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TORCOLATO PROTAGONISTA: MASSIMO ZANICHELLI PRESENTA A BREGANZE IL NUOVO LIBRO SUI VINI DOLCI D’ITALIA

TORCOLATO PROTAGONISTA: MASSIMO ZANICHELLI PRESENTA A BREGANZE IL NUOVO LIBRO SUI VINI DOLCI D’ITALIA

Mercoledì 21 novembre in Cantina Maculan la serata di presentazione con degustazione di alcuni vini dolci e un banco d’assaggio con i Torcolati del Consorzio

Mercoledì 21 novembre 2018 alle ore 18.30 nel “Portico Divino” della Cantina Maculan Massimo Zanichelli, noto wine writer, degustatore e documentarista, presenterà al pubblico il suo ultimo libro, il Grande libro dei vini dolci d’Italia (Giunti Editore).
Nella prima parte del libro, quella dedicata al vino bianco e alle sue diverse gradazioni di colore, trova spazio una sezione dedicata al Torcolato Breganze DOC, vino dolce ottenuto dai grappoli dell’autoctona Vespaiola, vendemmiati perfettamente maturi, selezionati e messi ad appassire in ambienti arieggiati.
“C’è un rapporto speciale che mi lega ai vini dolci. Per raccontare questo mondo sono partito dai colori, perchè nessun altra tipologia possiede uno spettro cromatico così ampio – afferma Zanichelli – Il Torcolato è nel mio cuore perché è stato uno dei primi vini dolci che ho conosciuto e amato”. Questo libro, il primo completo sull’argomento, ne racconta le tecniche, le tradizioni e i territori in un viaggio sensoriale che attraversa il Bel Paese dalle Alpi alle isole, presentando i vini secondo un’inedita suddivisione per colori e temi: dal giallo paglierino del Moscato d’Asti al dorato degli aromatici di montagna, dall’ambrato del mare al mogano del Vin Santo, dal rubino dell’Aleatico al porpora del Recioto della Valpolicella. Un percorso trasversale e appassionante scandito da mappe e fotografie, che riunisce il meglio della produzione nazionale per riscoprire tutto il fascino di un patrimonio unico e millenario. Il testo è arricchito dalle etichette di ogni vino, da più di 200 fotografie (la maggior parte delle quali scattate dall’autore) e da una cinquantina di cartine.
Durante la presentazione del volume Zanichelli guiderà i presenti in una degustazione alla cieca di quattro vini dolci da varie zone d’Italia. Seguirà un banco d’assaggio con i Torcolati di tutti i soci della D.O.C. Breganze. A seguire l’autore sarà a disposizione del pubblico per autografare le copie del libro acquistabili in loco.

Ufficio stampa:
Anna Sperotto
Carlotta Flores Faccio

PATTO ROSÉ, SIGLATO L’ACCORDO CON IL CONSORZIO VINI CIRÒ

PATTO ROSÉ, SIGLATO L’ACCORDO CON IL CONSORZIO VINI CIRÒ

Il Consorzio calabro entra nel Patto d’Intenti per la tutela e la promozione unitaria dei vini rosa italiani assieme al Chiaretto di Bardolino, Valtènesi, Cerasuolo d’Abruzzo, Castel del Monte e Salice Salentino.

