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L’aragosta

Uccidetela subito con un colpo in testa per non farla soffrire. Dopo tre giorni di frigo fatela bollire con le patate e maionese. Sappiamo questa ricetta antitetica a quella dei maestri di Cucina che vogliono che l’antenna le venga infilata nel culo da viva per poi gettarla nell´acqua bollente. Risultato di questa tecnologia: 300 anni di purgatorio in piú per crudeltà, ed una carne intorcolata e filosa. [Arte e sfumature culinarie – Daniela Piazza Editore]

Quanto ci mancheranno queste cose. Buon riposo, Conte.

 

Pojer, Sandri e il terzo Vinix Live! a Faedo

Ferragosto. Strade deserte.

Tutte, tranne una: la Brennero-Modena, in direzione nord. Perché? Ma perché il 15 agosto dentro (non presso, dentro) la cantina di Mario Pojer e Fiorentino Sandri si terrà il Vinix Live! numero 15, il terzo organizzato dalla cantina trentina.

Il tema dell’anno sarà “Trentini nel mondo, certezze e promesse”, con produttori trentini nel mondo o alla conquista del mondo. E poi specialità gastronomiche, spettacoli per grandi e piccini, artisti, e il mio Baratto Wine Day.

Si inizia alle 14.30 e si finisce alle 20. Forse.

E tu che vino sei? Lo chiede Roberto

Che vino sei? Spensierato come un Prosecco oppure determinato come un Cabernet Franc? se lo chiede Le Vigne di Roberto, al secolo Roberto Benazzoli, nuova azienda del territorio di Breganze (Vicenza).

Nel suo sito un simpatico test in dieci domande porta a scoprire qual è il vino su misura per te. Niente di scientifico, per carità, ma solo qualche domanda a risposta multipla per misurarsi senza troppo impegno con la propria inclinazione alle novità e alla voglia di intraprendenza.

Tre i possibili risultati: Prosecco, il Mio franc (Cabernet Franc) e Prime Bollicine. Dei tre vini al momento solo il terzo è disponibile, visto che i primi due arriveranno nei prossimi mesi. Meglio quindi classificarsi come Prime Bollicine, spumante metodo charmat frutto di un inedito uvaggio di Vespaiola, Chardonnay e Pinot Nero. Bella sapidità, setoso ed elegante,  profumi ricchi dovuti ai quasi otto mesi di sosta in autoclave. Davvero niente male.

Ecco il link per provare il test. E buona fortuna.

ps: se ci fosse stato ancora qualche dubbio lo fughiamo volentieri. Autori di sito e test siamo noi, Studio Cru. Un chiaro e manifesto caso di conflitto di interessi 😉

Facebook VS Twitter

Come ricorda l’esperta di Marketing Heidi Cohen nel suo blog, “Social media isn’t one size fits all”.

I social media non vanno usati tutti con le stesse modalità e per gli stessi scopi. Il caso emblematico è la differenza tra facebook e twitter.

Facebook rappresenta un vero e proprio diario della nostra vita. Ogni profilo o pagina, infatti, ha la struttura di una time-line, fruibile fino agli esordi. Molti utenti lo usano per condividere i loro ideali, le loro passioni, i loro stati d’animo o per rendere partecipi i conoscenti di momenti importanti della propria vita. Tutto ciò con uno spazio di scrittura illimitato e con l’ampio uso di immagini.

Twitter, per contro, è utile per condividere brevissime considerazioni, riflessioni o informazioni su ciò che si sta facendo. Spesso è più facile incontrarvi riferimenti ad informazioni o approfondimenti culturali. All’idea della time-line si sostituisce quella del real-time, motivo per cui twitter si presta più di facebook alla condivisione di contenuti più volte al giorno.

Interessanti, a questo proposito, i consigli di Heidi Cohen, che nel sopracitato blog fa notare come sia importante tener conto delle differenze fra i due anche per una strategia digitale aziendale.

Spunti utili, come il consiglio di evitare, su facebook, call-to-action che vengono spesso percepite come evidenti promozioni, mentre su twitter è consentito richiedere di retwittare i propri contenuti. Inoltre, pare che i tweet più brevi abbiano più possibilità di creare engagement e retweet.

