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Etilometri, tremate

Etilometri, tremate

In principio era Drive Beer. Ora arriva il calice Drive Safe Cup. Lo produce la vetreria di Borgonovo, e promette grandi cose:

Il calice Drive della Borgonovo è il primo calice testato scentificamente che grazie alla sua particolare conformazione permette di gustare gli alcolici riducendo sia le quantità del grado alcolico sia le calorie ingerite.

In pratica ha al suo interno, delle costolature, che facendo roteare il bicchiere in senso antiorario permette una rapida ossigenazione, una esaltazione dei profumi e una conseguente riduzione del 30% di tasso alcolico e calorie.

E pare sia stato scientificamente testato anche dalla SITAC (Società Italiana per il Trattamento dell’Alcolismo e delle sue Complicanze). Pare.

 

Le illustrazioni di Carla Manea

Le illustrazioni di Carla Manea

Prendi un foglio bianco e una matita, rigorosamente Koh-i-noor. Fai un primo schizzo. Poi ricalca con la matita 2b, più decisa, scansiona e colora al mac. Così sono nate le illustrazioni della nostro nuovo sito. Complice la mano di Carla Manea*, che abbiamo scelto per il suo lavoro artigiano. Imperfetto e unico.

Carla ha raccontato il nostro lavoro per immagini. I co-protagonisti sono tre: comunicazione web, ufficio stampa, relazioni pubbliche. Tutti ugualmente importanti, tutti dipendenti e funzionali l’uno all’altro.
Atto primo: I pesci / La comunicazione web
Le storie vanno condivise. Nel web si è sviluppata una nuova comunicazione, con strumenti diversi, in una rete sconfinata. Come nel mare. Dove si comunica in altre forme, oltre il verbo.
Atto secondo: Gli alberi / Le relazioni pubbliche
Da storia nasce storia. Gli eventi sono momenti di relazioni pubbliche, dove si presenta una storia da raccontare. Da un piccolo seme, se saprà farsi ricordare, nascerà prima un albero, poi un bosco.
Atto terzo: La moca del caffè / l’ufficio stampa
Alcune storie non finiscono mai di stupire. L’ufficio stampa, sa guardare dentro le storie di tutti i giorni, scoprendo cosa le rende uniche. Come il gorgoglio del caffè che ci risveglia ogni mattina.

* Carla Manea è un’illustratrice vicentina. Ha un blog e un sito. Pubblica per varie case editrici tra le quali Mondadori, Gruppo Periodici San Paolo (Famiglia Cristiana Giornalino – GBaby),  Il Pozzo di Giacobbe, Paoline Ed. Libri, Berg Publisher (Uk) e altre. L’ultima sua fatica è Illustrazioni da mangiare. Segni particolari: adora il vino rosso nella tazza della colazione.  Quella in cui il papà ci metteva latte, caffè e pane a pezzi.

[Carla nella foto di Licia Barcaro]

Venghino, siore e siori, venghino

Venghino, siore e siori, venghino

È un mondo che va a peso il nostro. Che ti tara sui numeri, sul mucio. 

Logico poi che si possano comprare i follower su twitter, come è logico che arrivino mail come quella di stamattina, in cui una fantomatica società numerica offre visite a siti al modico prezzo di 1 cent l’una. A che cosa servano resta poi un mistero, anche se un paio di risposte pelose ce le possiamo dare tutti.

Ma che tristezza.

Arrivano i canevisti

Arrivano i canevisti

In Francia direbbero Vins de garage. A Genova pure. A Breganze il vino però non si fa in garage, ma in caneva. Letteralmente caneva significa cantina, ma in reatà è qualcosa di più: quasi un ambiente sacro – prettamente maschile – in cui mostare, travasare, tastare, conservare il vino, in compagnia di altri due prodotti: sopresse e pevaroni che beca.

Ed ecco quindi i canevisti di Breganze. Finalmente usciti dalle loro segrete, hanno preso consapevolezza di una verità tanto evidente quanto finora negata. Nei loro, così imperfetti e spigolosi, c’è emozione. C’è l’autenticità. C’è il gusto della terra.

