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Chi cerca trova. Kyos.

Mi dicono che questo mese Kyos sia andato a ruba. Considerando che è un free press e quindi viene regalato, è quanto meno una contraddizione in termini.

Visto che pare proprio che questo affare piaccia e dato che ne curiamo noi la redazione (l’ho buttata proprio in modo snob, non linciatemi, vi prego…) ci permettiamo di mettere un link per scaricare la copia in pdf per tutti coloro che l’hanno persa nei locali pubblici. Basta cliccare qui.

Intanto vi anticipo qualcosa del prossimo numero che sarà in distribuzione verso il 10 di luglio. Ci occuperemo della nuova Fiera di Vicenza e Flavio Albanese (nella foto) si toglierà qualche sassolino dalla scarpa parlando di politica locale, urbanistica locale, localismo locale. Parleremo di estate e di gossip con il re delle paparazzate, Lele Mora. Poi il deejay Manuel Negrin, le lady circle e tanto altro…

 

 

La Vespaiolona a Breganze

Breganze in fibrillazione per la prima “Vespaiolona”, la notte bianca del Vespaiolo in programma per sabato 21 giugno.
L’idea – brillante, non c’è che dire – è del consorzio vini DOC Breganze che
ha convinto i produttori a tenere le saracinesche alzate fino
alle due del mattino per accogliere gli enoturisti che saranno accompagnati in tour da un bus navetta-salva patente.

La Cantina Beato Bartolomeo – di cui Studio Cru cura l’ufficio stampa – sarà protagonista dell’evento con una serata dedicata al più celebre connubio eno-gastronomico vicentino: Vespaiolo e Baccalà. Di viaggi nei pescosi mari del nord, da dove arriva il baccalà, parla lo spettacolo del gruppo veneziano Nosse Balenghe che sarà proposto a partire dalle ore 22.30. Si intitola “Il vento dei Fiordi” e porta in scena tre viaggi sulla rotta del baccalà: quello storico di Pietro Querini che nel 1431 naufragò sulla costa norvegese; quello di Raffaele Gatti, pioniere ciclista milanese che alla fine dell’Ottocento raggiunse il Circolo Polare Artico in bicicletta e quello di Alberto Fiorin e di altri sette ciclisti che lo scorso anno hanno fatto sintesi dei due precedenti raggiungendo in bicicletta le isole Lofoten e Capo Nord per un gemellaggio nel nome del baccalà.

Attraverso le pagine dei diari, i tre viaggi paralleli diventano un racconto unico nel quale le voci si intrecciano seguendo la direzione della bussola che indica ilnord. I Nosse Balenghe (Valeria Conte al clarinetto e voce; Veronica Canale alla fisarmonica; Guido Rigatti a violoncello, chitarre, percussioni, pennyflute e voce recitante; Stefano Vanzin alle percussioni) accompagnano la narrazione con la loro musica, nella quale si sentono echi di feste popolari, citazioni multietniche e danze popolari.

Allo spettacolo seguirà la degustazione di Bacalà alla vicentina e Vespaiolo della selezione speciale “Sulla Rotta del Bacalà”: una nuova versione realizzata dalla Cantina Beato Bartolomeo coniugando un bouquet di profumi particolarmente ricco ad una spiccata freschezza, caratteristica che lo rende particolarmente adatto ad accompagnare un piatto succulento come il Baccalà.

Domenica 22 giugno dalle ore 17 spazio alla II° edizione del Palio delle Botti: una spettacolare gara di spinta di barriques tra le vie del centro, disfida fra equipaggi delle diverse cantine. Nell’edizione del 2007, a trionfare è stata l’azienda agricola Ca’ Biasi di Innocente Dalla Valle. La manifestazione si concluderà con un brindisi da primato a base di uno dei vini simbolo della Pedemontana vicentina: il Vespaiolo.

Email, croce e delizia

A chi non è mai successo di inviare per errore un’email? Chi non ha mai rischiato il posto di lavoro per un click troppo frettoloso?
L’email è senza dubbio una grande conquista, uno strumento di lavoro, più che di svago, ormai insostituibile, che ha rivoluzionato il modo di lavorare di tutti. Ma nasconde delle insidie molto pericolose.
Ecco allora che ci viene in aiuto Seth Godin (tradotto qui), con una serie di consigli, banali se volete, ma preziosi per cercare di sbagliare il meno possibile con questo grande mezzo di comunicazione.
Il mio preferito? Il numero 16: “C’è qualcosa in questa mail che non vorrei far leggere alla polizia, ai media o al mio capo? (se è così, clicca “cancella”)”.

P.S. molto spesso tralasciamo la forma e le regole fondamentali di buona scrittura e leggibilità nelle mail. Per chi, pentito, volesse redimersi, consiglio la lettura del quaderno “L’email per lavorare e vivere meglio in azienda” , liberamente scaricabile dall’indispensabile sito di Luisa Carrada.

Al mio segnale scatenate l’inferno

Franco Ziliani, autore del più seguito blog del mondo del vino (così ci è stato detto), in passato ci ha dedicato la sua attenzione per ben duevolte. La cosa francamente ci lusinga, anche se, da gran signore, non ci ha mai citato direttamente.

Negli ultimi tempi ha speso più di qualche parola sulla famosa vicenda del Brunello. In un post di non molto tempo fa, ha criticato il direttore della rivista Il Mio Vino, Gaetano Manti, per il suo editoriale apparso sul numero di maggio.