Considerando i link a pagine esterne alla piattaforma, è stato notato che su twitter (oltre ad essere ampiamente usati dato il poco spazio a disposizione) sono particolarmente apprezzati, tanto da rendere i tweet dotati di essi più condivisi di quelli sprovvisti, addirittura fino all’86% in più. Su facebook, per contro, i link non sembrano attirare particolare attenzione.

Per quanto riguarda i momenti giusti per interagire, su facebook gli utenti sono più ricettivi nel loro tempo libero, mentre su twitter durante l’orario di lavoro.

Un aspetto, inoltre, è condiviso da entrambi i social: l’alto livello di attenzione garantito dalla condivisione di immagini.

Dunque, come ribadisce la Cohen, “[…] la questione non è quale social scegliere tra facebook e twitter per supportare i propri piani di comunicazione, bensì come usarli entrambi secondo le rispettive peculiarità per ottimizzare i risultati”.

 

Foto di blog.mosaiq.media

 

La mela rosa nel vicentino

Il vicentino è ricco di prodotti enogastronomici da scoprire. Il lavoro di ricerca negli anni ci ha permesso di approfondire alcune tematiche. Ne sono nati alcuni articoli, apparsi qua e là nella stampa locale. Iniziamo a riproporli su queste pagine, speranzosi che venga voglia anche a voi, lettori, di visitare la nostra amata provincia berica.

Gustosa e profumata. Queste le caratteristiche della Mela Rosa, varietà ampiamente coltivata nel territorio vicentino fino agli anni ‘50, e poi abbandonata per motivi commerciali ed economici.
La Mela Rosa in realtà rappresenta un gruppo eterogeneo di mele diffuse da sempre in tutta Italia, in particolare in Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche (grazie Gianna) e Trentino Alto Adige. Fra le cultivar più importanti possiamo ricordare la rosa di Caldaro, la rosa Mantovana, la Rosa Marchigiana (grazie Gianna) e la nostra rosa gentile, molto diffusa anche in Trentino Alto Adige, sua probabile terra d’origine.
La Mela Rosa, chiamata da noi anche pomo gentile o pomo de la rosa, fa parte di un progetto pluriennale di recupero dell’Assessorato all’Agricoltura della Provincia di Vicenza con il supporto tecnico delle strutture dell’Istituto di Genetica e Sperimentazione Agraria N. Strampelli di Lonigo. L’idea di riportare nelle nostre montagne questo frutto si è concretizzato in diverse iniziative, in primis il meleto sperimentale a Caltrano, senza dimenticare la firma di una convenzione con le sei comunità montane del territorio vicentino per l’impianto di circa 1500 piante di questa varietà nei territori collinari e montani della provincia. Il meleto è stato realizzato, in convenzione con la Provincia, dall’associazione Nuova Montagna Caltranese e comprende 200 piante. L’impianto è avvenuto presso alcuni casoni in località Caorso e Pianezze, in modo da poter rilanciare anche le potenzialità turistiche del binomio agricoltura-territorio. I casoni sono infatti edifici rustici, veri e propri presidi del territorio e cardine dell’attività agricola degli abitanti del luogo.
La Mela Rosa gentile è molto profumata, tanto da essere utilizzata in passato anche come profuma biancheria. Si presenta di colore verde-giallo, con sovracolore rosso slavato che non copre tutta la superficie, ma si limita a circa il 40%. La polpa è bianca e croccante, succosa, il sapore poco dolce e leggermente acidulo. Ottima la sua serbevolezza: raccolta a settembre, se ben conservata in ambienti freschi e aerati, mantiene le sue caratteristiche fino a maggio.
Oltre che cruda, può dare grandi soddisfazioni in cucina anche cotta, come ingrediente in preparazioni quali il classico strudel, la crostata, la torta di mele o, più semplicemente, cotta al forno.
Negli anni la Provincia di Vicenza ha inoltre distribuito circa 500 piante di Mela Rosa agli agriturismi vicentini che ne hanno fatto richiesta. L’iniziativa ha lo scopo, oltre che di recuperarne la coltivazione, di diffondere la coltura di questo frutto ormai dimenticato per la produzione di prodotti alimentari destinati al consumo e alla vendita: succhi, marmellate, sciroppi. Duplice l’obiettivo: riportate fra la gente un frutto che fa parte della loro storia e dare una nuova opportunità di reddito alle aziende agrituristiche del territorio.
Alla mela rosa, e alle antiche mele riscoperte nelle alte valli vicentine è dedicata ogni terza domenica d’ottobre una festa che si svolge a Fongara, località di Recoaro Terme. Durante la giornata si susseguono approfondimenti tecnici sulla coltura del melo e momenti gastronomici con la mela protagonista.