Il Consorzio Vini Cirò e Melissa entra ufficialmente a far parte del Patto del Rosé. L’accordo, siglato durante il Merano Wine Festival dal Presidente del Consorzio Raffaele Librandi, sancisce la visione comune sul futuro del vino rosa. Con il Patto del Rosé i Consorzi di tutela del Chiaretto di Bardolino, del Valtènesi, del Cerasuolo d’Abruzzo, del Castel del Monte, del Salice Salentino, e ora anche del Cirò, sottolineano la volontà di perseguire un obiettivo preciso: valorizzare il vino rosa autoctono e portare nel mondo uno stile italiano del rosé, fatto di un’interazione unica e irripetibile tra il sapere umano e la peculiare vocazione di vitigni tradizionali, suoli e climi. I territori sono quelli che da sempre esprimono una particolare vocazione nella produzione di vini rosé e che costituiscono oggi i capisaldi dei rosati a menzione geografica ottenuti da uve autoctone.
“Siamo felici che anche il Consorzio Vini Cirò e Melissa sia entrato a far parte del Patto del Rosè – spiega Franco Cristoforetti, Presidente del Consorzio del Chiaretto di Bardolino e capofila del progetto – a conferma del fatto che la strada che stiamo percorrendo è quella giusta. Quello della DOC calabra è un territorio che ha molto in comune con quello delle altre cinque realtà che hanno aderito all’accordo, un territorio ricco di storia e di tradizione, produttore di uno dei vini rosati più antichi e apprezzati”.
“Entrare nel Patto del Rosè con gli altri cinque Consorzi – continua Raffaele Librandi – significa valorizzare ulteriormente il Cirò e il suo patrimonio storico-culturale di grande valore. Basti pensare che viene considerato uno dei più antichi vini al mondo, già prodotto quando Cirò era una colonia greca ed era conosciuta come Cremissa”.
Il Cirò rosato, ottenuto da uve gaglioppo, viene prodotto in una zona DOC compresa tra i Comuni di Cirò, Cirò Marina, Crucoli e Melissa, in provincia di Crotone. Le sue origini risalgono alla Grecia antica: il vino di oggi è un discendente diretto del Krimisa, che veniva offerto ai vincitori dei Giochi Olimpici. A testimonianza del fatto che da sempre il territorio è legato al mondo del vino, a Cirò si ergeva un importante tempio greco dedicato a Bacco, divinità del vino.
L’auspicio dei sei Consorzi di tutela è quello di giungere presto alla costituzione di un Centro del Vino Rosa Autoctono Italiano che possa essere sede di confronto, promozione e ricerca.

IL CHIARETTO CHE VERRÀ:  A BARDOLINO SI SCOPRE UN INEDITO ROSÈ

IL CHIARETTO CHE VERRÀ: A BARDOLINO SI SCOPRE UN INEDITO ROSÈ

Lunedì 10 dicembre dalle 14.30 alle 19.30 appuntamento a La Loggia Rambaldi per degustare il Chiaretto di Bardolino prima dell’imbottigliamento

Una giornata per scoprire un’insolita versione del Chiaretto di Bardolino. Lunedì 10 dicembre 2018 dalle 14.30 alle 19.30 il ristorante La Loggia Rambaldi di Bardolino ospiterà la prima edizione de Il Chiaretto che verrà, degustazione organizzata dal Consorzio Tutela del Chiaretto e del Bardolino per presentare il rosé in vasca, prima dell’imbottigliamento.
“Da alcuni anni – spiega Franco Cristoforetti, Presidente del Consorzio Tutela del Chiaretto e del Bardolino – siamo impegnati nel comunicare la longevità del Chiaretto di Bardolino attraverso degustazioni verticali che ne hanno dimostrato l’eccellente tenuta nel tempo. Crediamo tuttavia che vi sia un altro aspetto di grande fascino, ed è lo stato evolutivo del Chiaretto nei primi mesi dopo la fermentazione, quando il vino è ancora torbido e le note primarie di pompelmo rosa e albicocca sono molto intense. L’annata 2018 si preannuncia molto buona: abbiamo avuto una vendemmia equilibrata, capace di darci una gamma di profumi particolarmente intensa”. La prima edizione dell’evento Il Chiaretto che verrà vedrà la partecipazione di circa quaranta cantine consortili e sarà l’occasione per verificare insieme ai produttori se l’annata ha rispettato le aspettative, oltre che una giornata in cui pubblico e operatori potranno conoscere una versione inedita del Chiaretto di Bardolino, che finora solo pochi fortunati hanno avuto l’occasione di degustare. Insieme con il nuovo Chiaretto del 2018 le aziende porteranno in degustazione anche il Chiaretto del 2017. Il banco d’assaggio si inserisce in un fine settimana di celebrazioni per il Consorzio, che da sabato 8 a lunedì 10 dicembre festeggia il cinquantesimo anniversario della fondazione e che domenica 9 dicembre alle 17.30 inaugura a Bardolino la nuova sede di Villa Carrara Bottagisio. Durante tutto il pomeriggio di lunedì 10 dicembre il ristorante La Loggia Rambaldi si trasformerà in un banco d’assaggio con degustazioni libere dei rosati del Consorzio e specialità gastronomiche gardesane. Il costo del calice per le degustazioni è di € 10 per l’intero e di € 5 per il ridotto, riservato ai soci delle associazioni di settore con tessera valida (Slow Food, Ais, Onav, Fisar, Fis, Scuola europea Sommelier). L’ingresso è libero per i residenti nel Comune di Bardolino e per operatori di settore (ristoranti, enoteche, distribuzioni, gastronomie, hotel).