La vicenda sembra comunque non essersi ancora conclusa, visto che nel
numero di giugno Manti replica a Ziliani, definendolo “solone di turno”
e affermando che “nel mondo del vino conta come il due di coppe con la
briscola a bastoni”.

Affermazioni pesanti, che, immagino, non cadranno nel vuoto.

Sicuramente scorrerà del sangue.

Space Beer

Space Beer

Ora capisco.

Ora mi spiego perchè i governi spendono tutti quei soldi nell’esplorazione dello spazio. 

P.S. per me se la possono tenere! 

 

Moda e territorio

L’esperienza mi insegna ad essere sempre cauto negli entusiasmi prima di una serata, un evento, una nuova attività. Non si sa mai.

Ora che è andata molto bene, posso proprio dirlo: complimenti alle allieve e alle insegnanti dell’Ipsia Scotton di Breganze, siete state davvero brave!

Nei mesi scorsi hanno studiato e realizzato un’intera linea di abbigliamento professionale per cuochi, maitre e barman per conto della Cantina Beato Bartolomeo. Hanno sviluppato idee innovative e soluzioni tecniche suggerite da due cuochi (Marzia Garbinelli e Antonio Chemello) per venire incontro alle esigenze professionali. Hanno sperimentato e osato (cosa non sempre possibile nella produzione in serie) e ne è uscita una collezione originale ed accattivante. Una parte verrà prodotta in serie con l’effige della Beato Bartolomeo che la inserirà nel suo merchandising e ne farà omaggio ai propri clienti. 

Complimenti allora per l’entusiasmo e l’energia ad insegnanti e studenti, e complimenti alla Cantina Beato Bartolomeo, che non si dimentica che “sociale” vuol dire  anche essere parte di un territorio, di una “società”.  E complimenti anche a chi ha organizzato la serata finale con la sfilata della collezione (si noi…siamo egocentrici, che ci volete fare?!)

Il Vin Santo di Brognoligo

Pochi, pochissimi conoscono il Vin Santo di Brognoligo. Ne hanno parlato blogger più illustri del sottoscritto in un recente passato, e qualcuno, invitato alla pigiatura, ne ha perfino tratto un video.
Il prodotto è decisamente di nicchia, uno dei tanti vini dimenticati dalla critica enologica, dalle riviste, dalle guide. Se non altro perché, di Vin Santo di Brognoligo, non se ne trova sul mercato (almeno fino a quest’anno…). E’ infatti un’antica tradizione di Brognoligo, frazione vitatissima del più famoso Monteforte d’Alpone, destinata al consumo familiare, al regalo, alla cura degli ammalati.
Si tratta di un vino particolare, da uve passite raccolte a settembre e pressate con il torchio manuale attorno al 26 dicembre (Santo Stefano è il patrono di Brognoligo), dopo essere state attaccate dalla Botrite. Il mosto ottenuto viene lasciato alcuni giorni a decantare in un tino, per poi essere messo in caratelli e dimenticato per 3-5 anni. Notare che non viene mai aggiunta solforosa.
Lasciando perdere i dettagli tecnici il Vin Santo è sempre stato l’orgoglio delle famiglie produttrici, nonché motivo di scontro e discussione. Tanto che ogni anno, da 37 anni a questa parte, i pochi produttori rimasti si sfidano per dimostrare chi è il migliore nel corso dell’annuale festa delle Ciliegie e del Vin Santo.
Quest’anno, domenica 1 giugno alle ore 18, avrà luogo anche un interessante seminario durante il quale verranno degustati i primi tre vini classificati del concorso, verranno approfondite tematiche enologiche di produzione e sarà ospitata l’azienda Le Caniette di Ripatransone (AP), produttrice del Vino Santo di Ripatransone, per un costruttivo confronto.
Io ci sarò.

Voglio andare a vivere in America

Leggo che, secondo una classifica della rivista americana Outside Magazine, la miglior azienda sopra i 250 dipendenti in cui lavorare è il birrificio New Belgium.

Le motivazioni? Presto detto:

  • Dopo cinque anni di assunzione, gli impiegati possono usufruire di viaggi gratuiti Belgio “per coltivare la propria cultura birraria”
  • I dipendenti sono incoraggiati a spostarsi in bicicletta e ne ricevono una aziendale dopo un anno di impiego.
  • La New Belgium mette a disposizione dei propri lavoratori uno spazio yoga, un campo di pallavolo, una parete per arrampicate, un tavolo da ping pong e un biliardino.
  • I dipendenti possono usufruire di una cassa di birra a settimana e portare a lavoro con sè i propri animali.
  • I dipendenti sono incoraggiati a partecipare alla vita della comunità; inoltre, per ogni due ore di volontariato ricevono la paga di un’ora di lavoro.
  • La New Belgium dispone di un dettagliato programma di riciclaggio, che prevede anche lo smaltimento dei rifiuti prodotti dai dipendenti nelle proprie case.
  • I dipendenti della New Belgium posseggono quote aziendali e hanno libero accesso alle notizie riguardanti le decisioni del management, le situazioni finanziarie e altri aspetti societari.

Chi mi conosce sa che non sono per nulla attratto dagli States, ma per un posto di lavoro del genere potrei anche cambiare opinione.


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In redazione: Davide Cocco, Anna Sperotto, Giada Azzolin, Carlotta Faccio, Chiara Brunato, Marco Zanella, Irene Graziotto, Marta Xerra, Elena Scarso, Micaela Tussetto

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