+39 0444 042110 info@studiocru.it

Email, croce e delizia

A chi non è mai successo di inviare per errore un’email? Chi non ha mai rischiato il posto di lavoro per un click troppo frettoloso?
L’email è senza dubbio una grande conquista, uno strumento di lavoro, più che di svago, ormai insostituibile, che ha rivoluzionato il modo di lavorare di tutti. Ma nasconde delle insidie molto pericolose.
Ecco allora che ci viene in aiuto Seth Godin (tradotto qui), con una serie di consigli, banali se volete, ma preziosi per cercare di sbagliare il meno possibile con questo grande mezzo di comunicazione.
Il mio preferito? Il numero 16: “C’è qualcosa in questa mail che non vorrei far leggere alla polizia, ai media o al mio capo? (se è così, clicca “cancella”)”.

P.S. molto spesso tralasciamo la forma e le regole fondamentali di buona scrittura e leggibilità nelle mail. Per chi, pentito, volesse redimersi, consiglio la lettura del quaderno “L’email per lavorare e vivere meglio in azienda” , liberamente scaricabile dall’indispensabile sito di Luisa Carrada.

Al mio segnale scatenate l’inferno

Franco Ziliani, autore del più seguito blog del mondo del vino (così ci è stato detto), in passato ci ha dedicato la sua attenzione per ben duevolte. La cosa francamente ci lusinga, anche se, da gran signore, non ci ha mai citato direttamente.

Negli ultimi tempi ha speso più di qualche parola sulla famosa vicenda del Brunello. In un post di non molto tempo fa, ha criticato il direttore della rivista Il Mio Vino, Gaetano Manti, per il suo editoriale apparso sul numero di maggio.

La vicenda sembra comunque non essersi ancora conclusa, visto che nel
numero di giugno Manti replica a Ziliani, definendolo “solone di turno”
e affermando che “nel mondo del vino conta come il due di coppe con la
briscola a bastoni”.

Affermazioni pesanti, che, immagino, non cadranno nel vuoto.

Sicuramente scorrerà del sangue.

Space Beer

Space Beer

Ora capisco.

Ora mi spiego perchè i governi spendono tutti quei soldi nell’esplorazione dello spazio. 

P.S. per me se la possono tenere! 

 

Moda e territorio

L’esperienza mi insegna ad essere sempre cauto negli entusiasmi prima di una serata, un evento, una nuova attività. Non si sa mai.

Ora che è andata molto bene, posso proprio dirlo: complimenti alle allieve e alle insegnanti dell’Ipsia Scotton di Breganze, siete state davvero brave!

Nei mesi scorsi hanno studiato e realizzato un’intera linea di abbigliamento professionale per cuochi, maitre e barman per conto della Cantina Beato Bartolomeo. Hanno sviluppato idee innovative e soluzioni tecniche suggerite da due cuochi (Marzia Garbinelli e Antonio Chemello) per venire incontro alle esigenze professionali. Hanno sperimentato e osato (cosa non sempre possibile nella produzione in serie) e ne è uscita una collezione originale ed accattivante. Una parte verrà prodotta in serie con l’effige della Beato Bartolomeo che la inserirà nel suo merchandising e ne farà omaggio ai propri clienti. 

Complimenti allora per l’entusiasmo e l’energia ad insegnanti e studenti, e complimenti alla Cantina Beato Bartolomeo, che non si dimentica che “sociale” vuol dire  anche essere parte di un territorio, di una “società”.  E complimenti anche a chi ha organizzato la serata finale con la sfilata della collezione (si noi…siamo egocentrici, che ci volete fare?!)

Il Vin Santo di Brognoligo

Pochi, pochissimi conoscono il Vin Santo di Brognoligo. Ne hanno parlato blogger più illustri del sottoscritto in un recente passato, e qualcuno, invitato alla pigiatura, ne ha perfino tratto un video.
Il prodotto è decisamente di nicchia, uno dei tanti vini dimenticati dalla critica enologica, dalle riviste, dalle guide. Se non altro perché, di Vin Santo di Brognoligo, non se ne trova sul mercato (almeno fino a quest’anno…). E’ infatti un’antica tradizione di Brognoligo, frazione vitatissima del più famoso Monteforte d’Alpone, destinata al consumo familiare, al regalo, alla cura degli ammalati.
Si tratta di un vino particolare, da uve passite raccolte a settembre e pressate con il torchio manuale attorno al 26 dicembre (Santo Stefano è il patrono di Brognoligo), dopo essere state attaccate dalla Botrite. Il mosto ottenuto viene lasciato alcuni giorni a decantare in un tino, per poi essere messo in caratelli e dimenticato per 3-5 anni. Notare che non viene mai aggiunta solforosa.
Lasciando perdere i dettagli tecnici il Vin Santo è sempre stato l’orgoglio delle famiglie produttrici, nonché motivo di scontro e discussione. Tanto che ogni anno, da 37 anni a questa parte, i pochi produttori rimasti si sfidano per dimostrare chi è il migliore nel corso dell’annuale festa delle Ciliegie e del Vin Santo.
Quest’anno, domenica 1 giugno alle ore 18, avrà luogo anche un interessante seminario durante il quale verranno degustati i primi tre vini classificati del concorso, verranno approfondite tematiche enologiche di produzione e sarà ospitata l’azienda Le Caniette di Ripatransone (AP), produttrice del Vino Santo di Ripatransone, per un costruttivo confronto.
Io ci sarò.

