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Inizia così il Cluetrain Manifesto, quel documento in 95 tesi che nel 1999 spiegò al mondo cosa stava cambiando nell’economia, nei mercati e nelle relazioni con l’avvento di internet e dei blog, nati nel 1997.
Sembra (ripeto sembra) non essersene reso conto Angelo Gaja, che ha chiamato a raccolta 20 lettori, o forumisti come confusionariamente li chiama lui, dei blog, per un tete a tete presso la sua cantina, per parlare della questione Brunello, che tanto sta appassionando il mondo enologico di questi tempi.
Le regole del gioco: 20 e non più di 20, solo lettori e solo incazzati, niente Ziliani, niente giornalisti e niente blogger, niente visite alla cantina, niente degustazioni. E, soprattutto, dopo l’incontro, zitti tutti: nulla deve trapelare di quanto discusso durante la riunione carbonara.
La prima reazione del sottoscritto è stata: questo non ha capito nulla delle dinamiche di internet e dei blog. E infatti è stata la reazione anche di Giampiero e di Massimo Bernardi. Un tranquillo, cortese ed educato NO, GRAZIE.
Sincermente pensavo anche che l’invito andasse deserto. E invece sembra che i posti a disposizione siano stati bruciati nel giro di pochissimo tempo.
Che dire? Ha vinto Gaja. E’ riuscito a far parlare di sé (quasi) tutta la blogosfera enologica italiana.
Resto comunque basito dalla rapidità con cui sono stati esauriti i posti a disposizione, anche se dubito che tutti rispetteranno l’impegno all’omertà.

E finisco come finisce il manifesto: ci stiamo svegliando e ci stiamo linkando. Stiamo a guardare, ma non ad aspettare.
E nemmeno zitti (aggiungo io).

P.S. è inutile che andiate a cercare il sito di Gaja. Non esiste.

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