Quota 101: vini e pic-nic al tramonto

Un aperitivo al tramonto tra le vigne e una cena con lo scenario di un pic-nic d’estate. In questa atmosfera bucolica ha scelto di presentare i suoi vini Quota 101, nuova azienda agricola dei Colli Euganei (Padova). Alla serata presenti Silvia e Roberto Gardina, figlia e padre titolari dell’azienda, insieme a Paolo Grigolli, l’enologo, e Enzo Corazzina, l’agronomo.
Serendipity. Quando Roberto racconta la ricerca di una casa in collina e l’emozione di scoprire con tutta la famiglia la passione per un’azienda agricola. Avanguardia bucolica. Il manifesto in 10 punti presentato da Silvia per raccontare la filosofia di Quota 101. Natura. Nei trattamenti in vigna, banditi diserbanti e riduzione al minimo dei trattamenti come ha spiegato Enzo Corazzina. Entusiasmo. Un vino rosso che sta maturando e vigneti nuovi che crescono sono i progetti in vigna e cantina che sta coltivando l’enologo Grigolli con la famiglia.
Quota 101 in breve. Si trova a Torreglia nella frazione di Luvigliano, in provincia di Padova, nel Parco Regionale dei Colli Euganei. 101 sono i metri sul livello del mare e la filosofia dell’azienda è raccontata in un manifesto di 10 punti. I vini prodotti da Quota 101 sono: Malterreno Bianco Veneto Igt (65% Tai e 35% Garganega); Prosecco Doc; Serprino Colli Euganei Doc. I vigneti hanno in media 30 anni, la raccolta delle uve è manuale, il terreno argilloso e calcareo e l’esposizione del sole è a sud-est. L’azienda si sviluppa in circa 20 ettari di terreno.
Quota 101 è un bellissimo posto da raggiungere in bicicletta.

Quota 101 è anche su facebook.

Foto di Lorenzo Rui

Beauty Dinners: make-up al ristorante

Si chiamano Beauty Dinners e sono le innovative proposte dello Zamburiña, un ristorante di Madrid, descritte da Roberto Venturini nel suo blog e da lifeandstylemadrid.com.

Già noto per il cibo salutare e di qualità, gli ottimi cocktail e l’ambiente eccentrico, al fianco di cuochi e camerieri per la cena e dj per la musica, il ristorante mette a disposizione un team di make-up specialists per le signore che desiderano un trucco a prova di esperto.

Per il ristorante, un modo creativo per affermarsi e distinguersi. Per le clienti, un modo alternativo per completare la cena al ristorante, e sentirsi perfettamente in armonia con lo stile fashion di una serata in centro a Madrid.

Ideale soprattutto per una serata fra amiche, ma rigorosamente solo per coloro che amano particolarmente il rito e gli effetti del trucco, e che si aspettano una cena insolita e dedicata al divertimento, più che rilassante e dedicata al cibo e al convivio.

Foto di localspotter.com

Product is king

Leggevo oggi, con pigro ritardo, l’ìntervista al ciosoto Federico Menetto su Marketing Arena. Una frase mi ha colpito: “Ma io sto con loro [i vignaioli NdR] quando dicono che inter­net “allon­tana il naso dal vino”.

Lo diceva anche Angelo Peretti un po’ di tempo fa, durante il suo apodittico intervento a Vino in Bocca, che internet è incompatibile con il vino. Perché il vino, sostiene Angelo, è un prodotto materiale, che va assaggiato, toccato, odorato, vissuto.

Non sono del tutto d’accordo né con uno né con l’altro, ma cerco di arrivare a bomba. Perché l’altro giorno mi è capitato di vedere un bel video promozionale di una giovane realtà vinicola, che mi è molto piaciuto. Ma mi ha lasciato anche dei dubbi, mi ha fatto sorgere delle domande: con tutto questo darsi da fare con la comunicazione faranno anche dei vini all’altezza?

È sempre una questione di stile, di approccio. Di quella che io amo chiamare una comunicazione misurata, mai sopra le righe. Perché prima o poi il prodotto affidato alle menti di noi comunicatori subirà la prova del naso e del palato del consumatore. E tanto più in alto avremo fatto volare quel prodotto, tanto più ci sarà il rischio che la caduta sia veloce e rovinosa.

