sito: www.premiomaculan.net.

Press info:Michele Bertuzzo Giada Azzolin

PRIMA EDIZIONE DI GRENACHE, ITALIA: IL GAMAY DEL TRASIMENO PRONTO A STUPIRE

Giovedì 7 dicembre 2017 l’evento del Consorzio Colli del Trasimeno. Protagonista il vitigno Gamay Trasimeno e i Grenache italiani e francesi

Il Consorzio Tutela Vini Colli del Trasimeno si prepara a presentare l’autoctono Gamay del Trasimeno e i vitigni Tai Rosso, Cannonau e Granaccia, tutti appartenenti alla famiglia del Grenache. L’appuntamento è per giovedì 7 dicembre al Palazzo della Corgna di Castiglione del Lago (Perugia), dove si terrà la prima edizione di Grenache, Italia.

La giornata sarà dedicata al Grenache e alle sue diverse declinazioni, con particolare attenzione al rapporto tra la geomorfologia dell’area del Trasimeno e il Grenache nella variante locale, il Gamay. Il vitigno, da non confondere con quello coltivato in Francia nel Beaujolais, è imparentato alla Garnacha spagnola, o Grenache, in francese. La sua presenza in quest’area si fa risalire al XVII secolo, dopo il matrimonio di Fulvio Alessandro della Corgna con Eleonora de Mendoza. Il progetto che si propone il Consorzio Colli del Trasimeno è quello di riscoprire questo vitigno e farlo diventare un’eccellenza, il portabandiera tra i vini del territorio.

Grenache, Italia prenderà il via alle ore 11 con il convegno, moderato dal giornalista Jacopo Cossater, in cui interverranno Alberto Palliotti, docente di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università di Perugia, Davide Bambini, Responsabile di zona dei Vivai Cooperativi Rauscedo, Roger Torreilles e Yves Zier, Responsabile e Direttore del Concorso Grenaches du Monde, dal Conseil Interprofessionnel des Vins du Roussillon e Emanuele Bizzi, Presidente del Consorzio Tutela Vini Colli del Trasimeno.

Alle 14.30 si terrà la masterclass dedicata ai Grenache d’Italia, presentati da produttori provenienti da diverse aree della penisola. I vini della degustazione saranno il Tai Rosso dei Colli Berici presentato da Giovanni Ponchia (Direttore del Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza), il Cannonau sardo presentato da Mariano Murru (enologo delle Cantine Argiolas), la Granaccia della Liguria presentata da Daniele Montebello (Presidente dell’Enoteca Regionale della Liguria) e il Gamay del Trasimeno presentato dall’enologo e consulente Lorenzo Landi. A concludere, la degustazione di due Grenache francesi introdotti da Roger Torreilles e Yves Zier del Conseil Interprofessionnel des Vins du Roussillon. Alle 18.30 è prevista invece l’apertura al pubblico del banco d’assaggio con i vini del Consorzio, dove si potranno gustare anche salumi e formaggi tipici della zona e la Fagiolina del Trasimeno.

INFO IN BREVE | Grenache, Italia
Data: giovedì 7 dicembre 2017.

Luogo: Palazzo Duca della Corgna (Piazza Antonio Gramsci, 1 – Castiglione del Lago, Perugia).

Orari: dalle 11 alle 20.

Ingresso: Convegno ore 11.00 ad ingresso libero.

Masterclass ore 14.30 su invito.

Banco d’assaggio ore 18.30 ad ingresso libero, tramite prenotazione su Eventbrite.

Press info:

Michele Bertuzzo – Carlotta Faccio

7° MERCATO DEI VINI FIVI: PREMIO VIGNAIOLO DELL’ANNO AI FORLINI CAPPELLINI

Il Premio Romano Levi sarà consegnato ai due coniugi domenica 26 novembre a Piacenza durante il Mercato FIVI

Il Premio Romano Levi per il Vignaiolo dell’anno che sarà consegnato al Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti a Piacenza sarà quest’anno uno e bino. Per la prima volta sarà infatti premiata una coppia che nella vita ha condiviso qualcosa in più della passione per la vigna: i Forlini Cappellini, vignaioli in Riomaggiore, Cinque Terre.

I due pilastri dell’azienda, Germana Forlini, classe 1936, e Alberto Capellini, classe 1932, sono, ancor prima che soci, marito e moglie dal lontano 1966. Entrambi all’epoca svolgevano lavori differenti, ma nel 1987 hanno deciso di investire nell’azienda di famiglia ristrutturando la piccola cantina, acquistando e permutando dei piccoli lotti terrazzati. La prima vendemmia, con l’etichetta realizzata dal maestro ed amico Rino Mordacci, è del 1988. Quest’anno hanno festeggiato le trenta vendemmie insieme e a Piacenza saranno premiati durante l’assemblea dei Vignaioli di domenica mattina 26 novembre.

Durante la cerimonia di inaugurazione di sabato saranno invece consegnate le targhe ai nuovi punti di affezione, enoteche e ristoranti che hanno una particolare attenzione nelle loro carte vini verso i prodotti dei Vignaioli Indipendenti e che possono esporre il logo FIVI all’interno del proprio locale.

All’ingresso del padiglione, durante i due giorni di Mercato, saranno inoltre in esposizione alcune foto realizzate da Federico Barattini per il progetto Wilderness Italia. L’Associazione Italiana per la Wilderness (AIW) è nata per diffondere anche nel nostro paese la filosofia Wilderness, che ritiene che la natura vada conservata per il suo valore intrinseco e spirituale. Lo scopo primario di questa associazione è diffondere questa filosofia e applicare il concetto di conservazione attraverso il mantenimento di vaste aree naturali selvagge, le Aree Wilderness appunto, che sono state oggetto della ricerca fotografica di Barattini.

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Mercato dei vini in breve:

Quando: sabato 25 e domenica 26 novembre 2017

Dove: PiacenzaExpo

Orario di apertura al pubblico: dalle 11.00 alle 19.00

Ingresso: € 15.00 comprensivo di bicchiere per degustazioni

Ingresso ridotto: € 10.00 per soci AIS – FIS – FISAR – ONAV e SLOW FOOD (il socio deve mostrare tessera valida dell’anno in corso) e possessori del biglietto della manifestazione MareDivino 2017

Parcheggio: gratuito

Info utili: 600 i carrelli disponibili per gli acquisti

I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.

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FIVI – Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti

La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) è un’associazione nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del viticoltore di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Per statuto, possono aderire alla FIVI solo i produttori che soddisfano alcuni precisi criteri: “Il Vignaiolo FIVI coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta”.
Attualmente sono poco più di 1100 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 11.000 ettari di vigneto, per una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. Quasi 80 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale si avvicina a 0,7 miliardi di euro, per un valore in termini di export di 280 milioni di euro. Gli 11.000 ettari di vigneto sono condotti per il 51% in regime biologico/biodinamico, per il 10 % secondo i principi della lotta integrata e per il 39% secondo la viticoltura convenzionale.

Ufficio stampa FIVI:

Davide Cocco Anna Sperotto


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In redazione: Davide Cocco, Anna Sperotto, Giada Azzolin, Carlotta Faccio, Chiara Brunato, Marco Zanella, Irene Graziotto, Marta Xerra, Elena Scarso, Micaela Tussetto

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