E i canevisti non si fermano qui. Hanno scritto il loro manifesto. Recita:

I canevisti sono un gruppo di amici, appassionati vignaioli, provetti vinificatori, saggi bevitori, che condividono alcuni valori della cultura del vino:
Il vigneto: il canevista è prima di tutto un viticoltore che coltiva la propria vigna vinificando esclusivamente le uve che coltiva
La biodiversità: il canevista ritiene importante mantenerla promovendo la coltivazione di varietà antiche, autoctone, rare, moltiplicandole preferibilmente in modo massale; Altresì non disdegna vigneti con ceppi di varietà miste.
Rispetto ambientale: il canevista considera importante effettuare trattamenti antiparassitari e concimazioni evitando quanto più possibile il ricorso a prodotti chimici di sintesi.
L’età del vigneto: il canevista considera la propria vecchiaia e quella del suo vigneto come un valore assoluto da raggiungere e mantenere.
La vendemmia: il canevista fa della vendemmia un momento di festa; la fa a mano insieme a suoi più cari amici.
La vinificazione: il canevista ritiene importante effettuare la vinificazione con il minor uso possibile di additivi, preferibilmente senza l’utilizzo dei lieviti selezionati e enologi.
L’affinamento: il canevista non ha nessun pregiudizio nei confronti di botti, barriques che può usare a suo piacimento
Stabilizzazione e filtrazione: il canevista stabilizza e filtra il suo vino preferibilmente senza l’utilizzo di nessun additivo e solamente grazie al freddo, al tempo e con i travasi.
Imbottigliamento: il canevista beve il suo vino anche sfuso perciò l’imbottigliamento è pratica facoltativa benché auspicabile
Convivialità: il canevista beve il suo vino per placare la sua quotidiana sete, ma aspira a ricevere visita dei suoi più cari amici per condividerne il piacere con altri, scambiarsi opinioni sul vino e la vita.

Ne sentiremo parlare, c’è da scommetterci.

 

Uno spot per la Coop

Uno spot per la Coop

Sono Valeria, nuova ospite di Studio Cru, dove sto facendo uno stage, fresca di studi (alcuni particolarmente teorici, come la mia laurea in filosofia) e di un Master in Comunicazione e media digitali a Milano.

Un’esperienza a due vie, quella che sto vivendo: vedo le mie conoscenze concretizzarsi nella pratica e iniziare a trasformarsi in competenze entrando nel mondo del lavoro, ma d’altra parte alcuni contributi, ricordi ed esperienze dell’università e del master, anzichè sembrare lontani insegnamenti, rivelano, ora più di prima, la loro importante portata.

Un esempio è un video girato con i miei colleghi di master, e  con l’aiuto inevitabile di un regista professionista, in un supermercato Coop, al fine di realizzare un vero e proprio spot per il marchio (destinato solo al web). Un perfetto mix di ciò che conta nella comunicazione e nella pubblicità: individuazione dei valori del marchio, brainstorming, creatività (esito del precedente), valutazioni più precise sul contenuto (colonna sonora, distribuzione delle scene e degli attori), organizzazione pratica (la disponibilità degli spazi e dei tempi al supermercato e dei materiali da usare, senza budget, si sono rivelate le note più dolenti).

Tutto ciò con lo sfondo di un lavoro di gruppo di 27 persone, e richieste (o meglio, ricavate più o meno forzatamente) capacità di recitazione.

Un esempio che non dimenticherò facilmente, anche per la mia diretta, anzi molto diretta partecipazione. Vedere per credere e… per indovinare chi sono! Un aiuto: il velo mi si addice, e non quello da sposa.

Lambrusco e tortel (de patate)

Lambrusco e tortel (de patate)

C’era una volta un Lambrusco a foglia frastagliata, trasformato da una strega cattiva in Enantio. Ma un bel giorno arrivò il principe e, con un bacio, ruppe l’incantesimo. Il giorno dopo a corte furono celebrate le nozze. E vissero per sempre felici e contenti.

La favola del Ciso ve la possono raccontare, meglio del sottoscritto, I Dolomitici, che il 3 giugno a Castel Noarna presentano la prima annata del loro vino, frutto dell’intuizione e del lavoro a 22 mani di 11 viticoltori liberi trentini.