Voglio andare a vivere in America

Leggo che, secondo una classifica della rivista americana Outside Magazine, la miglior azienda sopra i 250 dipendenti in cui lavorare è il birrificio New Belgium.

Le motivazioni? Presto detto:

  • Dopo cinque anni di assunzione, gli impiegati possono usufruire di viaggi gratuiti Belgio “per coltivare la propria cultura birraria”
  • I dipendenti sono incoraggiati a spostarsi in bicicletta e ne ricevono una aziendale dopo un anno di impiego.
  • La New Belgium mette a disposizione dei propri lavoratori uno spazio yoga, un campo di pallavolo, una parete per arrampicate, un tavolo da ping pong e un biliardino.
  • I dipendenti possono usufruire di una cassa di birra a settimana e portare a lavoro con sè i propri animali.
  • I dipendenti sono incoraggiati a partecipare alla vita della comunità; inoltre, per ogni due ore di volontariato ricevono la paga di un’ora di lavoro.
  • La New Belgium dispone di un dettagliato programma di riciclaggio, che prevede anche lo smaltimento dei rifiuti prodotti dai dipendenti nelle proprie case.
  • I dipendenti della New Belgium posseggono quote aziendali e hanno libero accesso alle notizie riguardanti le decisioni del management, le situazioni finanziarie e altri aspetti societari.

Chi mi conosce sa che non sono per nulla attratto dagli States, ma per un posto di lavoro del genere potrei anche cambiare opinione.

Monsieur Magrez

Lo scorso 8 maggio, nella splendida cornice fornita dal Cavalieri Hilton di Roma, Monsieur Bernard Magrez ha presentato 13 vini dei suoi Chateau sparsi per il mondo. L’evento, voluto dall’importatore per l’Italia Wine & Spirit, era riservato alla stampa specializzata.

Magrez non ha bisogno di particolari presentazioni agli appassionati di vino. Basti dire che fra le sue proprietà annovera due Grand Cru Classé (Chateau Pape Clement e La Tour Carnet) e un Saint’Emilion Grand Cru (Chateau Fombrauge). Gli altri 33 Chateau in proprietà sono sparsi per la Francia e un po’ in tutto il mondo (finanche in Giappone). Magrez è inoltre socio dell’amico Gerard Depardieu nelle 8 aziende che questi possiede in Francia, Spagna e Argentina e di cui è distributore in tutto il mondo.

L’evento è iniziato alle 11.00, con una breve introduzione da parte di Magrez e con la successiva degustazione guidata da Daniela Scrobogna dell’AIS di Roma. Magrez ha espresso vivo apprezzamento per i vini italiani e ha anche dichiarato di essere interessato ad acquistare vigneti in Italia, probabilmente in Maremma.

Dopo le domande di rito ci si è spostati tutti al nono piano dell’Hotel per una colazione di lavoro orchestrata da Heinz Beck e Marco Reitano, chef e sommelier de La Pergola. Il tristellato ristorante romano ha aperto appositamente per Monsieur Magrez, evento più unico che raro.

I vini degustati sono stati:
Chatêau Haut Mouleyre Blanc 2006
Château Tour Blanche Cru Bourgeois 2004
Le Cadran du Château Fombrauge G.C. St. Emilion 2005
Château Le Grands Chênes 2003
Château Fombrauge G.C. St. Emilion 2004
Château La Tour Carnet G.C. Classé 1855 millesime 2004
Château Pape Clément G.C. Classé de Graves Rouge 2004
Château Pape Clément G.C. Classé de Graves Rouge 1986

A pranzo sono stati invece serviti:
Château Fombrauge Blanc 2006
La Sérénité Cuvée D’Exception Pessac Léognan 2004
Magrez Tivoli Rouge Médoc 2004
Ma Vérité G. Depardieu Haut Médoc 2004
Château Pape Clément G.C. Classé de Graves Rouge 1986
Le Sauterne de ma fille Château la Trèzotte 2003

Foto: Sigrid Verbert

Le incredibili naufraghe

L_ink re@dibile, periodico del Master in giornalismo “Giorgio Lago” dell’Università di Padova, dedica alle nostre naufraghe del vespaiolo la copertina del numero 5.


Il fatto: durante i giorni del Vinitaly abbiamo fatto
girare Grazia e Anete per i padiglioni della vinicola manifestazione
fieristica, vestite da naufraghe quattrocentesche, per invitare i
visitatori a degustare il nuovo vespaiolo “Sulla rotta del Bacalà”
presso lo stand della Cantina Beato Bartolomeo da Breganze.


Come ha scritto Antonio di Lorenzo: vivo successo.


Nella foto (mia) Anete e Grazia.


Pubblicità su questo blog
iCru
Direttore responsabile: Michele Bertuzzo
In redazione: Davide Cocco, Anna Sperotto, Giada Azzolin, Carlotta Faccio, Chiara Brunato, Marco Zanella, Irene Graziotto, Marta Xerra, Elena Scarso, Micaela Tussetto

CRU STUDIO ASSOCIATO

Viale Verona, 98
36100 Vicenza, Italia

Tel +39 0444 042110
Cell / Whatsapp +39 393 8168013

NEWSLETTER

Per rimanere sempre aggiornato sul mondo Cru puoi iscriverti alla nostra newsletter, assolutamente aperiodica.
Per farlo clicca qui

Scrivici
Loading...