 

IL CHIARETTO CHE VERRÀ: ARRIVA LA PRE-ANTEPRIMA DEL CHIARETTO DI BARDOLINO

IL CHIARETTO CHE VERRÀ: ARRIVA LA PRE-ANTEPRIMA DEL CHIARETTO DI BARDOLINO

Lunedì 10 dicembre a Bardolino l’evento con i campioni da vasca di 45 aziende. L’Anteprima del Chiaretto in programma il 10 e 11 marzo 2019 a Lazise

Il Chiaretto di Bardolino anticipa la stagione delle anteprime del vino con un’inedita pre-anteprima. Lunedì 10 dicembre sarà infatti già possibile avere un’idea dell’annata 2018 con il banco d’assaggio Il Chiaretto che verrà, aperto dalle 14.30 alle 19.30 al Ristorante La Loggia Rambaldi sul lungolago di Bardolino.

Saranno ben 45 le aziende presenti con la nuova produzione prelevata dalle vasche e con il Chiaretto di Bardolino 2017, che invece proprio in questi mesi di fine anno presenta la sua espressione più compiuta.

“Assaggiamo il nuovo Chiaretto – spiega Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio di Tutela Chiaretto e Bardolino – in una fase in cui il vino ha appena finito la fermentazione e si esprime in tutta la sua esuberanza. Sul lago di Garda siamo di fronte ad un’annata favorevole, che ha unito precipitazioni superiori alla media e temperature elevate, garantendo il raggiungimento di un’ottima maturazione del frutto senza smarrire la classica freschezza e sapidità dei nostri vini”.

Da gennaio a ottobre nel 2018 infatti la stazione meteo dell’Arpa Veneto di Calmasino di Bardolino ha registrato 798 mm di pioggia, contro i soli 562 mm dell’intera stagione 2017. Le temperature si sono tenute mediamente sempre al di sopra della serie storica, creando condizioni per un particolare vigore vegetativo e consentendo la perfetta maturazione delle uve con valori della gradazione zuccherina e dell’acidità mediamente in linea con quelli del 2017.

L’evento di dicembre sarà una semplice anticipazione della “vera” anteprima del Chiaretto, organizzata congiuntamente dal Consorzio di tutela Chiaretto e Bardolino e dal Consorzio Valtènesi, in programma domenica 10 e lunedì 11 marzo a Lazise. In quell’occasione i vini rosa del lago di Garda della vendemmia 2018 saranno imbottigliati e pronti per essere immessi sul mercato.

All’appuntamento bardolinese del 10 dicembre il costo del calice per le degustazioni è di € 10 per l’intero e di € 5 per il ridotto, riservato ai soci delle associazioni di settore con tessera valida (Slow Food, Ais, Onav, Fisar, Fis, Scuola europea Sommelier). L’ingresso è libero per i residenti nel Comune di Bardolino e per operatori di settore (ristoranti, enoteche, distribuzioni, gastronomie, hotel).

Ufficio stampa:
Carlotta Flores Faccio
Michele Bertuzzo

ROSÉ- VINO IN FUTURO, LA CHARITY MASTERCLASS DEDICATA AL VINO ROSA ARRIVA AL MERANO WINE FESTIVAL

ROSÉ- VINO IN FUTURO, LA CHARITY MASTERCLASS DEDICATA AL VINO ROSA ARRIVA AL MERANO WINE FESTIVAL

Il percorso creato dai Consorzi del Patto del Rosè affronta lo stile italiano del vino rosato attraverso i suoi luoghi più vocati. Appuntamento a sabato 10 novembre.