Ci sarà anche il tortel de patate. Spero.

Un follow non è per sempre

Un follow non è per sempre

Twitter è diverso da Facebook, in molte cose. Una di queste è la monodirezionalità del social network in 140 caratteri. Mi spiego: se su Facebook, normalmente, l’amore deve essere reciproco (se io seguo te tu devi seguire me), twitter incoraggia gli amori non corrisposti. Così io posso seguire una persona senza che questa debba per forza ricambiare.

Come tutti gli amori, anche quelli su twitter possono finire: scatta così il defollow, termine tecnico che indica l’azione di eliminare una persona dalla propria timeline: non mi interessa più quello che scrivi e non voglio più leggerti.

Ma perché la gente defollowa? Ha provato a scoprirlo Chris Lake con un piccolo sondaggio. Ecco i risultati tradotti – liberamente – in italiano.

  • Frequenza di tweet troppo elevata [52% – 271 voti]
  • Troppa autopromozione [48% – 249 voti]
  • Spammatorio [47% – 245 voti]
  • Non abbastanza interessante [43% – 226 voti]
  • Troppe ripetizioni [29% – 152 voti]
  • Troppa automazione [29% – 151 voti]
  • Offensivo/non professionale [28% – 146 voti]
  • Troppi “tweet-elemosina” [28% – 145 voti]
  • Troppo tranquillo (pochi tweet) [27% – 141 voti]
  • Abuso di check-in su Foursquare [22% – 115 voti]
  • Nessun tweet “conversazionale” [21% – 108 voti]
  • Crimini contro la grammatica [18% – 93 voti]
  • Troppi retweet [17% – 90 voti]
  • Abuso di messaggi diretti [16% – 86 voti]
  • Abuso di hashtag [10% – 52 voti]

Quasi tutti condivisibili.

Le rifermentazioni naturali al Vinix Live! #14

Le rifermentazioni naturali al Vinix Live! #14

Pare non accennare a diminuire l’onda lunga dei Vinix Live! Nati sul social network del vino e messi nero su bianco da Filippo Ronco, continuano a girare, come schegge impazzite l’Italia intera.

Si torna in Emilia questa volta, al Bar Roma, in pieno centro di Novellara, per celebrare le rifermentazioni naturali. A condurre ci saranno i fratelli Bezzecchi: Cristian e Andrea. La formula è quella di sempre: assaggi, acquisti a prezzo sorgente e Baratto Wine Day.

Sarà l’occasione per rivedere tanti amici. Aspettando Genova.

BeVi DOC Live al Golf Club Colli Berici

BeVi DOC Live al Golf Club Colli Berici

Il Golf Club Colli Berici di Brendola ospiterà, venerdì 25 maggio, l’evento BeVi DOC Live, in occasione della rassegna enologica “Le Vigne del Palladio”, promossa dal Consorzio tutela vini Colli Berici e Vicenza.

Oltre alla ricca disamina dei migliori vini DOC, numerose saranno le occasioni da non perdere connesse all’evento: lo chef Giandomenico Zocca proporrà i suoi finger food a base di prodotti tipici vicentini e il duo Dario Valle e Matteo Camerra accompagnerà le degustazioni con della musica folk/rock.

Protagonisti dei bicchieri i vini dei Colli Berici come Tai Rosso, Cabernet, Carmenere, Merlot e i sorprendenti vini bianchi Vicenza DOC, come Pinot Grigio, Sauvignon, Riesling. D’altro canto, protagonisti dei piatti saranno la Sopressa Vicentina DOP, il Formaggio Asiago DOP e il Prosciutto Berico-Euganeo DOP.

Ancora, prima dell’evento avrà luogo il concorso enologico relativo alla rassegna che vedrà all’interno della giuria, oltre ad esperti di vino, una serie di semplici consumatori abituali, i “Mario Rossi” del vino.

La serata inizierà alle 20:30 e il costo d’ingresso sarà di soli 7 euro.


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In redazione: Davide Cocco, Anna Sperotto, Giada Azzolin, Carlotta Faccio, Chiara Brunato, Marco Zanella, Irene Graziotto, Marta Xerra, Elena Scarso, Micaela Tussetto

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