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Il Chiaror Sul Masso e il nostro primo tasting panel di gruppo

Ilaria sta facendo uno stage da noi. Si è appena laureata e ha tanta voglia di fare e di imparare. Abbiamo pensato di far scrivere a lei questo primo tasting panel di gruppo, per avere una voce fuori dal coro, in grado di parlare senza tecnicismi. Questo è il risultato. E ne siamo contenti. DC

Siamo tutti riuniti intorno al tavolo e viene stappata un bottiglia di vino. Sembra un’occasione speciale o il pranzo di Natale e invece è un semplice pranzo tra colleghi. Il vino in questione è Chiaror Sul Masso, uno spumante brut da uve Timorasso. Viene versato nei 5 bicchieri e inizia la degustazione di gruppo del vino. I commenti, come spesso accade, risultano discordanti.
Il primo assaggiatore che si esprime lo descrive come un vino compresso, con potenzialità inespresse, piacevole ma che non rappresenta appieno il vitigno, inoltre lo ritiene leggermente troppo dolce, con un residuo zuccherino troppo alto.
C’è chi, al contrario, lo trova buono, anche se non entusiasmante, con sentori floreali e di frutta. Chi poi lo descrive come delicato, gentile, romantico, perfetto per una serata d’estate. Il chiarore del nome lo ritrova nel colore e nella leggerezza delle bollicine.
Chi invece si sofferma su aspetti più pratici, lo scopre semplicemente buono e piacevole all’assaggio.
L’ultimo giudizio rimane in bilico: chi lo esprime attribuisce al vino una buona acidità e freschezza e una morbidezza piacevole. Il profumo però risulta convenzionale, non si distingue per la sua personalità da quello di altri spumanti, evidentemente un “problema” di lieviti.

Non è piacuta invece la scelta grafica dell’etichetta. I pareri e i commenti sono stati perlopiù unanimi: di una bellezza troppo ostentata, non accattivante, troppo scura o addirittura inappropriata per un vino di questo tipo.
Un vino che divide, che può piacere oppure no, ma che, proprio per questo, lascia spazio a nuove idee e sensazioni.

Grazie a Paolo Ghislandi e Andrea Petrini per averci fatto partecipare a questo Tasting Panel.

Un premio alla memoria di Severino

C’era anche Carlo Cracco alla recente consegna del premio De.Co. indetto dal Consorzio Vicenza è  per commemorare Severino Trentin,  scomparso nel luglio di quest’anno per un male incurabile.   “Severino – ha ricordato Antonio Di Lorenzo nel suo ritratto – è stato un grande vicentino. Ha saputo rimanere fedele a se stesso e guardare avanti: come pochi è riuscito a guardare con occhi nuovi la vita di oggi”. È merito suo infatti se trent’anni fa un ortaggio coltivato ormai da sole due persone è stato rivalutato, diventando protagonista in cucina: quel Broccolo Fiolaro che Severino, insieme all’amico Penacio e a Gianfranco Vissani ha portato fino in Giappone. Oggi il Broccolo Fiolaro continua ad essere il Re dell’inverno alla Trattoria da Zamboni, dove la famiglia Trentin continua nel solco tracciato da Severino, così come è un ingrediente prezioso nei menu del Ristorante Cracco a Milano.
Il “Premio De.Co.- Severino Trentin” è stato consegnato da Carlo Cracco e Enzo Penacio alla signora Nerina, vedova di Severino (nella foto). Accompagnerà una borsa di studio che i ristoratori artigiani della provincia di Vicenza consegneranno ogni anno ad una classe dell’istituto alberghiero vicentino che presenterà la migliore ricerca su un prodotto De.Co. (Denominazione Comunale).
“Era un uomo di poche parole – ha proseguito Di Lorenzo – aveva l’abitudine di ringraziare sempre quando usciva una sua recensione in una guida, anche se il punteggio non era più alto dell’anno precedente”. Ce lo immaginiamo lassù, tra i fornelli del paradiso, ringraziare con un sorriso garbato.

