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Vedi Ferran Adrià e ti fidi. Anzi, all’inizio ti spaventi. Poi guardi l’etichetta sopra il tappo e, dopo aver letto €4,80 tiri un sospiro di sollievo e metti la birra sul bancone del tuo beer-shop di fiducia per il conto.
Diciamo subito che la bottiglia è bella. Che l’etichetta è bella. Roba minimal, di quelle che piacciono molto a me. Sfondo scuro e stella dorata. Nulla più.
E poi ha il bindello, che conosco di nome da poco, solo grazie a Luca. E a me il bindello piace assai. Allora appena arrivi a casa, prima di deporre tutto in frigo, lo prendi e leggi che Inedit è: una miscela sapiente di birra lager e birra di frumento. Inedit utilizza una combinazione di malto d’orzo, frumento, frumento, luppolo, coriandolo, scorza d’arancia, lievito ed acqua. E subito la mente ti torna alle amate blanche belghe. E allora qualcosa non ti torna. Riapri il bindello e leggi, in prima pagina: Inedit significa “Mai creata prima”. Dichiarazione che stride un po’, a leggere fra le righe, con gli ingredienti riportati, utilizzati da secoli per fare birre in Belgio. Allora ti leggi gli ingredienti nel retroetichetta, e ritrovi riproposte le referenze citate nel bindello, ma trovi anche la presenza ingombrante dell’acido ascorbico. Cioè la vitamina C, utilizzata come antiossidante. Funzione che normalmente nelle birre viene svolta egregiamente dal luppolo.
Ti suggeriscono di servirla nel secchiello del ghiaccio utilizzando bicchieri da vino bianco. Ma tu opti per il frigo, i Teku e il libero surriscaldamento (mi piace vedere l’evoluzione che le birre hanno scaldandosi).
Bella la schiuma che si sviluppa versandola, setosa, morbida e con una buona persistenza, che non guasta mai.
Il naso però è poco definito, si apre un po’ all’aumentare della temperatura, ma niente a che vedere con i pomeriggi d’estate che trovi nelle blanche fatte bene.  Dolcino l’impatto, con tanto malto a girarti in bocca, per un assaggio morbido. Forse un filino troppo, perché il luppolo alla fine non arriva a riequilibrare le sorti della battaglia. E l’esperienza rimane sospesa, indefinita.
Se guardiamo al rapporto soldo/felicità, a quel prezzo si beve molto meglio. Ma per il target a cui fa riferimento è perfetta: perfetto il packaging, perfetto il bindello, perfetto il contenuto.
Potenza del marketing.

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