Cari produttori, non aspettatevi miracoli dalla comunicazione. Perché il vero miracolo, prima, lo dovete fare voi.

Sì viaggiare, sopra e sotto i Colli Berici

Sopra e sotto i Colli Berici. Ancor meglio se a passo d’asino. Se per caso arrivate nelle colline appena fuori Vicenza, il consiglio è di perdervi tra i sentieri, sorseggiare un bicchiere di tai rosso, scoprire i sapori paese dopo paese.  E seguire i suggerimenti che arrivano dal Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza, per conoscere questi luoghi, al di fuori dei tradizionali percorsi turistici. Partite da sotto, dai Berici Sotterranei, dalle grotte e dalle cantine, per conoscere la terra e la pietra. Risalite poi sopra, tra i boschi integri, i vigneti e gli agriturismi. Senza dimenticare le persone e le loro tradizioni, che tengono vivo il territorio.

Bianca, la pietra di Vicenza
. Sotto i Colli Berici, una pietra morbida, appena cavata. La si trova ancora nelle numerose cave e grotte, spesso visitabili. Scalpello alla mano, dare forma alla materia sarà un’esperienza indimenticabile.  Provare per credere con Francesco Rugiero, in arte Sgorbia, che organizza laboratori di scultura della pietra. Ancora oggi Francesco lavora la pietra bianca di Vicenza e crea le sue opere a pochi chilometri da Vicenza. Ma non solo. Organizza laboratori, incontri didattici e manifestazioni per il territorio.
Rosso, il Tai. Un vitigno autoctono antico, tra i Colli Berici. Un vino che si sposa con i piatti tradizionali del territorio. Assaggiate quello di Alessandro dell’azienda Vini Pialli di Barbarano Vicentino, biologico. Oppure a Longare da Colle di Bugano, dove il panorama è il valore aggiunto. Per palati esigenti Piovene Porto Godi ne produce anche una versione riserva, il Thovara, nome che evoca il luogo di produzione. Toara, appunto. Femminile, infine, la versione spumantizzata di Vini Cris delle sorelle Cristofari. La cantina è a Lonigo, proprio vicino alla sede del Consorzio Colli Berici e Vicenza.
Verde, la natura. Tra i Colli Berici è facile perdersi. In macchina, a piedi, in bicicletta. Tra strade bianche e sentieri nei boschi. Ma con Martino della Cooperativa I Berici siete in mani sicure. Martino ha poco più di 30 anni e una laurea in filosofia. Con alcuni amici ha scelto di lavorare per il territorio. Guide naturalistiche e ambientali vi accompagneranno a conoscere storia e natura del posto. E poi ci sono loro. Paco e Febo, due asinelli, compagni meravigliosi per un trekking someggiato. Scrivete a info@coopiberici.it per prenotare un’escursione.
Dulcis in fundo alcuni consigli per dormire e mangiare. Barbara, la mamma, e Francesca, la figlia, vi aspettano per oziare all’Agriturismo Monte degli Aromi a Villaga. Le camere hanno il nome delle piante, mentre in tavola troverete i prodotti biologici dell’orto. Poco distante c’è anche l’Agriturismo Le Mandolare, che da i suoi uliveti ricava un olio extra vergine biologico. Per una cena vicentina come tradizione vuole non vi sbagliaterete con i ristoranti del gruppo Le Buone Tavole dei Berici. Per una serata stellata invece c’è il Ristorante La Peca di Lonigo.

Info: Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza www.bevidoc.it
Foto: http://www.fotocru.it/2012/06/18/sopra-e-sotto-i-colli-berici/

Chi cerca trova. La Cooperativa

Leggo dagli amici di AgricolturaOnWeb che il progetto Qui Da Noi di Fedagri-Confcooperative ha un nuovo sito. Fedagri (Federazione Nazionale delle Cooperative Agricole ed Agroalimentari) nasce nel 1992 dalla fusione di Federlatte, Federcantine, Federortofrutta e Federagricole e ad oggi è la più grossa organizzazione del settore in Italia.

Nel nuovo sito la cosa bella è che è possibile fare una ricerca delle cooperative agricole con un punto vendita diretta, con la possibilità di filtrarla per categorie merceologiche. La ricerca viene poi geolocalizzata su una mappa di Google Maps, con tutte le implicazioni che a questo conseguono.

Bravi.


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