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NUOVO PUNTO VENDITA IN ARRIVO PER CANTINA VALPANTENA

NUOVO PUNTO VENDITA IN ARRIVO PER CANTINA VALPANTENA

Apertura a febbraio 2020 a Cassano Magnago (VA): la cooperativa di Quinto di Verona scommette sul rapporto diretto col cliente

 

Cresce la rete di punti vendita diretta di Cantina Valpantena. La cooperativa sociale di Quinto di Verona lancia l’apertura a febbraio 2020 di un nuovo esercizio commerciale a Cassano Magnago, in provincia di Varese. Si rafforza così la presenza di Cantina Valpantena in Lombardia, dove si registra anche un punto vendita ad Almè (Bergamo), e si punta in modo deciso sulla diversificazione dei canali di distribuzione. Tra questi, risulta di fondamentale importanza la rete di punti vendita, i cui corrispettivi hanno raggiunto nell’esercizio 2018/19 oltre 4,1 milioni di euro. Con il nuovo negozio, che disporrà di una zona market e una magazzino e impiegherà due dipendenti, saranno otto i punti vendita collocati tra Veneto e Lombardia. La nuova strategia di distribuzione diretta al pubblico di Cantina Valpantena punta al raggiungimento di 5 milioni di corrispettivi entro i prossimi 12 mesi e al rafforzamento della presenza sul territorio con un programma di nuove aperture.

“Crediamo molto nell’approccio con il consumatore e nella vendita diretta delle nostre bottiglie – spiega Luigi Turco, di recente riconfermato presidente di Cantina Valpantena con il vice-presidente Roberto Albrigi – Per questo lavoriamo ad una rete di punti vendita diretta sempre più strutturata. Con il nuovo negozio situato a sud di Varese poniamo le basi per la presenza anche in altre zone del capoluogo lombardo e della Regione”.

La diversificazione dei canali di distribuzione è risultata centrale nella strategia commerciale della cooperativa per l’esercizio economico 2018/19, chiuso con l’approvazione unanime il 31 agosto e con un fatturato di 47.660.240 euro sostanzialmente in linea con gli anni precedenti. La liquidazione delle uve conferite è inoltre superiore di 2 milioni rispetto a quella dell’anno precedente, attestandosi oltre i 12 milioni di euro.

A caratterizzare il bilancio consolidato 2018/19 anche la crescita della dimensione aziendale di Cantina Valpantena. Si è conclusa infatti a novembre 2019 la fusione per incorporazione della mantovana Cantina Colli Morenici. Un’operazione che consente alla cooperativa di Verona di rafforzare la competitività aziendale e di ampliare la gamma di prodotti. Una selezione di vini morenici arriverà infatti nei punti vendita del circuito, incrementando l’offerta di vini veronesi con il Lambrusco mantovano, gli spumanti Garda DOC e gli altri vini prodotti in strada Monzambano. Il negozio a Ponti sul Mincio, derivante dalla fusione con Colli Morenici, con la sua collocazione prossima al Lago di Garda sarà inoltre strategico per raggiungere i flussi turistici.

CANTINA TRAMIN: LEO TIEFENTHALER CONFERMATO PRESIDENTE

CANTINA TRAMIN: LEO TIEFENTHALER CONFERMATO PRESIDENTE

I soci dell’Azienda cooperativa riuniti per eleggere il nuovo Consiglio direttivo. Rinnovata la carica anche al vicepresidente Franz Scarizuola

 

L’Assemblea ordinaria dei soci ha confermato a larga maggioranza Leo Tiefenthaler nel ruolo di presidente di Cantina Tramin. Il presidente si è dichiarato estremamente soddisfatto del consenso raccolto, sottolineando il senso di appartenenza che contraddistingue i membri dell’Assemblea: “Una sola persona non fa nulla in una cooperativa, ma tutte insieme possono realizzare grandi cose”.

Le elezioni si sono svolte lunedì 9 dicembre e hanno registrato una partecipazione record nella storia della Cantina. Oltre al presidente Tiefenthaler, ai vertici di Tramin dal 2004, i soci hanno rinnovato la fiducia anche al vicepresidente Franz Scarizuola. Tali risultati si prestano a essere letti come la volontà, da parte dei soci, di proseguire un percorso di crescita e successo all’insegna della continuità, riconoscendo la qualità del lavoro svolto dal 2004 a oggi anche alla luce di una chiusura di bilancio nettamente positivo presentato, per l’occasione, dall’amministratore delegato Stephan Dezini.