Un premio di 10.000 euro a chi “immortala l’immortale”

Si chiama appunto “Immortalare l’immortale” l’iniziativa proposta dal Centro Studi Ezzelino da Romano che mette in palio una cosiddetta “taglia fotografica” sul più audace condottiero veneto.
L’iscrizione dovrà avvenire sul sito web del Centro Studi Ezzelino da Romano (www.ezzelinodaromano.it) dove saranno disponibili ulteriori informazioni sulla ricompensa.
L’iniziativa ha attirato la nostra attenzione in quanto è molto particolare, ma allo stesso tempo intrigante e affascinante! L’obiettivo, nonostante tutto, è molto nobile e consiste nel divulgare la leggenda di Ezzelino, anche in relazione ai territori che ne ospitarono le gesta. Questo dunque non sarà un modo per acchiappare o esorcizzare il fantasma, ma un modo per “immortalare” e di conseguenza fissare nella memoria la figura di Ezzelino da Romano.
Il Centro di Studi ovviamente sa che Ezzelino è morto a Soncino -in provincia di Cremona- ben 750 anni fa, tuttavia ha proposto questa impresa in quanto egli è vivo nella mente della gente e nei segni lasciati nelle terre che, dopo la sua morte, non giocarono più un ruolo fondamentale a livello internazionale.
Questo astuto soldato rappresenta il principio di visione del Veneto, in quanto terra ricca sia sotto l’aspetto culturale che morale e contraddistinta da un popolo laborioso e infaticabile. Dato che la figura di Ezzelino non è molto conosciuta, l’occasione diventa un pretesto per promuovere sia la sua persona che il territorio pedemontano veneto, nonché un divertente modo per vincere un gran bel premio!

 

Basta acqua…Vicenza sceglie il vino!

Passata la paura dell’alluvione, scongiurata anche la nuova ondata, ripulita ormai completamente ogni strada, la città del Palladio si prepara ad ospitare la seconda edizione della manifestazione ViViDOC.

Nelle serate di venerdì 26 e sabato 27 novembre, a partire dalle ore 18, tre locali tra i più trendy della città diventeranno paladini dei sapori locali con ViViDOC. Un happy hour enogastronomico all’insegna della vicentinità; una sorta di movida a kilometri zero nella quale si potranno degustare i vini Vicenza Doc e Colli Berici Doc accompagnati dai prodotti Dop vicentini.
I locali che parteciperanno alla seconda edizione di ViviDOC sono il Cirkus di via Enrico Fermi, Ovosodo di Contrà Pescherie Vecchie e Julien di Piazza Matteotti. In ciascuno di essi si potranno degustare fino a tre vini Doc Colli Berici e Doc Vicenza (Tai Rosso, Cabernet e Pinot Grigio) e un piatto di prodotti Dop (Soprèssa Vicentina, Formaggio Asiago Mezzano, Prosciutto Berico-Euganeo) acquistando una Card del costo di 8 Euro. L’iniziativa è promossa in collaborazione con la Camera di Commercio di Vicenza.

Sabato 27 alle ore 10 alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza è invece in programma il convegno “Colli Berici tra presente e futuro: dallo studio di zonazione alla sfida della Dop”. L’incontro, moderato dal giornalista Fabio Piccoli, partirà dalla presentazione del nuovo manuale d’uso del territorio per proporre una riflessione sul rinnovato ruolo attribuito ai Consorzi di tutela e sulle nuove strategie di promozione del territorio. Parteciperanno i principali attori della filiera vitivinicola vicentina.
Al termine del convegno è prevista una degustazione dei vini e dei prodotti gastronomici protagonisti delle serate di ViViDOC.

Vino in bocca anche noi

Il Trentino è terra di vacanze per molti di noi. Per altri è terra di ottimi vini. Per altri ancora fulgido esempio di amministrazione della cosa pubblica. Per i confinanti terra promessa dai molti finanziamenti e abbondanti agevolazioni.

Ma il Trentino è anche terra di montagna, regno dei montanari. Gente che lavora, si impegna, parla poco e si dà da fare. Muso duro e bareta fracà si direbbe in Veneto. Ma anche gente che ogni tanto ha il difetto di chiudersi in sé stessa.

