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Una riflessione sul mondo del vino che ci è stimolata dall’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna, associazione con 260 membri tra produttori, consorzi di tutela, enti territoriali e sommelier dell’Emilia Romagna. Terra di vini e motori. Dove ogni sapore e ogni colore ha un po’ di grinta in più.

Da anni Enoteca è impegnata nella valorizzazione delle tipicità della regione. Accanto a vini da grandi numeri e grandi fortune, come il Lambrusco, ci sono piccole perle, semisconosciute. Un patrimonio vitivinicolo composto da varietà autoctone, molte delle quali sarebbero state a rischio di estinzione se non fosse stato per un’ondata di orgoglio che ha investito alcuni produttori illuminati.

Fatti i vini, si tratta ora di trovarne gli acquirenti. Vini affascinanti, ma mica sempre facili. Talvolta spigolosi, spesso anticonvenzionali, sempre comunque diversi dalle varietà internazionali, con le loro rotondità. Che tipo di homus culturale è necessario per coltivare gli appassionati di queste bottiglie? Non di certo il consumatore di massa, che si approccia al vino come bevanda alcolica. Quello che potremmo definire un consumatore nordico. Piuttosto un bevitore consapevole, attento e curioso. Più vicino a quello che si potrebbe chiamare il consumatore mediterraneo.

Se nell’Europa del sud il vino si produce e si beve da sempre, a nord è una scoperta (e una moda) relativamente recente, che però sta erodendo consensi a birra e superalcolici. Ma se nei paesi che si affacciano sul mare nostrum bere vino è un’abitudine quotidiana e tendenzialmente moderata; a nord delle Alpi il consumo di vino ha spesso assunto le sembianze di quello delle bevande che sta soppiantando: smodato e poco attento, più protagonista delle bevute del fine settimana che ospite sulla tavola di tutti i giorni.

Per creare sensibilità attorno a questi argomenti lo scorso anno Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna ha varato in collaborazione con la Camera di Commercio del vino della Trakia (Bulgaria) e il Consorzio dei produttori della Grecia il progetto “Wines from the south of Europe – Mediterranean Wines”. Si tratta di un’azione informativa è rivolta tanto ad un pubblico di addetti ai lavori quanto al pubblico finale di consumatori. Lo scopo è quello di far conoscere i prodotti tipici delle tre aree, spesso vini da varietà autoctone considerate – a torto – minori, vini strettamente legati al proprio territorio. Attraverso l’approfondimento di questa conoscenza promuovere uno stile di consumo più attento e consapevole.
Tutto questo grazie alla partecipazione a eventi fieristici di settore (Vinitaly, Prowein, London Wine Fair, Anuga), degustazioni, seminari e approfondimenti in Italia e in altri due paesi Europei, Germania e Gran Bretagna.  Oltre a questo un’azione sui social network con profili attivati su Facebook , Twitter e Google+, dove sotto il nome di “The Wine Soul” si invita il pubblico a scoprire la vera anima del vino e un modo più intelligente di bere.

Tre i vini che – nell’ambito del progetto – abbiamo avuto modo di degustare e che hanno confermato, nel bicchiere, il progetto che sulla carta Enoteca Regionale e i suoi partner stranieri stanno portando avanti:

Pignoletto Vigna Antica Tenuta Bonzara 2012. Profumi intriganti di frutta polposa, grande potenza in bocca con una marcata sapidità e lunga persistenza.

Spergola La Vigna Ritrovata, Tenuta di Aljano 2012. Vino franco, spiazzante nella sua autenticità.  Profumi delicati di fiori, grandissima freschezza che invita a tavola per accompagnarsi con salumi e piatti della tradizione emiliana.

Centesimino (Sauvignon Rosso) La Sabbiona 2012. La scoperta più affascinante tra i tre. Profumi delicatissimi di fiori e frutti rossi che non lasciano prevedere la discreta tannicità e buona struttura in bocca, prima di chiudere con le sensazioni aromatiche retrolfattive.

 

 

 

 

 

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