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Lo confesso: sono tasting panel dipendente. Nel senso che mi getto a capofitto su tutti i tasting panel che vengono organizzati on line: Poggio Argentiera, Zonin, La Maranzana, il burro delle Fattorie Fiandino, i lieviti di Cascina i Carpini; e ne organizzo pure: la grappa Brunello, il tapping panel Procork e il contest Tai Rosso con prosciutto e melone.
Quindi quando ho visto che Oneglass ne stava organizzando uno ho aderito molto volentieri. Perché l’idea è bella, il packaging molto curato, il sito dinamico e divertente. Ma volevo provare i vini. Che sono arrivati la settimana scorsa.
L’impressione è stata subito molto positiva, e le confezioni e la brochure fatta a librone hanno subito mandato vibrazioni molto positive. Abbiamo quindi messo in frigo i bianchi (Pinot Grigio e Vermentino) e dato una veloce passata al fresco anche ai rossi (Cabernet Sauvignon e Sangiovese), per avere una temperatura di servizio decente. Una cosa mi ha colpito: non c’era un solo vino in purezza. Erano tutti blend: Pinot Grigio+Traminer, Vermentino+Chardonnay, Cabernet Sauvignon+Teroldego e Sangiovese+Syrah.
Li abbiamo provati in studio a pranzo e devo dire che abbiamo avuto qualche difficoltà con l’apertura (abbiamo provato in tre) e soprattutto abbiamo dovuto schivare qualche schizzo che usciva dal bicchiere (Oneglass si deve spremere).
I bianchi, sinceramente, non ci sono troppo piaciuti. Profumi quasi di sintesi (azzardo fiala alla mandorla Cameo che la mia mamma usava per fare le torte quando ero piccolo per il Pinot Grigio, e the in polvere alla pesca Ristora che usavo per dissetarmi d’estate per il Vermentino), piatti in bocca e poco soddisfacenti in generale.
I rossi erano più invece più ordinari, senza infamia e senza lode, con solo qualche leggera nota di riduzione, ma probabilmente perfetti per il target che l’azienda ha in mente. E soprattutto, come ha detto Alessandro in un commento al post di Fabrizio, l’azienda guarda più alla forma che non al contenuto.
Come la vedo io? Intanto penso che costino troppo (1,6€ per 100 ml fanno 12€ per la bottiglia da 0,75). Continuo però a pensare che l’idea sia ottima, ma la qualità del vino, soprattutto i bianchi, sia decisamente da migliorare. Io punterei dritto dritto all’utilizzo in cucina (100 ml sono perfetti per sfumare risotti ad esempio) con packaging dedicati, e mi proporrei alle cantine, per fornire loro un servizio (ti metto il vino nel mio One Glass). Ma parlo senza numeri e dati davanti. E son sicuro che i ragazzi di Oneglass ci hanno già pensato.
Buon lavoro.

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