Ma ultimamente anche in Trentino si nota un bel fermento. A poca distanza dal Vinix Live! organizzato a Faedo da Pojer e Sandri, un’altra occasione di confronto si prospetta all’orizzonte.

Venerdì 19 novembre a partire dalle 9.30, all’interno dell’aula magna dell’Istituto Agrario di San Michele All’Adige – Fondazione Edmund Mach, si terrà infatti un convegno dal bellissimo titolo “Vino in bocca – tendenze e comunicazione nell’era di internet”

L’organizzazione è dell’Associazione Enologi ed Enotecnici Italiani del Trentino, in collaborazione con il già citato Istituto Agrario. Il convegno sarà coordinato dal giornalista Paolo Ghezzi e prevede gli interventi di Fabio GiavedoniAngelo PerettiFilippo Ronco (con piccola incursione del sottoscritto), e Stefano Caffarri.

 Qui potete scaricare il pdf del programma.

 

Presentati i risultati de la “Banca del Tocai Rosso”

I primi risultati della “Banca del Tocai” sono stati presentati all’Azienda Agricola Le Pignole (Brendola – Vicenza) ad un panel di

esperti nel corso della serata “Tai Rosso da Collezione”. A fare gli onori di casa ci ha
pensato Domenico Frigo, l’enologo della cantina, che ha seguito in prima
persona questo progetto.

La “Banca del Tocai” è la
collezione clonale creata nella primavera del 2008,
innestando in un vecchio vigneto sei diversi cloni di Tai Rosso (già
Tocai Rosso) per capire la resa e l’adattamento ai terreni e
all’ambiente. Nel corso della serata sono state degustate le prime tre microvinificazioni,
realizzate con la vendemmia 2009 dalle uve di tre cloni, selezionati
con la collaborazione dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura
di Conegliano da vecchie vigne individuate nelle aree tipiche di
produzione del Tai Rosso dei Colli Berici: Brendola (versante
occidentale), Barbarano (versante orientale), Toara di Villaga
(versante meridionale). I risultati non sono stati affatto scontati.
I cloni di tai rosso, cresciuti nello stesso terreno ed esposti alla
stessa situazione climatica, hanno dimostrato tre spiccate
personalità. Il panel di presenti ha attribuito al clone di
Brendola maggiore vigore, a quello di Barbarano morbidezza e al Tai
Rosso di Toara profilo aromatico. Lo scopo dell’iniziativa dell’azienda è
quello di salvaguardare il patrimonio genetico dei cloni più
antichi dei Colli Berici, attualmente a rischio di estinzione,
ricavandone al contempo indicazioni utili dal punto di vista
produttivo. Si tratta di un esame ancora parziale perché da
quest’anno entreranno in produzione altri tre cloni selezionati
dall’Istituto di Conegliano. L’anno prossimo si avrà quindi un quadro
più chiaro per decidere quale clone possa esprimere al meglio
questo territorio.

Nel corso della serata “Tai Rosso da Collezione” per la
prima volta è stata realizzata anche una verticale di Torengo, il Tai
Rosso prodotto da Le Pignole secondo i dettami del protocollo
Qualithos. Le annate disponibili sono state cinque:
2004-2005-2006-2007-2008. Oltre a freschezza e fragranza, Torengo ha
dato prova anche di longevità e capacità evolutiva nel
tempo. Siamo curiosi di tornare all’assaggio l’anno prossimo.

Noi per Ais: aria nuova per i Sommeliers

Elezioni in vista per l’AIS, Associazioni Italiana Sommeliers, di cui mi onoro di far parte. Il prossimo 27 ottobre si rinnova il Consiglio Nazionale. E’ l’organo guida di questa associazione, con cui in questi anni noi di Studio Cru siamo venuti in contatto soprattutto attraverso la delegazione regionale del Veneto. Ais Veneto, guidata da Dino Marchi, ha dato prova di grande professionalità, capacità organizzativa e divulgativa della cultura del vino e assoluto distacco da qualsivoglia interesse estraneo alla propria missione associativa.