Tra le numerose attività svolte, il responsabile delle vendite Wolfgang Klotz ha illustrato il workshop internazionale che ha coinvolto i maggiori esperti di Gewürztraminer. Lo scorso ottobre, circa 100 sommelier provenienti da 13 Paesi si sono riuniti a Cantina Tramin per confrontarsi sulle caratteristiche e potenzialità del Gewürztraminer. La passione di Tramin per questo vitigno è già stata premiata a settembre con il riconoscimento ottenuto dal Gewürztraminer Terminum come terzo miglior vino in Italia ai “Best Italian Wine Awards”.

“Il 2019 è stato un anno molto intenso per Cantina Tramin – afferma Willi Stürz, enologo – Ringraziamo i soci per il lavoro svolto e invitiamo tutti a proseguire la strada della viticoltura di qualità. Un alto valore aggiunto riguarda l’occhio di riguardo per i temi ambientali, relativi al consumo dell’acqua, alla protezione delle colture, alla vita del suolo e alla tutela della biodiversità.”

Gli altri membri del Consiglio direttivo confermati dal precedente mandato sono Anton Kieser, Alois Tengler, Dr. Manfred Huber, Hermann Franzelin e Helmut Kofler, mentre i nuovi entrati sono Josef Amort, Erich Mayr, Patrick Pernstich e Greta Oberhofer.

I VINI ARTIGIANALI DELL’ARCO ALPINO TORNANO PROTAGONISTI A TRENTO

I VINI ARTIGIANALI DELL’ARCO ALPINO TORNANO PROTAGONISTI A TRENTO

Il 28 e 29 marzo negli spazi della Fiera di Trento la terza edizione con 70 produttori italiani ed esteri. A febbraio torna il Forum itinerante

I vini artigianali dell’arco alpino tornano protagonisti alla Fiera di Trento per la terza edizione di Vinifera, il 28 e 29 marzo 2020. Una mostra mercato dove incontrarsi e confrontarsi con 70 produttori provenienti da Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli ma anche da Austria, Svizzera, Francia e Slovenia, rappresentanti di una viticoltura che spesso si può definire eroica per le dure condizioni in cui viene svolta e che riveste un ruolo fondamentale nella cura dei territori montani. Un luogo dove sarà possibile ascoltare i racconti di fatica, passione e tenacia di chi il vino lo fa in prima persona e scoprire realtà vinicole lontane dai riflettori ma vicine alla terra. Accanto a questi, una selezione di piccoli produttori di gastronomia che racconteranno attraverso i loro prodotti e i loro piatti un territorio duro e difficile da lavorare, ma che sa dare grandi frutti. In programma durante i due giorni quattro masterclass di approfondimento su vino e cibo.
Nei mesi di febbraio e marzo il salone sarà anticipato dal Forum, una ricca proposta itinerante nella provincia di Trento dove troveranno posto degustazioni, conferenze, incontri con produttori ed esperti del settore.
Vinifera è un evento promosso dall’Associazione Centrifuga, un gruppo di giovani che hanno unito diverse competenze, forze ed esperienze per realizzare iniziative incentrate sulla produzione sostenibile in campo agricolo e vitivinicolo.
Per maggiori informazioni: www.viniferaforum.it e www.facebook.com/viniferaforum

Press info:

Anna Sperotto

Chiara Brunato

 

Vinifera in breve:
Quando: sabato 28 e domenica 29 marzo 2020
Dove: Trento Fiere – Via di Briamasco, 2
Orario di apertura al pubblico: dalle 11.00 alle 19.00
Ingresso: € 15.00

PRIMA DEL TORCOLATO 2020: 25 ANNI DI FESTA PER IL VINO SIMBOLO DI BREGANZE

PRIMA DEL TORCOLATO 2020: 25 ANNI DI FESTA PER IL VINO SIMBOLO DI BREGANZE

Domenica 19 gennaio cerimonia in piazza e Fruttaio tour nelle cantine. La giornalista Alessandra Viero sarà la nuova Ambasciatrice del Torcolato nel mondo

