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Guardo la bella etichetta della Barbera La Badia e penso che ho appena bevuto un ottimo vinino. Nella versione più nobile del termine, quella redatta da Angelo Peretti, che ha dato nuova dignità a questa tipologia di vino. Un vino da compagnia, da tavola, da lunghi pranzi e chiacchiere della domenica.

Sono poco preparato sull’universo Barbera, e allora studio un po’. Apprendo dall’etichetta che sono di fronte a una Barbera del Monferrato. Che ho scelto perché, in questo caso, è un vino che fa solo acciaio. Meglio partire dalle basi quando si deve imparare.
Leggo che è un vino fruttato. Vero. Che ha un corpo medio. Vero. Che può essere leggermente abboccato. Vero.
Si potrebbe parlare di un naso non banale, del suo colore rosso rubino poco carico, ma qui e ora mi interessa di più parlare di una bevuta che è lineare, corretta, elegante nella sua semplicità. Di un percorso in bocca che è un po’ ondivago, con una leggera caduta al centro, ma che risale nel finale. Che è caldo e appagante.
Non aspettatevi che vi ripulisca perfettamente la bocca se avete a che fare con piatti grassi o importanti, ma sarà un compagno fedele per la tavola di tutti i giorni. Che non è poco. State solo attenti, perché la bottiglia finisce prima di quanto vi aspettiate.
Un vino da bere. Un vino che riporta, finalmente, al pianeta terra.

Grazie a Barbara e alla Cantina La Maranzana per averci fatto partecipare a questo Tasting Panel.

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