Questi stessi valori ritengo siano portati avanti dalla lista Noi per Ais, tra i cui candidati possiamo apprezzare la professionalità del veronese Marco Aldegheri a cui va la nostra simpatia e il nostro appoggio.

Il programma di Noi per Ais parla di “recuperare la dimensione associativa, allargare il dialogo con la base dei soci, puntare sulla formazione”. Pertanto credo che vada sostenuto votando (il discorso vale ovviamente per i soli soci Ai) il prossimo 27 ottobre in uno dei seggi regionali. Quello del Veneto è a Villa Braida di Mogliano Veneto e c’è anche chi ha organizzato la trasferta.

Qui di seguito un’intervista realizzata dall’amica Maria Grazia Melegari di SoavementeWineBlog a Marco Aldegheri e Lorenzo Giuliani di Noi per Ais.

 

Enoturismo: un libro, aspettando il Festival

Si intitola “Guida all’Enoturismo Vicentino” il nuovo volume scritto da Francesco Soletti ed edito da Terraferma.

Alla conferenza stampa di presentazione, stamattina nella sede del “Consorzio Vicenza è” sono intervenuti il presidente di Vicenza è, nonché vicepresidente della Provincia di Vicenza Dino Secco e l’assessore provinciale all’Agricoltura Luigino Vascon. Hanno confermato che il Festival dell’Enoturismo, la cui prima edizione si era tenuta nell’ottobre dell’anno scorso a Vicenza, diventerà un appuntamento biennale. Ragioni di bilancio – e il venir meno della prevista alternanza con la provincia di Treviso – consigliano prudenza.

E allora intanto Vicenza si consola con questo libro di 144 pagine, curate con precisione da Francesco Soletti, già autore per lo stesso editore di numerosi studi sull’enogastronomica vicentina. Cinque le sezioni in cui è suddiviso: una dedicata all’anda e venire per ville e cantine, una dedicata appunto al Festival dell’enoturismo, una alle Strade del vino, una con il calendario delle manifestazioni e infine un indirizzario di aziende e associazioni del settore.

Sarà disponibile in libreria e negli uffici di informazione turistica.

Tre blogger per Montegalda

La provincia di Vicenza è ancora troppo poco conosciuta. Ma sa regalare emozioni: la distilleria artigianale ancora in funzione più antica d’Italia, i prodotti del territorio declinati con precisione didascalica ma calore dalla trattoria lungo la strada, i parchi romantici, il museo veneto delle campane, i castelli, i conventi, il territorio rurale.
Abbiamo tentato di farla conoscere in una due giorni molto intensa a Jacopo, Fabrizio e Rossella (+Cavia) grazie alla Distilleria F.lli Brunello.
Qualcuno ricorderà il Tasting Panel che organizzammo con Paolo, Giovanni e Stefano sulle loro grappe della linea I ricordi. Bene, avevamo anche detto che all’interno dei 25 partecipanti avremmo estratto tre nominativi destinati ad essere ospitati per un fine settimana nei Colli Berici. E così è stato.
Per due giorni Montegalda si è lasciata scoprire dai tre amici blogger provenienti da Perugia, Roma e Cuorgné (quest’ultimo piccolo paesino piemontese che si affaccia sulla Valle d’Aosta). Ed è piaciuta, almeno a quanto scrivono sui loro blog. Sono piaciuti i profumi e la magica atmosfera che la distilleria dei Fratelli Brunello sa regalare. Sono piaciute le piccole chicche che il territorio di Montegalda nasconde (e nasconde bene dico io). Sono piaciuti i piatti del territorio assaggiati per la prima volta, i vini, le grappe. Ed è piaciuta l’ospitalità familiare dei fratelli Brunello. E tutto questo non può che renderci orgogliosi.
Tutto il resto lo lascio alle loro parole.


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In redazione: Davide Cocco, Anna Sperotto, Giada Azzolin, Carlotta Faccio, Chiara Brunato, Marco Zanella, Irene Graziotto, Marta Xerra, Elena Scarso, Micaela Tussetto

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