 

Il fiore all’occhiello della tradizione vitivinicola di Breganze sarà celebrato domenica 19 gennaio 2020 con la XXVª edizione della Prima del Torcolato. Con il suo colore giallo oro e il suo dolce sapore, il Torcolato sarà ancora una volta al centro della festa più importante per il Consorzio Tutela Vini DOC Breganze e per la Strada del Torcolato e dei vini di Breganze. Per portare in alto nel mondo il nome del vino più rappresentativo della Doc, nel 2020 è stata scelta Alessandra Viero, nota giornalista televisiva vicentina, cresciuta a Bassano del Grappa, e conduttrice di programmi di punta e telegiornali delle reti Mediaset. Sarà lei l’Ambasciatrice del Torcolato nel mondo 2020.

La festa dedicata alla spremitura dei primi grappoli appassiti di uva Vespaiola, conferiti da tutte le cantine del Consorzio, si svolgerà dalle 14.30 alle 17.00 nella piazza principale del Paese. Sotto la sovraintendenza della Magnifica Fraglia del Torcolato si terrà l’investitura dei nuovi confratelli della Fraglia e la nomina dell’Ambasciatore del Torcolato. Per celebrare l’anniversario dei venticinque anni della festa, la cerimonia in piazza sarà arricchita dal taglio di un grande panettone al Torcolato da gustare tutti insieme.

Nella stessa giornata in programma anche l’appuntamento con il Fruttaio Tour, che si svolgerà in due momenti diversi, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 19.00 nelle dieci cantine aderenti: Ca’ Biasi, Cantina Beato Bartolomeo da Breganze, Col Dovigo, IoMazzuccato, Le Colline di Vitacchio, Le Vigne Di Roberto, Cantina Maculan, Miotti Firmino (solo turno pomeridiano, ore 17.00 – 19.00), Transit Farm e Vitacchio Emilio. Qui i visitatori verranno condotti alla scoperta dei luoghi dove nasce il Torcolato. In ogni cantina, inoltre, verranno proposti abbinamenti curiosi e ricercati, capaci di evidenziare la versatilità di questo passito.

Nel corso dell’intera giornata sarà inoltre possibile visitare la mostra-mercato dei prodotti tipici della Strada del Torcolato e dei Vini di Breganze, a cura dell’Associazione Pedemontana Vicentina e OGD Pedemontana Veneta e Colli, e salire fino alla cima della Torre Diedo, il campanile della città, tra i più alti d’Italia per un brindisi ad alta quota.
Per info: www.breganzedoc.it

PRIMA DEL TORCOLATO IN BREVE
Quando: domenica 19 gennaio 2020
Dove: Piazza Mazzini – Breganze (VI)
Orario Fruttaio Tour: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 19.00
Orario Cerimonia: dalle ore 14.30 alle 17.00
Parcheggio: gratuito

Ufficio stampa:

Anna Sperotto
Martina Lucchin

CANTINA MACULAN E FONDAZIONE BANCA DEGLI OCCHI PRESENTANO SANTALUCIA 2018 – EDIZIONE ‘VITA DI VETRO’

CANTINA MACULAN E FONDAZIONE BANCA DEGLI OCCHI PRESENTANO SANTALUCIA 2018 – EDIZIONE ‘VITA DI VETRO’

Le 300 bottiglie di Cabernet Sauvignon saranno impreziosite da una murrina, il portafortuna del progetto “Vita di Vetro” Andrea Moretti

 

Venerdì 13 dicembre, con un pranzo benefico al Ristorante Le Calandre di Sarmeola di Rubano (Padova), si è tenuta la presentazione ufficiale del Santalucia 2018, l’undicesima annata del pregiato vino Maculan selezionato per sostenere, attraverso 300 bottiglie uniche e numerate, i progetti di ricerca sulle malattie oculari di Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus.

Si tratta di un Cabernet Sauvignon prodotto da uve del vigneto di Branza, in località Fratta. Fausto Maculan lo descrive di colore rosso rubino brillante, al naso intenso con netti ricordi di prugna, more di gelso e piacevoli note speziate. In bocca è pieno e ricco con il corpo ben pronunciato e un buon tocco di tannini nobili sul finire. Un vino che raggiungerà il picco qualitativo verso il 2025 e durerà fino al 2035 al minimo.