Un evento a scopo benefico tutto dedicato ai vini rosa provenienti da vitigni autoctoni italiani: Rosè- Vino in Futuro è la masterclass dei cinque Consorzi di Patto del Rosè– Chiaretto di Bardolino, il Valtènesi Chiaretto, il Cerasuolo d’Abruzzo, il Castel del Monte Rosato e Salice Salentino Rosato- guidata dal degustatore e wine writer Costantino Gabardi. Oltre a far conoscere il mondo dei vini rosa, il percorso ha lo scopo di raccogliere fondi a favore del Gruppo Missionario Merano per la realizzazione di specifici progetti in Africa. L’evento si svolgerà durante i tre giorni del Merano Wine Festival, l’appuntamento è per sabato 10 novembre alle ore 11 all’hotel Terme di Merano.
I vini degustati durante la masterclass saranno in tutto dieci, provenienti dalle cinque denominazioni storiche del rosè: Costaripa Molmenti Valtènesi Chiaretto Doc 2015; Le Chiusure Valtènesi Chiaretto Doc 2017; Vigneti Villabella Chiaretto di Bardolino Classico Doc 2017; Tenuta La Presa Baldovino Chiaretto di Bardolino Doc 2017; Cataldi Madonna Piè delle Vigne Cerasuolo d’Abruzzo Doc 2016; Orlandi Contucci Ponno Vermiglio Cerasuolo d’Abruzzo Doc 2017; Cantina di Ruvo di Puglia Augustale Castel del Monte -Bombino nero DOCG 2017; Masseria Faraona Castel del Monte – Bombino nero DOCG 2017; Francesco Candido di San Donaci Le Pozzelle Salice Salentino Doc Rosato 2017; Cantina sociale di San Donaci Anticaia Salice Salentino Doc Rosato 2017.
I vini rosati debuttano al Merano Wine Festival con uno spazio esclusivo a loro dedicato: Rosè – Vino in Futuro sarà allestito al Kurhaus, in Sala Czerny, da sabato 10 a lunedì 12 novembre. I protagonisti saranno quindi il Chiaretto di Bardolino, il Valtènesi Chiaretto, il Cerasuolo d’Abruzzo, il Castel del Monte Rosato e Salice Salentino Rosato, i cui consorzi di tutela hanno siglato la scorsa primavera il “Patto del Rosè”, programma che mira a promuovere la cultura del rosato in Italia e all’estero.
Nella stessa sala sarà disponibile un desk con il volume Rosa Rosati Rosè 2019, nuova guida Guida al Bere Rosa curata da Renato Rovetta e Carmelo Sgandurra. Frutto di un meticoloso lavoro di un team di esperti degustatori e Sommeliers ha preso in esame 1400 aziende sparse in tutta Italia per selezionare 150 vini, rappresentativi delle eccellenze in Rosa.

UN NUOVO PASTICCERE PER IL PANETTONE MACULAN

UN NUOVO PASTICCERE PER IL PANETTONE MACULAN

La Pasticceria Filippi di Zané (Vicenza) firma quest’anno il panettone al Torcolato Maculan. 35 ore di lievitazione e solo ingredienti di altissima qualità

La Cantina Maculan si prepara alle prossime feste natalizie con un nuovo Panettone al Torcolato. A realizzarlo per la prima volta sarà la Pasticceria Filippi di Zané, a pochi passi dalla sede dell’azienda, a Breganze (Vicenza).

Prodotto sin dal Natale del 2000, il Panettone Maculan coniuga la fragranza della lievitazione naturale con i profumi del vino Torcolato, che si tuffa nella ricetta del Panettone classico attraverso la bagna con cui viene reidratata l’uvetta sultanina.

