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Fermiamoci un attimo. Chiudiamo gli occhi e respiriamo. Rilassiamoci.

Parliamo un po’ di vino, di quello vero, di quello che fa il contadino in vigna e non di quello costruito in cantina. Di quello che il piccolo produttore ti fa assaggiare con orgoglio paterno direttamente dalle vasche quando lo vai a trovare. E poi ti accoglie in casa (dico: in casa, non in una asettica e superraffinata fintorustica saletta di degustazione). E che poi, quando esci con un cartone di bottiglie sottobraccio, te ne regala un paio “così le provi”. Di quel produttore che, chiamato durante la vendemmia per sapere come va, alla sera, anche se stanco ti richiama al cellulare. Di quello che ti ringrazia quando gli fai gli auguri di compleanno (grazie a Facebook) e per farlo ti richiama via Skype da un albergo in Germania. Di quello che ti dice che questa sarà un’ottima annata per il Recioto perchè la garganega ha sviluppato una buccia bella grossa. Di quello che fa ancora il vino in cisterne in cemento vetrificato. Di quello che, quando gli chiedi una vecchia annata per una serata ti tira fuori due Grand Cru del ‘98 senza battere ciglio solo perché sa che quelle bottiglie non avranno problemi ed è felice di regalartele. Di quello che ha le unghie nere e le mani ruvide e rovinate. Di quello che fa ancora il vino di suo padre, proprio perché era di suo padre. Di quello con i capelli lunghi che parla poco e ha sette ettari di vigneto tutti in affitto. E fa un vino che profuma di terra.

Parliamo di vino. Di quello che avete bevuto quando vostro marito vi ha chiesto di sposarlo. Di quello che avete messo in frigo quando è nato vostro figlio. Di quello bevuto alla vostra festa di laurea, durante una serata con la stufa accesa e i bimbi finalmente a letto, di quello che sognate la notte e di quello che pensate di usare per cucinare il brasato, visto che il Barolo non ve lo potete permettere e pensate che, in ogni caso, non lo utilizzereste di certo per cucinare. Di quello che è lì che aspetta l’occasione giusta.

Ecco: è questo il vino di cui mi piace parlare.
Ahh, l’ho detto.

“Ad esempio a me piace rubare
le pere mature sui rami se ho fame
e quando bevo sono pronto a pagare
l’acqua, che in quella terra è più del pane
Camminare con quel contadino
che forse fa la stessa mia strada
parlare dell’uva, parlare del vino
che ancora è un lusso per lui che lo fa ”

Rino Gaetano

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