Anche l’edizione Santalucia 2018 oltre alla solidarietà sposa l’arte, con la sua etichetta d’autore che si connota come punto d’incontro di culture artigiane e territori: la tradizione vicentina del fare vino di Cantina Maculan e l’antica arte muranese della lavorazione del vetro. Una scelta non casuale, poiché l’attività della Fondazione Banca degli Occhi, punto di riferimento in Italia per l’invio di tessuti per trapianto e per la cura delle malattie oculari, prese il via 30 anni fa proprio a Venezia. Non è infatti la consueta immagine di un dipinto a dare vita alla confezione d’autore del Santalucia, ma una murrina realizzata con la stessa tecnica impiegata dai maestri vetrai degli anni ’20 del Novecento, incastonata in ogni bottiglia e ripresa anche nell’etichetta, riproposta da “Vita di Vetro” Andrea Moretti.

Il progetto è nato per volere di Giovanna, Carlotta e Orsola Moretti in ricordo del padre: “Andrea Moretti, appassionato cultore del vetro, a cui ha dedicato l’intera vita, era solito tenere in tasca questa murrina regalandola con affetto come portafortuna a quanti potessero apprezzarne l’arte e il valore. Quando ho conosciuto Fondazione Banca degli Occhi e il progetto Santalucia ho capito che Fausto Maculan aveva in comune con il papà la bontà d’animo e ho pensato di sposare questa causa in suo ricordo – spiega Giovanna Moretti – Siamo felici di condividere la “fortuna” di questa antica murrina con chi generosamente acquisterà questa bottiglia numerata di vino Maculan a favore della ricerca di Fondazione Banca degli Occhi. Ringraziamo in particolare Effetre Murano per la serie di murrine, riprodotte ancora oggi con le tecniche originali di autentica tradizione muranese, negli stessi forni in cui, presso la fornace di famiglia Ulderico Moretti & C., Andrea Moretti ha sempre lavorato”.

Anche Chef Massimiliano Alajmo si è ispirato alle note di Santalucia 2018 nella creazione del menù per l’occasione, in particolare con il piatto “Cappuccio Murrina”, ispirato al matrimonio del progetto con il vetro di Murano. “Ringraziamo tutti i prestigiosi partner di questo progetto solidale: la famiglia Moretti, lo Chef Massimiliano Alajmo e soprattutto Fausto Maculan – afferma il Presidente di Fondazione Banca degli Occhi Giuseppe Di Falco – ognuno dei quali partecipa attraverso il Santalucia al sostegno delle nostre attività di ricerca per la cura di patologie della superficie oculare e anche del campo retinico, un ambito quest’ultimo che rappresenta la prima causa di cecità e ipovisione in occidente”.

Santalucia 2018 è disponibile su ordinativo presso la Cantina Maculan e presso Fondazione Banca degli Occhi a partire dal 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, con una donazione minima di 100 euro.

Maggiori informazioni sul progetto:
Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus www.fbov.org/ info@fbov.it / 041.9656440/442

Ufficio stampa Maculan:

Giulia Tirapelle
Michele Bertuzzo

VIGNAIOLI DI MONTAGNA A BOLOGNA:  TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE

VIGNAIOLI DI MONTAGNA A BOLOGNA: TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE

Dall’1 al 3 febbraio alla Fondazione Cineteca, per la prima volta insieme fuori regione i Vignaioli del Trentino e i Vignaioli dell’Alto Adige con il Trento Film Festival propongono degustazioni, laboratori e proiezioni sul vino delle “terre alte”

 

40 Vignaioli si uniscono per raccontare con parole, immagini e vini la vita di montagna, di quelle “terre alte” che spaziano dalle Dolomiti al Lago di Garda. Lo faranno alla Cineteca di Bologna, dall’1 al 3 febbraio 2020 con Vignaioli di Montagna, la manifestazione dedicata ai vini artigianali del Trentino e dell’Alto Adige, al cinema e alle culture di montagna realizzata grazie al supporto delle Camere di Commercio di Trento e Bolzano.