“In Maculan – spiega Maria Vittoria Maculan, titolare con il padre Fausto e la sorella Angela – siamo sempre stati convinti che la qualità sia frutto di una ricerca che non ha mai fine. Per questo dalle ultime feste ci siamo messi alla ricerca di un nuovo forno. Abbiamo condotto varie prove e alla fine scelto la Pasticceria Filippi, azienda familiare che incarna gli stessi nostri valori di cura e attenzione per ogni dettaglio”.

Sono 46 le ore di lavorazione, a partire dalle 35 ore di lievitazione, a cui segue un’ora di cottura in forno e 10 di raffreddamento non condizionato. La lievitazione è rigorosamente naturale, con una pasta madre di più di quarant’anni, vanto della famiglia Filippi. La selezione degli ingredienti è attentissima: uvetta sultanina australiana 6 corone, latte di montagna consegnato in giornata, uova di galline allevate a terra, miele biologico dei Colli Euganei, Vaniglia del Madagascar. E naturalmente il Torcolato, vino passito prodotto con uva autoctona di varietà Vespaiola unicamente sulle colline di Breganze.

Per ogni chilo di Panettone vengono usati 50 ml di vino Torcolato con cui viene reidratata l’uvetta attraverso una bagna che dura almeno quattro giorni. Gli aromi del Torcolato restano così imprigionati nell’uvetta e rimangono intatti anche dopo il passaggio nelle alte temperature del forno. Nessun aroma, né di sintesi né naturale, interferisce con il gusto del Torcolato, che resta integro e cristallino.

Per la preparazione del Panettone è stata scelta l’annata 2013, frutto di un’estate calda che ha regalato un Torcolato ricco e profumato, perfetto sia nell’impasto che come accompagnamento goloso. Aromi che saranno esaltati gustando il Panettone ad una temperatura non troppo bassa, ideale tra i 25 e i 30 gradi centigradi.
É possibile acquistarlo nel suo formato da 1 o 3 kg nelle migliori enoteche e gastronomie d’Italia o direttamente in cantina. Prezzo del panettone 28 euro per il panettone nel formato più piccolo, o 60 euro comprensivi di bottiglia di Torcolato da 375 ml e cassettina in legno.

Press info:

Michele Bertuzzo

Giada Azzolin

CANTINA TRAMIN PRESENTA TROY, LO CHARDONNAY DI MONTAGNA

CANTINA TRAMIN PRESENTA TROY, LO CHARDONNAY DI MONTAGNA

Arriva sul mercato Troy, il nuovo Chardonnay Riserva 2015. Da vigneti in quota, sulle pendici della Mendola, per un vino dall’inequivocabile impronta alpina

