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In principio era Facebook. Il gigante, il capostipite, il social network capace di calamitare l’attenzione anche dei media tradizionali tanto grande è il suo successo e veloce la sua crescita.

Ma, si sa, diventando grandi, anche gli utenti si stancano, nasce un po’ di malizia e sorge, impellente, la voglia di specializzazione.
Se è vero, infatti, che la forza di Facebook sta proprio nel riunire, al suo interno, diverse funzioni, tanto da farlo diventare, a seconda delle necessità, un blog, un servizio di condivisione foto, di video, un microblog, resta comunque un servizio generalista e manca di approfondimento per le singole tematiche. Per ovviare a questo sono stati creati i gruppi e le pagine personalizzabili, ovvero delle stanze dedicate ad un singolo argomento, ma evidentemente questo non basta.

Dico evidentemente perché ieri è stata la giornata che ha visto la scoperta, da parte mia, di due nuovi social network dedicati eclusivamente al mondo del vino: Italian Wine List e Terroir Amarone.

Del primo posso dire che è encomiabile lo sforzo di catalogazione che è stato fatto per inserire oltre 50.000 vini italiani di più di 4.000 produttori. Per ogni vino è presente una scheda che riporta il voto medio delle guide (anche se non ho capito come abbiano fatto a uniformare i diversi criteri di attribuzione dei punteggi), il tipo, l’uvaggio e la fascia di prezzo (anche qui non si capisce quale prezzo). La cosa simpatica, ma che potrebbe presto essere superata se si riesce a trovare un nuovo criterio di valutazione edonistico, è che è possibile, da parte degli utenti, attribuire a ogni vino un proprio punteggio, che verrà reso visibile agli altri utenti della community e farà media con quello di tutti per l’attribuzione di una valutazione numerica user generated di ogni singolo vino.
Cos’altro può fare per noi questo nuovo social network? Ce lo suggerisce direttamente il sito nella sezione help:

– entrare in contatto gli appassionati e gli operatori del settore tra loro e con i produttori;?

– votare liberamente i vini ed avere un proprio diario di degustazioni sempre online;?

– consultare il voto medio che le guide hanno assegnato ai vini;?

– segnalare vini o produttori italiani non presenti nel database;?- creare eventi worldwide e diffondere l’amore per il Vino Italiano.

Il sito è ancora in fase di beta pubblica e ha bisogno sicuramente di alcuni piccoli aggiustamenti (per dire: non riesco a caricare la mia foto e c’è qualche elemento grafico che si sovrappone ad altri creando un po’ di confusione), ma sono peccatucci di gioventù, che si perdonano. La presentazione ufficiale, come riportato nel comunicato stampa, avverrà venerdì 3 aprile durante Vinitaly.

Terroir Amarone è invece una creatura di Fermenti digitali (Elisabetta e Giampiero) con la collaborazione di altri nomi noti della blogosfera italiana: Maria Grazia, Max e Angelo.
A detta degli stessi autori questo social network, basato sulla piattaforma Ning, è un esperimento, un tentativo di focalizzare la discussione sul vino della Valpolicella con due scopi ben precisi:

1.mettere in evidenza i tanti vignaioli che lavorano le proprie uve su terreni vocati, magari in cru identificabili dal consumatore, perchè esplicitamente dichiarati dal produttore, o “scoperti” dai tanti viaggiatori o attraverso l’uso della geo-referenziazione (mappe su Internet);
2. aprire un luogo di confronto e di scambio di informazioni tra chi produce e chi consuma, qui su Internet, dentro un social network che non sia superficiale come FaceBook.

L’idea è buona e condivisibile anche se, ovviamente e (penso) intenzionalmente, limitativa in termini di utenti coinvolgibili.
L’unico rischio che vedo è quello della polverizzazione della discussione. Immaginiamoci se dovesse nascere il social network del Torcolato, quello del Primitivo di Manduria, quello del Verdicchio dei Castelli di Jesi.
Mille rivoli che potrebbero non arrivare mai al fiume e, quindi, al mare.

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