“Le passate edizioni di Vignaioli di Montagna – sottolinea Lorenzo Cesconi, presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino – hanno avuto luogo a Trento, nell’ambito del Trento Film Festival. In questo 2020 i Vignaioli trentini e sudtirolesi hanno deciso di varcare insieme i confini della regione per fare di Bologna, nei tre giorni di manifestazione, la capitale della viticoltura di montagna. Scopo della rassegna è far comprendere al pubblico il delicato e intenso rapporto fra uomo e montagna, anche in ambito vitivinicolo. Una sensibilità che i Vignaioli del Trentino e dell’Alto Adige condividono in un dialogo costante. A Bologna la montagna non sarà solo un fondale di scena, ma la protagonista assoluta, che con i suoi ritmi, i suoi ambienti, i suoi cicli stagionali scandisce la nostra vita e il nostro lavoro”.

Per conoscere queste realtà il pubblico sarà coinvolto in degustazioni, laboratori, percorsi sensoriali e proiezioni in anteprima.

Sabato 1 febbraio dalle 14.00 alle 20.00 nella Sala della Biblioteca Renzo Renzi, 20 vignaioli trentini e 20 altoatesini saranno protagonisti della mostra dedicata ai vini artigianali delle terre alpine, raccontando in prima persona il loro lavoro e proponendone in degustazione i risultati. Ad accompagnare i vini di montagna, due eccellenze della tradizione gastronomica del Trentino Alto Adige – Südtirol: i formaggi d’alpeggio trentini e lo speck artigianale sudtirolese. Il prezzo d’ingresso al pubblico sarà di 20 euro.

Domenica 2 febbraio protagonista della giornata sarà la settima arte, con l’anteprima della 68ª edizione del Trento Film Festival (Trento, 25 aprile – 3 maggio 2020). Nel pomeriggio due appuntamenti, alle 18.00 e alle 19.00, con Persorsi, a cura di Miscele d’Aria Factory. Una passeggiata immersiva e multisensoriale nella viticoltura di montagna, dentro e fuori il Cinema Lumière. In cuffia wireless, musica dal vivo, parole e suoni; nel calice, tre vini dei Vignaioli trentini e sudtirolesi. Il costo è di 10 euro e la prenotazione obbligatoria, scrivendo ad accrediti@trentofestival.it .

Alle 21.00, sempre al Cinema Lumière, la proiezione del documentario Our Blood Is Wine (di Emily Railsback, USA, 2018, 78’), nato da un’idea del cineasta e sommelier Jeremy Quinn e girato in Georgia. Il film esplora la rinascita di una tradizione vitivinicola che ha rischiato di andare perduta durante il periodo del dominio sovietico. Il prezzo del biglietto (acquistabile anche in prevendita presso il Cinema Lumière) è di 5 euro, e include un calice di vino presso il banco di degustazione allestito all’ingresso del Cinema dalle 18.00 alle 23.00.

Infine lunedì 3 febbraio, nella sala della Biblioteca Renzo Renzi, si terranno tre masterclass dedicate a operatori, critici e giornalisti di settore, appassionati e wine lovers, sul tema della Vitienologia delle terre alte. Si inizierà alle 11.00 con Valli, colline e montagne: un viaggio di quota in quota, condotta dal giornalista e scrittore Massimo Zanichelli con Hannes Baumgartner, presidente dei Freie Weinbauern Südtirol. Alle 13.00 Sostenibilità: una meta, tante strade con Helmuth Zozin, direttore ed enologo delle Tenute Manincor, accompagnato dal presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino, Lorenzo Cesconi. Si chiuderà alle 15.00 con Teroldego e Lagrein: due “cugini” alla prova del tempo guidata da Fabio Giavedoni, curatore della guida Slow Wine, con i vignaioli Giulio De Vescovi e Andreas Berger. Il costo è di 25 euro per un laboratorio, 40 euro per due e 60 euro per tre.

Posti limitati con preiscrizione obbligatoria al modulo bit.ly/2Ec9in0.

Info, programma completo e costi su www.trentofilmfestival.it, www.vignaiolideltrentino.it e www.fws.it .