Si chiama Troy il nuovo vino con cui Cantina Tramin si confronta con i grandi Chardonnay del mondo. Nell’antica lingua locale significa “sentiero”, nome scelto per evocare un lungo percorso compiuto dalla storica azienda altoatesina. Una crescita qualitativa ininterrotta che prosegue da oltre vent’anni, testimoniata dai numerosi premi e riconoscimenti raccolti dai propri vini, nei quali la varietà Chardonnay era impiegata finora come importante componente della prestigiosa cuvée Stoan.
“Nel nostro territorio – afferma Willi Stürz, kellermeister di Cantina Tramin – per molti anni lo Chardonnay coltivato a quote elevate non era apprezzato, a causa della sua struttura esile. Con il passare del tempo abbiamo compreso come le piante potevano trovare il proprio equilibrio e ad avere basse rese in modo naturale, con un minimo intervento di regolazione delle quantità. Questo ci ha consentito di raggiungere i risultati odierni, di cui siamo molto soddisfatti”.
I vigneti si trovano in località Sella, sul versante orientale del massiccio della Mendola. Si collocano tra 500 e 550 metri d’altezza, quindi in posizione più avanzata rispetto a quelli di Gewürztraminer con cui si produce Epokale, il primo vino bianco italiano premiato con 100/100 dalla guida Robert Parker Wine Advocate.
Hanno un’età media di 25 anni e sono allevati in parte a guyot e in parte attraverso la pergola semplice aperta, con pendenze che vanno anche oltre il 30%. L’’esposizione è a sud-est e gode di giornate calde e soleggiate, con forti escursioni termiche notturne e la presenza di correnti fredde provenienti dalle montagne. I terreni sono composti da ghiaia calcarea mista ad argilla.
Per la prima edizione di Troy è stata scelta la vendemmia 2015, annata eccellente per i vini bianchi dell’Alto Adige. Durante la raccolta le uve sono state attentamente selezionate, con un controllo acino per acino. La fermentazione è avvenuta in barrique, dove il vino ha sostato per undici mesi sui lieviti, compiendo anche la fermentazione malolattica. Troy è stato dunque travasato in contenitori di acciaio per un’ulteriore maturazione sui lieviti di 22 mesi. La chiarificazione è avvenuta quindi per precipitazione spontanea prima dell’imbottigliamento.
Ne è risultato un vino dal colore dorato con un’intensità e un’ampiezza di profumi che svelano immediatamente la propria origine montana, con delicati sentori floreali e agrumati, sensazioni di frutti tropicali, come mango, banana e melone galia, note di camomilla e menta e un tocco di mandorla. In bocca domina la freschezza e una piacevole mineralità salina, con un finale lungo sui toni minerali e sensazioni retro olfattive tropicali e di nocciola tostata.
“Lo Chardonnay – spiega Wolfgang Klotz, direttore commerciale di Cantina Tramin – è la varietà con cui si producono alcuni tra i più grandi vini bianchi del mondo, ma al tempo stesso è anche una delle più diffuse ad ogni latitudine. Un vitigno che ci fornisce spettacolari esempi di versatilità e che noi vogliamo arricchire con la nostra interpretazione: un’inconfondibile espressione della terra alpina in cui viviamo”.
In tavola si abbina a carpaccio di pesce, salmone marinato o capesante; primi piatti saporiti come un risotto al limone o un tagliolino al tartufo oppure piatti della tradizione alpina, come canederli ai funghi, Salmerino di Fontana al forno, tartara di vitello o formaggi di capra.
La prima annata è stata prodotta in 90 Magnum e 3120 bottiglie da 0,75 con un prezzo medio in enoteca di circa 65 Euro.

Press info:
Michele Bertuzzo
Giada Azzolin

FIVI PORTA LE ISTANZE DEI VIGNAIOLI AL MINISTRO CENTINAIO

FIVI PORTA LE ISTANZE DEI VIGNAIOLI AL MINISTRO CENTINAIO

I Vignaioli Indipendenti pongono tre questioni: limiti di utilizzo del rame, rappresentatività nei consorzi e cumulo di cariche. Poggi: “dialogo costruttivo”

Nella mattinata di sabato 3 novembre una delegazione della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, guidata dalla presidente Matilde Poggi e dal vice presidente Walter Massa, è stata ricevuta per un incontro dal Ministro dell’Agricoltura e del Turismo, Gian Marco Centinaio.
La FIVI ha sottoposto al Ministro le più urgenti questioni di cui si si sta occupando. In primo luogo, la proposta europea di riduzione dei limiti di utilizzo del rame, che rischia di essere fortemente penalizzante per la viticoltura biologica italiana. I Vignaioli hanno poi espresso le proprie preoccupazioni per l’attuale regolamentazione del sistema di voto e di rappresentanza nei consorzi di tutela delle denominazioni di origine, all’interno dei quali si verificano situazioni di concentrazione del potere di decisione che possono penalizzare la partecipazione più ampia da parte degli attori delle filiere vitivinicole e segnatamente dei viticoltori. Infine, la FIVI ha sottoposto al ministro le proprie perplessità riguardo alle situazioni di cumulo di cariche che possono oggi verificarsi tra lo svolgimento del ruolo di amministratore di un consorzio di tutela e il medesimo ruolo ricoperto negli organismi di controllo deputati a svolgere l’attività nei confronti e a tutela delle denominazioni di origine.

“È stato molto importante per FIVI – ha dichiarato Matilde Poggi al termine dell’incontro – poter rappresentare al Ministro le proprie istanze che, come si può constatare agevolmente, non sono richieste a beneficio dei Vignaioli Indipendenti bensì oggettivi miglioramenti per tutta la filiera vitivinicola di qualità in Italia. Durante l’incontro abbiamo inoltre sottolineato il fatto che FIVI non fornisce servizi a pagamento ai suoi associati, ma si limita a rappresentarne gli interessi”.

Il Ministro Gian Marco Centinaio ha prestato attenzione alle proposte dei Vignaioli e alle argomentazioni che le supportano, esplicitando la propria volontà di lavorare, su quanto a lui sottoposto, immediatamente.
Il proposito di FIVI – prosegue Poggi – da ora innanzi è quello di mettersi a disposizione del ministero per collaborare sull’implementazione delle proposte e vigilare sull’effettiva traduzione in atti concreti della volontà, emersa in modo comune e convergente, di rafforzare la competitività del comparto vino e l’affidabilità delle strutture organizzative che lo guidano e lo controllano.”

Ufficio stampa FIVI:

Davide Cocco

Anna Sperotto
_________________________

FIVI – Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti

La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) è un’associazione nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del Vignaiolo di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Per statuto, possono aderire alla FIVI solo i produttori che soddisfano alcuni precisi criteri: “Il Vignaiolo FIVI coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta”.
Attualmente sono circa 1200 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 11.000 ettari di vigneto, per una media di quasi 10 ettari vitati per azienda agricola. Quasi 80 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale si avvicina a 0,7 miliardi di euro, per un valore in termini di export di 280 milioni di euro. Gli 11.000 ettari di vigneto sono condotti per il 51% in regime biologico/biodinamico e per il 49 % secondo i principi della lotta integrata.

LE BOLLICINE GARDA DOC  SFILANO SUL RED CARPET AL MERANO WINE FESTIVAL

LE BOLLICINE GARDA DOC SFILANO SUL RED CARPET AL MERANO WINE FESTIVAL

Dal 9 al 13 novembre 2018 il Consorzio di tutela Garda DOC avrà uno spazio esclusivo davanti al Kurhaus dedicato alla degustazione dello Spumante. Hashtag: #gardadoc

Un brindisi con il Garda DOC Spumante davanti al Kurhaus, gioiello dell’architettura liberty europea. Il Consorzio Garda DOC debutta al Merano Wine Festival, in programma dal 9 al 13 novembre 2018 nella città altoatesina, e lo fa in grande stile: le sue bollicine saranno il benvenuto ufficiale per i visitatori dell’evento, giunto alla sua ventisettesima edizione. Lo stand sarà posto accanto al lungo red carpet del Kurhaus, uno dei simboli della città e principale ingresso alla manifestazione. Lo scopo è far conoscere e presentare le novità dello Spumante Garda DOC ai visitatori in ingresso al Festival. Lo spazio sarà allestito in modo da poter accogliere gli ospiti ed offrire loro un angolo salotto dove sedersi, incontrare il Consorzio e le aziende che ne fanno parte e bere un calice di Garda DOC Spumante e Garda DOC Rosè. Un luogo dove intervistare i produttori e dove scattare foto da condividere nei social con l’hashtag #gardadoc. In mescita ci saranno le bottiglie di Spumante Garda DOC di alcune delle aziende consorziate, oltre che la bottiglia istituzionale.

Con questa presenza esclusiva al Merano Wine Festival 2018- spiega Luciano Piona, Presidente del Consorzio Garda DOC – riteniamo di aver ottenuto per il Garda Doc una buona occasione di presentazione della nostra denominazione e della qualità delle nostre etichette, qualità che si è già distinta in altre uscite”.

Una strategia, quella seguita dal Consorzio Garda DOC, che punta a far conoscere e a promuovere lo Spumante e le eccellenze del territorio gardesano attraverso la partecipazione e la creazione di esperienze ed eventi esclusivi, come la Wine Experience, navigazione sul lago di Garda a bordo del veliero del 1926 “Siora Veronica”, e la partecipazione al Festivaletteratura di Mantova.