 

Ufficio stampa Vignaioli di montagna

Anna Sperotto | 349 8434778 | anna@studiocru.com
Giulia Tirapelle | 389 2373903 | giulia@studiocru.com

Ufficio stampa Trento Film Festival

Tommaso Iori | 349 4474159 | tommaso.iori@trentofestival.it
Rosario Fichera | 345 1755672 | rosario.fichera@trentofestival.it
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RADICI DEL SUD: TUTTE LE NOVITÀ DELL’EDIZIONE 2020

RADICI DEL SUD: TUTTE LE NOVITÀ DELL’EDIZIONE 2020

Dal 10 al 15 giugno 2020 torna a Sannicandro di Bari (BA) l’evento dedicato a vini e oli del Sud Italia. Tre nuove regioni, giurie rinnovate e un format più snello per il Salone. Iscrizioni agevolate per i produttori fino al 30 dicembre

 

Sono ufficialmente aperte le iscrizioni alla quindicesima edizione di Radici del Sud, l’evento dedicato agli oli e vini del Sud Italia in programma dal 10 al 15 giugno 2020. La manifestazione quest’anno coinvolgerà anche i produttori provenienti da Sardegna, Abruzzo e Molise, grazie a Maurizio Valeriani di Vinodabere, partner della manifestazione insieme a Lucianopignatarowineblog, Intravino, Slowine, Vinarius, AEPI, AIS Puglia e Assoenologi che seguiranno il percorso di divulgazione del panorama enoico e oleario di tutte le Regioni del Sud Italia. Risulterà così completo il panorama degli autoctoni del Mezzogiorno. Le aziende che desiderano partecipare alla nuova edizione hanno tempo fino al 30 dicembre 2019 per iscriversi a condizioni agevolate.

Grande novità di Radici del Sud 2020 sarà inoltre la diversa composizione delle giurie del concorso riservato ai vini in degustazione: le commissioni saranno infatti riservate ai giornalisti italiani e internazionali come nelle prime edizioni. Gli importatori non saranno più tra i giurati, ma decreteranno a parte le tre migliori cantine secondo il loro mercato di riferimento e saranno impegnati negli incontri B2B con i produttori di vino e olio. Nel corso della settimana della manifestazione sia la stampa che i buyer dedicheranno tre giorni alle visite guidate ai territori, ai vigneti e alle cantine, per entrare in contatto con le peculiarità e le unicità dei vini autoctoni del Mezzogiorno e dei loro produttori.

“Oltre alle nuove giurie e al coinvolgimento dei produttori sardi, abruzzesi e molisani – spiega Nicola Campanile, organizzatore dell’evento – la grande novità di questa edizione sarà la giornata del lunedì, dedicata al Salone: abbiamo pensato infatti ad un format più snello, per agevolare le attività dei produttori e poter accogliere al meglio i visitatori al banco d’assaggio, che di anno in anno sono sempre più numerosi.”

Durante la quindicesima edizione di Radici del Sud sarà infatti completamente riprogrammato il Salone dei vini e degli oli del Sud Italia, aperto al pubblico lunedì 15 giugno. Le premiazioni dei vini e delle aziende vincitrici del concorso si terranno nel corso della mattinata, a partire dalle 11.30, mentre il banco d’assaggio aprirà ufficialmente ai visitatori a partire dalle 16.00 fino alle ore 22.00, evitando quindi la concomitanza tra i due appuntamenti. L’evento di degustazione coinvolgerà tutti i produttori vinicoli e olivicoli partecipanti a Radici del Sud, oltre ad un’area food dove si potranno assaggiare le migliori specialità gastronomiche del territorio. A partire dalle 20.00 saranno presenti due chef che prepareranno alcuni piatti tipici serviti fino alla chiusura della manifestazione.

Le aziende e gli oleifici che vogliono partecipare a Radici del Sud 2020 possono iscriversi tramite questo link: bit.ly/iscrizioneproduttoriradicidelsud2020

RADICI DEL SUD 2020 – Salone dei vini e degli oli del Sud
Dove: Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari (BA)
Apertura al pubblico: 15 giugno 2020
Orario: dalle 16.00 alle 22.00
Ingresso: kit di degustazione €15 (comprensivo di bicchiere, sacca portabicchiere e quaderno di degustazione)
Parcheggio: disponibile
I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.