CONSORZIO VINI GARDA DOC

Denominazione riconosciuta nel 1996, oggi la Doc Garda ha lo scopo di valorizzare le varietà 10 denominazioni dell’area gardesana, tra la Lombardia e il Veneto. Per inseguire questo obiettivo ha scelto come tipologia centrale per la promozione del territorio la Denominazione Garda DOC Spumante. La superficie vitata è pari a 31.000 ettari, la maggior parte dei quali coltivati in provincia di Verona (27.889) mentre i rimanenti 3.211 ettari si dividono tra le province di Mantova e Brescia. La DOC Garda comprende gli interi territori delle denominazioni: Valtènesi, San Martino della Battaglia, Lugana, Colli Mantovani, Custoza, Bardolino, Valdadige, Valpolicella, Durello e Soave.

Ufficio Stampa:

Chiara Brunato

Michele Bertuzzo

7 PIATTI PER 7 COCKTAIL:  BOX CAFFÈ ABBINA CUCINA E MIXOLOGY

7 PIATTI PER 7 COCKTAIL: BOX CAFFÈ ABBINA CUCINA E MIXOLOGY

Da Box Caffè in Galleria a Padova nascono gli abbinamenti tra i piatti di Riccardo Maffini e i miscelati di Enrico Benetazzo. Uno per ogni giorno della settimana

Sette piatti per sette cocktail. Uno al giorno. È la nuova proposta che a partire dal mese di novembre si potrà scoprire da Box Caffè in Galleria, a Padova: dal lunedì alla domenica, ogni giorno, verrà proposto ai clienti un abbinamento diverso tra un piatto e un miscelato.

In cucina la maestria e la creatività di Riccardo Maffini executive chef del progetto Box, varesino d’origine, formatosi a Le Calandre e da Gabbani a Lugano. Per lui in cucina non devono mancare la semplicità e il gusto. Dietro al bancone l’abilità e l’entusiasmo di Enrico Benetazzo, cocktail-artist e bartender, tornato a Padova dopo un’esperienza a Londra da Novikov. “Abbiamo pensato di proporre questi abbinamenti – spiega Enrico Benetazzo – perché si cerca sempre più di frequente di affiancare i miscelati alla cucina, anche se spesso i nostri clienti si trovano spaesati nella scelta. Il nostro vuole essere un gioco, un modo divertente di far capire che i cocktail, come i vini, possono far risaltare i cibi, ma, se sono troppo intensi, anche coprirne il gusto. L’importante è ricercare sempre l’equilibrio, quell’armonia di sapori che permette di esaltare allo stesso tempo il piatto e il miscelato”.

Così il lunedì un Americano Reale verrà proposto con gnocco fritto, crudo e burrata, il martedì la versione “made in Box” del Bloody Mary si sposerà con il carpaccio di ricciola alla pizzaiola, mentre il mercoledì l’hummus di ceci servito con gamberi rossi troverà al suo fianco il Katone (preparato con Bitter bianco luxardo, oleu saccarum, pompelmo rosa e camomilla). Giovedì un Hennesy Sour sarà il valido sostegno degli spaghetti all’astice e salsa americana, mentre venerdì Mr. Ayrton (Cachaça, lime, simple syrup, passion fruit e albume) accompagnerà un fritto di moeche e salsa alla curcuma. Sabato ci si può concedere un dolce: la crema fritta veneziana servita con Box 75, un London dry gin. Per concludere la settimana domenica sarà la volta del lievitato del giorno, abbinato ad un Bobby’s Tonic.
Situato sotto i portici della centralissima Galleria Borromeo a Padova, Box Caffè in Galleria è un locale dove ci si sente accolti in ogni momento della giornata, dalla colazione al dopocena. Meta perfetta per un aperitivo, dove bere uno spriz o una birra artigianale accompagnati da golosi cicchetti, dove cenare in modo informale senza perdere di vista la qualità e il gusto, ma anche il ritrovo giusto per il dopo cena, per sperimentare diversi cocktail.

Press info:

Anna Sperotto

Davide Cocco


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Direttore responsabile: Michele Bertuzzo
In redazione: Davide Cocco, Anna Sperotto, Giada Azzolin, Carlotta Faccio, Chiara Brunato, Marco Zanella, Irene Graziotto, Marta Xerra, Elena Scarso, Micaela Tussetto

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