Ufficio stampa:
Carlotta Flores Faccio
Anna Sperotto

NATALE 2019 CON LE MORETTE: CÉPAGE ROSÉ E METODO CLASSICO BRUT PER UN BRINIDISI FUORI DAGLI SCHEMI

NATALE 2019 CON LE MORETTE: CÉPAGE ROSÉ E METODO CLASSICO BRUT PER UN BRINIDISI FUORI DAGLI SCHEMI

Festeggiamenti non convenzionali con il Blanc de Blancs e le bollicine rosa dell’azienda agricola di Peschiera del Garda

 

Un tocco di innovazione per esaltare la tradizione, portando in tavola il Metodo Classico Brut e il Cépage Rosé Le Morette. È la proposta per i brindisi di Natale e Capodanno dell’azienda agricola di Peschiera del Garda (VR). Una soluzione alternativa ai classici spumanti assicurata dalle bollicine delle ultime novità della collezione Le Morette.

Armonico e avvolgente, il Metodo Classico è il piccolo grande capolavoro dell’azienda di Fabio e Paolo Zenato. Un Blanc de Blancs, frutto di una lunga ricerca per esprimere al meglio la potenzialità del territorio della Lugana DOC. Uno spumante ottenuto da uve Turbiana e Chardonnay dopo un periodo di permanenza sui lieviti di almeno 36 mesi. Dal sapore ricco, vellutato e persistente, è ideale per apertitivi e numerose proposte di cucina. Il Metodo Classico, con il suo colore giallo paglierino, riflessi dorati brillanti, perlage sottile e persistente, è ottimo per degustazioni di grande eleganza e con una piacevole nota di freschezza e mineralità.

Il Cépage Rosé porta nei calici bollicine rosa per un brindisi alternativo con il Bardolino Chiaretto Spumante Brut. Con questo spumante rosato Metodo Martinotti, prodotto dalle uve selezionate nei vigneti di Lazise, Le Morette propone un vino che si abbina perfettamente con varie ricette della cucina mediterranea. Al naso è delicato, fresco, fruttato. Sensazioni confermate al gusto e sostenute da una sapidità che esalta la freschezza di questa bollicina. Con il suo colore tenue con riflessi brillanti ed accennate sfumature violette, il Cépage Rosé è la soluzione perfetta per chi è alla ricerca di una bollicina rosa eccellente per celebrare le festività natalizie.

Press info:

Michele Bertuzzo
Martina Lucchin

DOC GAMBELLARA: AL VIA UN PROGETTO TRIENNALE PER LA VITICOLTURA SOSTENIBILE

DOC GAMBELLARA: AL VIA UN PROGETTO TRIENNALE PER LA VITICOLTURA SOSTENIBILE

Lunedì 9 dicembre a Montecchio Maggiore (VI) un convegno dedicato alle tecniche innovative di gestione del suolo in vigneto. Capofila del progetto sarà La Biancara di Angiolino Maule

 

Nel Consorzio Tutela Vini Gambellara è nato un progetto triennale dedicato alla viticoltura sostenibile. Il territorio della DOC farà parte dello studio sperimentale T.I.Ge.S.Vi – Tecniche innovative di gestione del suolo in vigneto e loro influenza sulla biodiversità e sulla fertilità, che avrà l’obiettivo di fornire ai viticoltori indicazioni su come coltivare al meglio i vigneti per migliorare la biodiversità del territorio e la vita delle piante. La presentazione del progetto sarà l’oggetto del convegno in programma lunedì 9 dicembre 2019 alle 20.45 nella Sala Murialdo di Montecchio Maggiore (Vicenza).

“Negli ultimi decenni – spiega Silvano Nicolato, Presidente del Consorzio Tutela Vini Gambellara – stiamo assistendo ad una forte riduzione delle risorse naturali negli ecosistemi agricoli, ma anche alla richiesta di un approccio sempre più sostenibile da parte dei consumatori. La DOC Gambellara ha da sempre una forte propensione ad un pensiero alternativo nella viticoltura, tanto da essere l’avamposto del vino naturale con l’Associazione VinNatur. Per questo siamo felici di far parte di questa sperimentazione triennale che ci vedrà in prima fila per migliorare la salubrità del nostro territorio”.

La ricerca, che coinvolgerà anche il Consorzio Tutela Vini Colli Euganei, verrà condotta nel periodo tra il 2019 e il 2021. Capofila del progetto sarà la cantina La Biancara di Angiolino Maule e il gruppo di lavoro sarà composto, oltre che dai due Consorzi di Tutela, anche da VinNatur, Cantine Vitevis, IRECOOP Veneto, il Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente.
“Ci auguriamo che questo studio – spiega Angiolino Maule, Presidente VinNatur e titolare de La Biancara – sia il primo passo di un proficuo percorso con i produttori del Consorzio, per sensibilizzare maggiormente le aziende verso il tema della sostenibilità e avvicinarle ad una viticoltura sempre più attenta all’ambiente”.

Accanto a Giovanni Ponchia, Direttore del Consorzio e moderatore del convegno, interverranno Silvano Nicolato e Angiolino Maule. Con loro ci saranno Lorenzo Tonina di Studio Giannone che introdurrà il progetto, la sua strutturazione e i risultati attesi; Luca Pizzoli di Cantine Vitevis, con un intervento sull’importanza della coltivazione ecosostenibile per aiutare l’apparato radicale della vite, e Stefano Zaninotti di Vitenova che presenterà le misurazioni chimico-fisiche della fertilità biologica del terreno e l’utilizzo di tali analisi a livello agronomico.

La partecipazione al convegno è gratuita e aperta a tutti.

 

Press info:
Carlotta Flores Faccio
Michele Bertuzzo

I CLIVI PRESENTANO SAN LORENZO,  L’ALTRA FACCIA DEL FRIULANO

I CLIVI PRESENTANO SAN LORENZO, L’ALTRA FACCIA DEL FRIULANO

La cantina di Ferdinando e Mario Zanusso mette in commercio Friulano San Lorenzo e ripropone il confronto tra Collio e Colli Orientali. Il racconto di due terroir in bottiglia

 

Nella cantina de I Clivi è nata una nuova interpretazione del friulano. L’azienda di Corno di Rosazzo (Udine) ha messo in commercio il Friulano San Lorenzo, frutto del vigneto allevato sulle pendici del Collio. Il vino si inserisce nella linea chiamata Rosaspina, dove è già presente il Friulano San Pietro, che invece nasce sui Colli Orientali del Friuli. La cantina ripropone così il confronto tra due terroir tanto vicini quanto diversi, raccontati con lo stesso vitigno.

L’etichetta del Friulano San Lorenzo era già stata utilizzata per la prima e unica volta nell’annata 2009; il progetto è stato quindi ripreso a partire dal 2017, grazie a vendemmie più generose. Il vigneto San Lorenzo, da cui provengono le uve usate per questo vino, circonda l’omonima chiesa sul Monte Quarin a Brazzano di Cormons (Gorizia), in un versante considerato tra i migliori cru del Collio. Il vino che ne deriva matura 12 mesi sulle fecce bonificate in legno, il doppio rispetto al Friulano San Pietro, dando vita così ad un prodotto delicato al naso, ma pieno in bocca, con un fondo di mandorla e sambuco.

“Con il Friulano San Lorenzo – spiega Mario Zanusso, titolare de I Clivi assieme al padre Ferdinando – vogliamo proporre un vino che rappresenti un’idea più classica del friulano, con spunti dalla tradizione germanica. Il confronto con il Friulano San Pietro ci permette inoltre di continuare il racconto iniziato con Galea e Brazan: partiamo dal vitigno simbolo del nostro territorio per raccontare le due anime e i due terroir che definiscono I Clivi, valorizzandone l’identità attraverso i nostri vini. Mentre nel San Pietro parliamo degli aromi primari del friulano, della sua leggerezza e freschezza, il San Lorenzo possiamo considerarlo il suo fratello maggiore, più evoluto e complesso.”

Entrambi i vini fanno parte della linea Rosaspina, che si caratterizza per una fascia di prezzo più bassa rispetto a Brazan e Galea, i due Friulano di punta dell’azienda: il San Pietro viene proposto al prezzo di 8,90€, mentre il San Lorenzo a 9,90€.

 

Press info:
Carlotta Flores Faccio
Davide Cocco


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Direttore responsabile: Michele Bertuzzo
In redazione: Davide Cocco, Anna Sperotto, Giada Azzolin, Carlotta Faccio, Chiara Brunato, Marco Zanella, Irene Graziotto, Marta Xerra, Elena Scarso, Micaela Tussetto

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